CIL XV 420 = CIL XV S. 107* Fig. SAO inv. 25353.
Forma: 530
Sig. 8.4, orb. 3.8. Lett. 1.2, 0.9, 0.6-0.9. Lin. 1, 2, 2.
1. r. p. ss. L·SESSI·SVCCESSI DOLIARE
2. DE FIGLINIS·PVBL
3. LIANIS
L. Sessi Successi doliare de figlinis Publ<i>lianis.
Edizioni. LSO 391. Taglietti 1979, 203 N. 51. Bianchi 2003.1, 99 N. 48.
Paleografia. R. 1, il punto L·SESSI non notato da Bloch; r. 2, PVBL^I Dressel; il punto FIGLINIS· non notato da Dressel e Bloch.
Datazione. Steinby 1974-75, 76: inizio degli anni 140. Bloch 1953, 218 restauro delle Terme di Buticosus verso la metà del II sec., non in situ.
CIL XV 421* Fig. SAO inv. 20088.
Forma: 530
Sig. 10.0, orb. 4.5 ca. Lett. 1.3, 1.0 (nesso 1.2), 0.6. Lin. 1, 2, 3.
1. SEIAES ISAVRICAES
2. EX·F^IGL^INIS PV^BL^ILIAN
3. DOLIAR
Seiaes Isauricaes ex figlinis Publilian(is) doliar(e).
Edizioni. LSO 392.
Commenti. R. 1, SEIAES· con punto Dressel. Fra la seconda e la terza riga rimane un anello liscio, una riga di testo non incisa?
Datazione. Steinby 1974-75, 76: inizio degli anni 120. Bloch 1953, 223 Caseggiato del Serapide (DeLaine 2002, 81 aa. 120-122?). In Blake – Bishop 1973, 137 n. 130 erroneamente datato a. 123.
CIL XV 422* corr. Fig. SAO inv. 25322.
Forma: 530
Sig. 7.5, orb. 3.2. Lett. 1.0, 0.9. Lin. 1, 2, 2.
1. EX·PR·FLAVI·APRI·FIG·PVBLIL
2. OP·RVSTI·FELIC
Ex pr(aedis) Flavi Apri fig(linis) Publil(ianis) op(us) Rusti Felic(is).
Edizioni. CIL VIII 22632.24. Pfeiffer - Van Buren - Armstrong 1905, 24s. N. 64. Steinby 1974, 84. Righini 1975, 94 N. 62 (= CIL XV 422.10). LSO 393.
Paleografia. R. 1, il punto APRI· non notato da Dressel e Righini; il punto FIG· da Pfeiffer - Van Buren - Armstrong (il punto sta all'interno della lettera G). R. 2 punto RVSTI· in CIL VIII 22632.24. Signum discus sive sphera secondo Dressel, ma la sporgenza al centro è il segno lasciato dall'attacco del manico del timbro.
Datazione. Steinby 1974-75, 77 n. 2: ca. aa. 150-157. Bloch 1947, 116 restauro del Pantheon nella seconda metà del governo di Antonino Pio. Bloch 1947, 273-275, 298 e 1953, 217 Terme del Foro, Ostia a. 160 ca. (cfr. DeLaine 2002, 79; aa. 150-157 Cicerchia - Marinucci 1992, 231), 226 Terme del Faro, seconda metà del II secolo?
CIL XV 423 = CIL XV S. 108* corr. Fig. SAO inv. 24845.
Forma: 540
Sig. 9.3, orb. 3.6. Lett. 1.2, 1.0. Lin. 1, 2, 2.
1. DOL·EX·FIG·PVBLIANIS r. p. ds.
2. ARVNTI FELICIS
crumena
Dol(iare) ex fig(linis) Pub<li>lianis Arunti/ A. Runti Felicis.
Edizioni. CIL XIV, p. 755. G. Gatti, NSc 1892, 314. Gius. Gatti, BCom 1909, 123s. e NSc 1892, 314s. D. Vaglieri, NSc 1911, 344. LSO 394.
Commenti. Il signum descritto come ancora da Dressel, "pine cone" da Bloch. Gatti 1892: "Le quattro lettere finali della prima linea furono certamente corrette nel sigillo originale: sono profonde e più staccate tra loro." Filippi – Stanco 2005, 168, 187 ipotizzano l’esistenza di f. Publianae; questa sarebbe però l'unica attestazione del nome. Steinby 1974-75, 76s. propone una lettura diversa del nome dell'officinatore, che non è noto altrove. RVNTI per RVSTI potrebbe essere uno sbaglio del poco preciso incisore del timbro. Un Rustius Felix ha infatti lavorato nelle Publilianae sotto Flavius Aper, ma verosimilmente non si tratterebbe della stessa persona: CIL XV 422 è più tardo di una trentina di anni.
Attestazioni. Domus Flavia, ipocausto del triclinio datato in età adrianea, Bukowiecki - Wulf-Rheidt 2015, 385, 453.
Datazione. Steinby 1974-75, 76: inizio degli anni 120. Bloch 1953, 223 Caseggiato del Serapide; DeLaine 2002, 81 aa. 120-123. Bloch 1947, 92 Piccolo Mercato (provenienza incerta) datato 120 ca.; DeLaine 2002, 92 da D. Vaglieri, NSc 1911, 344, aa. 117-128 ca. da Bloch 1947, 170 Villa Adriana (ma v. sopra).
CIL XV 424a Fig. SAO inv. 26005.
Forma: 550
Sig. 10.0, orb. 1.8. Lett. 1.2, 1.3. Lin. 1, 2, 1.
1. IMP·M·AVR·ANTONIN·AVG·OPVS DOLI
2. AR·EX·FIGVL·PVBLILIA^N
aper ds. currens
Imp(eratoris) M. Aur(eli) Antonin(i) Aug(usti) opus doliar(e) ex figul(inis) Publilian(is).
Edizioni. Pfeiffer - Van Buren - Armstrong 1905, 24s. N. 65 (variante a o b). Steinby 1973.2, 120 N. 20 (variante a o b). Camilli – Taglietti 1973, 332. LSO 395. Camilli 2012, 308 N. VI.13 fot. (MNR inv. 205058+294452 = CIL XV 424.7).
Commenti. Pfeiffer - Van Buren - Armstrong aggiungono alla fine della r. 2 un punto che Dressel non ha visto in nessuna delle due varianti. La punteggiatura corrisponde meglio alla variante a. Nelle f. Domitianae l’aper è il distintivo di Flavius Primitivus (CIL XV 184, che ha però cambiato distintivo dopo la morte di C. Fulvius Plautianus (CIL XV 183, aries).
Datazione. Steinby 1974-75, 78: età di Caracalla, ma poteva rimanere in uso anche sotto Eliogabalo, Steinby 2020, 400. Rinvenuto nel Pantheon (Dressel) e nelle terme dei Castra Albana, che risalgono all'impero di Caracalla; Aglietti 2015, 102. Con riferimento a Steinby in Hetland 2007, 96 n. 9 erroneamente connesso con un restauro del Pantheon da parte di Antonino Pio; il bollo in questione è CIL XV 422.
CIL XV 424b
Forma: 550
1. IMP M·AVR·ANTONIN AVG OPVS·DOLI
2. AR·EX·FIGVL·P[VB]LILIA^N
cervus ds. currens
Imp(eratoris) M. Aur(eli) Antonin(i) Aug(usti) opus doliar(e) ex figul(inis) Publilian(is).
Edizioni. Pfeiffer - Van Buren - Armstrong 1905, 24s. N. 65 (variante a o b). Steinby 1973.2, 120 N. 20 (variante a o b).
Commenti. V. CIL XV 424a.
Datazione. Età di Caracalla e/o Eliogabalo, v. 424a.
CIL XV 425 compl.
Forma: 210
1. OPVS DOL·EX·P·AVG N EX·FIG
2. PVBLILIANAS
protome Solis radiati ss., ante globus, pone flagellum
Opus dol(iare) ex p(raedis) Aug(usti) n(ostri) ex fig(linas) Publilianas.
Edizioni. Steinby 1974, 84.
Commenti. Il signum descritto da Dressel è protome viri ut videtur (Solis?) ss., ante eam globus. Negli stessi anni, 212-217, è stato datato in bollo CIL XV 744, dove né le figlinae, né l'officinatore vengono nominati; Steinby 2016, 609. La protome Solis era il distintivo anche di Sabinia Ingenua e Fonteius Proculus nelle f. Domitianae, v. CIL XV 205 e 178.
Datazione. Steinby 1974-75, 78: età di Caracalla. Bloch 1947, 298, 302.
CIL XV 426 Fig. Cozzo 1936, fig. 184; SAO inv. 28115.
Forma: 550
Sig. 9.0 ca., orb. 2.0. Lett. 1.1, 1.0. Lin. 1, 2, 1.
1. OP·DOL·EX·PR·AVG N·FIG
2. PVBLILIANAS·
clava
Op(us) dol(iare) ex pr(aedis) Aug(usti) n(ostri) fig(linas) Publilianas.
Edizioni. Cozzo 1936, fig. 184. LSO 396. Gasperoni 2003, 238-241 Nn. 54-60 tavv. CXXIV.1-4, CXXV.1-6, CXXVI.1-4.
Commenti. Gasperoni N. 54: matrice fessurata. La clava è il distintivo di Aemilia Romana nelle f. Domitianae, v. CIL XV 181, 174.
Attestazioni. Gasperoni 2003, 238-241 Mugnano San Liberato - Vigna della Corte, fornace 56 (7 es., inv. 12 A-G). Dalla stessa fornace provengono bolli delle figlinae Domitianae e di Portus Licini.
Datazione. Steinby 1974-75, 78: età di Caracalla.
CIL XV 427a = CIL XV 427b* Fig. Bodel 1983, tav. VIII.38.
Forma: 550
Sig. 9.9, orb. 2.7. Lett. 1.1, 0.9. Lin. 1, 2, 2.
1. OP·DOL EX·FIGL·PVBLILIANIS
2. PR A^EMILIAE·SEVERAE C F
Mercurius ss. respiciens s. cornucopias et chlamydem, d. crumenam tenet; pro pedibus testudo
Op(us) dol(iare) ex figl(inis) Publilianis pr(aedis) Aemiliae Severae c(larissimae) f(eminae).
Edizioni. CIL XI, p. 1402 (Ferento, Viterbo). Pfeiffer - Van Buren - Armstrong 1905, 24s. N. 66. Steinby 1973.2, 119 N. 12, 122 N. 40. Righini 1975, 96 N. 66 (se non CIL XV 428a/b). LSO 397. Bodel 1983, 32s. N. 38, tav. VIII.38. Calco Lacus Iuturnae, Steinby 2012, 114.
Paleografia. Secondo Dressel, nel bollo CIL XV 427b, impresso con lo stesso timbro, il signum sarebbe "ancora ut videtur"; è probabile che il signum sia stato deliberatamente distrutto perché il timbro potesse essere usato da un altro officinatore; Steinby 1974-75, 77 n. 6. R. 1, DOL· con punto Dressel (a e b), che non ha notato il punto EX· in 427a, e Bodel; il punto FIGL· non notato da Dressel in 427b. Bodel conferma che la prima lettera della r. 1 è attaccata all’orbicolo (così anche nell’es. dagli scavi al Lacus Iuturnae; contro Pfeiffer - Van Buren - Armstrong).
Commenti. Domina è Aemilia Severa c. f. (PFOS 37). Sulla base del signum il bollo può essere attribuito all'officinatore che usa lo stesso signum sotto Caracalla in CIL XV 408b; Steinby 2016, 613.
Datazione. Steinby 1974-75, 77: età severiana. Bloch 1947, 298, 302 fine II sec., età severiana. Bloch 1953, 218 Ostia Terme del Foro, restauro severiano.
CIL XV 428a Fig. SAO inv. 27451.
Forma: 210
Sig. 9.9. Lett. 1.0, 1.2. Lin. 1, 2, ?.
1. OP·DOL·EX·FIGL·PVBLILIAN PRAED
2. A^EMILIAE·SEVERAE C F
leo ds.
Op(us) dol(iare) ex figl(inis) Publilian(is) praed(is) Aemiliae Severae c(larissimae) f(eminae).
Edizioni. Righini 1975, 94 N. 63 (= CIL XV 428a.6), cfr. N. 66. LSO 398.
Commenti. Dressel menziona nel signum sotto il piede anteriore del leone "incertum quid parvum", non notato in LSO; "piccolo oggetto irriconoscibile" in Righini.
Datazione. Steinby 1974-75, 77: età severiana.
CIL XV 428b
Forma: 550
1. OP DOL EX·FIGL·PVBLILIANIS PR
2. AEMILIAE SEVERAE C F
Mars ss. respiciens, d. clipeo humi positu innititur
Op(us) dol(iare) ex figl(inis) Publilianis pr(aedis) Aemiliae Severae c(larissimae) f(eminae).
Edizioni. Righini 1975, 96 N. 66 (se non CIL XV 427 o 428a).
Commenti. Sulla base del signum il bollo può essere attribuito a C. Casinius Numidianus; v. CIL XV 435.
Datazione. Steinby 1974-75, 77: età severiana.
CIL XV 429
Forma: 550
1. OPVS DOL·DE·FIGVL·PVBLILIANIS
2. PREDIS·AEMILIAES SEVERAES
Victoria ss. elato altero brachio coronam manu tenet; ante ara (aut calathus?)
Opus dol(iare) de figul(inis) Publilianis predis Aemiliaes Severaes.
Commenti. Il signum è il distintivo di un officinatore mai nominato nei bolli CIL XV 429, 430, 431, 432, 434a, 408d.
Datazione. Steinby 1974-75, 77: età severiana.
