FRAMMENTI
1) Fig. Verga 2006, fig. 8.
1. 'M[---]
In bolli separati, sopra caduceo?, sotto tirso?.
Edizioni. Verga 2006, 43 § 20 fig. 8 (m.).
Commenti. Verga cerca un confronto in Pallecchi 2002, 258 punzone 42.4 (caduceo), p. 444.
2) Fig. Joncheray 1973, fig. a p. 19 e tav. II.1-2.
Forma: 110
1. HERM'E[---]
Herme[---].
Edizioni. Joncheray 1973, 17 fig. a p. 19 e tav. II.1-2. Hartley 1973, 52 N. 9. Steinby 1978-79, 83 N. 224 (m., Cap Dramont relitto D). Parker 1992, 167 N. 374. Pallecchi 2002, 253 punzone 39.4 N. 419.
Commenti. Mortarium del tipo D1, il che invalida il ragionamento in Steinby 1973-74: Ti. Claudius Hermeros (CIL XV 930a-e) avrebbe prodotto mortai del tipo D2.
Datazione. Il relitto risale al terzo quarto del I sec. d.C.
3) Fig. Stanco 1999, tav. 2 N. 75.
Forma: 110
Sig. 4.7, 1.8. Lett. 1.2.
1. EH·EC·
Edizioni. Fig. Stanco 1999, 178 N. 75 tav. 2 bollo N. 75 (m. tipo D2).
Paleografia. Punti quadrati. Il testo potrebbe essere completo secondo Stanco, che presenta anche la lettura alternativa F^E.
4) Fig. Pallares 1983, fig. 58.
Forma 110
1. 'F'E[---].
Edizioni. Pallares 1983, 84 coperchio N. 3, fig. 58.
Commenti. V. sopra, Novum CIL XV 2438/9.
5)
1. P[.]C∙L FECI[---]
Edizioni. Muzzioli 1980, 101 (d.). Steinby 1987, 48 N. 116.
6)
Forma: 110
1. STA[---]
2. MAR[---]
Edizioni. Hartley 1973, 52 N. 21 (m., Narbonne). Steinby 1978-79, 64 N. 51. Steinby 1987, 47s. N. 112.
Commenti. Il fr. potrebbe essere integrato sul modello di S. 618, St. Marcius senza cognomen, ma è anche possibile che nella r. 2 sia indicato il nome delle figlinae Marcianae. Cfr. Steinby 1974, 106s. N. 27 tav. VI.38, che potrebbe essere integrato con i nomi di St. Marcius Optatus e delle figlinae Marcianae.
7) Fig. Maritan 2009, fig. N. 48 a p. 176.
Forma: 110
Sig. 2.8+, 2.4. Lett. 1.1.
1. [---]M[---]
2. [---]ER'O[---]
Edizioni. Maritan 2009, 167 N. 48, 175 N. 16, fig. N. 48 a p. 176.
Paleografia. Il bollo è stato impresso longitudinalmente sull'orlo di un m. del tipo D2.
Commenti. È incerto se l'impronta conserva la parte iniziale del bollo. Non corrisponde ai bolli noti con i nomi Eros, Hermeros o Phileros.
8) Fig. Pallecchi 2002, punzone 39.1 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 6.3+, 2.0. Lett. 1.4.
1. [---]VITV[---]
Edizioni. CIL X 8048.49 (m., Pompei inv. 17793). Pallecchi 2002, 252 punzone 39.1 N. 416a/b. Scheda Pompei inv. 17793.
Commenti. Forse [A]vitu[s], Pallecchi.
9) Fig. Pallecchi 2002, punzone 39.2 (ric. grafica).
Forma 110
Sig. 7.0+, 1.4+. Lett. 1.0. Lin. 1, 1.
1. [---]'D'EMETR[---]
Edizioni. Zabehlicky Scheffenegger 1996, 161, tav. 2 (m., Magdalensberg). Pallecchi 2002, 252 punzone 39.2 Nn. 417a/b.
Commenti. Cfr. CIL XV 2460 var.
Datazione. Il contesto di rinvenimento è della prima metà del I sec. d.C.
10) Fig. Pallecchi 2002, punzone 39.3 bis (da Brentchaloff - Rivet).
Forma: 110
Sig. 5.7+, 3.1. Lett. 1.3-1.4.
1. ]RTVN'A[
2. ]ERI[
[Fo]rtuna[---]ERI[---].
Edizioni. Brentchaloff - Rivet 2000, 496s., 501 N. 14 (m., Fréjus). Pallecchi 2002, 296 punzone 39.3 bis N. 469.
Commenti. Pallecchi rigetta giustamente l'attribuzione a Domitia P. f. Lucilla proposta dagli editori.
11) Fig. Pallecchi 2002, punzone 39.5 (da Berti).
Forma: 110
Sig. 4.1+, 1.8.
1. [---]MODERAT'V[---]
2. [---]HYPATI∙FEC[---]
[---]Moderatu⌈s?⌉ [---] Hypati fec(it?).
Edizioni. F. Berti, Uno sguardo sul passato. Archeologia nel Ferrarese. Cat. mostra. All'Insegna del Giglio, Firenze 1995, 74 N. 161, tav. IX (m., Voghenza Museo Naz. di Ferrara inv. 57274). Pallecchi 2002, 253 punzone 39.5 Nn. 420a/b.
Commenti. Pallecchi, 312 osserva che nel disegno l'ultima lettera in r. 1 viene interpretata come una I.
12)
Forma: 110
1. [---]ACANTV[---]
2. [---]ERIV[---]
Edizioni. M. Della Corte, NSc 1927, 106 (m., Pompei Reg. III.4.3). Steinby 1987, 48 N. 119 (m., Pompei). Pallecchi 2002, 255 punzone 41.1 N. 427.
Commenti. A causa della mancanza di segni di interpunzione non si possono distinguere con certezza le varie componenti del nome.
13) Fig. Pallecchi 2002, punzone 41.3.
Forma: 110
Sig. 6.3+, 3.3+. Lett. 1.0. Forte linea fra le due righe.
1. [---]
2. [---]C[---]
Edizioni. Pallecchi 2002, 255 punzone 41.3 N. 429 (m., Ostia).
Datazione. Per la presenza della linea fra le righe ultimi anni del I - II sec. d.C. Pallecchi.
14)
Forma: 110
1. [---]'ECAERA[---]
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1913, 398 (m., Ostia). Steinby 1978-79, 87 N. 262. Pallecchi 2002, 255 punzone 41.4 N. 430.
Commenti. La prima lettera conservata potrebbe essere anche una F.
15) Fig. Riley 1981, D674.
Forma: 110
1. ]---[
ramus palmae ss.
2. [---]N^DVS[---]
Edizioni. Riley 1981, 297 D674. Pallecchi 2002, 256 punzone 41.6 N. 432.
Commenti. Riferibile a M. Alfius Secundus, Cn. Domitius Secundus, Ti. Iulius Iucundus, L. Lurius Verecundus (Hartley, in Riley). Pallecchi osserva la somiglianza al punzone 3.3 di M. Alfius Secundus e al 25.9 di L. Lurius Verecundus che hanno però il ramo di palma volto a destra.
16)
1. [---]'DO'R[---] / [---]'NO'C[---]
2. [---]
Edizioni. I. Pohl, in F. Zevi - I. Pohl, 'Casa delle pareti gialle. Salone centrale, scavo sotto il pavimento a mosaico', NSc 1970, Suppl. I, 216 N. 653 fig. 85 (rappresenta il mortarium ma non il bollo). Pallecchi 2002, 256 punzone 41.7 N. 433 (m., Ostia inv. 16899).
Commenti. Pallecchi presenta le due letture alternative a causa della impossibilità di definire l'orientamento del bollo. Pohl parla della "riga inferiore" a proposito della prima lettura da lei proposta.
17) Fig. Pallecchi 2002, punzone 18.90 (da Sánchez Sánchez 1990).
Forma: 110
Sig. 5.0+, 3.2. Lett. 1.0.
1. [---]OMI[---]
ramus palmae ds.
2. [---]S'I[---]
[---D]omi[ti ---]SI[---].
Edizioni. Sánchez Sánchez 1990, 121 N. 1. Pallecchi 2002, 170 punzone 18.90 Nn. 214a/b (m., Merida, Museo Nacional de Arte Romano inv. 17544). Aguarod Otal 2022, 334 N. 36, fig. 8.36.
Commenti. La trascrizione è una combinazione di quanto è conservato dei due bolli impressi sul mortaio.
Datazione. Sulla base del ramo di palma seconda metà del I sec. (Pallecchi).
18) Fig. Aguarod Otal 1991, 174 N. 17 con fig., fig. 39.2.
Forma: 110
Sig. 5.6+, 2.4+. Lett. 1.2, ?
1. [---]'EPHA'N[---]
2. [---]'X'I'V'O[---]
[?S]tephan[---] XIVO?.
Edizioni. Aguarod Otal 1991, 174 N. 17 con fig., anche fig. 39.2 (m., Ampurias).
Commenti. Aguarod Otal colloca l'esemplare in un gruppo di attribuzione incerta. Non in Pallecchi. Aguarod Otal 2022, 336 N. 56.
19) Fig. Aguarod Otal 1991, 175 N. 18 con fig., v. anche fig. 37.2.
Forma: 110
Sig. 6.0+, 2.7+. Lett. 1.5. Lin. ?, 2.
1. [---]
2. [---]ADI∙FES[---]
[---]adi Fes[ti?].
Edizioni. Aguarod Otal 1991, 175 N. 18 con fig., v. anche fig. 37.2 (m., Caesaraugusta).
Paleografia. Di una possibile r. 1 non è conservato nulla. C'è forse una linea (o due?) sotto il testo. La A è più bassa delle altre lettere.
20) Fig. Riley 1981, D670.
Forma: 110
Sig. 6.2+, 2.0. Lett. 1.4.
1. [---]'VCTIL'I'V'S
Edizioni. Riley 1981, 296 D670 (m., Berenice). Pallecchi 2002, 257 punzone 41.10 N. 436.
Commenti. Pallecchi suggerisce l'integrazione [Fr]uctilius, v. Solin - Salomies 1988, 82, 239; CIL VI 8955. Potrebbe trattarsi anche di un cognomen, cfr. Fructilla in Kajanto 1965, 352.
21) Fig. Spanu 2015, figg. 1, 4.
Forma: 110
Sig. alt. 3.8. Lett. 1.3.
1. [---]ORNEL'I'V[---]
2. [---]'V'S DO'M'I[---]
[---C]orneliu[s ---]us Domi[---].
Edizioni. M. Spanu, 'Un mortarium con bollo doliare urbano da Narmouthis (Medinet Madi)'. ©Sicania, Analecta Papyrologica 27 (2015), 177-183, figg. 1-4, part. 1, 4.
Paleografia. Testo retrogrado.
Commenti. Spanu propone la lettura dell'ultima lettera in r. 2 come una L e propende per l'identificazione del presunto proprietario delle figlinae menzionato in r. 2 con una delle due Domitiae Lucillae ricordando l'esistenza di un officinatore della Minor di nome A. Cornelius Clodianus. Non è però escluso che il Cornelius in r. 1 sia il proprietario del servo il cui nome in r. 2 potrebbe essere preceduto da [OP]'VS DO'L. Il termine, estremamente raro in bolli di ceramica pesante, compare in CIL XV 2534, forse in CIL XV 2514 e in Novum CIL XV 2459/ S. 513 (la trascrizione è dubbia). Potrebbe trattarsi di uno dei due Cornelii già noti come produttori di ceramica pesante, o di uno finora ignoto; cfr. Novum CIL XV 2429/30.7 di L. Cornelius Crispus e 2430, 2431, S. 480 di C. Cornelius Felix.
Attestazioni. Fr. di mortarium di taglia pedale di tipo D2 rinvenuto a Narmouthis, Egitto (Fajum) nel 2009.
22)
1. [---]CAV VIC
2. SIICVND
Edizioni. Hartley 1973, 52 N. 5 (da Zollfeld).
Commenti. Hartley: Claudius Victor?, Secundinus (esclave). Lecture de la ligne supérieure altérée.
23) Fig. Stanco 1999, tav. 3 bollo N. 82, fot. e dis.
Forma: 110
1. [---]AVSTI[---]
2. [---L]VCI'F'E'R [1 o 2 lett.]
Edizioni. Stanco 1999, 179 Nn. 82-83 tav. 3 bollo N. 82, fot. e dis. (d., villa in Prato la Corte).
Commenti. In r. 1 sembrerebbe poter leggere il nome [F]austi[, nella r. 2, con molti dubbi, [L]ucifer. L'unico Lucifer noto da bolli doliari (prima servo, poi liberto di St. Marcius) non è attestato come appaltatore di una Faustina o di un Faustus. Potrebbe forse trattarsi di Faustus servo di Domitia Lucilla, v. Novum CIL XV S. 497/8.1.
24) Fig. Catani, tav. III.31, VI.31.
Forma: 110
Sig. 6.3+, 2.8. Lett. 2.2.
1. [---]'VXIMI[---]
[---A]uximi[---].
Edizioni. Pallecchi 2002, 155s. punzone 18.60 Nn. 170a/b (E. Catani, 'I bolli degli scavi sestinati 1971 e 1973', in AA.VV., Sestinum: comunità antiche dell'Appennino tra Etruria e Adriatico. ©Biblioteca comunale di Sestino. B. Chigi, Rimini 1989, 51 N. 2 tav. III.31, VI. 31 (dis. A. Chighine); m., Sestino - Arezzo), N. 171 (Ostia, Horrea Epagathiana; D. Vaglieri, NSc 1912, 349, Ostia).
Commenti. Nel disegno di Catani il bollo finisce 'VXIMI. Cfr. Steinby 1978-79, 75 N. 143 = Novum CIL XV 1008/9, Auximi Lucillae.
25) Fig. Moscardò Sabator, fig. 14.2.
Forma: 110
1. [---]'NIL[---]
2. [---]LAC'T[---]
Edizioni. E. Moscardò Sabator, 'El poblamento rural romano en el territorio norte de Dianium. La comarca de La Sapor-Valldiona (Valencia)', Saguntum 40 (2008), 185. Aguarod Otal 2022, 336 N. 57.
26) Fig. Steinby 1978-79, tav. XXII.1.
Bollo A
Forma: 110
Sig. 7.0+, 1.1+. Lett. 0.7+.
Illeggibile.
Bollo B
Forma: 110
Sig. 8.9+, 1.9. Lett. 1.4 ca.
1. C[.]V[.]E'N+[---]
Edizioni. Steinby 1978-79, 85 N. 235 tav. XXII.1. Mari 1983, 210 N. 799 (d., Montecelio-Guidonia).
Commenti. Lettere molto irregolari, bolli consunti oltre che frammentari.
27)
Forma: 110
1. [---]CVNDVS∙A[---]
Edizioni. G. Gatti, NSc 1897, 453 (d., Roma). Steinby 1978-79, 87 N. 261.
Paleografia. A grandi lettere sul labbro (Gatti).
Commenti. Non corrisponde al testo di nessun bollo con nomi come Facundus, Iucundus, Secundus o Verecundus.
28) Fig. Pérez González - Fernández Ibánez 1989, fig. 9.
Forma: 110
Sig. lungh. 3.5. Lett. 0.6.
1. [.]MARIV[---]
[.] Mariu[s ---].
Edizioni. Almagro Basch 1952, 229 N. 256. Pérez González - Fernández Ibánez 1989, 76 N. 9, fig. 9.
Commenti. Il disegno mostra un bollo unilineare. Gli editori rimandano ai bolli dei MM. Marii attestati anche a Pompei (S. 530, 531, 532a-b), che hanno però tutti il testo diviso su due righe.
29) Fig. Tassinari 1995, tav. 63.3.
Forma: 110
1. [---]'M'I'A+[---]
2. [---]'FAV'O'R+[---]
Edizioni. G. Tassinari, 'Mortaria', in G. Sena Chiesa - M.P. Lavizzari Pedrazzini (a cura di), Angera Romana. Scavi nell'abitato 1980-1986 I. ©G. Bretschneider, Roma 1995, 170-173, part. 171, tav. 63.3.
Commenti. Cfr. l'edizione di Tassinari /MI AD | FAVORI F, con dubbi sull'ultima lettera.
30)
Forma: 110
1. [---]EROTIS
[---] Erotis, [---Ant]erotis?
Edizioni. M. Frederiksen, PBSR 23 (1955), 72 N. 12a (d., Via Flaminia). Steinby 1978-79, 86 N. 252.
31)
Forma: 110
1. [---]AGONI ramus palmae stans
Secondo bollo illeggibile.
In bollo separato ramus palmae et caduceus decussati.
Edizioni. Steinby 1987, 135 (m., MNR inv. 295513). Pallecchi 2002, 254 punzone 40.1 N. 425.
32) Aguarod Otal 1991, 136 N. 5 con dis.
Forma: 110
Sig. 2.6+, 0.7. Lett. 0.5.
1. [---]POTHI
Edizioni. Aguarod Otal 1991, 136s. N. 5 con dis. Pallecchi 2002, 254s. punzone 40.2 N. 426.
Commenti. Area di produzione campana? Pallecchi. Verso tale ipotesi puntano le misure ridotte del bollo e la posizione parallela al canale. Il nome potrebbe essere Pothus, [Euru]pothus o Pothu[menus] (?) (Aguarod Otal).
33) Stanco 2003, p. 275 N. 44.1.
Forma: 110?
Sig. 2.9+, 1.6+. Lett. 1.2+.
1. [---]'V'LIV'S
[---I]ulius?
Edizioni. Stanco 2003, 276 N. 44.1 calco a p. 275 (m.?).
Paleografia. La forma delle lettere irregolari, senza apici esclude l'identificazione con Ti. Iulius Periander, tentativamente proposta da Stanco, n. 81. Il bollo presenta l'estremità arrotondata, forse causata dalla curva dell'orlo se si tratta di un mortarium.
34) Fig. Fiore, fig. 11.
Forma: 110
1. [---]V^M
2. [---]SE^R∙F
3. [---] ramus palmae, corona lemniscata
Edizioni. M.G. Fiore, 'Indagini archeologiche nella chiesa di S. Anatolia a Gerano (Roma)', Lazio e Sabina 3, 54 fig. 11 (coperchio di dolio con pomello).
Commenti. Fiore parla di un unico timbro, ma sembra che siano due con testo e uno con motivi decorativi. Potrebbe trattarsi di un servo [duor]um | [Domitiorum].
35) Fig. Imai 1995, fig. 25.9, tav. 23.9.
Forma: 110
Sig. 3.4+, 2.0. Lett. 1.1-1.2.
1. [---]∙C F
Edizioni. Imai 1995, 137 N. 3 fig. 25.9, tav. 23.9 (d.).
Paleografia. Testo retrogrado, lettere sottili senza apici. Prima della C tracce di una lettera illeggibile.
Commenti. Imai legge C( ) f(ecit), ma C. f(ilius) è forse più probabile.
Attestazioni. Villa a Cazzanello (Tarquinia).
36) Fig. Stanco 2006, fig. VI.3.40.
Forma: 110
Sig. 3.2+, 4.3. Lett. 1.4, 1.4. Lin. 1, 1, 1.
1. [---]RI∙
2. [---]RI∙
Edizioni. Stanco 2006, 237 n. 125, 241 N. 68, fig. VI.3.40.
Commenti. Stanco 2006.1, 237 n. 126 trova un confronto nella parte finale del bollo 1233, M∙LABERI | ELEVTHERI, ma il timbro è diverso.
37) Fig. Scardozzi 2015, fig. 7.
Forma: 110
1. [---]RI COSMI
2. [---]SEX TVL
Edizioni. Scardozzi 2015, 206, fig. 7.
Commenti. Per possibili scioglimenti v. Scardozzi 2015, 206 nn. 51-53.
38)
1. ONICICCET
2. M
Coetonici M( ).
Edizioni. Taglietti 2015, 276 n. 42.
Commenti. Coperchio. Trascrizione ONICICCET | M da SAR, Giornale di Scavo, 7 gennaio 1910, Via Portuense, Via Privata III. Non rintracciabile nel MNR. Verosimilmente si tratta del bollo circolare CIL XV 2405, COETONICI∙ | M. Il bollo fa parte di una serie tipologicamente uniforme di bolli attestati prevalentemente su tegole, v. CIL XV Novum 2402/3 - Novum 2410/1. La produzione è di provenienza campana.
39) Fig. Filippi - Gasperoni - Stanco 2008, fig. 17.
Forma: 110
Sig. 2.3+, 3.4. Lett. 1.3, 1.0.
1. [---]S
2. [---]∙F
In bollo separato, quasi quadrato (cm 3.2, 3.5), traccia di ornamento ora mancante.
Edizioni. Gasperoni 2003, 268 N. 95, tav. CXXXVIII.1-2. Filippi - Gasperoni - Stanco 2008, fig. 17.
Commenti. Fr. di dolio da Bomarzo, loc. Buconera - Rota Rio. Cfr. CIL XV 1094h I = S. 501.
40) Fig. Gasperoni 2003, tav. CXXXVIII.3-4.
Forma: 110
Sig. 3.0+, 2.1+. Lett. 0.9, 0.7. Lin. 1, 1, ?.
1. [---]+IRE[---]
2. [---]+V+[---]
Edizioni. Gasperoni 2003, 268 N. 96, tav. CXXXVIII.3-4 (m.).
Commenti. La prima lettera in r. 1 sembra una C, in r. 2 forse una T.
41) Fig. Nicoletta 2007, fig. 6.b-c.
Forma: 110
Sig. 5.0+, 2.3. Lett. 1.7.
1. [---]MI
Edizioni. Nicoletta 2007, 168 Tipo D6 con n. 98, fig. 6.b-c (d.). Nicoletta 2008, 311 N. 573 con dis. e fot.
Paleografia. Lettere senza apici o shading, M con aste divaricate.
Commenti. In base alla forma e ai caratteri epigrafici Nicoletta propone una datazione al I sec. d.C., probabilmente prima metà del secolo, ma la paleografia è piuttosto tardorepubblicana. A favore della datazione più alta parlano i confronti tipologici da contesti datanti citati da Nicoletta. Analisi archeometriche rendono probabile la provenienza locale da Scoppieto. Potrebbe forse trattarsi di un nuovo timbro di CIL XV 1383a, L. Postumi, che finora non è però attestato su ceramica pesante.
42) Fig. Picuti 2009, figg. 4, 5.
Forma: 110
Sig. 7.0+.
1. C∙'F[.]'AC+[---]
Edizioni. M.R. Picuti, in H. Solin (a cura di), Le epigrafi della Valle del Comino. Atti V convegno epigrafico cominense 2007. Associazione "Genesi" 2009, 142-145, figg. 4, 5.
Commenti. La trascrizione è basata sulla fotografia. Picuti legge C(aius) Flacc[---]; della lettera dopo la F è conservata parte dell'asta verticale. Sia nella fotografia che nel disegno sembra che della ultima lettera sia conservata un'asta verticale, non la rotondità di una seconda C. Forse c'è un punto fra la A e la prima C. Si potrebbe forse leggere C∙FLA∙C[---]?
43)
Forma: 110
1. C.[---]
2. Sirus. P.[---]
Edizioni. Tartara 1999, 53 § 19. Orlo di dolio.
44)
Forma: 110
1. [.]ERENNI
Edizioni. Tartara 1999, 108.
Commenti. Frammento di orlo di dolio. Tartara (n. 127) propone l'identificazione con M. Herennius (Pollio) in CIL XV 1180 (ma domini compaiono molto raramente in bolli su ceramica pesante, e mai in bolli uninominali), oppure con il M. Perennius noto da CIL XI, II, 1, 6700. Cfr. CIL XV 1178, H^EREN.
45) Fig. Huguet 2018, fig. 2.5.
Forma: 110
Sig. 5.5+, 4.4.
1. [---]DOMI[---]
2. [---]'RIS[---]
Edizioni. Huguet 2018, 313 N. 5, fig. 2.5 (dis. dell'aut.).
Commenti. Con Huguet si può solo constatare, che si tratta di un liberto per ora non identificabile dei Domitii; il fr. non corrisponde ai bolli illustrati di Salutaris, Favor, Euaristus, Priscus, S. 498, Novum S. 498/9, S. 489, Novum S. 503/2433 su mortaria, né ai bolli noti da laterizi, 1093, 1096g.
46) Fig. Huguet 2018, fig. 2.6.
Forma: 110
Sig. 6.8+?, 3.9.
1. [---]TVLVS[---]
2. [---]CILLA[---]
[---]tulus [--Lu]cilla[e]?
Edizioni. M. Fixot - J. Guyon - J.-P. Pelletier - L. Rivet, BullMon 144.3 (1986), 286 fig. 79. Huguet 2016, 315 N. 6, fig. 2.6 (dis. L. Rivet).
Commenti. Huguet cerca giustamente uno scioglimento migliore di quello proposto dagli editori sopra citati: Tul(l)us [Lu]cilla[e servus]. Supponendo che il bollo sia intero e che le "V" in r. 1 siano edere male riuscite, ella suggerisce la lettura T(itus) L. Scilla, tuttavia, con la riserva che tale cognomen non è noto (a meno che si tratti di una forma corrotta di Squilla). Forse è meglio partire dal presupposto che del bollo manca sia l'inizio che la fine, come accade molto spesso con bolli impressi sul bordo ricurvo di un mortaio. Non è però noto nessun servo, liberto o officinatore libero delle due Domitiae Lucillae, con un nome che finisca in ]tulus.
Datazione. Rinvenuto in un contesto datato alla fine del II sec. d.C.
47) Fig. Huguet 2018, fig. 2.7.
Forma: 110
Sig. 5.4+, 2.7.
1. [---]'P'M'E[---]
2. [---]O'PER'A[---]
Edizioni. M. Fixot - J. Guyon - J.-P. Pelletier - L. Rivet, BullMon 144.3 (1986), 286 fig. 79. Huguet 2016, 315 N. 7, fig. 2.7 (dis. L. Rivet).
Commenti. Huguet cita un cauto tentativo di interpretazione di D. Brentchaloff (Fixot cit., 41) che attribuisce il bollo a "Flavia Operata Domit(illa)". Flavia Operata compare come domina in CIL XV 680, ma come nota Huguet, il cognomen Domitilla non risulta associato a ella, mentre il nome Opera (Solin - Salomies 1994, 372) potrebbe aprire una via diversa di lettura.
Datazione. Rinvenuto in un contesto datato alla fine del II sec. d.C.
48) Fig. Huguet 2018, fig. 2.9.
Forma: 110
Sig. 5.4+, 3.6.
1. [---]ANIV'S 'F[---]
ramus palmae ss.
2. [---]+CIOPVD[---]
Edizioni. Huguet 2016, 315 N. 9, fig. 2.9 (dis. dell'aut.).
Commenti. Huguet propone di leggere nelle lettere CIO in r. 2 la fine di un nome come Bucio, Peccio, Senicio, etc. seguito da Pud[ens]. Meno attraente è l'alternativa [---]ci opu(s) d(oliare) [---]; il termine opus doliare non compare in bolli su ceramica pesante.
Datazione. Sulla base della palmetta fra le righe di testo, dalla seconda metà del I sec. d.C.; Huguet con riferimento a Pallecchi 2002, 60.
49) Fig. Nardi 2014, fig. 37.
Forma: 110
Sig. 6.3+, 3.0. Lett. 1.3 ca.
1. [---]OL'I++D 'sagitta [---]
2. [---]AV'S'TINA[---]
Edizioni. R. Nardi, in C. Zazzaro et al., 'The contribution of the Università degli Studi di Napoli "L'Orientale" to the 2013-2014 Eritrean-Italian Archaeological field season at Adulis', Newsletter di Archeologia CISA 5 (2014), 540-543, fig. 37 (fot. C. Zazzaro).
Paleografia. La parte finale della r. 1 è molto male impressa; è forse possibile leggere un'asta verticale dopo le lettere OL. In r. 2, la S e la T sono in parte evanide.
Commenti. Mortaio tipo D2 rinvenuto ad Adulis; secondo Nardi verosimilmente di provenienza centro-italica e databile fra la fine del I e l'inizio del II secolo. Nardi integra dubitativamente [opus d]ol(iare). La formula compare però solo eccezionalmente su bolli usati per timbrare ceramica pesante (Novum CIL XV 625/6), cfr. il tubo fittile, classificabile piuttosto come materiale di costruzione (CIL XV 2534). A causa della mancanza del titolo AVG (che potrebbe in teoria seguire al nome nella parte ora mancante del bollo), Faustina dovrebbe essere una domina privata. Forse potrebbe trattarsi di Rupillia Faustina; il testo potrebbe iniziare con il nome di Doretus, ancora schiavo, che conosciamo come liberto da bolli di Faustina e di M. Annius Verus, v. Novum CIL XV S. 116/456, CIL XV 456, Novum CIL XV 456/457, CIL XV 457 = CIL XV S. 576, CIL XV 458-460.
50) Fig. Aguarod Otal 2022, fot. fig. 9.58.
Forma: 110
Bollo A
1. [---]PICV'A[---]
2. [---]CALVI[---]
Bollo B
1. [---]PIC[---]
2. [---]CAL[---]
Edizioni. Quevedo 2015, 71, Fig. 37.1. Aguarod Otal 2022, 336 N. 58, fig. 9.58 con fotografia di A. Quevedo.
Commenti. Aguarod Otal aggiunge la I in r. 2. Quevedo integra [SVL]PIC VA[---] | [---]CAL V[IC], proponendo lo scioglimento Cal(petani) V[ic(torini)]; cfr. Novum CIL XV S. 476/ 2425.3. Aguarod Otal (2019, 344) propone come alternativa Calvi(sius). L'integrazione [SVL]PIC della r. 1 proposta dai due autori è possibile, ma meno probabile come nome di figlinae specializzate nella produzione di bessali; cfr. Novum CIL XV 568/9?.
51)
Forma: 110
1. [---]IAD
2. FAVORI
Edizioni. G. M. Facchini, 'Marche su anfore, mortaria e laterizi da Angera (VA) e dal suo territorio', 'NotMilano' 45-46 (1990), 51-57. G. Sena Chiesa - M. P. Lavizzari Pedrazzini (a cura di), Angera romana II, Angera romana. Scavi nell’abitato 1980-1986. Roma 1995. Della Porta – Sfredda – Tassinari 1998, 183.
Commenti. L'edizione del 1998 caratterizza l'esemplare come un bollo di incerta lettura e identificazione, ma ricorda l'esistenza di Cn. Domitius Favor.
52) Fig. Viegas 2020, fig. 6.1.
Forma: 110
1. [---]POV
2. RN?RI Q?
Edizioni. C. Viegas, 'Late Republican and Early Empire common ware in southern Lusitania (Algarve – Portugal): the Italian imports', ReiCretActa 46 (2020), 125-138, part. 134s., fig. 6.1. Menzionato in Ordóñez Agulla 2021, n. 23.
Datazione. Fra Claudio e la prima età antonina (Viegas).
53) Fig. Zubboli 2017, fig. 1.
Forma: 110
1. [---]MOENV[---]
Edizioni. V. Zubboli, in Carandini et al. 2017, 689, fig. 1 (fr. di mortaio).
Commenti e datazione. Il frammento proviene dalla sequenza stratigrafica risultata dalla distruzione, nell’incendio del 64 d.C., dell’horreum costruito sulla domus Publica, con un terminus ante quem costituita dalla ricostruzione vespasianea. Potrebbe trattarsi di Cn. Domitius Amoenus, ancora servo, presupposto che il bollo CIL XV 1100, rinvenuto nelle Terme di Traiano, risalga all’età flavia.
