CIL XV 2488
Forma: 110
1. L R^VFEN·PROCVLI
2. LEO·SER·FEC
L. Rufen(i) Proculi Leo ser(vus) fec(it).
Su bolli separati a s. ramus palmae, a d. caduceus, sotto ramus palmae.
Edizioni. CIL XIV 4093.6. Fiorelli, NSc 1885, 77. Taglietti 2015, 271 n. 16.
Commenti. Taglietti non menziona il ramo di palma sotto il bollo.
Novum CIL XV 2488/S. 541
Forma: 110
1. L RVFEN[I] PROCVLI
2. CLAR SER FECIT
L. Rufen[i] Proculi Clar(us) ser(vus) fecit.
In bolli separati a s. uno e a d. due bucrani, sopra e sotto Mercurio con caduceo.
Edizioni. Dolio. A. Mastino, 'Relazione', in E. Cica - G. Pianu (a cura di), San Cromazio. Il progetto Mosaico. Centro Stampa Università di Sassari, Sassari 2004, 29-35, part. 32s. Taglietti 2015, 271 n. 16 (Novum 2486/7 II).
Commenti. Taglietti osserva che Mastino scioglie singolarmente il nome del servo come Clar(io). Cfr. M. Frederiksen, PBSR 23 (1955), 72 N. 12b (d.), [---]FENI·I[---] = Steinby 1978-79, 87 N. 256, forse un fr. di questo bollo o del 2487 = S. 540.
CIL XV S. 541 Fig. Stefani 1924, fig. 3.
Forma: 110
1. L RVSTI
2. LYGDAM
L. Rusti Lygdam(i).
In bolli separati ai due lati ramus palmae, sotto clava sopra tre volte caput bovis.
Edizioni. E. Stefani, NSc 1924, 65 e fig. 3 a p. 64 (d., Roma, Via Nomentana).
Commenti. L. Rustius Lygdamus compare in bolli di Seia Isaurica CIL XV 1418-1419 e in CIL XV 2438; v. anche Novum CIL XV 2459/ S. 513.
CIL XV 2489
Bollo A
Forma: 110
1. L·RVSTI·A·F·M
L. Rusti A. f. M( ).
CIL XV 2489
Bollo B
Forma: 110?
1. r. p. ss. L·CA^L^PV^RNIVS·EROS·F r. p. ds.
L. Calpurnius Eros f(ecit).
Commenti. Dolio da Roma. Bollo A: R. Lanciani, NSc 1885, 250 esita fra M e M^A. Bollo B: la forma viene data come rettangolare, ma cfr. i due bolli circolari 2490a-b di L. Calpurnius Eros, specialmente la variante b che presenta gli stessi ornamenti e gli stessi nessi.
CIL XV 2490a
Forma: 201
1. L·CALPVRNIVS·EROS·F
L. Calpurnius Eros f(ecit).
Commenti. Dolio da Roma.
CIL XV 2490b
Forma: 400
1. r. p. ss. L·CA^L^PV^RNIVS·EROS r. p. ds.
L. Calpurnius Eros.
Commenti. Su quattro doli dall'Esquilino, rinvenuti insieme a 2430, 2432, 2443-2445, 2455, 2467, 2496 (Roma, Tab.). 2490.3 secondo Henzen in anfora (?). Dressel cita letture alternative C·PIRGIVS, C·PIRCIVS, M·PIRCIVS, che si possono scartare dato che Dressel ha visto gli originali. Sulla forma, rara su ceramica pesante Taglietti 2015, 269 con n. 10.
CIL XV S. 542 Fig. Pallecchi 2002, punzone 31.1 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 6.5+, 3.4. Lett. 1.4, 1.3.
1. COM'M[---]
2. RVTILI[---]
Com[munis?] Rutili[ae?].
Edizioni. CIL X 8048.27 (m., Pompei inv. 17821). Pallecchi 2002, 228 punzone 31.1 Nn. 352a/b. Scheda Pompei inv. 17821.
Commenti. Come hanno notato Dressel e Bloch il bollo deve essere incompleto. Bloch suggerisce lo scoglimento sulla base di CIL XV 2456 = 1242 di Liberalis Rutiliae. Su Rutilia Pallecchi 2002, 227s.; Braito 2020, 258 n. 940; commento a CIL XV 2195.
Novum CIL XV S. 542/ 2491.1 Fig. Calco di C. Mocchegiani Carpano.
Forma: 110
Sig. 5.0+, 3.2+. Lett. 0.9, 0.8+.
1. [---]∙RVTIL[I]
2. [S]'VCCESS[I]
[---] Rutil[i S]uccess[i].
Edizioni. Steinby 1978-79, 80 N. 194 (m., Castel di Guido, villa rustica scavata da C. Mocchegiani-Carpano; scheda con calco). Pallecchi 2002, 172 punzone 18.94 N. 220.
Commenti. Il bollo è molto consunto; non è chiaro se le due righe sono divise da un ornamento. Rutilius Successus è noto come officinatore di Faustina e di Commodo nelle figlinae Caninianae, v. CIL XV 134 e 135 = S. 43, Novum CIL XV 135/6.
Novum CIL XV S. 542/ 2491.2 Fig. Pallecchi 2002, punzone 32.1.
Forma: 170
Sig. 6.5+, 2.7. Lett. 1.8.
1. [---]S·S·TA[---]
Edizioni. Pallecchi 2002, 229 punzone 32.1 Nn. 353a/b (m., Ostia).
Datazione. Prima metà o al più tardi i primi anni della seconda metà del I secolo; Pallecchi sulla base delle dimensioni del cartiglio e la tipologia della cornice.
Novum CIL XV S. 542/ 2491.3 Fig. Pallecchi 2002, punzone 32.2.
Forma: 110
Sig. 6.4+, 2.8. Lett. 2.1 ca.
1. S sagitta S sagitta T sagitta[---]
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1912, 273. Pallecchi 2002, 229 punzone 31.2 N. 354.
Commenti. Vaglieri trascrive il bollo come intero; parte della terza sagitta si vede nel calco di Pallecchi.
CIL XV 2491
Bollo A
Forma: 110
1. T·SABIDI malum punicum
2. CERTI·
T. Sabidi Certi.
CIL XV 2491
Bollo B
Forma: 110
1. RESTITVTVS
2. SER r. p. ss. FEC
Restitutus ser(vus) fec(it).
In bolli separati, sopra il bollo A tre volte caput bovis adversum e ai due lati dei due bolli caduceus alatus in cuspidem desinens.
Commenti. Dolio dalle rive del Tevere (MNR). Sui Sabidii v. Taglietti 2015, 270s. nn. 15, 17.
Datazione. I - inizio II sec. d.C. Taglietti 2015, 267.
CIL XV 2492
Bollo A
Forma: 120
1. T·SA^BIDI·PARHASI
T. Sabidi Parhasi.
CIL XV 2492
Bollo B
1. HETERVS·FE
Heterus fe(cit).
In bolli separati, ai due lati dei bolli a s. ramus palmae e a d. caduceus alatus in cuspidem desinens; sotto il bollo B ramus palmae ds. sotto il quale ai lati corona sopra folium? aut nux, ramusculus e folium uvae.
Commenti. Dolio da via di S. Gregorio (Tab.), riempimento anteriore all'età neroniana. Sui Sabidii v. Taglietti 2015, 270 nn. 15, 17.
Novum CIL XV 2492/3.1
Bollo A
Forma: 110
1. PRIMIGENIVS FECIT
Primigenius fecit.
Novum CIL XV 2492/3.1
Bollo B
Forma: 110
1. SABIDI FRIAS?
Sabidi Parhasi.
Ai lati un caduceo ed un ramo di palma, in alto due foglie di vite.
Edizioni. Verga 2006, 72 § 96, N. 213 (dolio); entro due cartigli rettangolari in rilievo. Non illustrato.
Commenti. Taglietti 2015, 270 n. 15 osserva che deve trattarsi sempre di T. Sabidius Parhasius, il cui cognomen è stato trascritto male.
Datazione. I-inizio II sec. d.C. Taglietti 2015, 267.
Novum CIL XV 2492/3.2 Fig. Taglietti 2015, fig. 3.
Bollo A
Forma: 110
1. T SAVIDIVS
2. PRIMIGENI FECIT
T. Savidius Primigeni(us) fecit.
Sopra un bollo rettangolare con tridente.
Novum CIL XV 2492/3.3 Fig. Wilson 1990, fig. 214b.
Bollo B
Forma: 110
1. [T SA]BIDI PA^R^HAS
[T. Sa]bidi Parhas(i).
Edizioni. Wilson 1990, 257s. con fig. 214b (Termini Imerese). Taglietti 2015, 270 n. 15 fig. 3.
Datazione. I-inizio II sec. d.C. Taglietti 2015, 267.
Novum CIL XV 2492/3.4 Fig. Beranger 1983, tav. XXVII.
Forma: 110
1. 'T·SABIDI PA^RHS
T. Sabidi Parh<a>s(i).
Edizioni. Beranger 1983, 19 tav. XXVII.71. Taglietti 2015, 270 n. 15 fig. 4. V. sopra, Novum CIL XV 2492/3.1, bollo B.
Datazione. I-inizio II sec. d.C. Taglietti 2015, 267.
Novum CIL XV 2492/3.5 Fig. Taglietti 2015, fig. 5.
Forma: 110
1. T·SABIDIVS
2. SECVNDVS·FEC
T. Sabidius Secundus fec(it).
In bolli separati a s. ramus palmae, sopra due volte nux pinea?
Edizioni. Taglietti 2015, 270 n. 15 fig. 5 (d., MNR inv. 426935).
Datazione. I-inizio II sec. d.C. Taglietti 2015, 267.
CIL XV 2493
Bollo A
Forma: 110
1. F S·PVDES
F(ecit) s(ervus) Pudes.
CIL XV 2493
Bollo B
Forma: 110
1. SABIDIA·T·F
2. PROCVLA
Sabidia T. f. Procula.
In bolli separati sopra il bollo A nux pinea, ai lati a s. nux pinea e a d. due ramoscelli di palma che si dipartono da un unico gambo; lo stesso motivo si ripete sul lato s. del bollo 2, a d. nux pinea.
Edizioni. MNR III. Taglietti 2015, 270 n. 15. Braito 2020, 262s. Cat. 118.
Commenti. Dolio (mus. Kirch.). Dressel ritiene meno probabile l'interpretazione f(ecit) S(abidius) Pudes.
Datazione. I-inizio II sec. d.C. Taglietti 2015, 267.
CIL XV 2494
Forma: 110
1. L·SAL[
L. Sal[---].
Commenti. Dolio o forse più probabilmente anfora da Roma.
Novum CIL XV 2494/S. 543 Fig. Moscetti 2012, fig. p. 71.
Forma: 110
1. L·SALVI·LVPI
2. V'ESTA'N'T·SER F
L. Salvi Lupi VESTANT/S ser(vus) f(ecit).
Edizioni. Moscetti 2012, 47 fig. a p. 71 (d.). Moscetti 2020, N. 169.
Commenti. Il nome del servo si può forse leggere VESTA^LIS.
Attestazioni. Villa di Sex. Vettulenus Gemellus, via Nomentana (Fonte Nuova, villa in loc. Salvatoretto Moscetti 2020.
Satrinii CIL XV S. 543-550. Bloch: nel I sec., accanto ai Calpetani e ai Marcii, i Satrinii sono la terza grande familia di produttori di laterizi e dolia, cfr. Bloch 1948.1, 220. Certi bolli formano chiaramente un gruppo: prima viene dato il nome del proprietario al genitivo e poi quello dell'operaio al nominativo seguito da f(ecit).
Novum CIL XV 2494/S. 543.2
Forma: 110
1. SA[T]RINI
"con ramo di mirto"
Sa⌈t⌉rini.
Edizioni. Della Porta – Sfredda – Tassinari 1998, 182 da Frova 1955 (mortaio da Lodi Vecchio).
Commenti. L'edizione del 1998 corregge la trascizione di Frova, SARRINI. Attribuzione incerta.
CIL XV S. 543 compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.6.
Forma: 110
Sig. 6.8+, 2.7+. Lett. 1.3, 1.3.
1. C SATRIN[I ---]
2. 'ADSESOR[---]
C. Satrin[i/ -ius] Adsesor[is/ f(ecit)].
In bollo separato tralcio di vite con pampini, Pallecchi, 237 punzone 33.15 N. 370b.
Edizioni. CIL X 8048.28 (m., Pompei). G. Stefani, Pompei. Vecchi scavi sconosciuti (la villa rinvenuta dal marchese Giovanni Imperiali in località Civita 1907-1908). L'Erma di Bretschneider, Roma 1994, 31 N. 41 tav. XXIV.3 (m., Pompei inv. 17813). Pallecchi 2002, 233 punzone 33.6 Nn. 370a, 371a/b. Scheda Pompei inv. 17813.
Commenti. Bloch commenta: verosimilmente il nome in r. 2 (nella forma 'Ad'se's[) non è stato letto correttamente; il nome Adsessor è però attestato. In Pompei inv. 17813 la r. 2 finisce ]DSESOR. Rimane la questione se si tratti di un servo o di un liberto di C. Satrinius Celer o Communis, o anche del padrone dei due.
CIL XV S. 544 compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.7 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 8.6+, 3.3. Lett. 1.3, 1.1.
1. 'C SATRINI CE[L]
2. 'ATIMETVS·FE[C]
C. Satrini Ce[l(eris)] Atimetus fe[(cit)].
Edizioni. CIL XV 1411? M. Della Corte, NSc 1923, 274 (m., Pompei inv. 17832). Pallecchi 2002, 234 punzone 33.7 Nn. 372a/b, 295 N. 467; Brentchaloff - Rivet 2000, 493-495, 501 N.9 (m., Fréjus). Scheda Pompei inv. 17832.
Commenti. Brentchaloff - Rivet attribuiscono il loro frammento a un C. Satrinius Bonitus non altrimenti attestato (Pallecchi). A questo punzone deve riferirsi il commento di Pallecchi, 311 al dis. 27.21. CIL XV 1411 potrebbe essere un fr. di CIL XV S. 544.
Datazione. Il m. di Fréjus proviene da uno strato databile al secondo quarto del I sec. d.C.
CIL XV S. 545 Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.8 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 6.0+, 3.0. Lett. 1.1, 1.1.
1. C·SA^TRIN^I·CELERI[S]
2. CALLISTVS·FE
C. Satrini Celeri[s] Callistus fe(cit).
Edizioni. CIL X 8048.29 (m., Pompei inv. 17538). Pallecchi 2002, 234 punzone 33.8 Nn. 373a/b. Schede Pompei inv. 17538, 17669.
Commenti. L'edizione del CIL X è più completa dell'inv. 17538. Pompei inv. 17669 ha due bolli, uno totalmente illeggibile, l'altro molto male conservato: [---]]'A^'TR'I'N[[---] | [---]'A'L'L'I'S[---], cfr. Pallecchi 2002, 256 punzone 41.8 N. 434. L'alt. del bollo è giusta, la disposizione delle lettere, per quanto leggibili, sembra corrispondere al S. 545.
CIL XV S. 546 corr. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.9 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 7.8+, 3.1 ca. Lett. 1.1, 1.1.
1. [C] SA^TRIN^I·CELE'R^'I[S]
2. [.]CELERIO·FE'C[---]
[C.] Satrini Celeri[s] Celerio fec(it).
Edizioni. CIL X 8048.30 (m., Pompei inv. 17554). Steinby 1987, 176. Pallecchi 2002, 234 punzone 33.9 Nn. 374a/b, 375a/b (m. Pompei, inv. 176661). Schede Pompei inv. 17554, 17661.
Commenti. Secondo Pallecchi in r. 1 nesso E^R; forse c'è invece un nesso R^I. Il nome Celerio non è attestato altrove; il punto dopo il nome esclude comunque l'interpretazione di Bloch, Celer of...
CIL XV S. 547 compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.11 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 8.6+, 3.4. Lett. 1.2, 1.1. Lin. 1, 2, 1.
1. C·SA^TRINI·CEL[---]
2. CLEM^ENS·FE[---]
C. Satrini Cel[eris] Clemens fe[c(it)?].
Edizioni. CIL X 8048.31 (m., Pompei inv. 17544). Pallecchi 2002, 235s. punzone 33.11 Nn. 377a/b, 378 (inv. 17811), 379a/b (inv. 17592). Schede Pompei inv. 17544, 17592, 17811, 17781; quest'ultima aggiunge un ulteriore es. all'elenco di Pallecchi (cfr. CIL XV S. 526 = CIL XV 357, punzone 27.32). Nel 1952 è stato schedato un es. da Reg. I.9.10, inv. 9788. A. Digeva - A. Manni, 'Bollo su mortaio da Civitanova Marche (Macerata)', Picus 31 (2011), 249-256.
CIL XV S. 547 var. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.10 (da Cicirelli).
Forma: 110
1. [C SATRI]N^I CELE[RIS]
2. [CLE]MENS·FE[C--]
[C. Satri]ni Cele[ris] Clemens fe[c(it)?].
Edizioni. C. Cicirelli, 'La ceramica comune da Terzigno: nota preliminare', in M. Bats (ed.), Les céramiques communes de Campanie et de Narbonnaise (Ier s. av. J.-C. - IIe s. ap. J.-C.). La vaisselle de cuisine et de table. Centre Jean Bérard, Naples 1996, 160-163 (m., Terzigno Napoli). Pallecchi 2002, 235 punzone 33.10 N. 376.
CIL XV S. 548a compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.12 (ric. grafica), punzone 33.16 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 8.0+, 3.0. Lett. 1.2, 1.2.
1. C·SATRIN[I ---]
2. P^HOEBVS·FE[---]
C. Satrin[i ---] Phoebus fe[c(it)?].
Ai bolli Pallecchi Nn. 380a e 382a è associato lo stesso bollo anepigrafe, Pallecchi, 237s. punzone 33.16, sig. 7.0+, 3.0, tralcio di vite con pampini fra due linee doppie.
Edizioni. CIL X 8048.32a (m., Pompei inv. 17533, 17860, 17672). Steinby 1987, 166, 173, 412. Zucca 1987, 676 (da Sotgiu 1971, 250, d.) Pallecchi 2002, 236 punzone 33.12 Nn. 380a, 381, 382b. Schede Pompei inv. 17533, 17672, 17860.
Commenti. Bloch: Lo scioglimento dei bolli CIL XV S. 545, CIL XV S. 546 e CIL XV S. 547 è ovviamente fuori dubbio, per CIL XV S. 543 e CIL XV S. 544 si potrebbe invece suggerire, come Dressel infatti ha fatto nel commento a CIL XV 1411, la lettura C. Satrini(us) Atimetus fe(cit). Ma tenendo conto delle analogie CIL XV S. 545-547, CIL XV S. 79, CIL XV S. 80, CIL XV S. 559, CIL XV 1491 (cfr. CIL XV S. 560!) questo sembra poco probabile se non impossibile. Daltronde non si può negare che il nome da integrare in CIL XV S. 548 e sottinteso in CIL XV S. 543 e 544 non necessariamente è quello di C. Satrinius Celer; potrebbe trattarsi di C. Satrinius Communis (cfr. CIL XV S. 79 e 80), i cui bolli sono anche attestati a Pompei (CIL XV S. 549 e 550). Ma i bolli di Celer sono più frequenti a Pompei, dato che egli fu attivo negli ultimi dieci o venti anni della città, mentre l'attività di Communis cade attorno al 40 d.C. (cfr. CIL XV S. 80).
C. Satrinius Celer è noto da laterizi delle figlinae Castricianae (CIL XV 141), Ocianae (CIL XV 388) e Marcianae (CIL XV 303-305). I nomi dei suoi operai compaiono però solo su mortai. Di questi, Callistus, Celer e Phoebus (?) sono altrimenti ignoti, ma Clemens è stato manomesso e ha lavorato insieme al patronus nelle figlinae Ocianae come C. Satrinius Clemens (CIL XV 384, cfr. CIL XV S. 96; Bloch).
CIL XV S. 548a var. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.13 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 7.1+, 3.1. Lett. 1.2, 1.2.
1. C·SATRI'N[I ---]
2. PHOEBVS [---]
C. Satrin[i ---] Phoebus [fec(it)?].
Edizioni. CIL X 8048.32a (m., Pompei inv. 17827). CIL III 14202.6e (m., Pergamo). Pallecchi 2002, 237 punzone 33.13 Nn. 383a/b, 384. Cfr. CIL X 8045.20 (t., Catania). Scheda Pompei inv. 17827.
CIL XV S. 548b Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.14 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 6.4+, 4.0. Lett. 1.2, 1.2.
1. C SA^TRINI C[---]
2. [P]'HOEBVS [---]
[C.] Satrin[i --- Ph]oebu[s fec(it)?].
Edizioni. CIL X 8048.32b (m., Pompei inv. 17557). Pallecchi 2002, 237 punzone 33.14 Nn. 385a/b. Maritan 2009, 167 N. 41 e 172 N. 11, fig. p. 174 N. 41. Inoltre Pompei inv. 12661 (scheda EMS, bollo molto consunto).
Commenti. L'edizione di Maritan completa le precedenti della prima lettera della r. 1 e di un frammento della H nella r. 2. Nella scheda del mortaio inv. 17557 la r. 1 finisce 'SA^TRINI C[---]. Se la lettura è giusta, Phoebus appare nei tre bolli S. 548a-b e var. come servo di Celer o di Communis. V. sopra, il commento di Bloch.
CIL XV S. 549 = CIL XV 308 (d.).
CIL XV S. 550 compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.1 (da Zabehlicky Scheffenegger).
Forma: 110
Sig. 6.8, 2.3. Lett. 0.9.
1. C·SATRINI
2. COMMVNIS
C. Satrini Communis.
Edizioni. A. Sogliano, NSc 1901, 261 (m., Pompei). CIL X 8051.29; Callender 1965, 114 N. 471 (m., Taormina). Aguarod Otal 1991, 173 N. 16 fig. 35 (m., Zaragoza). Hartley 1973, 53 Nn. 31 m., 32 d.; Steinby 1978-79, 71 N. 112 (m., Marseille). Zabehlicky Scheffenegger 1996, 160 tav. 2 (m., Magdalensberg). Pallecchi 2002, 230s. punzone 33.1 Nn. 355a/b, 356, 357a/b, 358, 359. Aguarod Otal 2022, 335 N. 54, fig. 9.54.
Commenti. In questo bollo non viene menzionato il nome delle figlinae Marcianae (Bloch). In Steinby 1978-79 si sono confusi due timbri diversi, S. 550 e S. 550 var. 3, v. sotto.
Datazione. Il contesto di Magdalensberg è della prima metà del I secolo.
CIL XV S. 550 var. 1 Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.2 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 8.0+, 3.2. Lett. 1.2, 1.1.
1. C stella SATRIN[I]
2. COMMVNIS
C. Satrin[i] Communis.
Edizioni. Steinby 1987, 67, 148, 168, 412 (m., Pompei II.1, 1954, inv. 10660). Pallecchi 2002, 231s. punzone 33.2 Nn. 360a/b, 361a/b, 362, 363. Scheda Pompei inv. 10660.
Commenti. Il disegno in Egger 1961, 184 N. 76, tav. 101.76; cfr. Zabehlicky Scheffenegger 1996, 160 tav. 2 (m., Magdalensberg) presenta due frr. di timbri diversi, che non corrispondono all'es. pompeiano inv. 10660. Il secondo es. di Egger è più vicino al CIL XV S. 550 var. 3, dove non però non c'è la stella in r. 1; il primo è forse un timbro nuovo.
Datazione. Il contesto di Magdalensberg è della prima metà del I secolo.
CIL XV S. 550 var. 2 Fig. Aguarod Otal 1991, fig. IX.b.
Forma: 110
Sig. 6.5+, 2.4. Lett. 1.1.
1. 'C·'S'A'T'R'I[NI]
2. 'COMM^V'NI[S]
C. Satri[ni] Communi[s].
Edizioni. Aguarod Otal 1991, 172 N. 15 fig. IX.b, fig. 34.1 (m., Zaragoza). Pallecchi 2002, 232 punzone 33.3 N. 364. Aguarod Otal 2022, 335 N. 55, fig. 9.55.
Datazione. I sec. d.C. Aguarod Otal.
CIL XV S. 550 var. 3 Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.5 (da Hartley).
Forma: 110
Sig. 6.4+, 2.2. Lett. 0.8.
1. C·SATRIANI
2. COMMVNI'S
C. Satri{a}ni Communis.
Edizioni. Joncheray 1972.1, 22, fig. p. 23, 34 fot. 20; Joncheray 1972.2, fig. a p. 13. Joncheray 1973, fig. a p. 19; Hartley 1973, 53 Nn. 33-35, 56 fig. 33; Steinby 1978-79, 71 N. 112 (m., relitto D di Cap Dramont, v. Parker 1992, 167 N. 374; confuso con S. 550). Zabehlicky Scheffenegger 1996, 160 tav. 2 (m., Magdalensberg). Pallecchi 2002, 232s. punzone 33.5 Nn. 366-369.
Commenti. Cfr. il dolio da Taormina in Hartley 1973, 53 N. 32 = Lazzeretti 1992-92, 567s. N. 297. Un es. è forse in Egger 1961, 184 N. 76, tav. 101.76; cfr. Zabehlicky Scheffenegger 1996, 160 tav. 2 (m., Magdalensberg), v. sopra, S. 550 var. 1.
Datazione. Il contesto di Magdalensberg è della prima metà del I secolo.
CIL XV S. 550A = CIL XV S. 79, S. 80.
Bolli di Auctus, servo di C. Satrinius Communis, il primo su dolio (AC), il secondo su sarcofago. Per C. Satrinius Communis cfr. CIL XV 306-309, CIL XV S. 77-78, 573-574.
Novum CIL XV S. 550/ 2495.1
Forma: 110
1. C·SA^TRIN·COMM^VN^I
2. AVCTVS·FEC
C. Satrin(i) Communi(s) Auctus fec(it).
Edizioni. CIL XV S. 79. A. Sogliano, NSc 1901, 261. CIL XV S. 550 A. Lazzeretti 1992-93, 569s. N. 298 (d.). Pallecchi 2002, 232 punzone 33.4 Nn. 365a/b (m., Stabia, Mus. Arch. Naz. Napoli; cfr. Ruggiero 1881, 283, 334; Cosenza 1908, 174 N. 37; Magalhaes 2006, 162 N. 75.
Commenti. Bloch S. 550 A: per i bolli di Auctus v. S. 79, S. 80, e add. a S. 543-548. Per i bolli di Communis su laterizi cfr. CIL XV 306-309, S. 77-78, S. 573-574. Magalhaes, che non ha visto il mortaio, riporta la trascrizione delle vecchie fonti, che Pallecchi ha corretto.
Datazione. Steinby 1974-75, 63: prima dell'a. 79 (ritrovato a Pompei).
Novum CIL XV S. 550/ 2495.2
Forma: 110?
1. C∙SATRINIVS TERTIVS
C. Satrinius Tertius.
Edizioni. Joncheray 1972.1, 25 (m., Roma; cons. all'Università di Durham). Testo senza indicazione di nessi o abbreviazioni. Pallecchi 2002, 238 punzone 33.17, N. 386.
Novum CIL XV S. 550/2495.3 Fig. Solin 2015-16, N. 15.
Forma: 110
Sig. 6.4, 3.4. Lett. 1.2-1.3, 1.2.
1. AVGVSTA^LIS
2. SATVRNINI
Augustalis Saturnini.
Edizioni. Solin 2015-16, 25s. N. 15, con fot.
Commenti. Bollo su mortaio tipo D2 di provenienza ignota, conservato nel Museo di Anzio. "Non è escluso che la produzione … sia da collocare nel territorio anziate" Solin. Nell'area tiberina sono noti un dominus di nome Laberius Saturninus (CIL XV 2453), e l'officinator Q. Petronius Saturninus (Novum CIL XV S. 534/2480 e var.). Escluso un collegamento con M. Cimonius Saturninus, che produce mortai del tipo D1.
CIL XV 2495
Forma: 110
1. T·SILIVS·T·F
T. Silius T. f.
Paleografia. Bollo piccolo (Dressel).
Commenti. Dolio dalle rive del Tevere (MNR). Cfr. CIL XV 2518.
Novum CIL XV 2495/6.1 Fig. Stanco 1999, tav. 3 N. 80.
Forma: 110
Sig. 12.2, 3.3. Lett. 2.2
1. SCA^EVOLA^E
Scaevolae.
Edizioni. Stanco 1999, 179 N. 80 tav. 3 bollo N. 80 (d.).
Datazione. I sec. d.C. Stanco.
Novum CIL XV 2495/6.2 Fig. Taglietti 2015, fig. 17.
Forma: 110
1. SEDA
Seda(tus/ -ti?).
Edizioni. Taglietti 2015, 275s. n. 41 fig. 17.
Commenti. Coperchio di dolio, non menzionato da A. Pasqui, NSc 1909 sui rinvenimenti in un complesso orreario sulla via Portuense; conservato al MNR inv. 53849. Taglietti osserva che la formula con il solo cognomen non è usuale sulla ceramica pesante e che nell'epigrafia doliare compaiono un Cursenius Sedatus (S. 377) e un M. Publicius Sedatus (CIL XV 637-638). Per le sue caratteristiche il bollo potrebbe anche non essere urbano.
Datazione. Per motivi tipologici e paleografici ancora nel I sec. d.C., Taglietti.
Novum CIL XV 2495/6.3 Fig. Mocerino 2014, fig. 2.
Bollo A:
Forma: 110
1. L∙SEST[---]
L. Sest[i]?.
Bollo B:
Forma: 110
1. L∙LAEC[---]
L. Laec[ani?].
Edizioni. Mocerino 2014, 471 s. fig. 2, dolio.
Paleografia. Il bollo di L. Sestius presenta caratteristiche simili ai bolli CIL XV 1444 e Novum CIL XV 1444/5.1 A, ma il timbro è diverso; rispetto al Novum CIL XV 1444/5.1 B, le lettere del bollo di L. Laec[anius] sono più esili e prive di apicature.
Commenti. Il rinvenimento otricolano rivela che la produzione di L. Sestius comprendeva anche doli, e conferma la localizzazione delle sue figlinae nella media valle del Tevere. L'officinatore non è noto da altri bolli. Diversamente, Mocerino (2014, 471-473) collega L. Laec[anius] con i CC. Laecanii, noti produttori di laterizi e anfore (Nonnis 2015.2, 254), proponendo per il dolio una provenienza istriana.
Datazione. V. CIL XV 1444.
Novum CIL XV 2495/6.4
Forma: 110
2. SEX∙F∙AR[---]
Edizioni. Bollo associato al Novum CIL XV 2418/9.4 di C. Cal[---].
CIL XV 2496 = CIL XV 1017 compl.
Commenti. Rinvenuto su op. d. sull'Esquilino (p. M. Fanti).
Novum CIL XV 2496/ S. 551.1
Forma: 110
1. SPERATVS
2. SER FEC
Speratus ser(vus) fec(it).
Commenti. Associato a un bollo di L. Rustius Lygdamus, CIL XV 2438.
Novum CIL XV 2496/ S. 551.2 Fig. Pallecchi 2002, punzone 39.7.
Forma: 110
Sig. 6.5+, 3.8. Lett. 1.5.
1. SVCE
2. SSI r. p.
Sucessi.
Edizioni. Pallecchi 2002, 253s. punzone 39.7 N. 422 (m., Ostia).
CIL XV S. 551 Fig. Pallecchi 2002, punzone 34.1.
Forma: 110
Sig. 7.7, 3.3. Lett, 1.2.
1. SER SVL'P
2. ATTICI
Ser. Sulp(ici) Attici.
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1911, 408 (m., Ostia). F. Fiorelli, NSc 1880, 434 N. 2 (m., Concordia). Pallecchi 2002, 239s. punzone 34.1 Nn. 387-388; 296 N. 468 (m., Clos Saint-Antoine; Brentchaloff - Rivet 2000, 496s., 502 N. 17).
Datazione. II sec. d.C. per il tipo di cartiglio, Pallecchi. Brentchaloff - Rivet: il contesto da un terminus post quem al 70 d.C.
Novum CIL XV S. 551/ 2497.1
Forma: 110
1. C∙TANSIMNI
C. Tansimni.
Edizioni. Curri 1978, 65 N. 42 ("grande orcio" da Vetulonia, Grosseto). Steinby 1978-79, 81 N. 203.
Paleografia. "Lettere a forma regolare, ma alquanto corrose" Curri. Bollo sul margine esterno del labbro.
Commenti. Il sospetto che la trascrizione sia errata (Steinby) è infondato. Lazzeretti 2000, 98s. e A. Ciacci ('Appendice. Un nuovo bollo di origine etrusca', AnnSiena 21 (2000), 87s.) hanno dimostrato che può trattarsi di una forma latinizzata di un gentilizio etrusco, tamsni o tamsnies (attestato a Caere); cfr. L. Tansini(us) M. f. (Caere, CIL I 1336 = CIL XI 3846). La gens tamsnie è una delle più grandi famiglie gentilizie presenti a Caere nella seconda metà del IV sec. a.C. (Ciacci con rif.).
Datazione. I sec. a.C. Nonnis 2015.2, 422.
Novum CIL XV S. 551/ 2497.2
Forma: 110
1. C∙TAPPI
2. SVCCESS[I]
C. Tappi Successi.
Edizioni. Natalizi Baldi 1985-86, 277 N. 93 (m., Milano inv. ST7668). F. Fiorelli, NSc 1880, 434 N. 6 (m., Concordia). Pallecchi 2002, 240 punzone 35.1 Nn. 389-390.
Paleografia. Lettere I piccole. Una linea separa le due righe di testo.
Datazione. I-inizio II sec. d.C.
Novum CIL XV S. 551/ 2497.3 Fig. Pallecchi 2002, punzone 35.2, 3, 4 (da Laufer).
Forma: 110
Sig. 9.5, 3.7. Lett. 1.1-1.2.
1. 'C 'T'A'PPI lunae falx
ramus palmae ss.
2. 'SV'C'C'E'S'S'I ornamentum quid?
C. Tappi Successi.
Il bollo è associato a due bolli anepigrafi, Pallecchi, 241 punzone 35.3: sig. 3.5, 3.5, pampino, e Pallecchi, 241 punzone 35.4: tridente terminante con una punta di lancia (v. Laufer).
Edizioni. A. Laufer, 'La Pénche. Un atelier de céramique à Lousanna', Cahiers d'archeologie romande 20 (1967), 46-49, fig. 35.1 (m., Losanna). Pallecchi 2002, 240s. punzone 35.2 N. 391a.
CIL XV 2497
Forma: 110
1. [T]'ERTI∙VIMATI
2. [C]RESCENTIS
[T]erti Vimati [C]rescentis.
Paleografia. Testo retrogrado.
Commenti. Vaso grande del tipo di "tinozza" (Dressel; MNR). Il Vismatius Crescens in CIL XV 407 è di un'altra generazione dello schiavo successivamente manumesso di Vismatius Successus, v. CIL XV 1519. Cfr. Novum CIL XV 2513/ S. 566, dove al posto di TERTI si legge SEXTI; è incerto se si tratti di una correzione di 2497 o del bollo di un altro servo di Vismatius Crescens.
CIL XV 2498
Forma: 110
1. TER[TI]VS FECIT
Tertius fecit.
In bolli separati ai due lati corona lemniscata.
Commenti. Dolio da Ostia, cella prope thermas. Testo quasi del tutto evanido; il secondo bollo del tutto illeggibile (Dressel).
