CIL XV 2190
Forma: 500
1. EX PR PRASTINES M[---]
2. A MARGARIT[---]
3. O r. p. stans P
Ex pr(aedis) Prastines M[[essal(lini)]] a Margarit[[---]] op(us).
Commenti. Secondo Dressel A MARGARIT[[---]] in r. 2 poteva essere sia il nome di una officinatrice, che il nome di un fondo o di una officina. Potrebbe anche trattarsi di una indicazione topografica, v. CIL XV 2189.
Datazione. Dressel: età adrianea.
CIL XV S. 436
Forma: 110
1. PRIMIGENI
2. SER F'E'C'I'T
Primigeni(us) ser(vus) fecit.
Commenti. Il bollo, rinvenuto a Ostia nel 1939, non è stato ritrovato durante la schedatura per LSO.
CIL XV S. 437 Fig. SAO inv. 25410.
Forma: 0
Sig. 10.8. Lett. 2.8-3.4.
1. PROTI
Proti.
Edizioni. CIL XV 2101. LSO 1191.
Paleografia. P e R retrograde.
Novum CIL XV S. 437/8.1* Fig. SAO inv. 27130.
Forma: 520
Sig. 9.0, orb. 6.6. Lett. 1.0-1.4. Lin. 1, 1.
1. r. p. ss. D PV^B∙CA^LIN^ICVS∙F r. p. ds.
D. Pub( ) Calinicus f(ecit).
Edizioni. Garofalo Zappa 1971, 264 N. 9. LSO 1192. Bianchi 2007, 102 N. 24. MNR III.
Paleografia. Versibus falcatis. Nell'edizione di Garofalo Zappa non sono presenti i punti.
Commenti. Nei bolli compaiono sia Publicii che Publilii, questi ultimi con un praenomen diverso. Cfr. Q. Publ( ) in CIL XV 1388.
Novum CIL XV S. 437/8.2 Fig. Enei 2001, figg. 292, 294.
Forma: 111
1. PVP ALS
Pup(ius) Als(iensis?).
Edizioni. Enei 2001, 71s., 173 N. 197, figg. 292, 294.
Commenti. Con ogni probabilità da riferire a una figlina locale, attiva presso la città di Alsium (Enei).
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Novum CIL XV S. 437/8.2 var. Fig. Enei 2001, fig. 293.
Forma: 111
1. P∙ALS
P(upius) Als(iensis?).
Edizioni. Enei 2001, 71s., 173 N. 197, fig. 293.
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CIL XV S. 438* corr. Fig. SAO inv. 21362.
Forma: 530
Sig. 7.3, orb. 3.7. Lett. 1.0, 0.9-1.0. Lin. 1, 2, 2.
1. L∙PVPLILI∙CELSVS
2. ITER∙COS
L. Puplili(us) Celsus iter(um) cos.
Edizioni. CIL XIV 5308.33. D. Vaglieri, NSc 1911, 407 e NSc 1912, 212. LSO 1193.
Paleografia. I punti in r. 1 e 2 non notati da Bloch.
Commenti. Bloch non aveva visto la S finale in r. 1, visibile invece in più esemplari di Ostia. È probabile che il testo, al nominativo, abbia la doppia funzione di indicare sia il dominus, sia l'anno di produzione. Setälä 1977, 172s. lascia aperta la questione.
Datazione. A. 113.
CIL XV S. 439.1* compl. Fig. SAO inv. 25232.
Forma: 400
Sig. 9.0/7.8, orb. 4.6. Lett. 1.2.
1. EX∙FIGLINIS∙M∙QVIR
Ex figlinis M. Quir(ini vel –inalis).
Edizioni. CIL XV 1995. Garofalo Zappa 1971, 264 N. 11, tav. II.5. LSO 1194.
Paleografia. Il punto tra M e QVIR non notato da Garofalo Zappa e da Bloch.
Commenti. Bollo impresso sulla stessa tegola con CIL XV S. 439.2. Per lo scioglimento del cognomen cfr. CIL XV S. 440 = LSO 1195.
Datazione. Steinby 1974-1974: età tiberiana – età claudia.
CIL XV S. 439.2* Fig. SAO inv. 25232.
Forma: 110
Sig. 9.2+, 2.5. Lett. 1.8.
1. [---]VLVI∙M∙S
[--- F]ulvi M. s(ervus).
Edizioni. Garofalo Zappa 1971, 264 N. 11 tav. II.5. LSO 1194.
Commenti. Bollo impresso sulla stessa tegola con CIL XV S. 439a* compl. Secondo Steinby in LSO si tratterebbe del bollo di un ignoto servo di M. Fulvius, attivo nelle figlinae di M. Quirin., marito di Vara Quirin(i/ -alis), cfr. CIL XV S. 440 = LSO 1195. In Steinby 1999, 107s. si prende invece in considerazione la possibilità che M. Fulvius e M. Quir( ) siano identici, ovvero che il nome completo del proprietario del servo sia M. Fulvius Quir( ).
Datazione. Steinby 1974-1975, 96 n. 7: età tiberiana – età claudia.
Novum CIL XV S. 439/440? Fig. Luciani 2012, N. 71.
Forma: 321
Sig. 4.7+, 2.7+. Lett. 0.7. Lin. 1, 1, 1.
1. [---]RELI∙
2. [---]+QVIR^IN
Edizioni. F. Luciani, Iscrizioni greche e latine dei Musei Civici di Treviso. Comune di Treviso. Sileagrafiche s.r.l., Silea 2012, 60 N. 71. fot.
Paleografia. Le linee ausiliarie sono insolitamente forti.
Commenti. Del bollo è conservata un po' meno della metà; della prima parte si distingue solo una leggerissima impronta del contorno dell'orbicolo. La forma semicircolare giustifica l'ipotesi di una provenienza "urbana" (Luciani); l'ardua connessione con M. Quir. del S. 439 è motivata dalla coincidenza cronologica delle forme dei due bolli. Il nome del dominus starebbe in r. 2 (forse ex figlinis M. Quirin. ?), in r. 1 dovrebbe trovarsi il nome dell'officinatore; il cognome finirebbe in ]reli. Luciani legge invece [Au]reli e data il bollo tentativamente al III sec. d.C.
CIL XV S. 440 compl. Fig. SAO inv. 21011.
Forma: 520
Sig. 9.0, orb. 5.7. Lett. 1.2-1.3. Lin. 1, 1.
1. VA^RA^E QVIRIN
Var<i>ae Quirin(ae/ -i / -alis).
Edizioni. CIL XIV 5308.39. D. Vaglieri, NSc 1911, 43. LSO 1195. Stanco 2001, 180 N. 166. Braito 2020, 336s. Cat. 174.
Paleografia. L'altezza delle lettere diminuisce verso le estremità. L'edizione di LSO completa la descrizione della forma del bollo.
Commenti. Secondo Bloch il Quirin. e il Quir. del bollo CIL XV S. 439.1 potrebbero essere identici; l'ipotesi viene accettata da Steinby nei commenti a LSO 1194 e 1195. Wickert ricorda P. Sulpicius Quirinius, cos. 12 a.C. (PIR S 1018); Dessau Mummia Vara in CIL XV 1310. Ambedue le ipotesi sono cronologicamente inaccettabili.
Avendo dimostrato che le forme femminili del nome Varus sono Varilla e Varia, ma non Vara, Kajava 1987, 39 presenta la plausibile ipotesi che l'intagliatore del timbro abbia, per sbaglio, omesso la I del primo nesso. Allora è anche possibile che Varia sia il nomen e Quirin(a) il cognomen della donna.
Datazione. Steinby 1974-75, 96 n. 7: tarda età claudia - età neroniana. A giudicare dalla forma dei bolli S. 440 sarebbe di poco posteriore a S. 439.
Novum CIL XV S. 440/2191 Fig. SAO inv. 27874.
Forma: 0
Sig. 7.8. Lett. R 3.4, V 3.2, F 3.7, I 3.4.
1. RVFI
Rufi.
Edizioni. SAO, GSc 1924, inv. 15514 (Helen). LSO 1196. Anderson 1991, 109 N. 257 fot. AAR nvb_brickstamps_005179 (non identificato).
Paleografia. Testo retrogrado.
CIL XV 2191* compl. Fig. Enei 2001, fig. 210, tav. 32.
Forma: 110
Sig. 10.4+, 2.5. Lett. 0.8-0.9, 0.6-0.8 (da calco cartaceo)
1. DE∙FIGLI∙L∙RVFI∙
2. TEGVL∙M∙PVPI∙AN^TIO
De figli(nis) L. Rufi tegul(a) M. Pupi Antio(chi).
Edizioni. CIL XI 6689.204. Enei 2001, 70, 154 ad N. 157, 234 ad N. 471, fig. 210, tav. 32 (Statua).
Paleografia. Dressel: le lettere sono perfette nella forma e belle. La O in r. 2 è più bassa delle altre lettere.
Commenti. Steinby 1974-75, 95-97 collega l'officinator M. Pupius Antiochus all'unico dominus delle figlinae Viccianae conosciuto in età vespasianea, L. Iulius Rufus; alla luce della datazione revisionata, il rapporto ovviamente risulta impossibile. Nonnis 2015.2, 382 presenta in primo luogo l'ipotesi che si tratti di un L. Rufius.
Lo stesso officinator compare in Novum CIL XV 2191/2.1, mentre un M. Pupius privo di cognomen, attivo nelle fig(linae) L. Sexti è noto dal Novum 1444/5.2 e da 2195, dove domina è una Rutilia. Il bollo 2191 è stato rinvenuto insieme a 2195 (Enei sito 471, non in situ). Tutti questi bolli si datano fra la fine dell'età repubblicana e l'età augustea - potrebbe trattarsi sempre della stessa persona. Blake 1947, 299 si esprime con cautela: il M. Pupius Antiochus del bollo 2191 "may be the M. Pupius connected with the Rutilianae Figlinae V ... in 2195, which shows letters of earlier form". Nonnis 2015.2, 372 non esclude l'identificazione dei due, v. commento a 2195.
Datazione. Dressel: I sec. d.C., forse inizio del secolo. Decenni finali della Repubblica - prima età augustea Nonnis 2015.2, 373.
Novum CIL XV 2191/2.1 Fig. Kahane 1968, fig. 25.2, tav. XXXII.a.
Forma: 170
1. FIGIL'INA∙NICEPORI
2. M P'VPI∙ANTIOCI
Ficilina Nicepori M. Pupi Antioci.
Edizioni. CIL XV 1979. Kahane 1968, 198 N. 6(i), fig. 25.2, tav. XXXII.a. Steinby 1978-79, 67 N. 79.
Paleografia. Lettere sottili, senza apici; M con aste laterali divaricate, P aperta. Servirebbe il confronto con le C nella parte del bollo non documentata graficamente, ma invece di ficilina leggerei figilina.
Commenti. È da scartare l'ipotesi che M. Pupius Antiocus abbia lavorato nelle figlinae Viccianae (Steinby 1974-75, 95-97), v. commenti a CIL XV 2191 e 2195, dove compare un M. Pupius senza cognomen.
Datazione. Steinby 1974-75, 96: età di Claudio o Nerone?, ma la paleografia giustifica una datazione fra l'ultima età repubblicana e la prima età augustea.
Novum CIL XV 2191/2.2 Fig. Enei 2001, 176 fig. 298.
Forma: 110
1. [---]+ICLINIS
2. [---]'RV^FI∙BASSI∙Q
3. [---]+IRRIVS∙BLA^ESVS∙F
Edizioni. Enei 2001, 176 fig. 298 (sito 197).
Commenti. Né il dominus, Rufius Bassus, né l'officinatore Q. [.]irrius Blaesus sono noti da altri bolli.
CIL XV 2192 Fig. Lezzi 2007, fig. 4; Lezzi 2006, 37 N. 6.
Forma: 550
Sig. 11.4.
1. OPVS DOLIAR∙EX PRAEDIS
2. RVTILI CRISPINI∙
Victoria ss. coronam tenens, ante eam ara
Opus doliar(e) ex praedis Rutili Crispini.
Edizioni. Lezzi 2006, 36 N. 4, 37 N. 6 con fot. Lezzi 2007, 78s. e n. 11, fig. 4.
Commenti. Il rinvenimento di più ess. nella villa dei Bruttii Praesentes e il cognomen che richiama Laberia Crispina, la prima proprietaria, giustificano l'ipotesi che Rutilius Crispinus sia un suo discendente, forse anche proprietario delle figlinae Medianae. V. Novum CIL 331/2.1. Sul signum Steinby 2016, 612.
Attestazioni. L'esemplare visto da Dressel proviene da Trebula Mutuesca; Buonocore 1994, 368. Villa dei Bruttii Praesentes, tre ess.; Lezzi.
Datazione. Dressel: fine II sec. d.C. o inizio III sec. d.C. Bloch 1948.2, 44 identifica il dominus con Rutilius Pudens Crispinus, cos. suff. negli anni 234-238 (PIR R 257).
CIL XV S. 619
Forma: 550?
1. OPVS DOLIARE EX PRAEDIS
2. RVTILI∙CRISPINI
Victoria ss., pone ara
Opus doliare ex praedis Rutili Crispini.
Edizioni. N. Persichetti, RM 24 (1909), 156s.
Paleografia. R. 1 retrograda.
Commenti e datazione. V. CIL XV 2192.
CIL XV 2193
Forma: 110
Sig. 2.2+, 3.1. Lett. 1.3, 1.0?
1. C∙RVTILI∙FELICIS
2. FECIT∙EROS∙SERVS
C. Rutili Felicis fecit Eros ser<v>us.
Edizioni. CIL XI 6689.208. Stanco 2006.2, 194s. N. 96 (fr.). S. Ruffo, in Cordiano 2011, 110 N. 4.
Paleografia. Le misure nell'edizione Russo sono sig. 9.0+, 4.0. Lett. 1.6-1.7, 1.2-1.4.
Commenti. Rinvenuto ad Anguillara Sabazia, località Crocicchie.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
CIL XV 2194
Forma: 110
1. C∙RVTILI∙FELICIS
2. FECIT C∙IVLIVS DAMA
C. Rutili Felicis fecit C. Iulius Dama.
Edizioni. CIL XI 6689.209. Enei 2001, 71, 165 8) tomba a cappuccina (non ill.).
Commenti. All'officinatore potrebbe appartenere il bollo tentativamente interpretato come Novum 2194/5, v. sotto.
Attestazioni. Tartara 1999, 164 § 274 (area di fr. fittili), Torrimpietra.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
Novum CIL XV 2194/5 Fig. Enei 2001, tav. 32.9.
Forma: 220
Lett. 1.1.
1. [---]+V^LI·D'A[---]
[--- C.I]uli Da[mae---].
Edizioni. Enei 2001, 120 sito 46, tav. 32.9.
Paleografia. Parte alta delle lettere verso l'esterno. La prima lettera parzialmente conservata potrebbe essere una I, l'ultima forse una A.
Commenti. Enei legge [---]iuli.da[---]. Potrebbe trattarsi di una variante di forma diversa del bollo 2194, forse con anche il nome di C. Rutilius Felix. Nella didascalia del disegno il sito è erroneamente indicato come 153.
CIL XV 2195 Fig. Enei 2001, tav. 32.
Forma: 110
1. M∙PVPIVS∙DE∙FICLINA'S
2. V RVTILIAES
M. Pupius de ficlina V( ) Rutiliaes.
Edizioni. CIL XI 6689.210. Enei 2001, 144 ad N. 153, 234 ad N. 471, tav. 32 (frr.). Taglietti 1994.2, 327 fig. 10. Braito 2020, 256s. Cat. 115.
Paleografia. Le lettere sono di forma antica; i tratti orizzontali della A in r. 1 e in r. 2 sono obliqui. Segni incerti nelle parti iniziale e finale del bollo sembrano essere casuali (Dressel). La debole traccia alla fine della r. 1 potrebbe forse essere una S.
Commenti. Secondo Steinby 1974-75, 95s. il bollo potrebbe appartenere alle figlinae Viccianae (il nome sarebbe abbreviato a soltanto una V); L. Camilli, LTURS V, 253 esclude l'attribuzione. Rutilia sarebbe da identificare con Rutilia L. f. Ocrati, una dei cinque domini che queste figlinae hanno avuto tra l'età claudia e neroniana. Come ha dimostrato Taglietti (1994.2, 325s.) bisogna invece distinguere fra questo M. Pupius attivo in età augustea, forse anche nelle figl(inae) Sexti o Sexti(anae) (v. Novum 1444/5.2) e M. Pupius Antiochus di CIL XV 2191 e Novum CIL XV 2191/2; così anche Braito 2020. Invece Nonnis 2015.2, 372 non esclude l'identificazione dei due, né una relazione con i Pupii di rango senatorio, con riferimento a M. (Pupius) Piso che nel I sec. a.C. è coinvolto nella produzione doliare, v. Novum CIL XV S. 434/2185.2. I bolli sono stati rinvenuti ad Alsium e nei dintorni di Caere; Nonnis 2015.2, 386 nota che nello stesso comprensorio può essere localizzata l'attività, in età imperiale, di C. Rutilius Felix, v. CIL XV 2193-94.
Datazione. Decenni finali della Repubblica - prima età augustea Nonnis 2015.2, 372s., 386.
Novum CIL XV 2195/S. 441.1 Fig. Enei 2001, fig. 297.
Forma: 110
1. R^V^TILIA^E∙C∙F∙PA^V^L
Rutiliae C. f. Paul(inae?).
Edizioni. CIL XV 2050. Enei 2001, fig. 297 (Alsium, sito N. 197). Braito 2020, 260s. Cat. 117.
Commenti. In teoria, Paul( ) potrebbe anche essere il nome del marito. Braito 2020, 261 n. 950: non è possibile stabilire alcun rapporto con l'omonima Rutilia C. f. Paulina, patrona dei seviri augustales a Corfinium (CIL IX 3182) verso la fine del I secolo.
Datazione. Per la paleografia, età augustea - giulio-claudia. I-II sec. d.C. Braito.
Novum CIL XV 2195/S. 441.2 Fig. SAO inv. 25231.
Forma: 0
Sig. 12.0. Lett. 5.9-6.0.
1. T S 'P
T( ) S( ) P( ).
Edizioni. Garofalo Zappa 1971, 268 N. 22, tav. III.13. LSO 1197.
Paleografia. La S è retrograda.
Commenti. Garofalo Zappa aveva letto dubitativamente l'ultima lettera come una T, ma dopo un lavaggio del mattone è sembrato più probabile leggerla come P.
Datazione. Garofalo Zappa: età di Antonino Pio? (sulla base di un'identificazione azzardata del personaggio). Per il tipo del bollo una datazione in età traianea sembra preferibile.
CIL XV S. 441 Fig. Imai 1995, fig. 25.2, tav. 23.2.
Forma: 110
Sig. 3.0+, 2.5. Lett. 1.5.
1. C∙SEPTVMI∙R^V^F
C. Septumi Ruf(i) vel Ruf(ionis).
Edizioni. Imai 1995, 131s. N. 1, fig. 25.2, tav. 23.2 (?).
Commenti. Imai pubblica come intero un es. che conserva le lettere IR^V^F, senza il punto visto da Bloch. L'identificazione non è sicura, ma sembra probabile che l'esemplare di Imai sia frammentario - il rilievo a sinistra non sarebbe il margine del bollo ma l'asta della M. Stanco 2013, 145 accosta i bolli doliari S. 441 e Novum CIL XV 1428/9.1 a bolli di vernice nera databile tra il 40 e il 20 a.C. Si tratterebbe di produzione doliare di area ostiense o costiera.
Attestazioni. Villa di Cazzanello, Tarquinia (Imai).
Datazione. In M. Aoyagi et al., RendPontAcc 75 (2002-03), 210 n. 73 si data il bollo fra l'età flavia e traianea, senza dire su quale base. La paleografia giustifica una datazione molto più alta, appunto fra l'ultima età repubblicana e la prima età augustea.
Novum CIL XV S. 441/2196 Fig. SAO inv. 27059.
Forma: 110
Sig. 6.9+, 2.1. Lett. 1.1-1.5.
1. C∙SER^V^'ILI∙A^CIB^A
C. Servili Aciba(e).
Edizioni. SAO, GSc 1921, inv. 14093 (Helen). Garofalo Zappa 1971, 267 N. 19, tav. III.11. LSO 1198.
Commenti. La lettura alternativa di Garofalo Zappa, C(ai) Servi L(uci) [f(ili)] Aciba(e) sembra poco sostenibile (LSO). Per la diffusione del cognomen Aciba a Ostia cfr. G. Barbieri, 'Le iscrizioni delle necropoli', Scavi di Ostia III (1958), 154.
CIL XV 2196* compl. Fig. SAO inv. 20886.
Forma: 320
Sig. 9.4/ 6.4, orb. 4.4. Lett. 1.4-1.6.
1. S^ER^VILIVS∙SA^TO^R∙FECIT
Servilius Sator (vel Sta<t>or?) fecit.
Edizioni. LSO 1199. Stanco 2001, 180 Nn. 167-168 (manca la parte con il cognomen).
Paleografia. La I di FECIT è piccola. Punti non notati da Dressel.
Commenti. L'edizione del CIL è completata per la descrizione della forma del bollo, definita da Dressel "circolare". La seconda parola potrebbe essere letta anche come STATOR (Dressel).
Si tratta forse di un officinatore dei Domitii, Gasperoni 2003, 55-59. Il gentilizio è attestato nel territorio di Bomarzo, v. G. Scardozzi, Daidalos 3 (2001), 161.
Attestazioni. Mugnano, San Liberato - Vigna della Corte, fornace N. 56.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
CIL XV 2197* Fig. SAO inv. 22404; Camilli - Taglietti 2019, fig. 15.
Forma: 531
Sig. 9.7, orb. 3.9. Lett. 1.0-1.1, 0.9. Lin. 1, 2, 2.
1. EX∙OFI∙P∙CAVLI∙VALENTIS
2. C∙STATI∙CAPITONIS
Ex ofi(cina) P. Cauli Valentis C. Stati Capitonis.
Edizioni. CIL XI 6689.232. CIL XIV 4089.9. LSO 1200. Fot. in Camilli - Taglietti 2019, fig. 15.
Paleografia. Il punto in r. 1 tra P e CAVLI non notato da Dressel.
Commenti. C. Statius Capito Arrianus (PIR S 871) fu nominato tra i fratelli Arvali tra l'a. 117 e l'a. 118.
Datazione. Rinvenuto a Ostia nella "Casa del Mosaico della Caccia" (Bloch 1947, 201), v. Caseggiato degli Aurighi costruito nei primi anni di Antonino Pio (Bloch 1953, 224) e nel portico V.XIV e XV datato intorno al 145 (Bloch 1953, 227), Schola del Traiano (Aubry 2018, 274 tab. 1, un es.). Inoltre Bloch 1953, 221 Ostia II.VIII.1. Adrianeo Blake – Bishop 1973, 166 n. 17; dubbi sulla datazione in età antonina a p. 221. Cfr. DeLaine 2002, 82 anni 120. Sui numerosi rinvenimenti dei bolli di C. Statius Capito a Isola Sacra v. Camilli - Taglietti 2019, 107s.
CIL XV 2198 compl. Fig. Camilli - Taglietti 2019, fig. 16; SAO inv. 18880.
Forma: 540
Sig. 8.6, orb. 3.0. Lett. 1.1, 0.8. Lin. 1, 2, 2.
1. EX∙OFICINA∙P∙CAVLI
2. VALENTIS sagitta
Ex oficina P. Cauli Valentis.
Edizioni. LSO 1201. Fot. in Camilli - Taglietti 2019, fig. 16.
Datazione. Rinvenuto a Ostia, nelle Terme del Foro costruite intorno al 160 d.C. (Bloch 1953, 217s. I.XII.6). Cfr. DeLaine 2002, 79; CIL XV 2197.
CIL XV 2199* Fig. SAO inv. 21329.
Forma: 530
Sig. 8.4, orb. 3.4. Lett. 1.0, 0.9. Lin. 1, 2, 2.
1. P∙CAVLI sagitta VALENTIS∙IVN
2. E∙X∙OFFICIN
Ex officin(a) P. Cauli Valentis Iun(ioris).
Edizioni. CIL XIV 4089.10. LSO 1202. Fot. in Camilli - Taglietti 2019, fig. 17.
Paleografia. La sagitta della r. 1 non compare in edizioni anteriori al LSO. Il primo punto in r. 2, non notato da Dressel, deve essere stato inciso per errore.
Commenti. La lettura procede dalla riga interna a quella esterna, contrariamente alla norma.
Datazione. Rinvenimenti a Ostia, regione I.XIV.8, Terme di Buticosus riparate in età adrianea e verso la metà del II sec. (fuori luogo, Bloch 1953, 218). Cfr. DeLaine 2002, 79; CIL XV 2197.
