CIL XV 2170
Forma: 110
1. GENET^HLI
2. AVG∙L
Genethli Aug(usti) l(iberti).
Edizioni. CIL XI 6689.117.
Paleografia. La I in r. 1 è inserita nell'angolo della L.
CIL XV S. 428 Fig. Calco S. Giovanni.
Forma: 201
Sig 4.4. Lett. 1.0-1.2. Lin. -.
1. C H M
C. H( ) M( ) / M. C( ) H( ).
Edizioni. Steinby 1973.2, 119, N. 17 (?). Scheda S. Giovanni in Laterano (EMS).
Commenti. L'esemplare visto da Bloch a Ostia nel 1939 non è stato rinvenuto. Quindi è incerto se si tratti dello stesso timbro; Bloch leggeva in fatti C H N seguito da un punto quadrato. Non è noto nessun dominus o officinator con le iniziali C. H( ) M( ) o M. C( ) H( ).
Datazione. Steinby 1973.2: potrebbe risalire al I sec. d.C. È stato rinvenuto nel muro 13, che appartiene a una fase domizianea, v. G. Pellicioni, Le nuove scoperte sulle origini del battistero lateranense. MemPontAc XII.1, 1973, 18, figg. 18, 20.
Novum CIL XV S. 428/2171 Fig. SAO inv. 27671.
Forma: 0
Sig. 8.5+. Lett. 2.8.
1. HEL'P[
Help[is?].
Edizioni. LSO 1169.
Paleografia. Testo retrogrado.
CIL XV S. 429* compl. et corr. Fig. SAO inv. 26689; Stanco 2012, fig. 13.
Forma: 110
Sig. 12.3, 3.1. Lett. 1.8.
1. C∙EREN^I∙CVPITI
C. Ereni Cupiti.
Edizioni. LSO 1170, p. 391. Stanco 2012, 220 N. 15.1, fig. 13.
Paleografia. Il punto dopo EREN^'I non notato da Bloch.
Commenti. L'edizione di Bloch è completata nella parte finale della r. 1, dove Bloch aveva letto EREN^I. Il pezzo schedato in LSO è però frammentario nella parte superiore della N, ed è pertanto impossibile accertare se vi sia o meno un nesso tra la N e la I.
A questo bollo è forse collegabile un frammento pubblicato da P. Romanelli, NSc 1948, 260, proveniente da Tarquinia: [---]REN^I∙CV[---]; C∙EREN^I∙CV[PITI] sarebbe una possibile integrazione. Lo stesso cognomen CVPITI, ma impresso in un timbro diverso si ritrova nel frammento LSO 1247, dove però la lettera che precede il nesso N^I sembrerebbe essere una O piuttosto che una E.
CIL XV S. 429 var. Fig. Stanco 2012, CC15.1a
Forma: 110
1. EREN^I∙CVPITI
Ereni Cupiti.
Edizioni. Edizione basata su calco mandato da E.A. Stanco con le illustrazioni dell'edizione del 2012, v. CIL XV S. 429* compl. et corr.
CIL XV 2171 Fig. SAO inv. 24591.
Forma: 110
Sig. 10.0, 2.3. Lett. 1.5.
1. C∙HERENNI∙SA^LV
C. Herenni Salu(taris?).
Edizioni. CIL XIV 4089.33. LSO 1171.
Paleografia. Litt. bonis. Il punto tra la C e HERENNI si trova all'interno della lettera C.
Commenti. Cfr. Garofalo Zappa 1971, 275, una variante non ritrovata C∙HERENNIVS∙SA^LV.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
LSO Novum CIL XV S. 429/2172.1. V. Novum CIL XV S. 434/2185.1.
Novum CIL XV S. 429/2172 Fig. Manacorda 2008, fig. 2.
Forma: 110
Sig. 5.9, 2.3. Lett. 2.0.
1. PAAPI
Paapi.
Edizioni. Garofalo Zappa 1971, 265 N. 12. LSO 1173. E. Benelli, 'Materiali epigrafici etruschi e latini dall'acropoli', in Materiali per Populonia 2. Firenze 2003, 112s. figg. 3-5. Manacorda 2005, 154-156 figg. 1, 4. Manacorda 2008, 203-206, fig. 2 (tegole, Populonia).
Paleografia. Testo retrogrado. In LSO si segnala l'esistenza incerta di un punto fra le due A; non ve ne è traccia negli esemplari pubblicati da Manacorda, che sono impressi con lo stesso timbro. Appoggiandosi a confronti in bolli di anfore tardorepubblicane Manacorda 2005 presenta convincentemente la lettura PAAPI, con testo retrogrado e le due P inverse; nel timbro il testo sarebbe stato progressivo, ma con le due P retrograde. Le P aperte sono indizio di una cronologia in piena età repubblicana. Per la geminazione della A e dell'indicazione della A lunga con l'apex v. Manacorda 2005, 156.
Commenti. In LSO non si propone uno scioglimento del testo, dove la I viene data per incerta. Benelli propone la lettura Ipa( ) Ap( ), cioè il nome abbreviato di un servo seguito dal gentilizio abbreviato del proprietario. Manacorda 2005 vi legge invece il nome Paapi, intendendo il cognomen Papus, che è ben attestato sia in ambienti servili e libertini che in famiglie aristocratiche. In primo luogo, Manacorda (156s.) pensa agli Aemili; in effetti sono noti o ipotizzabili legami con l'Etruria, sia del ramo degli Aemili Papi, sia degli Aemili Scauri (Manacorda 2008, 204-206). Per il momento manca però la prova decisiva per l'identificazione del personaggio menzionato nel bollo. A causa della mancanza di confronti di domini indicati con il solo cognomen sarebbe preferibile l'interpretazione come gentilizio, ipotesi che Manacorda 2005, 156 scarta pur osservando che la gens Papia è ampiamente attestata nell'onomastica dell'Italia terdorepubblicana (A. Forcellini - I. Perin, Lexicon totius Latinitatis VI. Onomasticon. Patavii 1940, 428 (edd. I. Furlanetto - F. Corradini - I. Perin).
Attestazioni. Nel 2005 Manacorda registra 14 esemplari concentrati nell'acropoli di Populonia (v. Manacorda 2005, 153s. e fig. 2). Non è possibile ricostruire il contesto né dell'esemplare di Ostia (LSO 1173), né dell'esemplare inedito di Lanuvio (segnalato da M. Grazia Granino). Manacorda vi vede materiali di zavorra per navigazioni di cabotaggio.
Datazione. Seconda metà del II sec. a.C.?
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CIL XV 2172 Fig. SAO inv. 20709.
Forma: 110
Sig. 11.9, 2.5. Lett. 1.4-1.5.
1. IV^LI∙A^M^ER^VMNI
Iuli Amerumni.
Edizioni. LSO 1174.
Paleografia. Litt. bonis. La prima I è leggermente più bassa delle altre lettere.
Commenti. Dressel ricorda che il bollo è stato descritto anche da Lanciani (IVL∙A^M^ERVMNI).
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
CIL XV 2172 var. Fig. Pallecchi 2002, punzone 22.1.
Forma: 110
Sig. 5.5+, 2.5. Lett. 1.6. Lin. 2, 2.
1. [.] IV^LIVS AMER[---]
[.] Iulius Amer[umnus].
Edizioni. Natalizi Baldi 1985-86, 166 N. 43. Pallecchi 2002, 182 punzone 22.1, N. 229 (m.). V. Novum CIL XV 2449/50.4.
Datazione. Seconda metà dl I sec. d.C. Pallecchi su basi formali.
CIL XV 2173 corr. Fig. AAR nvb_brickstamps_005182.
Forma: 540
Sig. 10.3, orb. 3.3. Lett. 1.0-1.2, 1.0-1.1. Lin. 1, 2, 2?
1. EX∙P∙TI IVLI∙IVLIANI∙OF
2. DOMITI∙RVFINI
luna crescens in qua est protome galeata (Romae?) ss., ante iaculum
Ex p(raedis) Ti. Iuli Iuliani, of(ficina) Domiti Rufini.
Edizioni. CIL XI 6689.126, p. 1402. Coste 1970-71, 94. Anderson 1991, 100 N. 222 fot. AAR nvb_brickstamps_005182. Stanco 2006.2, 293s. N. 94 (4 frr.).
Paleografia. Dressel e Stanco leggono un punto in r. 1 tra IVLI e IVLIANI, non notato da Anderson. Dressel legge l'ultima lettera della r. 1 come una P; Coste invece aggiunge una sagitta prima di OF.
Commenti. Dressel riporta l'ipotesi di Borghesi 1868, 304, secondo cui Ti. Iulius Iulianus (PIR I 368) sarebbe stato, probabilmente, il fratello Arvale del 145 (PIR I 142) e il marito di Stertinia Bassula (v. CIL XV 2201-2205). Dressel stesso avanza l'ipotesi (CIL XV, p. 455) che questa fosse moglie ed erede di Ti. Iulius Iulianus, sulla base della somiglianza dei bolli e della uguale diffusione dei mattoni bollati (si veda anche CIL XV 2201ss.) nelle stesse aree (Ostia e agro ostiense); così anche Steinby 1974-75, 15 n. 1. In tutte e due le serie si ripete come marchio delle figlinae lo stesso signum, protome galeata con o senza attributi, talvolta inserita in un crescente; Steinby 2016, 605. Ricompaiono anche gli stessi officinatori (per Domitius Rufinus v. CIL XV 2204). Con simili criteri si basa la conclusione che le figlinae siano infine passate a Matidia Aug(ustae) fil(ia) (PIR M 368, PFOS 533), v. CIL XV S. 209-210.
Datazione. Steinby 1975-75, 15 n. 1: età adrianea – prima età di Antonino Pio.
CIL XV 2174
Forma: 530/540
Sig. 11.0?, orb. ?. Lett. 1.3, 1.2. Lin. 1, 2, 2.
1. EX PR TI∙IVLI∙IVLIANI OF
2. IVSTAES ET RVFINI
luna crescens in qua est protome galeata Romae vel Minervae ss., ante eam iaculum, pone scutum
Ex pr(aedis) Ti. Iuli Iuliani, of(ficina) Iustaes et Rufini.
Edizioni. CIL XI 6689.127. Stanco 2006.2, 294 N. 95 (fr.).
Commenti. Per il dominus Ti. Iulius Iulianus e la presunta moglie Stertinia Bassula, si veda il commento a CIL XV 2173. Secondo Dressel, l'officinator Rufinus è lo stesso che è nominato Domitius Rufinus in CIL XV 2173 e 2204.
Datazione. Steinby 1974-75, 15 n. 1: età adrianea – prima età di Antonino Pio.
CIL XV 2175
Forma: 530/540
1. EX∙PR∙TI[---]
2. IVLI∙[---]
protome galeata ss., ante eam iaculum
Ex pr(aedis) Ti. [Iuli Iuliani op(us)] Iuli [---].
Edizioni. CIL XI 6689.128.
Commenti. Per Ti. Iulius Iulianus e la presunta moglie Stertinia Bassula, si veda il commento a CIL XV 2173.
Datazione. Steinby 1974-75, 15 n. 1: età adrianea – prima età di Antonino Pio.
CIL XV 2176
Forma: 210
1. [---]∙PR∙TI[- - - ]
2. [---]NTI[---]
[Ex] pr(aedis) Ti. [Iuli Iuliani op(us)] [---]nti[---].
Edizioni. CIL XI 6689.129.
Commenti. Per Ti. Iulius Iulianus e la presunta moglie Stertinia Bassula, si veda il commento a CIL XV 2173. In questo bollo evidentemente viene menzionato un officinatore non noto da altri bolli.
Datazione. Steinby 1974-75, 15 n. 1: età adrianea – prima età di Antonino Pio.
CIL XV 2177 Fig. Cozzo 1936, fig. 139.
Forma: 240
1. EX PRAEDIS TI IVLI
2. IVLIANI OPVS DOLIA^REM
Nell'orbicolo: caput galeatum Minervae ds.
Ex praedis Ti. Iuli Iuliani opus doliarem.
Edizioni. CIL XV 2178. CIL XIV 4089.14. Cozzo 1936, fig. 139 (compl.).
Paleografia. Versibus falcatis. R. 1: le prime due lettere (EX) e le ultime due (LI) sono piccole. R. 2: le prime due lettere (IV) e le ultime due (EM) sono piccole.
Commenti. La forma doliarem è probabilmente un errore (cfr. CIL XV, p. 453). Per il dominus Ti. Iulius Iulianus e la presunta moglie Stertinia Bassula, si veda il commento a CIL XV 2173.
Datazione. Steinby 1974-75, 15 n. 1: età adrianea – prima età di Antonino Pio.
CIL XV S. 430a
Forma: 110
1. [---]X∙F TI IVLI IVLI[---]
[E]x f(iglinis) Ti. Iuli Iuli[ani].
Commenti. Bloch 1947, 156 n. 115 riconosce la singolarità della forma del timbro (rettangolare, in una linea, a lettere rilevate), rispetto ad altri timbri di Ti. Iulius Iulianus (PIR I 368), v. il commento a CIL XV 2173. Deve comunque trattarsi dello stesso personaggio; il rinvenimento a Villa Adriana indica infatti una datazione in età adrianea.
Datazione. Steinby 1974-75, 15 n. 1: età adrianea – prima età di Antonino Pio.
CIL XV S. 430b
Forma: 110
1. EX [---] IVLI IVLIANI
Ex [---] Iuli Iuliani.
Commenti. V. S. 430a.
Datazione. Steinby 1974-75, 15 n. 1: età adrianea – prima età di Antonino Pio.
Novum CIL XV S. 430/1 Fig. Anderson 1991, fig. 59.
Forma: 110
Sig. 11.3, 2.8. Lett. 1.0-2.3.
1. IVLIANI[---]
Iuliani [---].
Edizioni. Anderson 1991, 100 N. 223, fig. 59 fot. AAR nvb_brickstamps_008212.
Paleografia. Testo retrogrado; caratteri tipici dell'età repubblicana (Steinby 1993, 493 e Taglietti 2001, 776).
Commenti. Secondo Anderson si tratta di una variante di CIL XV S. 430a-b. Il testo è IVLIANI[---] secondo Steinby (Steinby 1993, 493), IVLIANI secondo Taglietti (Taglietti 2001, 776); in ogni caso non va integrato nella prima parte (così anche Bodel 1993, 401 n. 29).
Datazione. Steinby 1993, 493 e Taglietti 2001, 776: piena età repubblicana.
CIL XV S. 431a* corr. Fig. Kahane 1968, fig. 25.1, tav. XXXII.b, c.
Forma: 110
Sig. 11.9, 3.8. Lett. 1.4-1.5.
1. FIGILINEIS
2. C∙IVLI∙NEICEP^H
Figilineis C. Iuli Neiceph(ori).
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1911, 195. Kahane 1968, 197 N. 4 fig. 25.1, tav. XXXII.b, c. Quilici 1976, 317 n. 69 fig. 53.g. LSO 1175, agg. p. 391. MNR III.
Paleografia. Le lettere LI in r. 2 sono piccole. I punti in r. 2 non notati da Bloch.
Commenti. La lettura di Bloch e LSO 1175 NEICEI è stata corretta in NEICEP^H in LSO, p. 391. Quilici leggeva NEICER^I. Il suo esemplare misura cm 12.7 per 3.9.
CIL XV 2178 = CIL XV 2177
Forma: 999
1. OPVS DOL∙IVLI∙TITIANI
Opus dol(iare) Iuli Titiani.
Commenti. Cfr. CIL XIV 4089.14. Si tratterebbe di un esemplare male trascritto di CIL XV 2177 (Dressel).
CIL XV 2179* Fig. Quaranta 2008, fig. 104.
Forma: 110
Sig. 9.6, 3.3. Lett. 1.2-1.0.
1. C∙IVNI∙
2. ASTRAGALI
C. Iuni Astragali.
Edizioni. CIL XI 6689.132. Quaranta 2008, 108 N. 3 fig. 104.
Paleografia. Nell'esemplare di Quaranta c'è un grande punto triangolare alla fine della r. 1.
Attestazioni. Tartara 1999, 341 § 795; anche § 630. Non datanti. V. commento a CIL XV 1133.
Datazione. I sec. d.C.
Novum CIL XV 2179/80 Fig. SAO in situ.
Forma: 110
Sig. 5.7, 2.0. Lett. 1.4-1.7.
1. C∙LA^E^LI
C. Laeli.
Edizioni. LSO 1176.
Commenti. Il bollo rettangolare pubblicato da L. Cantarelli, BCom 1914, 206 con il testo C∙L^A^E^LI potrebbe essere una variante.
