CIL XV 1710 = S. 615
Forma: 210
1. MARTINVS SEVERIANI MA[G]
Martinus Severiani mag(istri).
Paleografia. Testo retrogrado. Le M e la V sono capovolte, le N inverse.
Commenti. Cfr. i bolli CIL XV 1639, 1648 e 1709 del padrone di Martinus e S. 614 di un suo conservo (un ulteriore servo compare forse con la sola iniziale D( ) in 1639 e 1648); Steinby 2001, 137s., 147. Incerto se MAR in 1559 sia l'abbreviazione del nome di Martinus.
Datazione. Sulla base della forma ottagonale età di Costantino o di Costante. V. CIL XV 1709.
CIL XV 1711a
Forma: 210
1. SEVERI∙V C∙
Severi v(iri) c(larissimi).
Paleografia. Brutte lettere Dressel.
Commenti e datazione. Secondo de Rossi 1877, 672s. potrebbe trattarsi di un membro della famiglia dei Valerii Severi, clarissimi dal secolo quarto. Si potrebbe pensare anche al figlio di Flavius Lollianus (v. il bollo 1688), Placidus Severus (PLRE I Severus 28), che fu vicario dell'Urbe negli anni 364-5; Steinby 2020, 413.
CIL XV 1711b
Forma: 210
1. SEVERI V C∙
Severi v(iri) c(larissimi).
Paleografia. Brutte lettere Dressel. S inversa; l'ultima lettera che ora sembra una L era in origine certamente una C.
Commenti e datazione. V. 1711a.
CIL XV 1712
Forma: 210
1. + DE STATIONE SVRRENTINI
crux
De statione Surrentini.
Commenti e datazione. Questo è l'unico caso in cui la voce statio, chiaramente usata nel senso di officina, è scritta per intero. Steinby 2001, 147; Steinby 2020, 402 n. 16. VI sec. G.B. de Rossi, BACr 1870, 16.
CIL XV 1713
Forma: 210
1. SVM∙C∙V∙
Sum(machi) c(larissimi) v(iri).
Paleografia. Il bollo è piccolo; è incerto se ci siano i punti S·V·M.
Commenti e datazione. Solo un ritrovamento datante potrebbe consentire una scelta fra i molti Symmachi possibili. V. 1714.
CIL XV 1714
Forma: 111
1. SYMMACHI
Symmachi.
Paleografia. Grandi lettere cave.
Commenti e datazione. Marini 1880 N. 1321 giudica il bollo "lavoro de' bassi secoli". È stato rinvenuto a S. Giorgio in Velabro, insieme con - fra altri - un bollo di Teoderico (1665a). Potrebbe trattarsi del papa degli anni 498-514 (Ch. Pietri - L. Pietri (dir.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. Ecole française, Rome 1999-2000, II Symmachus 5), ma anche di molti altri Symmachi noti come personaggi di primo piano tra il IV e il VI secolo. Sotto Teoderico visse Q. Aurelius Memmius Symmachus (iunior, PLRE II Symmachus 9), che Cassiodoro (var. 4.51) loda per la sua attività edilizia. V. Steinby 1986, 116, 133, 135. Un esemplare frammentario (SYM[---]) è stato rinvenuto nell'interro del vestibolo (1) della domus di Gaudentius; G. Spinola, 'Il Dominus Gaudentius e l'Antinoo Casali…', MEFRA 104.2 (1992), 953-979, part. 969 n. 24.
Novum CIL XV 1714/5.1a Fig. Fot. di P. Ciancio Rossetto.
Forma: 170
1. TER
Ter( ).
Edizioni. P. Ciancio Rossetto, 'Rinvenimenti nell'area dell'ex Oratorio dei Filippini alla Chiesa Nuova', BStorArt 2 (2007), 60-66, part. 63; fot. S. P. Q. R. Monumenti antichi e scavi, Archivio fotografico.
Paleografia. Testo progressivo.
Commenti. Si tratta di materiale nuovo all'epoca della costruzione dell'imponente edificio non identificato. Nell'epoca in questione le tre lettere difficilmente si sciogliono come tria nomina; il tipo di bollo non favorisce l'ipotesi che si tratti della (officina) Ter(entiana). La soluzione più probabile è quindi leggervi un nome abbreviato.
Datazione. IV secolo, forse nella prima metà Ciancio Rossetto.
Novum CIL XV 1714/5.1b Fig. Fot. di P. Ciancio Rossetto.
Forma: 170
1. TER
Ter( ).
Edizioni. P. Ciancio Rossetto, 'Rinvenimenti nell'area dell'ex Oratorio dei Filippini alla Chiesa Nuova', BStorArt 2 (2007), 60-66, part. 63; fot. S. P. Q. R. Monumenti antichi e scavi, Archivio fotografico.
Paleografia. Testo retrogrado.
Commenti e datazione. V. Novum CIL XV 1714/5.1a
Novum CIL XV 1714/5.2? Fig. Moscetti 2020, N. 93.
Forma: 211
1. TERTVLL'I[---]'S'I
2. 'DC
Tertulli [---]SI DC
Edizioni. Moscetti 2002.2, 73 N. 93 fig. a p. 84. Moscetti 2020, N. 93.
Paleografia. Paleografia tarda, L al corsivo. L'ultima lettera del nome è piuttosto una I che una A. La prima lettera della r. 2 decisamente non è una S (cfr. Moscetti). Il bollo è male impresso su un lato.
CIL XV S. 613 Fig. Crostarosa 1897, N. 78.
Forma: 511
1. OFICI crux NA
2. VI CTORIS
Oficina Victoris.
Edizioni. Crostarosa 1897, 231 N. 78 con disegno.
Paleografia. Nel disegno la F in OFICINA è diventata una E.
Commenti e datazione. Crostarosa pubblica il disegno di un bollo rinvenuto sul tetto di SS. Silvestro e Martino ai Monti e riporta l'interpretazione di Stevenson, che secondo Bloch non corrisponde affatto al disegno (OFICNA QV[I] RACI). Steinby 2001, 147; non datato.
CIL XV 1715a
Forma: 110
1. S P L O
2. D M∙O
Paleografia. Testo retrogrado, brutte lettere Dressel. Nella r. 2 la M è capovolta.
Commenti e datazione. Dressel non tenta uno scioglimento né di questo bollo, né dei seguenti CIL XV 1716-1718, che chiaramente sono della stessa, tipologicamente omogenea serie. Il testo inizia sempre con le lettere SP (summae privatae?), seguite da LO oppure LD. Varia invece il testo della seconda riga, dove non sembra poter leggere il nome di una officina o di una persona. Non si conoscono ritrovamenti datanti. Steinby 2001, 148.
CIL XV 1715b
Forma: 110
1. S P 'L O
2. D M O
Paleografia. Testo retrogrado, brutte lettere Dressel.
Commenti e datazione. V. 1715a.
CIL XV 1716 Fig. Felle 2021, fig. 72.
Forma: 110
Sig. 7.0, 5.5.
1. S P L D
2. M E D I
Edizioni. Felle 2021, 376s. N. 72, fig. 72.
Paleografia. Testo retrogrado, brutte lettere Dressel.
Commenti. V. 1715a.
Datazione. IV-V sec. Felle 2021.
CIL XV 1717
Forma: 110
1. S P L 'C
2. S A [..]
Paleografia. Testo retrogrado, brutte lettere Dressel. L'ultima lettera della r. 1 potrebbe essere una C, una G o una D. Le due ultime lettere della r. 2 sono illeggibili.
Commenti e datazione. V. 1715a.
CIL XV 1718
Forma: 110
1. S P L O
2. F C V I
Paleografia. Testo retrogrado. Nella r. 2 la C è inversa.
Commenti e datazione. V. 1715a.
CIL XV 1719
Forma: 110
1. K F D V^A
Paleografia. Sopra le lettere c'è un segno non interpretato, forse un monogramma; v. i disegni di Dressel.
Commenti e datazione. Rinvenuto solo in contesti cristiani; un terminus post quem potrebbe essere ricavato dai sepolcri costruiti nella basilica damasiana e attorno ad essa; de Rossi 1877, 684. Steinby 2001, 148.
