CIL XV 1700

Forma: 210

1.     LVCILLI C V

Lucilli c(larissimi) v(iri).

 

Commenti e datazione. Nessun rinvenimento aiuta nella datazione; Steinby 2001, 145; Steinby 2020, 413. Cfr. il Novum CIL XV 1700/1?.

 

 

Novum CIL XV 1700/1   Fig. Muzzioli 1980, fig. 53.

Forma 211

Sig. 8.8.

1.     C[...]ONI LVCILLI

       ramus palmae

2.     V C

       ramus palmae

C.? [Cosc]oni? Lucilli v(iri) c(larissimi).

 

Edizioni. Muzzioli 1980, 90 fig. 53. Steinby 1987, 43 N. 83.

Paleografia. Lettere incavate. I rami di palma non si vedono nel disegno di Muzzioli, che li menziona nella descrizione.

Commenti e datazione. Forse da leggere con due cognomina (Cresconi?) o anche con duo o tria nomina. La datazione in età tardoantica è giustificata solo dal tipo del bollo. Steinby 2001, 145; Steinby 2020, 413. Cfr. 1700.

  • NovumCIL_XV_1700-1-Muzzioli1980_53

 

 

CIL XV 1701   Fig. Cozzo 1936, fig. 205.

Forma: 240

1.     MAR

2.     CELLINI

Marcellini.

 

Edizioni. Cozzo 1936, fig. 205 (fr.).

Paleografia. Righe dritte e retrograde; lettere irregolari. Dalla scheda di Dressel sembra che la prima riga sia notevolmente più alta della seconda.

Commenti e datazione. Steinby 2001, 146.

  • CIL_XV_1701-Cozzo36_205

 

 

CIL XV 1702 add.   Fig. Disegno di Dressel.

Forma: 210

Sig. 4.3. Lett. o.5 ca. Lin. 1, 2.

1.     MEROBAVDES AT'N[---].

Merobaudes A[---].

 

Edizioni. Crostarosa 1901.1, 138 N. 60.

Paleografia. Le lettere AT sono capovolte.

Commenti e datazione. La fine del testo è illeggibile. Per Dressel è incerto se si tratti di Flavius Merobaudes, il poeta; in PLRE II Fl. Merobaudes, l'attribuzione a lui del bollo ("a plate") è ritenuta incerta. Il rinvenimento del bollo a S. Croce in Gerusalemme ha indotto Krautheimer a collegare il bollo con un restauro effettuato nel 377 o 383 (CBCR I, 168). In questi anni, e ancora nel 388 console fu Flavius Merobaudes, PLRE I Merobaudes 2. La collocazione in Steinby 2001, 138 fra domini privati attestati verso la metà del IV sec. implica una cronologia troppo alta.

  • CIL_XV_1702add-Dressel1891

 

 

CIL XV 1703

Forma: 110

1.     [D]E OFFICINA

2.     [M]ETELLI

[D]e officina [M]etelli.

 

Commenti e datazione. Cfr. serie 33, bolli simili associati con bolli teodericiani CIL XV 1664 e CIL XV 1668. Steinby 2001, 139; Steinby 2020, 417.

 

 

CIL XV 1704

Forma: 170

1.     NEPO

2.     TIAN

3.     VS

Nepotianus.

 

Paleografia. Testo retrogrado, righe dritte. Dressel descrive la forma come "ovata". Il bollo è piccolo, le lettere sono piuttosto "aetatis labentis" che più antiche.

Commenti e datazione. Il nome non è comune, ma mancano elementi decisivi per l'identificazione con Iulius Nepotianus, nipote di Costantino (PLRE I Nepotianus 5) o qualcuno dei suoi parenti omonimi. Da notare che manca l'indicazione dello status sociale.

 

 

Novum CIL XV 1704/5.1   Fig. Tuomisto 2009, fig. 266.

Forma: 210

Sig. 6.5 ca. Lett. 0.9-1.1. Lin. 1, 2.

1.     OFIC NI[---]

       crux

Ofic(ina) Ni[---].

 

Edizioni. Tuomisto 2009, 245 N. 196 fig. 266.

Commenti. Cfr. la serie tarda 31, Steinby 2001, 141.

Datazione. Dioclezianeo o un po' più tardo Tuomisto.

  • NovumCIL_XV_1704-5.1-Tuomisto2009_266

 

 

Novum CIL XV 1704/5.2   Fig. Pfeiffer - Armstrong - Van Buren 1905, tav. II.8.

Forma: 130

1.     CLODI OLYBRI[C] V

Clodi Olybri [c(larissimi)] v(iri).

 

Edizioni. CIL XV S. 254. Pfeiffer - Armstrong - Van Buren 1905, 54s. N. 224, tav. II.8. Steinby 1987, 42s. N. 82. Zucca 1987, 674 N. 27.

Paleografia. Testo retrogrado. Le lettere sono molto strette; la C di clarissimi capita nella frattura del mattone.

Commenti e datazione. CLODIO LYBIO'IV Pfeiffer - Van Buren - Armstrong; CLODI OLYBRIV Bloch da fotografia. Zucca legge [---] Olibri v(iri) c(larissimi) non escludendo che si tratti di una variante con il solo cognomen. Il personaggio può essere identificato con Q. Clodius Hermogenianus Olybrius (PLRE I Olybrius 3) della grande famiglia degli Anicii. Egli fu praefectus Urbi 369-370; in vita ancora nel 384, egli è morto prima dell'a. 395. Cfr. CIL XV 1705, che potrebbe essere attribuito allo stesso personaggio con la moglie Tyrrania Anicia Iuliana (PLRE I Iuliana 3), oppure - con Bloch 1959, 200 - alla coppia PLRE I Olybrius 2, cos. 395 e Iuliana 2 della generazione successiva. Steinby 2001, 145; Steinby 2020, 413.

  • NovumCIL_XV_1704-5.2-PfeifferArmstrongVanBuren1905_II.8

 

 

Novum CIL XV 1704/5.3   Fig. Paroli 1991, tav. 55.b.

Forma: 130

Sig. 10.0+, 3.2. Lett. 1.6-1.8 (O 1.3).

1.     OLYBR[---]

Olybr[---].

 

Edizioni. Fig. Paroli 1991, 164 N. 39, tav. 55.b.

Paleografia. Testo retrogrado. La Y è composta da due tratti curvilinei che si accostano in basso.

Commenti. Per l'identificazione del personaggio v. Novum CIL XV 1704/5.2.

  • NovumCIL_XV_1704-5.3-Paroli1991_55.b

 

 

CIL XV 1705

Forma: 240

1.     OLYBRI

2.     V C ET IVL

3.     IANAE

4.     C F

Olybri v(iri) c(larissimi) et Iulianae c(larissimae) f(eminae).

 

Paleografia. Righe dritte; brutte lettere Dressel.

Commenti. V. Novum CIL XV 1704/5.2.

 

 

CIL XV 1706

Forma: 900

1.     OF SATVR

Of(ficina) Satur(nini).

 

Commenti e datazione. V. Steinby 2001, 147.

 

 

CIL XV 1707   Fig. Felle 2021, fig. 54.

Forma: 130

1.     SEP

Sep( ).

 

Edizioni. Felle 2021, 373 N. 54, fig. 54. MNR III.

Paleografia. Lettere grandi. Dressel osserva "non sunt malae" ma indicano comunque "aetatem posteriorem", forse dalla fine del III sec. in poi.

Commenti. Probabilmente l'abbreviazione di un nome come Sep(timus), v. 1708.

Datazione. Fine III - inizi IV sec. (284-304) Felle.

 

 

CIL XV 1708

Forma: 210

1.     SEPTIMI∙

Septimi.

 

Paleografia. S inversa. Secondo Dressel la traccia di una C con in mezzo un punto è forse solo parte del cerchio interno con il punto centrale.

Commenti e datazione. V. Steinby 2001, 146.

 

 

CIL XV 1709

Forma: 210

1.     OFFICINA SEVERIANI

Officina Severiani.

 

Edizioni. Ihm, CIL XI, p. 1016 (Pagliano). C.L. V(isconti), BCom 1879, 208 (Arsoli). R. Mancini, NSc 1890, 73.

Paleografia. Le A e la V sono capovolte, la S inversa. L'ultima A, più piccola delle altre lettere, è forse stata inserita posteriormente.

Commenti e datazione. Rinvenuto "nei muri della demolita sacrestia vaticana", Marini 1884 N. 1291; BCom 1879, 208; Descemet 1880, 144. Cfr. i bolli CIL XV 1639, 1648, 1710 = S. 614 di Severianus magister.  In Steinby 2001, 137s., 147 si sostiene che egli fu attivo nel periodo di costruzione di S. Pietro, ma il rinvenimento nella tomba monumentale di età severiana che è stata annessa alla basilica non vale come indizio cronologico, v. R. Biering - H. v. Hesberg, 'Zur Bau- und Kultgeschichte von St. Andreas apud S. Petrum. Vom Phrygianum zum Kenotaph Theodosius d. Gr.?', RQu 83 (1987), 145-182, part. 148s. Da notare che Mancini aggiunge al testo sopra riportato una seconda riga, che in realtà forse si riferisce a un altro bollo: FLCO///NT///////IMI, Fl(avi) Co[nsta]nt[---] seguito dal nome di un officinatore al genitivo, Felicissimi?, cfr. 1587.

Datazione. Sulla base della forma ottagonale i bolli CIL XV 1639, 1648, 1710 = S. 614 si datano nell'età di Costantino; 1709 è forse databile in età massenziana, Steinby 2020, 410.

 

 

CIL XV S. 614

Forma: 180

1.     FORTVNATVS SEVERIANI MAG

Fortunatus Severiani mag(istri).

 

Edizioni. Gius. Gatti, BCom 1902, 71 (Via S. Prassede 27, Roma). Wilpert, NBAC 9 (1903), 318 (cimitero di SS. Marco Marcelliano e Damaso, Roma).

Paleografia. Testo disordinato; le lettere F, R, T sono capovolte nella prima voce, V ed R nella seconda; inoltre, la F, la seconda S, le R, le E e la C sono retrograde.

Datazione. Sulla base della forma ottagonale età di Costantino o di Costante. V. CIL XV 1709.