CIL XV 1660a corr.   Fig. Bodel 1983, tav. XXIV.121; disegno di Dressel.

Forma: 210

Sig. ? (disegno di Dressel 6.9). Lett. 1.1. Lin. 1, 1.

1.     D N ARCADIO A^VG

D(omino) n(ostro) Arcadio Aug(usto).

 

Edizioni. Pfeiffer - Van Buren - Armstrong 1905, 57s. N. 233, tav. VIII.8. Bodel 1983, 63 N.121, tav. XXIV.121.

Paleografia. La parte alta delle lettere è rivolta verso l'esterno. Le A sono prive del tratto trasversale, la N è inversa e la G capovolta. Al centro un punto.

Commenti e datazione. Dressel trova notevole che in laterizi urbani compaia un imperatore dell'Oriente (Arcadio regnò dal 383 al 408). È da notare anche il significato del testo, che non indica proprietà ma un regno. Steinby 2001, 142. V. CIL XV 1659.

  • CIL_XV_1660acorr-Bodel83_121
  • CIL_XV_1660acorr-Dressel1891_1660

 

 

CIL XV 1660b. V. CIL XV 1660a.

 

 

CIL XV S. 605a

Forma: 210

1.     AVGG∙NN∙

(Duorum) Aug(ustorum) n(ostrorum).

 

Commenti e datazione. Secondo Bloch le due varianti CIL XV S. 605a-b sono in relazione al CIL XV 1661 e databili nel IV secolo. Steinby 2001, 142, età costantiniana.

 

 

CIL XV S. 605b

Forma: 211

1.     AVGG∙NN∙

(Duorum) Aug(ustorum) n(ostrorum).

 

Paleografia. Lettere cave.

Commenti e datazione. Secondo Bloch le due varianti CIL XV S. 605a-b sono in relazione al bollo CIL XV 1661 e databili nel IV secolo. Steinby 2001, 142, età costantiniana.

 

 

CIL XV 1661 

Forma: 110

1.     DD NN

(Duorum) d(ominorum) n(ostrorum).

 

Edizioni. MNR III.

Paleografia. Il bollo ha sul lato sinistro un'ansa rettangolare. Le N sono inverse.

Commenti e datazione. Il bollo è stato rinvenuto nell'arco di Costantino al Malborghetto, v. Frothingham, AJA 19 (1915), 159. Cfr. CIL XV S. 605a-b. Steinby 2001, 142.

 

 

CIL XV 1662   Fig. Lugli 1957, fig. 129.22.

Forma: 130

Sig. 7.3, 4.6.

1.     D D D

2.     N N N

(Trium) d(ominorum) n(ostrorum).

 

Edizioni. Lugli 1957, 555 fig. 129.22. Felle 2000, 332 fig. 18. Felle 2021, 375 N. 62, fig. 62. MNR III.

Paleografia. Lettere piuttosto buone Dressel.

Commenti e datazione. Steinby 2001, 142. I tre imperatori sono forse Arcadio, Valentiniano e Teodosio; Steinby 2020, 413. Contrario Felle 2000, 332s. che, avendo esaminato le possibili terne, ritiene che la terna in assoluto più probabile sia Valens - Gratianus - Valentinianus II. Datazione comunque limitata all'ultimo venticinquennio del IV secolo Felle 2021 (con correzione di un riferimento errato in Steinby 2001, 142).

  • CIL_XV_1662-Lugli1957_129.22

 

 

CIL XV 1663

Forma: 999

1.     + D N∙REGE

2.     THEODORICO

D(omino) n(ostro) rege Theoderico.

 

Commenti e datazione. A ragione Dressel corregge la forma italiana del nome basata su una trascrizione di Ficoroni (Marini N. 149). Dressel considera comunque la trascrizione sospetta, anche se trova un confronto nel bollo CIL XV 1671. La formula dei bolli di Teoderico e di Atalarico non esprime il possesso delle figlinae, ma una datazione, "regnante domino nostro Teoderico". Steinby 2001, 142s.; Steinby 2020, 417s.

 

 

CIL XV 1664.1   Fig. SAO inv. 26025.

Forma: 110

Sig. 17.2, 4.3-4.4 ca. Lett. 1.5-1.7, 1.3-1.9. Lin. 1, 2, 1.

1.     +_R_E_G _D_N THEODE

2.     RICO BONO ROME

Reg(nante) d(omino) n(ostro) Theoderico bono Rome.

 

Edizioni. Crostarosa 1896, 56s. N. 6 e 1897, 232 N. 85 (con bollo 1664.2). Pfeiffer - Van Buren - Armstrong 1905, 52s. N. 214 tav. II.11. Cfr. G. Boni, NSc 1900, 170 fig. 15. LSO 1125. Steinby 1981, 328 N. 132. Cirelli 2020, fig. 2.2. MNR III.

Paleografia. Pfeiffer - Van Buren - Armstrong notano gli angoli arrotondati del timbro e particolarità come l'accostamento di lettere, diverse forme delle O, l'alto rilievo delle lettere mal fatte. Il disegno di Boni non corrisponde esattamente né al CIL né ai loro esemplari.

Commenti. Per bono Rome Dressel propone due interpretazioni: le voci potrebbero riferirsi tanto al regno di Teoderico in genere quanto alla sua attività edilizia a Roma. Per la formula v. il commento a 1663; per bono Romae e felix Roma Bloch 1959.

  • CIL_XV_1664.1-LSO1125

 

 

CIL XV 1664.2

Forma: 110

1.     DE OFFICINA

2.     IVSTI

De officina Iusti.

 

Commenti. Compare insieme al bollo CIL XV 1664.1; un timbro diverso dello stesso viene associato al bollo CIL XV 1668. Serie 33, Steinby 201, 139; Steinby 2020, 417.

 

 

CIL XV 1665a   Fig. Filippi - Gasperoni - Stanco 2008, fig. 14; Righini 1975, tav. XXXV.2.

Forma: 110

Sig. 7.4+, 4.6. Lett. 1.6-2.1, 1.7-1.9.

1.     +REG _D_N THEODE

2.     +RICO BONO ROME

Reg(nante) d(omino) n(ostro) Theoderico bono Rome.

 

Edizioni. CIL IX 6078.7. CIL X 8041.2. CIL XVI 4092.18. Pfeiffer - Van Buren - Armstrong 1905, 52s. Nn. 215-216 tav. II.12. Steinby 1973-74, 13, 22. Righini 1975, 238-242 N. 213, tav. XXXV.2. Anderson 1991, 131 N. 350 fot. AAR nvb_brickstamps_000788. Calco in Filippi - Gasperoni - Stanco 2008, fig. 14. MNR III.

 

Paleografia. Timbri diversi Dressel. A. V(ella) segnala come variante un esemplare dei Musei Vaticani, Lapidario Cristiano (inv. 32192), dove il testo finisce "bono Roma" invece di "bono Rome" (v. A Chavarría Arnau (a cura di), Cambio de era. Córdoba y el Mediterráneo cristiano. Catalogo mostra Córdoba 2022-23, 274 N. 70 con fotografia).

Attestazioni. Variante non precisata: Stadio, Palatino 4 ess., Bukowiecki - Wulf-Rheidt 2015, 343, 350, 356, 468s.

Commenti. V. CIL XV 1664.1. Secondo Pfeiffer - Van Buren - Armstrong il N. 216 potrebbe corrispondere all'esemplare di Boni, NSc 1900, 170 fig. 15. Per la formula v. il commento a 1663, per bono Romae 1664.1.

  • CIL_XV_1665a-FilippiGasperoniStanco2008_14
  • CIL_XV_1665a-Righini75_XXXV.2

 

 

CIL XV 1665b   Fig. Pfeiffer - Van Buren - Armstrong 1905, tav. II.17; LSO 1126; Volpe 1989, fig. 82.

Forma: 110

Sig. alt. 4.3. Lett. 1.7-2.0, 1.4-1.6.

1.     +REG D N THEODE

2.     +RICO BONO ROME

Reg(nante) d(omino) n(ostro) Theoderico bono Rome.

 

Edizioni. Ihm, CIL XI, p. 1402. Crostarosa 1896, 60 N. 19. Crostarosa 1897, 224 N. 38. Pfeiffer - Van Buren - Armstrong 1905, 54s. N. 217 tav. II.17. LSO 1126. Volpe 1989, 124 N. 25 fig. 82. MNR III.

Paleografia. Le N sono inverse; la croce all'inizio della r. 2 è più grande rispetto a quella della r. 1.

Commenti. Per la formula v. il commento a 1663, per bono Romae 1664.1.

 

 

CIL XV S. 606 corr.   Fig. Biagini 2000-01, fig. 23.

Forma: 110

Sig. 17.9, 4.3. Calco cartaceo SMM.

1.     REG _D_N THEODE

2.     RICO BONO ROME

Reg(nante) d(omino) n(ostro) Theoderico bono Rome.

 

Edizioni. Crostarosa 1896, 60 N. 20. Crostarosa 1897, 230s. N. 77. Steinby 1973-74, 114. Biagini 2000-01, 531 N. 17, fig. 23.

Paleografia. Testo retrogrado. Mancano le crocette che in 1665a e b si notano all'inizio delle due righe (a Biagini è sembrato di vedere una leggera traccia della croce all'inizio della r. 2).

Commenti. Per la formula v. il commento a 1663.

  • CIL_XV_S.606-Biagini2000-01_23.17

 

 

CIL XV 1666 = S. 607

Forma: 110

1.     +REG D _N THEODE

2.     +RCO BONO ROME

Reg(nante) d(omino) n(ostro) Theoder<i>co bono Rome.

 

Edizioni. Crostarosa 1987, 224 N. 39. Gatti, BCom 1925, 275. MNR III.

Paleografia. In r. 2 la N è inversa.

Commenti. Per la formula v. il commento a 1663, per bono Romae 1664.1.

 

 

CIL XV 1667 compl.   Fig. Bloch 1959, tav. 59.1; dis. a p. 196.

Forma: 110

Sig. lungh. 20.5 ca.

1.     crux REG D N THEODERICO

2.     BONO ROMAE P I_N_D IIII

Reg(nante) d(omino) n(ostro) Theoderico bono Romae p(er) ind(ictionem) (quartam).

 

Edizioni. Bloch 1959, 196-199, tav. 59.1, dis. a p. 196. Van Essen 1965, 299 N. 56/P-59 e 305 N. 56/P-122, tav. LXXII. Steinby 1978-79, N. 74.

Paleografia. Le N sono inverse; in r. 2 la P presenta un'asta trasversale. Si tratta in effetti, non di un cristogramma come la interpretarono Dressel e Diehl, ma di un'abbreviazione della voce per (Bloch, 197). Per la formula del testo v. il commento a 1663, per bono Romae 1664.1.

Datazione. La quarta indictio cade fra il 1. settembre dell'a. 525 e il 31. agosto del 526 (Teoderico è morto il 30. agosto 526).

  • CIL_XV_1667-Bloch1959_59.1
  • CIL_XV_1667-Bloch1959_dis

 

 

CIL XV 1668.1

Forma: 110

1.     +REGN∙D∙N∙THEODE

2.     RICO FELIX ROMA

Reg(nante) d(omino) n(ostro) Theoderico felix Roma.

 

Commenti. Per la formula v. il commento a 1663, per felix Roma 1664.1.

 

 

CIL XV 1668.2

Forma: 110

1.     EX OFFICINA

2.     IVSTI

Ex officina Iusti.

 

Commenti. Lo stesso officinatore ha usato un timbro diverso in connessione con CIL XV 1664. Serie 33, Steinby 2001, 139; Steinby 2020, 417.

 

 

CIL XV 1669 I-II   

Forma: 110

 

I. Fig. Cozzo 1936, fig. 206.

1.     +REC∙D _N THEODE∙

2.     '+RICO FELIX ROMA

Reg(nante) d(omino) n(ostro) Theoderico felix Roma.

 

Edizioni. Cozzo 1936, fig. 206. Lugli 1957, 555 fig. 129.23.

Commenti. L'esemplare di Lugli è diverso da Cozzo, LSO e AF.

 

II. Fig. Calco AF inv. 19836.

Sig. 14.0+, 4.6. Lett. 1.7, 1.6-2.0 (X 1.2).

1.     + RE_C∙D _N THEODE

2.     + RICO FELIX ROMA

 

 

Edizioni. Ihm, CIL XI, p. 1402 (Bomarzo, cattedrale di Pisa). Crostarosa 1896, 56 N. 5. Crostarosa 1897, 227 N. 56. Crostarosa 1901.1, 144 N. 89. Pfeiffer - Van Buren - Armstrong 1905, 54s. N. 218. Cozzo 1936, fig. 206 (compl.). Steinby 1974, 95 (due timbri). Steinby 1978-79, 75. LSO 1127. Steinby 1987, 81. Calco cartaceo AF inv. 19836. Cirelli 2020, fig. 3.7 da Camilli - Vatta 2001.

Commenti. Gli ess. in Crostarosa 1897 e 1901 non presentano la croce della r. 2; in r. 1 segni di contrazione si trovano sopra le tre lettere G, D ed N. Secondo Pfeiffer - Van Buren - Armstrong i loro due ess. potrebbero rappresentare i due timbri diversi descritti da Dressel. Per la formula v. il commento a 1663, per felix Roma 1664.1.

  • CIL_XV_1669I-II-Cozzo36_206