CIL XV 1650   Fig. SAO inv. 27718.

Forma: 211

Sig. 5.4. Lett. 0.8. Lin. -, 1.

1.     OFF S R F OC[[...]] hedera

       hedera

Off(icina) s(ummae) r(ei) f(isci) Oc[[ean(a)]].

 

Edizioni. LSO 1124. Felle 2021, 374 N. 59, fig. 59.

Paleografia. Lettere cave, signum in rilievo. Alle lettere OC seguono un frammento di lettera e un tratto abraso. Cfr. CIL XV 1622.

Attestazioni. Domus Augustana, 3 ess., Bukowiecki - Wulf-Rheidt 2015, 360, 365, 374, 468s. Terme di Agrippa, Blanco 2015, 138, 140.

Commenti e datazione. Serie 4a, età tetrarchica; Steinby 2001, 132s.; Steinby 2020, 404.

  • CIL_XV_1650-LSO1124

 

CIL XV 1651 corr.   Fig. Steinby 1973, tav. LXI.1-2.

Forma: 210

Sig. 7.0. Lett. 1.3. Lin. 1, 2.

1.     O∙F∙E∙M∙P∙S∙R∙

       tre o quattro punti in rilievo

O(fficina) F( ) E( ) M( ) P( ) s(ummae) r(ei).

 

Edizioni. de Rossi 1877, 150. Steinby 1973, 180 s. Nn. B35, B37, tav. LXI.1-2.

Paleografia. I punti sono rotondi. Nell'edizione di de Rossi al centro si trova anche una croce, la trascrizione del testo è O∙F∙E∙M∙S∙R∙.

Commenti e datazione. de Rossi omette la P, ma segnala l'esistenza di molti punti non visibili negli esemplari pubblicati da Steinby. L'interpretazione rimane oscura. La datazione proposta è l'età dioclezianea; cfr. serie 17, Steinby 2001, 140; Steinby 2020, 407.

  • CIL_XV_1651corr-Steinby73_LXI.1
  • CIL_XV_1651corr-Steinby73_LXI.2

 

 

CIL XV 1652   Fig. Cozzo 1936, fig. 45.

Forma: 210

1.     OF∙RV∙FE | P M

Of(ficina) Bu(coniana?) vel Ru( ) Fe( ) vel Rufe( ) P( ) M( ).

 

Edizioni. Cfr. Cozzo 1936, fig. 45, non del tutto leggibile.

Paleografia. La lettura è basata sull'ipotesi che il testo sia diviso in due segmenti: in quello superiore le lettere avrebbero la parte alta rivolta verso l'esterno, nell'inferiore verso l'interno del bollo (cfr. la trascrizione di Dressel OF∙'RV FE∙MP (M e P capovolte, P inoltre retrograda). V. anche 1653.

Commenti e datazione. Le proposte di lettura sono di Dressel. Il significato della combinazione delle lettere P ed M, che compare anche nei bolli CIL XV 1600 e 1653, rimane oscuro. Serie 23b, Steinby 2001, 140; Steinby 2020, 416. Per la datazione v. CIL XV 1653.

  • CIL_XV_1652-Cozzo1936_45

 

 

CIL XV 1653 compl.*   Fig. Calco AF inv. 19909.

Forma: 210

Sig. 4.8. Lett. 1.1. Lin. 1, 1.

1.     OF∙RVF∙| ∙P∙M∙

Of(ficina) Ruf( ) P( ) M( ).

 

Edizioni. Steinby 1974, 95. Steinby 1981, 327s. N. 122 Nn. 123-131. Salvi 2012, 244s. identifica un fr. di CIL XV 1137 I come 1653. Calco AF inv. 19909 (compl.).

Paleografia. La lettura è basata sull'ipotesi che il testo sia diviso in due segmenti: in quello superiore le lettere avrebbero la parte alta rivolta verso l'esterno, nell'inferiore verso l'interno del bollo (cfr. la trascrizione di Dressel OF∙RVF∙MP con M e P capovolte, P inoltre retrograda). Cfr. 1600.

Commenti e datazione. Mentre le lettere FAV in 1600 e RVF in questo bollo sono da intendere come abbreviazioni di un nome, il significato della combinazione delle lettere P ed M rimane oscuro. Il bollo dovrebbe essere collegato con una fase di costruzione di S. Paolo fuori le mura posteriore a Costantino, ma mancano gli elementi per scegliere fra Valentiniano II, Theodosio e Onofrio. A Largo Argentina i nove ess. di 1653 su bipedali rinvenuti in situ in pavimenti e in fogne (v. Steinby 1981) potrebbero essere messi in relazione con restauri eseguiti da Synesius Gennadius Paulus (PLRE II Paulus 35), praefectus Urbi prima dell'a. 467 – epoca in cui Leone Magno restaurò la basilica di San Paolo. Steinby 2001, 140 e Steinby 2020, 416 serie 23b.

  • CIL_XV_1653-AF19909

 

 

CIL XV 1654a   Fig. Calco AF inv. 8589.

Forma: 210

Sig. 5.8. Lett. 1.2-1.3. Lin. 1, 1.

1.     OF M R FOR

       crux

Of(ficina) M R For( ).

 

Edizioni. Crostarosa 1896, 78 N. 105. Crostarosa 1901.2, 294 N. 116. Calco cartaceo AF inv. 8589.

Paleografia. Testo retrogrado. Misure dal calco AF inv. 8589.

Commenti e datazione. Dressel scioglie il nome dell'officinatore For(tunati), ma potrebbe essere anche For(tis). Crostarosa non da un'interpretazione. Serie 23a, Steinby 2001, 140: forse databile fra la fine del III e il IV secolo. V. il commento a CIL XV 1653 della serie 23b.

  • CIL_XV_1654a-AF8589

 

 

CIL XV 1654b

Forma: 210

1.     OF M R F

Of(ficina) M R F(or).

 

Edizioni. Crostarosa 1897, 224 N. 37. MNR III.

Paleografia. Testo retrogrado.

Commenti e datazione. Dressel scioglie il nome dell'officinatore For(tunati), ma potrebbe essere anche For(tis) etc. Per la datazione v. 1654a.

 

 

CIL XV S. 604   Fig. Bodel 1983, tav. XXIV.119.

Forma: 210

Sig. 5.4. Lett. 1.1-1.4. Lin. 1, 1.

1.     OF M R S

Al centro cerchio in rilievo.

Of(ficina) M R S( ).

 

Edizioni. Bruzza, CIL XV 1654b.9. Bodel 1983, 62 N. 119, tav. XXIV.119.

Commenti e datazione. S( ) è l'iniziale dell'officinatore; Steinby 2020, 416. Cfr. CIL XV 1654a-b della serie 23a anche per la datazione. Bodel tende a leggere nelle lettere MR il nome di una nuova officina e data il bollo in età costantiniana sulla base del cerchio centrale.

  • CIL_XV_S.604-Bodel83_119

 

 

CIL XV 1655   Fig. Bodel 1983, tav. XXIV.120.

Forma: 210

Sig. 5.2. Lett. 0.8-1.0. Lin. 1, 1.

1.     O E S P T

O(fficina) E( ) s(ummae) p(rivatae) T( ).

 

Edizioni. Bodel 1983, 63 N. 120, tav. XXIV.120.

Commenti e datazione. Dressel da il testo nella forma P T O E S; come più tardi Bloch, egli rinuncia a ogni tentativo di interpretazione. La nostra trascrizione è di Bodel. Si tratterebbe di una officina altrimenti sconosciuta; la T sarebbe l'iniziale di un officinatore. Serie 17, non datata; Steinby 2001, 140; Steinby 2020, 407.

  • CIL_XV_1655-Bodel83_120

 

 

CIL XV 1656   Fig. Gem, fig. 2.1 (Baronio), fig. 2.2 (Grimaldi).

Forma: 180

1.     D∙N∙CONSTANTINVS∙A^VG

D(ominus) n(oster) Constantinus Aug(ustus).

 

Commenti. Costantino Magno compare qui come dominus dell'officina; Steinby 2001, 142; Steinby 2020, 409. Due esemplari rinvenuti nella demolizione dell'abside di S. Pietro nel 1594 sono stati pubblicati con disegno dal Cardinale C. Baronio; la forma del bollo è ottagonale, il testo corrisponde all'edizione di Dressel eccetto il nesso A^VG laddove Baronio legge AVG. Già nel 2002, l'edizione di Dressel è stata messa in dubbio da G.W. Bowersock, che argomenta per la datazione della basilica nell'età di Constans (l'articolo del 2002, 'Peter and Constantine', è stato ripubblicato in W. Tronzo (ed.), St. Peter's in the Vatican. Cambridge 2005, 5-15). Come Bowersock, R. Gem ('From Constantine to Constans. The chronology of the construction of Saint Peter's basilica', in R. McKitterick et al. (eds.), Old Saint Peter's, Rome. Cambridge University Press 2013, 35-64, part. 42-44) ha gettato dubbi sul disegno di Baronio (Gem, fig. 2.1) e l'edizione di Dressel, che peraltro è basata anche su due ulteriori esemplari, uno proveniente dal tetto della basilica (1656.2-3). Questi ultimi vengono da Gem, 43 con n. 24 giudicati "dubious at best". I dubbi sono dovuti a due disegni, apparentemente degli stessi bolli, pubblicati nel 1619 da G. Grimaldi nel suo Instrumenta autentica (Gem, fig. 2.2). In questi disegni la forma del bollo è circolare e il nome dell'imperatore è abbreviato CONSTANT, che secondo Gem, 44 con ogni probabilità deve essere sciolto Constant(is) sul modello di CIL XV 1658. Sia Baronio che Grimaldi divergono in qualche dettaglio dalla ricostruzione di Dressel, che però difficilmente può essere accusato di "falso ideologico"; secondo Gem, 42s. Baronio avrebbe completato il nome dell'imperatore a corrispondere alla all'epoca universale convinzione che la basilica fosse fondata da Costantino. Così anche R. Westall, 'Constantius II and the Basilica of St. Peter in the Vatican', Historia 64 (2015), 205-233, part. 220-222; "unsignalled expansion of the emperor's name and recourse to the nominative case as though it were a commemorative inscription…" (al nominativo è però anche il nome di Valentinianus Aug. in CIL XV 1659). Per Westall, 221 la migliore, se non l'unica integrazione possibile sarebbe Constant(i) Aug(usti).

       A favore dell'accuratezza di Baronio parla la riproduzione della forma ottagonale del bollo, una caratteristica dei timbri di età costantiniana e dei costantinidi. Per una accurata revisione dell'evidenza v. ora P. Liverani, 'Old St. Peter's and the emperor Constans? A debate with G.W. Bowersock', JRA 28 (2015), 485-504, per i bolli part. p. 496.

  • CIL_XV_1656-Gem2013_2.1
  • CIL_XV_1656-Gem2013_2.2

 

 

CIL XV 1657

Forma: 180

1.     D∙'N[---]S∙AVG∙

D(ominus) n(oster) [Constantinu]s Aug(ustus) vel D(omini) n(ostri)[Constanti]s Aug(usti).

 

Edizioni. MNR III.

Paleografia. S inversa.

Commenti. L'imperatore compare come dominus dell'officina; Steinby 2001, 142; Steinby 2020, 409.

 

 

CIL XV 1657 var.?   Fig. Apollonij Ghetti 1951, fig. 37.

Forma: 180

1.     [D N] COSTANTIS∙AV[G]

[D(omini) n(ostri)] Costantis Au[g(usti)].

 

Edizioni. Apollonij Ghetti 1951, 58 fig. 37, 148 n. 2. Ripreso in Gem 2013, 43s. fig. 2.3.

Commenti. L'esemplare del disegno è stato rinvenuto nella tomba T della necropoli sotto S. Pietro nella copertura di una tomba ricavata sotto il pavimento della basilica. A differenza di CIL XV 1657 la S non è inversa. Il secondo esemplare (Apollonij Ghetti 1951, 148 n. 2) è forse una variante diversa: "in un frammento vagante con bollo simile a quelli riportati dal Dressel, C.I.L., vol. XV ai nn. 1657-1658, ma alquanto diverso, d. n. constANTIS Aug., di forma rotonda"; v. 1658 var. Sui bolli di Costantino e Costante Steinby 2020, 409.

  • CIL_XV_1657var-Gem2013_2.3

 

 

CIL XV 1658

Forma: 180

1.     D N CONSTANTIS

2.     AVG

D(omini) n(ostri) Constantis Aug(usti).

 

Paleografia. Lettere pessime Marini 1881 N. 147.

Commenti. L'imperatore compare come dominus dell'officina; Steinby 2001, 142; Steinby 2020, 409.

 

 

CIL XV 1658 var.?

Forma: 210

1.     [D N CONST]ANTIS∙A[VG] 

[D(omini) n(ostri)] Constantis Au[g(usti)].

 

Edizioni. Apollonij Ghetti 1951, 148 n. 2.

Paleografia. Nelle A manca il tratto trasversale.

Commenti. Cfr. CIL XV 1657 var.? La mancanza della N nel nome di Constans si spiega, non come un fenomeno linguistico, ma come un errore o dell'incisore del timbro oppure del disegnatore.

 

 

CIL XV 1659

Forma: 999

1.     D N FL VALENTINIANVS AVG

D(ominus) n(oster) Fl(avius) Valentinianus Aug(ustus).

 

Commenti e datazione. Il bollo è stato rinvenuto nella basilica di S. Paolo fuori le mura, che Valentiniano II ampliò insieme con Teodosio e Arcadio a partire dall'a. 386. L'imperatore compare come dominus dell'officina. Steinby 2001, 142; Steinby 2020, 413.