CIL XV 1230 Fig. SAO inv. 28122.
Forma: 111 (con margini)
Sig. 7.4+, 2.8+. Lett. 1.0, 1.1.
1. GLAB ET TORQ COS A
2. PIL·HER TI CL HILARI
Glab(rione) et Torq(uato) cos. a Pil(a) Her(culis) Ti. Cl(audi) Hilari.
Edizioni. LSO 944. Anderson 1991, 87 N. 181 fot. AAR nvb_brickstamps_005114.
Commenti. L'esemplare di Anderson non completa l'edizione di Dressel, ma è leggermente più completo del LSO 944, cfr. Steinby 1993, 494; Taglietti 2001, 776. V. S. 328.
Datazione. A. 124 d.C.
CIL XV S. 328 Fig. SAO inv. 27810.
Forma: 531
Sig. 8.6, orb. 4.0. Lett. 1.0, 0.9, 0.9. Lin. 1, 2, 2.
1. TI CLAVD HILAR EX PR CAS
2. SECVND HERCL
3. PIL
Ti. Claud(i) Hilar(i) ex pr(aedis) Cas(si) Secund(i) Hercl(is) pil(a).
Edizioni. LSO 945.
Commenti. Nel commento a S. 328 Bloch rigetta i suoi precedenti tentativi (Bloch 1947, 203s.) di riconciliare la lettura dei nuovi bolli con la spiegazione di Dressel, che nei bolli CIL XV 1227-30 integra l'abbreviazione her. come (her)edum, proponendo uno scioglimento che presuppone l'esistenza di (praedia) o meglio (figlinae) a pila Herculis, cfr. nomi di figlinae (non praedia) come a pila alta, ab Isis, ab Neptuno, ad Mercurium Felicem. I proprietari noti sono, in prima età adrianea C. Cassius Secundus (CIL XV 917 e S. 328), dall'a. 123 fino al 135 Iunius Sulpicianus (S. 325, 1227a-b, S. 326, 1228a-c, 1229a-b). Sembra che il passaggio di proprietà sia avvenuto poco prima dell'a. 123.
Datazione. Prima età adrianea (Steinby 1974-75, 71 n. 11). S. 328 stato rinvenuto a Ostia nel Caseggiato del Serapide e nelle Terme dei Sette Sapienti, dove sono stati ritrovati anche esemplari di S. 326, cfr. Bloch 1947, 195, 200, 203s.; Bloch 1953, 223s.; DeLaine 2002, 83 118-122?
CIL XV 1231
Forma: 160
1. IVS[TV]S
2. CAESAR
Iustus Caesar(is).
Paleografia. Litteris bonis Dressel.
Datazione. I sec. d.C. Dressel.
Novum CIL XV 1231/2.1 Fig. Filippi 1996, fig. 68.
Forma: 340
1. r. p. D L F r. p.
D. L( ) F( ).
Edizioni. Filippi 1996, 76 N. 68, fig. 68.
Commenti. Un altro esemplare di bollo dalla stessa matrice, ma su tubo fittile, è al Museo di Magliana Sabina, proveniente dalla località Chiornao Alto, fondo Falcetta. È probabile che il bollo appartenga ad una figlina locale (Filippi).
Novum CIL XV 1231/2.2 Fig. Camilli - Taglietti 2019, fig. 29.
Forma: 535
Sig. 9.0 ca., 4.8. Lett. 1.2-1.3. Lin. 1, 1.
1. L·L·PRISCI r. p. ds.
L. L(uri ) Prisci.
Edizioni. Coste 1971, 107 N. 12 fig. 14. Camilli - Taglietti 2019, 115s. N. 4, fig. 29.
Commenti. Camilli e Taglietti sciogliono il gentilizio in Lurius; almeno dieci LL. Lurii sono attivi nella produzione doliare e un L. Lurius Priscus è attestato su un mortaio, v. Novum CIL XV S. 512/ 2458.1. L'esemplare di Isola Sacra è stato rinvenuto insieme a un es. del Novum CIL XV 1240/1 e del S. 194. Quest'ultimo bollo è stato attribuito alle figlinae Tonneianae, dove altri LL. Lurii sono stati attivi, v. il commento di Camilli e Taglietti.
Datazione. Età traianea, in base alla forma del bollo e del contesto di rinvenimento a Isola Sacra, Camilli - Taglietti.
CIL XV 1232
Forma: 201
1. L·LABELI·FORTVNATI
L. Labeli Fortunati.
Commenti. Forse da correggere in LABERI, Dressel.
Novum CIL XV 1232/3.1
Forma: 500
1. STEPHANI stella L stella LABE[---]
corona
Stephani L. Labe[ri] (sc. servi) oppure L. Labe[ri] Stephani.
Edizioni. Grossi Gondi 1901, 295 N. 20. Steinby 1978-79, 84 N. 230.
Commenti. Se il bollo è circolare e privo di orbicolo, una possibile integrazione sarebbe L. Labe[ri] Stephani; il signum è in ogni caso una chiara allusione al cognomen. Cfr. Novum CIL XV 1232/3.2.
Novum CIL XV 1232/3.2
Forma: 500
1. [S]TEPHANI·L·L·ALEXA[---]
[S]tephani L. L(aberi) Alexa[---].
Edizioni. G. Tomassetti, La Campagna Romana antica, medioevale e moderna IV. Roma 1910-1926, 365. Quilici 1974, 889. Steinby 1978-79, 84 N. 230.
Commenti. Cfr. Novum CIL XV 1232/3.1. In ambe due i bolli compare indubbiamente lo stesso Stephanus, forse prima e dopo la manumissione.
CIL XV 1233 Fig. Anderson 1991, fig. 44; Alegiani 2016, N. VM.LB 32.
Forma: 110
Sig. 2.4, 11.1+. Lett. 0.6-0.7, 0.5-0.6.
1. M LABERI·
2. ELEVTHERI
M. Laberi Eleutheri.
Edizioni. Anderson 1991, 87 N. 182, fig. 44 fot. AAR nvb_brickstamps_000863. Alegiani 2016, 91 N. VM.LB 32, fot. D. Renzulli.
Paleografia. Lo spazio vuoto dopo il testo è insolitamente vasto.
Commenti. Errori di trascrizione in Anderson corretti in Steinby 1993, 494; Righini 1994, 274.
Datazione. II sec. come sembra Dressel.
Novum CIL XV 1233/4 I Fig. Stanco 2001, p. 166 N. 64.
Forma: 110
Sig. 8.0, 4.1+. Lett. 3.3.
1. C·L^A^E^LI
C. Laeli.
Edizioni. CIL XV 1867. F. Fornari, NSc 1916, 175. Steinby 1978-79, 67 N. 76. Cfr. Gatti, NSc 1886, 455 CA^E'V[ e Dressel (lo stesso es.) C·A^E[. Stanco 1999, 176 Nn. 64 tav. 2 bollo N. 64 = Stanco 2001, 180 N. 64 fig. a p. 166 bollo N. 64. Stanco 2006.2, 293 N. 92, nn. 136, 137.
Paleografia. Litt. magnis antiquis Dressel.
Commenti. Stanco dà due interpretazioni, C. Aeli e C. Laeli. La seconda sembrerebbe più probabile; c'è chiaramente una L in nesso con la A. Come nota Stanco esiste un bollo con questo nome, v. Novum CIL XV 2179/80 = LSO 1176, anch'esso con un nesso di tre lettere A^E^L. Il timbro è comunque diverso.
Attestazioni. Stanco 2010, 68 Lucus Feroniae, portico del foro, fase augustea.
Datazione. Uno degli ess. pubblicati da Stanco proviene dalla villa dei Volusii Saturnini. La paleografia è tardorepubblicana. Età augustea Stanco.
Novum CIL XV 1233/4 II Fig. Stanco 2001, p. 166 N. 65.
Forma: 110
Sig. 5.5+, 3.9. Lett. 2.8.
1. C·L^A^E^LI
C. Laeli.
Edizioni. F. Fornari, NSc 1916, 175. Cfr. Gatti, NSc 1886, 455 CA^E'V[ e Dressel (lo stesso es.) C·A^E[. Stanco 1999, 176 N. 65 tav. 2 bollo N. 6 = Stanco 2001, 180 N. 65 fig. a p. 166 bollo N. 65.
Novum CIL XV 1233/4.2
Forma: 110
1. D·LAELI r. p.
2. CANORIS
D. Laeli Canoris.
Edizioni. Pietrangeli 1941, 304 N. B.2 (Otricoli).
Commenti. Kajanto 1965, 364 menziona una attestazione del cognome.
CIL XV 1234 = CIL XV S. 329 Fig. Calco AP inv. 9397.
Forma: 531
Sig. Orb. 4.6. Lett. 1.6. Lin. 1, 2.
1. r. p. ss. D LA^ELI·DEM^E^T· r. p. ds.
D. Laeli Demet(ri).
Edizioni. Calco cartaceo Lacus Iuturnae, rampa (EMS). Calco cartaceo AP inv. 9397.
Datazione. L’esemplare visto sul piano delle c.d. Scalae Graecae appartiene alla fase databile fra gli ultimi anni di Domiziano o i primi di Traiano; Steinby 2012, 44.
Novum CIL XV 1234/5? Fig. Moscetti 2020, N. 84.
Forma: 535
Sig. 8.6, orb. 3.7 ca. Lett. 1.4. Lin. 1, 2.
1. [---]+L·DEMETRI·A'N
ramus palmae ss.
Edizioni. Steinby 1978-79, 83 N. 221. Moscetti 2002.2, 72 N. 84 fig. a p. 83. Moscetti 2020, N. 84.
Commenti. La forma del bollo è tipicamente traianea. Il testo potrebbe quindi essere integrato con il nome completo di D. Laelius Demetrius, cfr. CIL XV 1234 = S. 329. Rimane però oscuro il significato delle ultime lettere, delle quali la N è di lettura molto incerta.
CIL XV 1235 Fig. SAO inv. 25910; Emiliozzi 1986, fig. 77.
Forma: 530/540
Sig. 10.0, orb. ?. Lett. 1.5, 0.9. Lin. 1, 2, 2.
1. EX PR LARCIAE SABINAE
2. L ERM FELICIS
3. DOL
4. OP
Ex pr(aedis) Larciae Sabinae) L. Erm( ) Felicis op(us) dol(iare).
Edizioni. Ihm, CIL XI, p. 1016 (Viterbo, in agro Amerino). LSO 946. A. Emiliozzi, Il museo civico di Viterbo. Storia delle raccolte archeologiche. Musei e collezioni d'Etruria 2. CNR, Roma 1986, 103s. fig. 77. Braito 2020, 221-223 Cat. 81, fot.
Paleografia. Rr. 3-4 dritte; r. 4 testo capovolto.
Commenti. Ihm: Dressel considera il bollo "urbano" sulla base del rinvenimento del bollo 1236 nelle catacombe di Priscilla. La domina è Larcia Sabina PIR L 107, PFOS 486.
Datazione. Tarda età adrianea Dressel.
Novum CIL XV 1235/6 Fig. Stanco 2006.2, figg. 5-6.
Forma: 201
Sig. 10.5 ca. Lett. 1.2-1.4, 1.1, ?.
1. [EX P]R LARC[IA]E SABI[NAE]
2. [T P]LANI PE[---]
3. 'O'P
4. [DOL]
[Ex p]r(aedis) Larc[iae] Sabi[nae] [T. P]lani Pe[---] op(us) [dol(iare)].
Edizioni. Fig. Stanco 2006.2, 254s. N. 5.1 figg. 5-6.
Commenti. L'integrazione è basata sui bolli 1235-1236; l'officinatore è un Planius, forse non diverso da quello che compare nel bollo 1236 (Stanco). Stanco ricorda l'esistenza di T. Planius Victorinus in CIL XI 6689.259 = 8112, datato prima metà del II sec. d.C., come il Novum. Produzione tiberina.
Datazione. V. anche 1235.
CIL XV 1236
Forma: 550?
1. EXS·PRAEDIS·LA[.]CI[..]
2. SABIN·T·PLA[- ca. 2-3 -]PREIC
3. OPVS
4. DOLIA
Exs praedis La[r]ci[ae] Sabin[ae] T. Pla[ni] Preic( ) opus dolia(re).
Paleografia. Litteris non bonis Dressel; testo retrogrado; r. 4, la lettera A in DOLIA capovolta.
Commenti. Il Novum CIL XV 1235/6 permette di completare il gentilizio dell'officinatore.
Datazione. V. 1235. Dressel non ha visto il bollo personalmente; l'indicazione della forma non è affidabile. Non convince l'ipotesi di Stanco 2006.2, 255 che il bollo possa essere attribuito a una discendente di Larcia Sabina PIR L 107.
CIL XV 1237 I Fig. Bodel 1983, tav. XVIII.91.
Forma: 110
Sig. 7.0, 2.5-2.8. Lett. 1.6-1.7.
1. LEPIDI·
Lepidi.
Edizioni. CIL X 8042.65? (v. 66). Bodel 1983, 52 N. 91, tav. XVIII.91. MNR III. Cfr. Medaglia 2016, 54 N. 15, tav. 3.15.1.
Paleografia. Grande punto triangolare alla fine della riga.
Commenti. Di origine campana, Steinby 1979, 267.
Datazione. Prima età giulio-claudia Bodel, Steinby. Rinvenuto nel sito della Domus Valeriorum insieme a CIL XV 1392 e 1465, Blake 1959, 127 n. 18 (datati I sec.).
CIL XV 1237 II Fig. Calco AP inv. 9561.
Forma: 110
Sig. 12.1 ca., 3.2 ca. Lett. 2.1 ca. (da calco).
1. LEPIDI·
Lepidi.
Edizioni. CIL X 8042.65? (v. 66). Anderson 2007, 35s. N. 9 pl. 17 (11 ess.). Calco cartaceo AP inv. 9561. MNR III.
Commenti. Le misure degli ess. di Anderson corrispondono grosso modo al timbro II. Alla fine, un grande punto di forma irregolare.
Datazione. Prima età giulio-claudia Bodel, Steinby.
CIL XV 1237 III Fig. Molle 2010, fig. 2.
Forma: 110
Sig. 11.5, 2.9. Lett. 2.0 ca.
1. LEPIDI·
Lepidi.
Edizioni. CIL X 8042.65? (v. 66). C. Molle, 'Varia epigrafica tra Aquinum ed Interamna Lirenas', in H. Solin (a cura di), Le epigrafi della Valle del Comino. Atti VI convegno epigrafico cominense 2009. Associazione "Genesi" 2010, 39-55, part. 42-44 N. 2, fig. 2.
Commenti. L'es. proviene da Aquinum. Né le misure, né l'impostazione del testo corrispondono ai due timbri sopra descritti. V. il commento di Molle sul gentilizio e la diffusione dei bolli Lepidi; l'es. di Aquinum sarebbe di importazione.
Novum CIL XV 1237/8.1?
Forma: 110
Sig. 11.6, 2.5.
1. Q·LEPIDI
Q. Lepidi.
Edizioni. D. Marchetti, NSc 1892, 25 (Colonna).
Commenti. Marchetti dà il bollo per intero.
Novum CIL XV 1237/8.2 Fig. Camilli 1979, tav. IV.20.
Forma: 440
Sig. 7.8+, 4.8. Lett. 1.4.
1. CINNA^MI·LEPID
Cinnami Lepid(i).
Edizioni. Camilli 1979, 195 N. 20, tav. IV.20.
Datazione. Per la formula e la tipica forma a ferro di cavallo verso la metà del I sec. d.C. (Camilli).
CIL XV 1238 I Fig. SAO inv. 27166.
Forma: 110
Sig. 7.4+, 3.3. Lett. 1.1, 1.1.
1. Q·LEPIDI[---]
2. EPINICI[---]
Q. Lepidi [---?] Epinici L[---?].
Edizioni. LSO 947.
Commenti. R. 2, EPINICI·L[---] Dressel sulla base di una trascrizione di Fortunati. La prima riga è probabilmente intera, mentre alla fine della seconda manca una voce molto breve oppure un ornamento (LSO).
Datazione. Aa. 112-115 d.C. ca., Bloch 1953, 218, Ostia I.XIV.7.
CIL XV 1238 II Fig. Marinucci 1995, p. 329 N. B94.
Forma: 110
Sig. 7.9+, 4.8. Lett. 1.7, 1.7.
1. Q·LEPID[I---]
2. EPINI[CI---]
Q. Lepid[i---] Epini[ci---].
Edizioni. Marinucci 1995, 293 N. B94, calco a p. 329.
Commenti. Cfr. 1238 I; è incerto se si tratti di due timbri diversi con lo stesso testo o di varianti.
CIL XV 1239a Fig. SAO inv. 21908.
Forma: 110
Sig. 20.0 ca., 2.6-2.8. Lett. 1.5-1.7.
1. Q·LEPIDI Q F IDVARI
Q. Lepidi Q. f. Iduari.
Edizioni. CIL XIV 4090.45. LSO 948. Malquori 1994, 352s., fig. 9 (fr.). Stanco 2006.2, 287 N. 77.1 fig. 27.
Paleografia. Litteris bonis Dressel.
Attestazioni. Scavo della Meta Sudans, USM 4247 datata 51/53-55 d.C., Malquori 1994. Villa di Matidia, Monteporzio Catone, Bologna - Pastorini 2006, 155.
Datazione. I sec. d.C. Dressel; cfr. CIL XV 1239b, datato da Tiberio a Nerone (Steinby 1973, 194 n. 2).
CIL XV 1239b* Fig. SAO inv. 24666.
Forma: 110
Sig. 10.4, 2.7. Lett. 1.4. Lin. 1, 1.
1. Q·LEPIDI·IDV^A^RI
Q. Lepidi Iduari.
Edizioni. CIL XIV 4090.44, p. 498. Steinby 1973, 173 N. B 6. LSO 949.
Paleografia. Litteris bonis Dressel.
Commenti. Il punto LEPIDI· non notato da Dressel, Steinby 1973.
Datazione. Da Tiberio a Nerone (Steinby 1973, 194 n. 2).
