CIL XV 870
Forma: 530/540
1. r. p. ss. TI CLAVD^I SVCCES r. p. ds.
2. stella A Q stella
Ti. Claudi Succes(si) A(tiliae?) Q(uintillae?)
Commenti. Se il nome abbreviato con solo due lettere non è di un servo, dovrebbe trattarsi di una donna; nell'epigrafia doliare, oltre Atilia Quintilla, non sono note altre domine con queste iniziali.
Datazione. Età traianea come sembra Dressel.
CIL XV 871
Forma: 530/540
1. CRESCENTIS ATILIAE
2. QVINTILLAE
Crescentis Atiliae Quintillae.
Datazione. Età traianea come sembra Dressel. Bloch 1947, 43 Terme di Traiano.
CIL XV 872
Forma: 210
1. Q VIBI·SERV·D·F ATIL·QVINT·
Q. Vibi Serv( ) d(e) f(iglinis) Atil(iae) Quint(illae)
Edizioni. MNR III.
Commenti. Dressel integra il cognomen di Vibius Serv(andi?).
Datazione. Età traianea come sembra secondo Dressel.
CIL XV S. 240 corr.
Forma: 430?
1. ATIMETI II CA^ESA^R F
Atimeti (duo) Caesar(is sc. servi) f(ecerunt).
Edizioni. Th. Ashby, PBSR 5 (1910), 268. Steinby 1978-79, 63 N. 32.
Commenti. La forma è indicata come semicerchio orbicolato, con il lato dritto in alto.
Datazione. Decenni centrali del I secolo.
CIL XV 873a
Forma: 201
1. ATINI
signum in medio describere se praetermisisse adnotat De Rossi
Atini.
Commenti. Verosimilmente lo stesso L. Atinius Aste(r) che opera nelle figlinae ad Mercurium Felicem, v. 332-334, S. 86 e Novum CIL XV 332/3; 874, ma l'analisi archeometrica non conferma l'ipotesi di una comune provenienza, v. commento a CIL XV 333. Nel santuario di Nemi sono stati rinvenuti bolli sia con la menzione delle figlinae che senza, v. sotto.
Datazione. Età augustea o comunque l'inizio del I sec. Steinby 1974-75, 67.
CIL XV 873b
Forma: 110
1. ATINI
Atini.
Paleografia. "Litt. antiquioribus" Dressel.
Datazione. Età augustea o comunque inizio del I sec. Steinby 1974-75, 67.
CIL XV 874 I Fig. SAO inv. 24684.
Forma: 110
Sig. 5.9, 1.4. Lett. 0.9.
1. L·ATINI
L. Atini.
Edizioni. Ihm, CIL XI, p. 1016 (in agro Narniensi). Steinby 1973, 173 N. B 8. LSO 717. Calco in Filippi 1992, fig. 12.68 (I/II?). Stanco 2014, 593 fig. 35.
Paleografia. Litt. antiquioribus; sigillum signaculis diversis impressum reperitur Dressel.
Commenti. V. CIL XV 873.
Attestazioni. Santuario di Nemi, Stanco 2014, 576 tabella 4.
Datazione. Età augustea o comunque inizio del I sec. Steinby 1974-75, 67.
CIL XV 874 II
Forma: 110
Sig. 6.3+, 1.5. Lett. 1.0.
1. L·ATINI
L. Atini.
Edizioni. LSO 717 II.
Paleografia. Litt. antiquioribus; sigillum signaculis diversis impressum reperitur Dressel.
Datazione. Età augustea o comunque inizio del I sec. Steinby 1974-75, 67.
CIL XV 874 III Fig. Stanco 2014, fig. 8.
Forma: 110
Sig. 8.2, 1.5. Lett. 1.0.
1. L·ATINI·
L. Atini.
Edizioni. Stanco 2014, 585s., fig. 8.
Paleografia. Litt. antiquioribus; sigillum signaculis diversis impressum reperitur Dressel. Punti quadrati.
Commenti. Gli esemplari di Stanco sono stati impressi con un timbro diverso da LSO 717 II; le lettere sono più spaziate, la L ha una forma diversa e alla fine c'è un punto che negli altri timbri manca.
Attestazioni. Santuario di Nemi, celle C e E, tempio K. Stanco 2014, 576 Tabella 4.
Datazione. Età augustea o comunque inizio del I sec. Steinby 1974-75, 67.
Novum CIL XV 874/5.1 Fig. Lugari 1895, tav. V.6.
Forma: 110
1. T·ATI·MOSCHIL^I
T. Ati Moschili.
Edizioni. G.B. Lugari, BCom 1895, 79, tav. V.6. Steinby 1978-79, 73 N. 122. Steinby 1987, 40 N. 59. MNR III.
Commenti. Prima della manumissione Moschilus ha usato i bolli CIL XV 1350a-b corr., dove compare come servo di Atius Chi( ), forse anche il bollo Novum CIL XV 2182/3.2, con il solo cognomen, che proviene dal IV miglio della Via Appia, mentre questo es. è stato rinvenuto in una "galleria adiacente alla cripta di S. Sebastiano".
Novum CIL XV 874/5.2 Fig. Lugari 1895, tav. V.5.
Forma: 110
1. DE OFFICINA
2. MOSCHILI
De officina Moschili.
Edizioni. G.B. Lugari, BCom 1895, 79, tav. V.5. LSO 1182. MNR III (v. Steinby 1987, 40 N. 59).
Paleografia. Testo retrogrado.
Commenti. V. Novum CIL XV 874/5.1: verosimilmente lo stesso Moschilus dopo la manumissione.
CIL XV 875
Forma: 999
1. C·A^V^FD
C. Auf<i>d(i)?
Edizioni. Forse uguale al Novum CIL XV S. 390/S. 595 CN V^'ED ramus palmae stans (Camilli).
CIL XV 876a Fig. SAO inv. 20549.
Forma: 530
Sig. 8.7, orb. 3.6. Lett. 1.4 (A^T^I 2.0). Lin. 1, 2, 2.
1. C·AVFIDIENI FORTVNA^T^I
nux pinea inter duos ramos palmae
C. Aufidieni Fortunati.
Edizioni. LSO 718.
Datazione. Età adrianea Dressel. A Ostia in edifici datati nei primi anni di Adriano (Bloch 1953, 216 I.II.6, 217 I.VIII.10 e I.XII.1, 219 II.II.3) oppure attorno all'a. 127 (Bloch 1953, 216 I.III.5 e I.IV 1, 219 I.XVI.2, 223 Cas. del Serapide (DeLaine 2002, 81 114-118?); 224 Terme dei Sette Sapienti, 225s. Ostia III Palazzo Imperiale, fase più antica degli aa. 145-150. DeLaine 2002, 91 Ostia Piccolo Mercato da NSc 1912, 279 (rif. sbagliato) aa. 114-118?
CIL XV 876b* Fig. SAO inv. 20739.
Forma: 530
Sig. 9.5, orb. 4.0. Lett. 1.3 (T^I 1.9). Lin. 1, 2, .
1. C·AVFIDIENI·FORTVNAT^I
nux pinea inter duos ramos palmae
C. Aufidieni Fortunati.
Edizioni. LSO 719.
Paleografia. Punti non notati da Dressel.
Datazione. Età adrianea secondo Dressel. V. 876a; Bloch 1953, 217 I.VIII.2 a. 120 ca.; DeLaine 2002, 92 aa. 114-118?.
Novum CIL XV 876/7 Fig. Filippi 2004, fig. 4.
Forma: 311
1. C·AVFILI
C. Aufili.
Edizioni. Filippi 2004, 286, fig. 4. Filippi 2006, 213 fig. 32.
Commenti. Museo di S. Scolastica, Subiaco; proviene da S. Maria dei Morti presso Marano Equo (loc. fra Vicovaro e Subiaco). Su Aufilii v. Filippi 2004, 294s. e Nonnis 2015.2, 128.
Datazione. Per paleografia a onomastica età augustea (Filippi); la forma orienterebbe verso l'inizio dell'età giulio-claudia. I sec. a.C., datazione orientativa di Nonnis 2015.2, 128.
CIL XV 877
Forma: 530/540
1. P AVRELI·ABASCAN^TI
2. 'P R
P. Aureli Abascanti P( ) R( ).
Paleografia. R. 2, "ante R in nonnullis exemplis vestigia quasi quaedam videntur esse, haud scio an P litterae" Dressel.
Datazione. Fine del sec. I oppure inizio del II d.C. Dressel. Primo decennio del II sec., v. Bloch 1947, 43 Terme di Traiano. DeLaine 2002, 92 Ostia Piccolo Mercato da NSc 1912, 279, aa. 100-117 ca.
CIL XV 878* compl. Fig. Camilli 1979, tav. IX.60.
Forma: 520
Sig. 8.8, orb. 6.4. Lett. 0.7-1.5, 0.9. Lin. 1, 2.
1. P·AVRELI·ABASCANTI
2. P
P. Aureli Abascanti P( ).
Edizioni. Camilli 1979, 205 N. 60, tav. IX.60.
CIL XV 879
Forma: 210
1. OPVS DOLIARE·NEGOTIAN
2. TE AVR FE^LICISSI^M·
delphinus ds.
Opus doliare negotiante Aur(elio) Felicissim(o).
Edizioni. G.B. Lugari, 18s., Appendice II, 3.2. H. Windfeld-Hansen, 'Via Appia, edificio funerario al IV miglio', in Pergola - Santangeli Valenzani - Volpe 2003, 741.
Paleografia. R. 2, A senza l'asta traversale in AVR; prima I piccola in FE^LICISSI^M.
Commenti. Di solito, negotiatores e officinatores sono persone diverse (cfr. ad es. figlinae Propetianae, CIL XV 413-419); eccezionalmente, in questo bollo Aurelius Felicissimus appare come negotiator, mentre in CIL XV 880 il suo mestiere sembra essere quello di officinator. Il cognomen è molto comune, più ancora il gentilizio; esigua è quindi la possibilità che si tratti dell'omonimo e grosso modo contemporaneo, evidentemente prosperoso fondatore dell'ipogeo degli Aurelii che nella convincente interpretazione di J. W. Bradley è la tomba di un collegium di scribae, fratres e colliberti (The Hypogeum of the Aurelii. A new interpretation as the collegiate tomb of professional scribae. Archeopress Roman Archaeology 50. Oxford 2018). Nessuno degli altri soci nominati nell'iscrizione dedicatoria (ICVR VI 15391), Aurelius Onesimus, Aurelius Papirius, Aurelia Prima, virgo) è noto dai pochi bolli doliari dell'epoca in questione.
Datazione. Rinvenuto nelle catacombe di Priscilla e di Domitiana; sembra databile al sec. III d.C. Dressel. Certamente posteriore alla constitutio Antoniana del 212, forse posteriore ad Alessandro Severo? Probabilmente risale al periodo tardo-severiano (218-235) Windfeld-Hansen, in opposizione alla datazione agli ultimi Antonini suggerita da Lugari, che aderisce all'opinione di Visconti (BCom 7, 212). I bipedali della fondazione del sepolcro al IV miglio della via Appia studiato da Windfeld-Hansen, dei quali sei portano il bollo di Aurelius Felicissimus, sarebbero di riporto a spolia; la presenza di un esemplare di CIL XV 1569a, nonché la tecnica edilizia lo inducono a datare la struttura alla prima metà del IV sec. (Windfeld-Hansen, 741s.). Al contrario, Lugari (p. 19), sulla base del bollo diocleziano, data una fase di ricostruzione.
