CIL XV 2370

Forma: 110

1.     L∙V∙F

L. V( ) F( ).

 

Edizioni. CIL XIV 4091.90. MNR III.

Paleografia. Litt. solito maioribus.

Datazione. Dressel: I sec. d.C. (?).

 

 

CIL XV 2371a

Forma: 999

1.     T∙FELICIS

T. Felicis.

 

Edizioni. CIL XIV 4091.68d. Cfr. CIL XV 2350.

 

 

CIL XV 2371b

Forma: 110

1.     FELICIS

Felicis.

 

Edizioni. CIL XIV 4091.68g.

Commenti. Dressel: probabilmente frammenti, forse di CIL XV 2350.

 

 

CIL XV 2372

Forma: 999

1.     HERM

Herm(etis?).

 

Edizioni. CIL XIV 4091.43.

Commenti. Dressel: forse si tratta di un frammento di CIL XV 2330a o di CIL XV 904 (Hermetis C. Calpetani Favoris), anch'esso rinvenuto a Praeneste.

 

 

CIL XV 2373

Forma: forse 110 (Steinby 1987, 26).

1.     PHO

2.     PHOE'L

Pho(ebi?) Phoel( ).

 

Edizioni. CIL XIV 4091.64i. Cfr. CIL XV S. 165, 1841, 2346.

Paleografia. La L in r. 2 è piccola.

Commenti. La trascrizione è incerta (cfr. Steinby 1987, 153 e 173). Lo stesso frammento è stato così integrato da Borghesi: [PLOTIAE] PHOEB[E]. Secondo Dressel potrebbe essere un frammento di CIL XV 2346, ma potrebbe trattarsi anche di CIL XV S. 165 = 1841 (PHOEB∙S[---]), impresso due volte.

 

 

CIL XV 2374

Forma: 110

1.     [---]TRAQV

 

Edizioni. CIL XIV 4091.74.

Commenti. Cfr. CIL XV 2355 (?) Dressel, ma forse si tratta di un frammento di CIL XV S. 262.

 

 

CIL XV 2375

Forma: circolare 210

1.     [---]AECIL[---]

[---]aecil[---].

 

Edizioni. CIL XIV 4091.25, cfr. Novum CIL XV S. 242/896.2.

Commenti. Dressel: cfr. CIL XV 2313 (?).

 

 

CIL XV 2376

Forma: 310

1.     [---]DI

       delphinus dextrorsum

[---]di.

 

Commenti. Il bollo è di piccole dimensioni (Dressel).

 

 

CIL XV 2377

Forma: 530/540

1.     T∙P∙P∙F∙TAM^P^I^L∙SACERD

2.     COS

T. P( ) P. f. Tampil(i) Sacerd(ote) cos.

 

Edizioni. CIL IX 6078.15. CIL XIV 4092.1.

Commenti. Marini 1884 N. 521 legge: T(iti) P(etroni) P(roculi) f(igulina) Tampil(iana) Sacerd(ote) co(n)s(ule).

Datazione. A. 158.

 

 

CIL XV 2378 I-III   Fig. Moscetti 2020, Nn. 6a.I, 6b.I; Calchi di J. Coste.

Forma: 110

I. Sig. 12.2, 4.2. Lett. 2.6-2.8.

II. Manca il praenomen. Sig. 11.5+, 4.0. Lett. 2.0.

III. Manca l'inizio quasi fino alla seconda L. Sig. 6.3+, 3.5. Lett. 2.2.

1.     L∙ALLIDI

L. Allidi.

 

Edizioni. CIL XIV 4092.2. Mari 1983, 208 n. 793 (timbro II), 190 n. 710, 161 n. 603 (timbro II). Steinby 1978-79, 69 N. 98. Stanco 2006.2, 298 N. 104, fig. 41 (timbro I). Calchi J. Coste, Montecelio. Moscetti 2020, N. 6. MNR III.

Paleografia. Litt. bonis antiquioribus. Timbro I: Senza shading e apici; punto rotondo. Timbro II: cartiglio dentellato.

Commenti. Steinby 1978-79, 69, N. 98 schede di tre esemplari provenienti da Montecelio-Guidonia, con lo stesso testo di CIL XV 2378, ma chiaramente impressi con tre timbri diversi. La fig. 41 di Stanco combina il suo fr. con un es. da Montecelio-Guidonia. Cfr. Moscetti 2002.2, 66 N. 6, figg. 6a.I e 6b.I p. 79, di due tipi, il primo (8 ess.) alt. lett. 2.6-2.8 (cfr. timbro I), il secondo (3 ess.) con cartiglio dentellato. Moscetti 2010, 252, rinvenimento di un esemplare nel sepolcreto in località Casali, Via Valle Chiara insieme al bollo di Q. Pandusinus, Novum CIL XV 1355/S. 354.1.

Datazione. Tra la fine della Repubblica e la prima età imperiale (paleografia), Nonnis 2015.2, 85.

  • CIL_XV_2378I-III-Moscetti2020_6a.I
  • CIL_XV_2378I-III-Moscetti2020_6b.I

 

 

Novum CIL XV 2378/9   Fig. Moscetti 2020, N. 15.

Forma: 110

Sig. 11.1, 5.7. Lett. 1.5-1.6, 1.4-1-5, 1.4-1.5.

1.     M∙DOMITI

2.     PRIMIGENI

3.     D∙OF∙L∙AR∙CH^R^E

 M. Domiti Primigeni d(e) of(ficina) L. Ar(ileni) Chre(sti).

 

Edizioni. Settecamini e la Parrocchia di S. Maria dell'Olivo 1976, 21 (male trascritto e interpretato). Steinby 1978-79, 75 N. 146, tav. XXI.1. Mari 1983, 112 n. 419 (in Moscetti nn. 11-12). Moscetti 2002.2, 66 N. 15 (4 es.) fig. p. 79 e 72 N. 88 fig. p. 83. Moscetti 2020, Nn. 15, 88.

Commenti. L. Arilenus Chrestus è noto da CIL XV 2379 corr. Un frammento di questo timbro è stato rinvenuto a Settecamini, mentre altri due frammenti sono stati rinvenuti a Montecelio-Guidonia, nelle vicinanze dell'ara funeraria di L. Arilenus Chrestus (Mari 1983, 68; per l'ara H. Solin, Epigraphische Untersuchungen in Rom und Umgebung. Helsinki 1975, 172 n. 117, fig. 95). Per commenti v. CIL XV 2379.

  • NovumCIL_XV_2378-9-Moscetti2020_15.I

 

 

CIL XV 2379 corr.   Fig. Moscetti 2002.2, fig. 12.I.

Forma: 110

Sig. 6.0+, 2.9. Lett. 1.1, 1.1.

1.     L∙ARILE'NI∙CHRESTI

2.     EX OFICINA 'I'N'V'S'V'L

L. Arileni Chresti ex oficina INVSVL.

 

Edizioni. CIL XIV 4092.5. Mari 1983, 110 n. 413, 403 n. 442. Steinby 1978-79, 69 N. 99. Moscetti 2002.2, 66 N. 12 fig. 12.I a p. 79 (trascrizione con due F in r. 2 smentita dalla fotografia), 75 N. 137 fig. a p. 86.

Commenti. In r. 1 il gentilizio è stato corretto in ARILENI, mentre rimane dubbia la parte finale della seconda. L. Arilenus Chrestus è noto anche dal Novum CIL XV 2378/9. Come ha fatto notare J. Coste, tre ess. dei suoi bolli e un fr. della sua ara funeraria sono stati rinvenuti entro un raggio di 500 metri all'interno della Tenuta dell'Inviolata a Montecelio. Per il cippo v. H. Solin, Epigraphische Untersuchungen in Rom und Umgebung. Helsinki 1975, 72 N. 117, fig. 95: Di'i[s] man'i[bus] L. Arl[eni] Chre[sti] Arle[na] Trypha[ena] [fe]'cit co'n[iugi]. L. Arilenus viene così ad accrescere l'esiguo numero di produttori di opus doliare appartenenti alla classe di liberti di cui esistono testimonianze oltre ai bolli e di cui è noto con precisione il luogo di attività.

       In Novum CIL XV 2378/9 la formula lo definisce officinatore; in 2379 sembrerebbe avere un servo.

  • CIL_XV_2379corr-Moscetti2002.2_12.I

 

 

Novum CIL XV 2379/80 ?   Fig. Steinby 1978-79, tav. XX.4.

Forma 211

Sig. 8.0 ca. Lett. 1.8; 0.9.

1.     [---]'ILENIAN folium?

2.     [---]'E r. p. ds.

 

Edizioni. Steinby 1978-79, 86 N. 249 tav. XX.4. Moscetti 2002.2, 66 N. 13, 75 N. 133 fig. p. 86. Moscetti 2020, N. 13.

Commenti. Non è chiaro se il bollo abbia un orbicolo; della seconda riga di testo sono conservate solo l'ultima lettera e l'elemento decorativo. Possibili interpretazioni sono [---Ar]ilen(i) Ian(uari), oppure il nome di figlinae sconosciute [---]ilenian(is). Nei primi due secoli bolli circolari o orbicolari a lettere cave sono noti solo nelle figlinae Sextianae, ma il testo non è integrabile con i nomi che vi compaiono.

  • NovumCIL_XV_2379-80-Steinby78-79_XX.4