Aggiornato 9.7.2024
CIL XV 2449-2557
CIL XV 2449 compl.
Forma: 130?
1. GENIALIS·RASINI
2. PONTICI·SER·FE
Genialis Rasini Pontici ser(vus) fe(cit).
In bolli separati sopra sistrum, animal ds. (faelis?), flos?; sotto caduceus alatus (aut fulmen?).
Edizioni. CIL XIV 4093.5. CIL XV S. 538. Gius. Gatti, NSc 1903, 202 (d., Ostia). S. 538 comm.
Commenti. Bovillae, fr. di dolio. Esemplare completo rinvenuto insieme a un dolio con il bollo S. 538; nel commento a quest'ultimo Bloch riporta il completamento del 2449.
Novum CIL XV 2449/2450.1 Fig. Pallecchi 2002, punzone 21.1 (da Ramos).
Forma: 110
Sig. 6.0+, 3.4. Lett. 1.2.
1. [G]RATTIAE∙VOLVT[---]
2. [PR]ISCVS∙F[---]
[G]rattiae Vol[---] [Pr]iscus f[ecit].
Edizioni. Hartley 1973, 53 N. 37 (m., Arles). Fernández Izquierdo 1980, 181 N. 1, fig. 12 a p. 180. J.M. Blásquez Martínez, in Producción y comercio del aceite en la Antigüedad. Secundo Congreso Internacional II. Universidad Complutense. Madrid 1983, 75 fig. 24 da J. Blásquez; Ramos - Wagner - Fernandez 1984, 153 e fig. 13a a p. 150, tav. II.2; Pérez González - Fernández Ibánez 1989, 80 N. 15, fig. 15; Parker 1992, 71 N. 98 (m., relitto Ben Alfeli, Almazora). Hartley 1973, 52 N. 38; Ramos - Wagner - Fernandez 1984, 158 (m., Nijmegen). Pallecchi 2002, 181 punzone 21.1 Nn. 226, 227a/b, 228; 294 N. 461 (m., Saint-Raphaël; Brentchaloff - Rivet 2000, 496s., 500 N. 16 con lettura fantasiosa). Aguarod Otal 2022, 334 Nn. 40-41, fig. 8.40-41.
Commenti. Fernández Izquierdo integra S(ta)tiae Vol(utia) etc. Accettando la trascrizione di Hartley e di Ramos - Wagner - Fernandez per il N. 228 si potrebbe integrare il cognomen di Grattia come Volut[ricis] (S. Panciera in Pallecchi), ma come osserva Pallecchi, nell'incertertezza della lettura non si può escludere l'integrazione Volup[tatis], cfr. Solin - Salomies 1988, 425, 442. In CIL XV 2156 = S. 409 non viene menzionato il cognomen della domina, ma il servo, ab Apollini.
Datazione. Il relitto di Ben Alfeli è naufragato dopo l'a. 93 d.C., Pallecchi.
Novum CIL XV 2449/2450.2 Fig. Verga 2006, fig. 31.
Forma: 110
1. L∙H^ERENNI
L. Herenni.
In timbro separato: bucranium
Edizioni. Verga 2006, 72 § 96, fig. 31 (d.).
Paleografia. N retrograde? La fotografia è poco chiara.
Commenti. Verga 2006, 72 n. 213 fa riferimento a L. HER OPT, la cui produzione di tegole e anfore non rientra però nel quadro dell'Italia centrale; per la diffusione e l'origine di questa produzione v. CIL XV 2412.
Novum CIL XV 2449/2450.2 var. Fig. Mocerino 2014, fig. 3.
Forma: 110
1. L H^ERENN[---]
L. Herenn[---].
Edizioni. Mocerino 2014, 473s. fig. 3 (d.).
Commenti. Come Verga, anche Mocerino si riferisce a L. Her( ) Opt( ); v. il commento a Novum CIL XV 2449/2450.2.
Novum CIL XV 2449/2450.3
Forma: 110
1. HETERVS·FE
Heterus fe(cit).
Commenti. Associato a CIL XV 2492, T. Sabidi Parhasi.
Novum CIL XV 2449/50.4 Fig. Pallecchi 2002, punzone 22.1 (da Natalizi Baldi).
Forma: 120
Sig. 6.6+, 2.5. Lett. 1.6 ca.
1. [---]'IVLIVS AMER[---]
[---] Iulius Amer[umnus].
Edizioni. Natalizi Baldi 1985-86, 166 N. 43 (m., Milano). Pallecchi 2002, 182 punzone 22.1 N. 229.
Commenti. Iulius Amerumnus compare nel bollo CIL XV 2172. Per vari personaggi omonimi in iscrizioni di Roma v. Pallecchi 186 n. 364.
Datazione. Seconda metà del I sec. d.C. Pallecchi.
Novum CIL XV 2449/50.5 Fig. Della Corte 1929, fig. 3a.
Forma: 110
1. C·IVLIVS·FELIX
C. Iulius Felix.
Edizioni. M. Della Corte, NSc 1929, 202 fig. 3a (d., villa rustica a Domicella). Steinby 1978-79, 77 N. 161.
Commenti. Per l'identità degli officinatori di nome C. Iulius Felix v. il commento a Novum CIL XV 1204/S. 318.2.
Datazione. La villa dove il bollo è stato rinvenuto fu abbandonata nell'a. 79 d.C.
Novum CIL XV 2449/50.6 Fig. Bianchi 2009, tav. IV.2.
Forma: 110
Sig. 11.3, 2.9.
1. A^LEX·APER·F^ALERNVS
2. C·IVLI·HYLLI SER 'F
Alex( ), Aper, Falernus C. Iuli Hylli ser(vi) f(ecerunt)?
Edizioni. Bianchi 2009, 220 N. 2, tav. IV.2 (illeggibile; si riproduce il calco).
Commenti. C. Iulius Hyllus è noto dal bollo laterizio CIL XIV 5308.28, con il testo Alex( ) et Falerni C. Iuli Hylli e dal bollo Novum CIL XIV 5308.28/9, dove compare senza servi.
Bianchi interpreta Aper come il soprannome di Alex( ) e il cognomen di C. Iulius come Hylliserus al genitivo. Il nome non è però attestato altrove e pare più probabile che nel bollo, forse su dolio, compaiano tre servi.
Datazione. Stanco data il Novum CIL XIV 5308.28/9 nei decenni centrali del I secolo.
CIL XV 2450 = S. 507
Forma: 110
1. TI·IVLIVS[
ramus palmae ds.
2. IVCVNDVS·'F[
Ti. Iulius Iucundus f(ecit).
Edizioni. CIL X 8048.19 (m., Pompei inv. 17511). Pallecchi 2002, 183 punzone 22.2 Nn. 230-232. Attualmente sono irreperibili sia il mortaio che la scheda.
Commenti. Roma m.; Descemet p. XVI fra anfore e "des grosses poteries". Pallecchi, 182s. propone di vedere in Ti. Iulius Iucundus e Ti. Iulius Periander liberti del Ti. Iulius Iulianus che compare in S. 430 (che veramente potrebbe essere del I sec.) o di Ti. Iulius Optatus Pontianus (PIR I 443), attivo in età claudia. Quest'ultimo è attestato sul CIL XV 387 delle figlinae Ocianae, dove venivano prodotti anche mortai (Pallecchi 2002, 186 n. 371).
Datazione. Anteriore all'a. 79 d.C.
CIL XV 2451
Forma: 110
1. TI stella IVLIVS
racemi hederae
2. PERIAN^DER FE[C]
Ti. Iulius Periander fec(it).
In bolli separati a s. e a d. capra ss., pone arbor.
Commenti. L'esemplare di Dressel "in labro arcae ut videtur" (MNR III). Cfr. CIL XV 1206 e 2427 (s.), S. 508.
CIL XV S. 508
Forma: 110
1. TI stella IVLIVS
ramus palmae
2. PERIAN^DER FEC
Ti. Iulius Periander fe[c(it)].
Edizioni. CIL X 8048.20a-c (m., Pompei). Pallecchi 2002, 183 punzone 22.3 Nn. 233-235.
Commenti. Variante di CIL XV 2451, Steinby 1987, 47 N. 109 (Bloch considera identici i due bolli); cfr. anche 2427. Per l'es. pubblicato da M. Della Corte citato da Bloch v. Novum CIL XV 2451/ S. 509.1 var.?
Novum CIL XV 2451/ S. 509.1 Fig. Pallecchi 2002, punzone 22.4, punzone 22.6.
Forma: 110
Sig. 9.0+, 3.0. Lett. 1.2, 1.2.
1. TI·IVLIVS
2. PERIAN^DER·FE
Ti. Iulius Periander fe(cit).
Edizioni. Pallecchi 2002, 183s. punzone 22.4 N. 236a (m., Pompei inv. 17675). Scheda Pompei inv. 17675.
Commenti. Associato a un bollo con ramo di edera, Pallecchi 2002, 184 punzone 22.6 N. 236b, sig. 8.8+, 2.4. Sembra uguale al punzone 22.7 (sig. 6.1+, 2.4), che compare due volte sul mortaio Pallecchi N. 238a/b, che non presenta un bollo con testo.
Novum CIL XV 2451/ S. 509.1 var.? Fig. Pallecchi 2002, punzone 22.5 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 6.2+, 3.2. Lett. 1.3, 1.1-1.2.
1. [TI I]VLIVS
2. [PERIAN]'DER FEC
[Ti. I]ulius [?Perian]der fec(it).
Edizioni. M. Della Corte, NSc 1913, 414 N. 13 (m., Pompei inv. 17551). Verga 2006, 72 § 96, fig. 31 5 Nn. 237a/b.
Commenti. La scheda Pompei inv. 17551 (EMS) da per la r. 2 la lettura ]'CER FEC; anche a Pallecchi ora sembra una C (commento 2023). La prima lettera, parzialmente conservata, potrebbe forse essere anche una T, ma difficilmente una D (cfr. l'immagine in Pallecchi). Fra i Iulii noti non compare però un cognomen che finisca in -CER o in -TER.
Datazione. Rinvenuto a Pompei, Reg. I, Ins. VI.3 nella retrobottega; quindi, evidentemente in uso nel 79 d.C.
Punzone 22.7. Fig. Pallecchi 2002, punzone 22.7 (ric. grafica).
Ramo di edera. Simile al punzone 22.6, cfr. Pallecchi Nn. 236b e 238a/b, ma l'inclinazione delle foglie e la curvatura del ramo sono diverse (osservazione di Pallecchi, 2023).
Novum CIL XV 2451/ S. 509.2
Forma: 110
1. I]VLI[
2. PRISC[
Edizioni. R. Lanciani, BCom 1892, 291 (m., Casal del Marmo, Roma). Steinby 1978-79, 77 N. 163. Pallecchi 2002, 171 punzone 18.92 N. 217.
Commenti. Cfr. Iulius Pris. in 211 di Faustina Augusta, forse lo stesso. Altri due officinatori omonimi compaiono in CIL XV 1351 (praenomen C.) e S. 319 (Sex.).
CIL XV S. 509
Bollo A:
Forma: 110
1. C IVLI RVFI
C. Iuli Rufi.
CIL XV S. 509
Bollo B:
Forma: 110
1. L∙ARISTA^'EVS
2. REST^ITVTVS F'F
L. Aristaeus Restitutus fe(cit).
In bolli separati, ai due lati bucrania, sotto il bollo B quattro volte caput bovis.
Commenti. Dolio rinvenuto a Ostia nel 1939 insieme a CIL XV S. 470, CIL XV S. 471, CIL XV S. 537, CIL XV S. 539, CIL XV S. 564, CIL XV S. 565; Bloch 1953, 225 Ostia III.XIV.3.
Novum CIL XV S. 509/ 2452.1 Fig. Pallecchi 2005, fig. 4.
Forma: 110
Sig. 7.8, 3.3. Lett. 1.0.
1. [E]'X·PR·IVLI·STEP[---]
2. [F]'EC·DOM·CLE'M[---]
[E]x pr(aedis) Iuli Step[hani] [f]ec(it) Dom(itius) Clem[ens].
Edizioni. Pallecchi 2002, 185 punzone 22.8 Nn. 239a/b (m., Ostia). Pallecchi 2005, 221 fig. 4. V. Novum CIL XV 1213/4.1.
Commenti. Per lo scioglimento del nome dell'officinator v. CIL XV 1213. Pallecchi tende ad attribuire il bollo alle figlinae G(enianae); cfr. Steinby 1974-75, 43s.
Novum CIL XV S. 509/ 2452.2 Fig. Pallecchi 2002, punzone 22.9.
Forma: 110
Sig. 5.6+, 3.6. Lett. 1.0.
Trascrizione Pallecchi:
1. [---] IVLIA [---]
2. [---]VSTA 'B[---]
[---] Iulia [---]usta B[---].
Proposta alternativa
1. [---] IVLIA[E]
2. [AVG]VSTA'E[---]
[---] Iulia[e Aug]ustae [---].
Edizioni. Pallecchi 2002, 186 punzone 22.9 N. 240 (m., Ostia).
Commenti. Pallecchi propone come scioglimento del cognomen [I]usta o [F]austa. In questa interpretazione non si spiega la B, l'ultima lettera parzialmente conservata. Forse si potrebbe invece leggere Iulia[e Aug]ustae, cfr. 1473 di Livia, che dopo la morte di Augusto diventò Iulia Augusta.
Datazione. Sulla base del tipo di cartiglio (B4a) II sec. d.C. Pallecchi; dopo l'a. 14 d.C. se si tratta di Livia. Bolli rettangolari con testo su due righe sono comuni anche in età giulio-claudia.
CIL XV 2452
Forma: 110
1. M IVNIO·T·L
M. Iunio(s) T. l(ibertus).
In bollo separato segno che secondo Dressel forse è nux pinea.
Edizioni. Stevenson CIL XIV 4093.2 (collo di dolio? rinvenuto fra Vicovaro e Tibur).
Paleografia. La lettera finale sembra una L a uncino retrograda.
Commenti. Scardozzi 2015, 201 con n. 10 interpreta il secondo bollo come l'inizio del cognomen, De( ). L'ipotesi è in contrasto con la forma del nome e la paleografia che sono indizio di una cronologia alta; Nonnis 2015.2, 250. Cfr. i Iunii produttori di doli fra la fine del III e l'inizio del II sec. a.C. in CIL XI 6691.12-13.
CIL XV S. 510
Forma: 110
1. DE∙FIGILINIS
2. D∙LABER[I]∙APH
De figlinis D. Laber[i] Aph(rodisi?).
Edizioni. CIL XI 8114.3 (d., Nera-Montoro, vicino a Narni). Da G.Q. Giglioli, NSc 1914, 221.
Commenti. Per i DD. Laberii e la localizzazione della loro attività v. Scardozzi 2015, 215s.
CIL XV 2453
Forma: 110
1. DE·FIGLINIS
2. D·LA^BERI·SA^TV^RN^IN^I
De figlinis D. Laberi Saturnini.
In bolli separati: sopra, tre volte nux pinea, ai due lati ramus palmae.
Edizioni. Lanciani 1881, 242.
Commenti. Pezzo di labbro di dolio, Roma. Per i DD. Laberii e la localizzazione della loro attività v. Scardozzi 2015, 215s.
CIL XV 2454
Forma: 110
1. C·LAILIVS
C. Lailius.
Edizioni. Pallecchi 2002, 187 punzone 23.1 N. 241.
Paleografia. Nelle L l'asta orizzontale è ribassata; le due aste della V non sono congiunte; S inversa.
Commenti. M. o d. dai pressi dei Castra Praetoria. Cfr. LSO 1176, Novum CIL XV 2179/80, C. Laeli.
CIL XV 2455
Forma: 110
1. L·LAELI
2. IVCVNDI
L. Laeli Iucundi.
Commenti. Dolio dall'Esquilino.
CIL XV 2456 Fig. Taglietti 2015, fig. 14; Cebrián Fernández - Hortelano Uceda 2011, 135 fot.
Forma: 110
1. LIBERA[LIS]
2. RVTILI[AE]
Liberalis Rutiliae.
Edizioni. CIL XV 1242a. Cebrián Fernández - Hortelano Uceda 2011, 135 N. 23 con fot., figg. 1.23, 3.23 (m., Segobriga). Aguarod Otal 2022, 326 N. 59. Braito 2020, 258s. n. 939, fig. 2.
Commenti. Coperchio di dolio, rinvenuto a Roma, nelle cellae vinariae Nova et Arruntiana, v. Taglietti 2015, 272-275; per il bollo ibid., 274 con n. 34, fig. 14. Il mortaio rinvenuto a Segobriga non conserva l'inizio della r. 1, ma ne completa la parte finale. Gli editori leggono Q ERANI, Aguarod Otal [---]'R ERANI; la nuova lettura è basata sulla fotografia. Manca totalmente la r. 2, ma le lettere della r. 1 corrispondono alla fotografia del bollo sul coperchio (per la mancata somiglianza si scarta l'identificazione con S. 485).
Datazione. Età neroniana Steinby 1974-75, 96; metà del I sec. Braito 2020, 260.
CIL XV 2457 Fig. Calco.
Forma: 110
Sig. 9.8, 3.0. Lett. 1.0, 1.0.
1. M ·LICINI stella inter cornua lunae falcatae
2. CRISPIONIS
M. Licini Crispionis.
Edizioni. Calco cartaceo senza provenienza.
Paleografia. M con aste divaricate. Alla fine della r. 2 forse un punto o un ornamento.
Commenti. Dolio rinv. all'Esquilino, contenente urna di alabastro orientale; E. Talamo, BCom 92 (1987-88), 23.
Novum CIL XV 2457/ S. 511.1 Fig. Hartley 1973, fig. a p. 56; Frova 1952, tav. VIII.4.
Forma: 110
Sig. 7.8+, 3.7 ca. Lett. 1.2 ca.
1. 'Q·LVCILI
ramus palmae ds.
2. 'CRESCENT
Q. Lucili Crescent(is).
Nel disegno di Hartley compare, sotto il bollo, un fr. di ramus palmae, cfr. Pallecchi punzone 24.2.
Edizioni. A. Frova, 'Marche di anfore e altri bolli romani del milanese', ©Epigraphica 14 (1952), 49-93, part. 82 N. 4, tav. VIII.4 (m., Milano). Hartley 1973, 52 N. 12, fig. a p. 56 (m., Verulamium). Steinby 1978-79, 77 N. 166. Hartley 1984, 285 N. 77 fig. 118.77 a p. 282. Della Porta - Sfredda - Tassinari 1998, 181. Pallecchi 2002, 187s. punzone 24.1 Nn. 242, 243a.
Paleografia. R. 2 N retrograda.
Novum CIL XV 2457/ S. 511.2
Forma: 110
1. LVCRIO·FECIT
Lucrio fecit.
Probabilmente in bollo separato: thyrsus lemniscis ornatus.
Edizioni. CIL XV 1246. Cfr. Steinby 1978-79, 77 N. 167 LVCR[---]da Saint 1965, 106 (d.).
Datazione. I sec. d.C. Dressel, Stanco (1246 var.).
Novum CIL XV 2457/ S. 511.3 Fig. Stanco 2006.2, figg. 21-22.
Forma: 130
Sig. 8.7, 2.9. Lett. 1.1-1.3 (I e C finale 0.8).
1. LVCRIO FEC
Lucrio fec(it).
Edizioni. CIL XV 1246 var. Scardozzi 2004, 118 fig. 89 (d.). Stanco 2006.2, 264 N. 19.1 figg. 21-22 (m.); 307 Nn. 126.1-2 fig. 60 (d.). Scardozzi 2015, 218 figg. 13-14 (d.).
Commenti. La variante diverge dal 1246 per l'abbreviazione della voce fec(it).
Il dolio dalla Fornacchia reca un secondo bollo rettangolare molto lacunoso [---]VO+IV+I (Scardozzi 2015, 218 e fig. 13, n. 165): la quarta lettera potrebbe essere l'asta destra di una N e pure la successiva è molto incerta.
Il mortaio presenta un corpo troncoconico e un tozzo orlo triangolare con parte superiore piana, che Stanco caratterizza come una versione semplificata del tipo D2.
V. Scardozzi 2015, 218 per l'origine ferentano o statoniense.
Datazione. I sec. d.C. Stanco.
CIL XV S. 511 Fig. Pallecchi 2002, punzone 25.1.
Forma: 110
Sig. 6.8+, 4.4. Lett. 2.3, 1.4. Lin. 1, 1, 1.
1. LVRI r. p. stans
2. BLANDI
Luri Blandi.
Edizioni. CIL X 8048.21 (m., Pompei). Fotografia in Pallecchi, Archeo 14.9 (1998), 101. Pallecchi 2002, 190 punzone 25.1 N. 244 (m., Pompei inv. 17825). Scheda Pompei inv. 17825.
Novum CIL XV S. 511/2.1 Fig. Donadoni 1974, fig. 64.2.
Forma: 110
Sig. 6.8+, 4.8 ca.
1. [L] LVRIVS
2. [C]RESCEN[S]
[L.] Lurius [C]rescen[s].
Edizioni. M. Steinby, in S. Donadoni et al., Antinoe (1965-1968). Missione archeologica in Egitto dell'Università di Roma. Istituto di Studi del Vicino Oriente. Roma 1974, 136 N. 1, fig. 64.2 (m., Antinoe). Steinby 1978-79, 77s. N. 169. Pallecchi 2002, 190s. punzone 25.2 Nn. 245a/b.
Datazione. Contesto della prima metà del II sec. Donadoni. Altri bolli dell'officinator dell'a. 123 (S. 61) e sotto Adriano (CIL XV 280, figlinae Lusianae). Liberto di L. Lurius Proculus, v. CIL XV 2458.
Novum CIL XV S. 511/2.2 Fig. Pallecchi 2002, punzone 25.3 (da Allmer 1875).
Forma: 110
1. [---] LV^RI·M'Y'R[
2. [---]'R'I'M'P[---]
[L.] Luri Myr[ini---]'R'I'M'P[---].
Edizioni. CIL XII 5685.25 (m., Vienne); Hartley 1973, 52 N. 13 (...LVRI.MAXI/ ..RIMP...). Pallecchi 2002, 191 punzone 25.3 Nn. 246a/b.
Commenti. Pallecchi, diffidando della trascrizione, propone la lettura sopra riportata e suppone che la seconda riga contenga il nome di L. Iulius Rufus, dominus delle Viccianae nel bollo S. 200, che contiene anche il nome di L. Lurius Myrinus. Nel disegno è stata omessa la r. 2.
CIL XV S. 512
Forma: 110
1. [L] LVRIVS
2. [P]RIM'I'T[IVVS]
[L.] Lurius [P]rimit[ivus].
Attestazioni. Dolio, AC.
Commenti. Cfr. CIL XV 208, CIL XV S. 50, dove lo stesso personaggio compare come officinatore di Seia Isaurica. Pallecchi 2005, 222 tav. 10 attribuisce il bollo alle figlinae Fabianae.
Novum CIL XV S. 512/ 2458.1 Fig. Hartley 1973, fig. a p. 56.
Forma: 110
Sig. 7.0+, 3.2 ca. Lett. 1.2. Lin. 1, -, 1.
1. L·LVRIVS
2. PRISCVS F
L. Lurius Priscus f(ecit).
Edizioni. CIL VII 1331.67. Hartley 1973, 52 N. 14, fig. a p. 56 (m., Londra; nella trascrizione manca la F finale). Steinby 1978-79, 78 N. 171. Pallecchi 2002, 191s. punzone 25.4 N. 247.
Commenti. È probabile che L. Lurius Priscus abbia prodotto anche laterizi, v. Novum CIL XV 1231/2.2.
Datazione. I sec. d.C. Pallecchi sulla base del tipo di cartiglio.
Novum CIL XV S. 512/ 2458.2 Fig. Pallecchi 2002, punzone 25.5.
Forma: 110
Sig. 7.0+, 3.4. Lett. 1.2.
1. [L] LVRI
2. PROCVLI
[L.] Luri Proculi.
Edizioni. F. Fiorelli, NSc 1882, 429 (m., Venezia). Pallecchi 2002, 192 punzone 25.5 Nn. 248, 249 (m., Aquileia).
CIL XV 2458
Forma: 110
1. [L]·LVRI PROC[VLI]
ramus palmae ss.
2. [C]RESCES 'F[---]
[L.] Luri Proc(uli) [C]resces f[ec(it)].
Edizioni. Pallecchi 2002, 192 punzone 25.6 Nn. 250a/b (m., Roma).
Commenti. Secondo Pallecchi era conservato, a suo tempo, presso l'AC, ma Dressel dice di averlo visto "apud antiquarium quendam". Crescens, qui ancora schiavo, ricompare dopo la manumissione in Novum CIL XV S. 511/2.1.
Novum CIL XV 2458/9 Fig. Pallecchi 2002, punzone 25.7 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 2.4+, 2.0. Lett. 0.6 ca.
1. [L] LVRIV'S
2. [V]ERECVNDV[S] F
[L.] Lurius Verecundu[s] f(ecit).
Edizioni. F. Berti, Uno sguardo sul passato. Archeologia nel Ferrarese. Cat. mostra. All'Insegna del Giglio, Firenze 1995, 74 N. 160, fig. tav. IX (m., Voghenza). Hartley 1973, 52 N. 16 (m., Salzburg). Pallecchi 2002, 193 punzone 25.7 Nn. 251a/b, 252.
Commenti. Berti legge R.IV/CVNDV(S).
CIL XV 2459
Forma: 110
1. L·LVRIVS
ramus palmae ds.
2. VERECVN FE
L. Lurius Verecun(dus) fe(cit).
Edizioni. Lazzeretti 1992-93, 358s. Nn. 190-191 (piccolo dolio da Ostia). Pallecchi 2002, 193 punzone 25.8 Nn. 253a/b (m. oppure d., Ostia).
Commenti. È possibile che i punzoni 25.8-9 siano dovuti a trascrizioni diverse di impronte ottenute con uno stesso punzone (Pallecchi).
CIL XV 2459 var. 1 Fig. Beranger 1983.1, tav. XXVI.69.
Forma: 110
1. [L L]VRI·
ramus palmae ds.
2. [VER]ECVNDI
[L. L]uri [Ver]ecundi.
Edizioni. Beranger 1983.1, 19, tav. XXVI.69 (m.).
CIL XV 2459 var.? Fig. Pallecchi 2002, punzone 25.9 (da Baroncelli).
Forma: 110
Sig. 5.4+, 3.4+. Lett. 1.2 ca.
1. L·LVRIVS
ramus palmae ds.
2. VERECVND[VS]
L. Lurius Verecund[us].
Edizioni. CIL III 12011.9. Hartley 1973, 52 N. 15 (m., Kempten). Steinby 1978-79, 70 N. 106. Steinby 1987, 47 N. 110. A. Baroncelli, 'Mortai', in AA.VV., Archeologia urbana a Fiesole: lo scavo di Via Marini - Via Portigiani. Giunti, Firenze 1990, 242s. N. 3, tav. 51.4, tav. IV.1 (m., Fiesole inv. FVM 6.35F, attribuito a St. Marcius Secundio). Brentchaloff - Rivet 2000, 496s., 501 N. 18 (m., Fréjus). Pallecchi 2002, 193s. punzone 25.9 Nn. 254, 255a/b, 294 N. 462.
Commenti. È possibile che i punzoni 25.8-9 siano dovuti a trascrizioni diverse di impronte ottenute con uno stesso punzone (Pallecchi).
Datazione. I sec. d.C. (tipo di cartiglio e ramo di palma) Pallecchi.
Novum CIL XV 2459/ S. 513?
Forma: 110
1. OP·DOL
2. LYGDAM
Op(us) dol(iare) Lygdam(i).
In bolli separati, sopra tria capita bovis, ai due lati ramus palmae.
Edizioni. A. Taramelli, NSc 1923, 288s. Zucca 1981, n. 7 con bibliografia.
Commenti. Dolio da Elmas, Sardegna. La trascrizione della r. 1 è dubbia; la formula opus doliare non compare su ceramica pesante (ma cfr. CIL XV 2514). Cfr. 2438 = S. 541 di L. Rustius Lygdamus, produttore di ceramica pesante, officinatore di Seia Isaurica (CIL XV 1418, 1419).
CIL XV S. 513 Fig. Stefani 1924, fig. 2.
Forma: 110
Sig. 9.5, 2.2.
1. C∙MARCI∙L∙F
C. Marci L. f.
Edizioni. E. Stefani, NSc 1924, 64 fig. 2 (d., Roma, Via Nomentana).
Statii Marcii CIL XV S. 514-520, 522-527, 529. V. sopra, CIL XV S. 335 e Bloch 1948, 220.
Scardozzi 2015, 207 connette sia i CC. Marcii che gli Statii Marcii con le figlinae Marcianae, che localizza presso Mugnano (Gasperoni - Scardozzi 2010, 84, 440-442).
CIL XV S. 514
Forma: 110
1. S·M·A
S( ) M( ) A( )?
Edizioni. CIL X 8048.11a (m., Pompei). Pallecchi 2002, 147 punzone 18.53 N. 147b.
Commenti. Sullo stesso m. con CIL XV S. 498 di Cn. Domitius Favor, v. punzone 18.47. Il riferimento di Bloch a CIL X 8048.33 è errato. Non convince lo scioglimento S(tati) M(arci) A( ) dubitativamente proposto da Bloch 1948.2, 36.
Novum CIL XV S. 514/5.1? Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.1 (da Zabehlicky Scheffenegger).
Forma: 110
Sig. 4.6+, 2.6+. Lett. 1.1.
Trascrizione Zabehlicky Scheffenegger:
1. [AC]AN'T[HVS]
2. ST·M'A[RCI---]
Trascrizione alternativa:
1. AN'T[---]
2. ST·M'A[RCI---]
Acanthus/ Antiochus St. Marci?
Edizioni. Zabehlicky Scheffenegger 1996, 161, tav. 2 (m., Magdalensberg). Pallecchi 2002, 198 punzone 27.1 N. 261.
Commenti. V. Novum CIL XV 1270/1?. Dato che della r. 2 è conservato l'inizio, sembra più probabile l'integrazione con il nome di Antiochus, che dopo la manumissione fu attivo nelle Viccianae (S. 203); cfr. CIL XV 1271 var. 3?. Il contesto di rinvenimento data l'esemplare di Magdalensberg nella prima metà del I sec. d.C.
Novum CIL XV S. 514/5.2 Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.2 (da Joncheray 1972).
Forma: 110
Sig. 9.4+, 3.7 ca. Lett. 1.4.
1. [S]T MARC
2. [AC]ANTHVS
[S]t(atius) Marc(ius) [Ac]anthus.
Edizioni. Joncheray 1972, 22, dis. p. 23, fot. p. 34; Joncheray 1972.2, dis. p. 13; Joncheray 1973, dis. p. 19, fot. tav. II; Hartley 1973, 52 Nn. 17, 19-20 (m., Cap Dramont relitto D). Steinby 1978-79, 64s. N. 52 (m.). Pallecchi 2002, 198s. punzone 27.2 Nn. 262-264.
Commenti. Il bollo è una variante (1) di CIL XV 1271.
Datazione. Al più tardi età vespasianea (cfr. Steinby 1974-75, 64 su CIL XV 1271); il relitto D è datato 40-75 d.C.
Novum CIL XV S. 514/5.3 Fig. Egger, tav. 101.77.
Forma: 110
Sig. 3.8+, 1.8+.
1. [S]TA^TIVS M[ARCIVS]
2. [A]CANTH[VS ---]
Statius M[arcius] [A]canth[us ---].
Edizioni. Egger 1961, 185, tav. 101.77. Pallecchi 2002, 199 punzone 27.3 Nn. 265a/b.
Commenti. Il bollo è una variante (2) di CIL XV 1271.
Novum CIL XV S. 514/5.4
Forma: 110?
1. S'T^A MAR'CI A[---]
Sta(ti) Marci A[canthi /ntiochi?).
Edizioni. CIL XII 5685.26. Hartley 1973, 53 N. 21 (su due righe). Steinby 1978-79, 64 N. 51. Steinby 1987, 47 N. 112 e p. 62. Pallecchi 2002, 199 punzone 27.4 Nn. 266a/b.
Commenti. V. Pallecchi con note 427-429. Non si tratta di una variante di S. 618, v. Steinby 1987, 413; accettando che il testo sta su una sola riga cade anche l'ipotesi che il bollo possa essere collegato al frammento Steinby 1974, 106 N. 27. Rimane irrisolta l'attribuzione ad Acanthus o Antiochus; se l'interpretazione del fr. pubblicato sopra come Novum CIL XV S. 514/5.1? è giusta, anche quest'ultimo ha prodotto mortai.
Novum CIL XV S. 514/5.5 Fig. Aguarod Otal 1991, fig. 38.3; Magalhaes 2006, fig. 117.
Forma: 110
Sig. 10.4, 2.5+. Lett. 1.2 ca.
1. Q·MARCIVS
2. ADIVTOR FECI^T
Q. Marcius Adiutor fecit.
Al bollo Pallecchi N. 256a è associato un bollo anepigrafe, 5.6+, 1.8, Pallecchi, 195 punzone 26.2 N. 256b. Il bollo conserva solo parte della figura (definita sagitta), che potrebbe corrispondere al caduceo attestato sul mortaio Magalhaes N. 74.
Edizioni. Aguarod Otal 1991, 176 N. 19 fig. 38.3 (m., Ampurias). Zabehlicky Scheffenegger 1996, 161, tav. 2 (m., Magdalensberg). Pallecchi 2002, 195 punzone 26.1 Nn. 256a, 257. Magalhaes 2006, 162 N. 74, fig. 117 (m., Stabiae). Aguarod Otal 2022, 335 N. 42, fig. 8.42.
Commenti. Pallecchi osserva che nel disegno di Aguarod Otal è stata omessa la lacuna dopo la C, che ella ha visto in una fotografia dello stesso esemplare. Nella fotografia di Magalhaes si legge FECI^T alla fine della r. 2; l'autrice dà per i due bolli le stesse misure, cm 3 x 7.5.
Contrariamente alla pratica normale nei mortai Dramont D2 di origine centro-italica, i bolli pubblicati da Aguarod Otal e da Magalhaes sono paralleli al bordo, ma sulla base di osservazioni tecniche i mortai sono considerati italici.
Datazione. Prima fase di produzione di mortaria, cioè prima parte del regno di Tiberio (Aguarod Otal 1991, 176s.).
Novum CIL XV S. 514/5.6 Fig. Zabehlicky Scheffenegger 1996, tav. 2.
Sig. 5.1+, 3.1+. Lett. 1.4.
1. [ST] MARC[IVS?]
2. [BA]'RBA'R[VS?]
[St.] Marc[ius Ba]rbar[us]?
Edizioni. Zabehlicky Scheffenegger 1996, 161, tav. 2 (m., Magdalensberg). Pallecchi 2002, 199s. punzone 27.5 N. 267.
Datazione. Il contesto di Magdalensberg è della prima metà del I sec. d.C.
CIL XV S. 515-516 Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.7 (ric. grafica), punzone 27.9.
Bollo A
Forma: 110
Sig. 9.0+, 2.4. Lett. 1.8-1.9.
1. ST·M·CELER[---]
St. M(arci) Celer[is].
In bollo separato ramus palmae: Pallecchi 2002, 201 punzone 27.9 Nn. 269b. Sig. 7.8, 2.4.
Edizioni. CIL X 8048.34 (m. Pompei). Pallecchi 2002, 200s. punzone 27.7 Nn. 269a, 270a, 271a (m., Pompei inv. 17542, 17548, 17678). Schede Pompei inv. 17542, 17548, 17678. Nn. 270a e 271a sono associati al bollo di Quietio, punzone 27.8.
CIL XV S. 515-516 compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.8 (ric. grafica).
Bollo B
Forma: 110
Sig. 8.3+, 2.6. Lett. 1.7-1.9. Aguarod Otal 2.1.
1. QVIETIO
Quietio.
Edizioni. CIL X 8048.34-35. M. Prevosti i Monclus, Cronología y poblament a l'àrea rural d'Illuro. Mataró 1981, 208 fig. 49.4; Aguarod Otal 1991, 170 N. 13 fig. 43.2 (m., Cabrils, Barcellona). Pallecchi 2002, 201 punzone 27.8 Nn. 270b, 271b, 272a/b (m., Pompei inv. 17780). Aguarod Otal 2022, 335 N. 43. Schede Pompei inv. 17548, 17678, 17780.
Commenti. Il bollo Pallecchi N. 272b completa il nome: Quietio, che dopo la manumissione compare con un suo schiavo, v. Novum CIL XV S. 522/3.2. Il nome non compare nell'elenco di Kajanto 1965, ma per la formazione in -io, in questo caso da Quietus v. pp. 120-122, 262.
Novum S. 516/2460 Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.6.
Forma: 110
Sig. 7.5+, 3.0. Lett. 1.2, 1.2. Lin. 1, 1, 1.
1. ST·MARCI'V[S]
2. CELER stella F'E[C]
St. Marciu[s] Celer fe[c(it)].
Edizioni. M. Della Corte, NSc 1921, 442 (Boscoreale). Steinby 1987, 154, 168. Pallecchi 2002, 200 punzone 27.6 N. 268 (m., Pompei inv. 17849). Scheda Pompei inv. 17849.
Commenti. Il mortarium conserva una traccia del vecchio numero d'inventario: 2'0'08/ 125.
CIL XV 2460
Forma: 110?
1. STATI M^A^RCI
2. DEMETRI
Stati Marci Demetri.
Commenti. Da sarcofago fittile, Villa Corsina (sic!).
Datazione. Età vespasianea (Dressel; Steinby 1974-75, 64 n. 3). Età giulio-claudia Lega - Valenti 2015, 159.
CIL XV 2460 var. 1 Fig. Apollonij Ghetti 1951, 115 fig. 84.
Forma: 110
1. STAT·MARCIVS
2. DEMETRIVS·F
Stat(ius) Marcius Demetrius f(ecit).
Edizioni. CIL XV 1273a. MNR III (m.) (a/b). Apollonij Ghetti 1951, 115 fig. 84 (intero). Cfr. Zabehlicky Scheffenegger 1996, tav. 2 ]METR[.
Datazione. Età vespasianea (Dressel; Steinby 1974-75, 64). Età giulio-claudia Lega - Valenti 2015, 159.
CIL XV 2460 var. 2? Fig. Aguarod Otal 1991, fig. 34.2.
Forma: 110
Sig. 4.1+, 2.2. Lett. 0.8-0.9.
1. [S]TAT MA[RCI]
2. 'D[EM]'E'T'R[I]
[S]tat(i) Ma[rci] D[em]etr[i].
Edizioni. CIL X 8056.204 (m., Pompei). Steinby 1987, 154, 212, 394. Aguarod Otal 1991, 171 N. 14 con fig., fig. 34.2 (m., Baetulo - Badalona). Lazzeretti 1992-93, 370s. N. 197. Pallecchi 2002, 202 punzone 27.10 Nn. 274-276. Forse uguale a 2460 var. 1.
CIL XV 2460 var. 3? Fig. Cebrián Fernández - Hortelano Uceda 2016, fig. 1.77.
Forma: 110
1. [---]S MA[---]
2. [---]'EM'I'I[---]
Edizioni. Cebrián Fernández - Hortelano Uceda 2016, 152 N. 77 con fot., disegno fig. 1.77 (Segobriga). Aguarod Otal 2022, 335 N. 45, fig. 8.45.
Commenti. È da rigettare la lettura proposta dai primi editori, S(t.) Mar[ci etc.; Statius viene sempre abbreviato St. Si potrebbe invece leggere un nome al nominativo, ad es. [STATIV]S MA[RCIVS]. Lo scioglimento della r. 2 in Demetrius è incerto. Gli editori accostano il bollo a Pallecchi 2002, 252 punzone 39.2 di un Demetrius di cui non si conosce il gentilizio.
CIL XV 2460 var. 4 Fig. Ordóñez Agulla, figg. 2-3.
Forma: 110
Sig. 6.5+, 3.5. Lett. 1.5, 1.5.
1. ST MARC[---}
2. DEMET[---}
St. Marc[i/ ius] Demet[ri/ ius fecit)}.
Edizioni. HEp 13, 631. S. Ordóñez Agulla, 'Mortero tipo Dramont d-2 con sello procedente de Hispalis', Ficheiro Epigráfico 2021, N. 778.
CIL XV S. 517 Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.11 (ric. grafica).
Forma: 120
Sig. 7.2+, 3.7. Lett. 1.1, 1.2. Lin. 1, -, 1.
1. M·STATI
ramus palmae ds.
2. FLORENTI
M. Stati Florenti.
In bolli separati apri duo: Pallecchi 2002, 203 punzone 27.12 N. 279b (Sogliano 1892, 204).
Edizioni. CIL X 8048.36 (m., Pompei). Cfr. A. Sogliano, NSc 1892, 204 = RM 8 (1893), 56 (pelves pompeianae). A. Sogliano, NSc 1908, 287 N. 17. Pallecchi 2002, 202s. punzone 27.11 Nn. 277a/b, 278, 279a (inv. 17798; inoltre scheda inv. 17526, due impronte molto male conservate, v. Pallecchi 2002, 256s. punzone 41.9 N. 435a/b).
CIL XV 2461
Forma: 110?
1. ST·MARCIVS
ramus palmae ds.
2. FVSCVS·FECIT
St. Marcius Fuscus fecit.
Ai due lati in bolli separati lepus.
Commenti. "Bagnarola", forse sarcofago; Borghesi agg. al ms. Marini, N. 1036a "qui delineationem habuit". Lo stesso Fuscus compare in CIL X 8048.37 = S. 518 (m., Pompei).
CIL XV S. 518 Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.13 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 8.8+, 2.6. Lett. 1.0, 1.0.
1. ST stella MARCI[VS]
2. FVSCVS stella FE'C
St. Marci[us] Fuscus fec(it).
Edizioni. CIL X 8048.37 (m., Pompei). Pallecchi 2002, 203 punzone 27.13 Nn. 280a/b (m., Pompei inv. 17839). Scheda Pompei inv. 17839.
CIL XV S. 518A = CIL XV S. 335, Stati Marci Heleni Demetrius s. f. (s.) MNR III.
CIL XV S. 519 Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.14 (ric. grafica).
Forma: 120
Sig. 8.9+, 4.6. Lett. 1.0, 1.2, 0.9. Lin. 1, 1, 1, 1.
1. STATIVS
2. MARCIVS
3. LVCIFER∙FEC
Statius Marcius Lucifer fec(it).
Edizioni. CIL X 8048.38 (m., Pompei). Pallecchi 2002, 204 punzone 27.14 Nn. 281a/b inv. 17846. Scheda Pompei inv. 17846.
Commenti. Statius Marcius Lucifer ha lavorato nelle figlinae Caepionianae in età traianea sotto Plotia Seia Isaurica e nei primi anni di Adriano sotto Arria Fadilla. I suoi bolli rinvenuti a Pompei sono verosimilmente da attribuire alle figlinae Marcianae; Steinby 1974, 31s., 64; cfr. Pallecchi 2002, 204. I mortai di Lucifer rinvenuti a Pompei sono verosimilmente dell'ultimo decennio di vita della città; quando lo sappiamo attivo sotto Plotia Isaurica e Arria Fadilla avrebbe avuto 65-75 anni (Aguarod Otal 1991, 157). V. il commento a S. 519.
CIL XV S. 520a compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.17 (ric. grafica).
Forma: 120
Sig. 6.9+, 3.6. Lett. 1.2, 1.2. Lin. 1, -, 1.
1. stella M∙STATI
ramus palmae ds.
2. LVCIFERI
M. Stati Luciferi.
Edizioni. CIL X 8048.39a-b (m., Pompei). Pallecchi 2002, 205s. punzone 27.17 Nn. 286-287a/b (m., Pompei inv. 17794). Scheda Pompei inv. 17794.
Commenti. Questo timbro diverge da CIL XV 2462 per l'apparato decorativo, la stella e il ramo di palma.
CIL XV 2462 = S. 520b compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.16, punzone 27.18.
Forma: 110
Sig. 6.5+, 3.4. Lett. 1.4, 1.2. Lin. 1, -, 1.
1. M·STATI
2. LVCIFERI
M. Stati Luciferi.
Al bollo Pallecchi N. 283a è associato il bollo caduceus alatus, Pallecchi 2002, punzone 27.18 N. 284b; sig. 6.4+, 3.3.
Edizioni. Steinby 1987, 409 (m., Pompei inv. 13784). Pallecchi 2002, 205 punzone 27.16 Nn. 283a (Pompei inv. 13784), 284 (m. Fréjus, Hartley 1973, 53 N. 22; Brentchaloff - Rivet 2000, 494s., 501 N. 2), 285 (m. Cartagine, R. Zucca, 'L'opus doliare urbano in Africa e in Sardegna', L'Africa Romana 4 (1987), 675 N. 1. Scheda Pompei inv. 13784.
Commenti. Bollo attestato su sarcofago "super coemeterio b. Castuli" Dressel. Il bollo è simile se non uguale a CIL XV 2462 (Bloch).
CIL XV 2463 corr. Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.15.
Forma: 120
Sig. 6.0, 3.8. Lett. 1.1. Lin. 1, 2, 1.
1. STATI∙MARC
ramus palmae ds.
2. LVCIFER'I
Stati Marc(i) Luciferi.
Edizioni. CIL V 8115.143. M. Antico Gallina, 'Due frammenti di mortaria con marchio nel museo di Genova-Pegli', Epigraphica 47 (1985), 171s. N. 2, fig. 2. M. Antico Gallina, 'L'instrumentum domesticum bollato di Dertona', Epigraphica 52 (1990), 221 N. 3. Pallecchi 2002, 204s. punzone 27.15 N. 282.
Commenti. Emendazione di Dressel (STAI..ABC / LVC.....). Dolio rinvenuto sull'Esquilino. La trascrizione qui riportata aggiunge il ramo di palma fra le righe e il punto in r. 1.
CIL XV 2464 Fig. Riley 1981, D671.
Forma: 110
1. ST ·MARCI
2. OPTATI ornamentum
St. Marci Optati.
Edizioni. CIL XIV 4090.49. Lazzeretti 1992-93, 376s. N. 200. Riley 1981, 297 D671 (m., Berenice). Pallecchi 202, 206s. punzone 27.19 Nn. 288-289.
Commenti. "Olla coctile", Albano. Cfr. CIL XV 1282. Lazzeretti 1992-93, 376s. N. 200. Riley 1981, 297 D671 (m., Berenice). Pallecchi 2002, 206s. punzone 27.19 Nn. 288-289.
CIL XV S. 521a-b Fig. Pallecchi 2002, punzone 26.3. (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 6.2, 2.7. Lett. 1.0, 1.0.
1. ·L·MARCI·
2. ·PIERI·
L. Marci Pieri.
Edizioni. a: CIL X 8048.22 (m., Pompei). b: M. Della Corte, NSc 1913, 416 N. 18 (m., Pompei inv. 13784, Reg. I.6.2). Pallecchi 2002, 196 punzone 26.3 Nn. 258, 259a/b (inv. 17783). Scheda Pompei inv. 17783.
Commenti. Il bollo sui mortai è diverso da 1283, v. CIL XV 1283 var. S. 521b è identico alla a, ma in r. 1 MARC, probabilmente a causa di un'impronta non completa.
CIL XV S. 522a Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.21 (da Brentchaloff - Rivet).
Forma: 110
Sig. 4.2+, 3.6+. Lett. 0.9-1.2.
1. ST^ATIVS M^ARCIVS
linea ondulata con cirri
2. PRIMIGENIVS∙FEC
Statius Marc(ius) Primigenius fec(it).
Edizioni. CIL X 8048.40 (m., Stabiae). Ruggiero 1881, 166s. Cosenza 1907, 173 N. 16.1-2. Pallecchi 2002, 207 punzone 27.21 Nn. 292a/b; 295 N. 463 (m., Agachon; Brentchaloff - Rivet 2000, 493-495, 501 N. 8). Magalhaes 2006, 162s. N. 76, figg. 118a-b (tre m., Stabiae). MNR III.
Commenti. Fra le righe "linea ondulata con cirri" (Pallecchi), cfr. i disegni di Ruggiero 1881, 166 (riprodotti in Magalhaes); in r. 2 manca la terza I. Brentchaloff - Rivet attribuiscono il bollo a St. Marcius Fuscus.
Datazione. Il contesto del Pallecchi N. 463 dà un terminus ante quem nell'a. 70 d.C.
CIL XV S. 522b Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.20 (da Egger).
Forma: 110
Sig. 5.5+, 2.0+. Lett. 1.0 ca.
1. ST^ATIVS M^ARC[IVS]
2. PRIMIGENIV[S
Statius Marc[ius] Primigeniu[s fec(it)?].
Edizioni. L. Borsari, NSc 1892, 347 b (d./ m., Roma). Lazzeretti 1992-93, 378s. N. 201. Egger 1961, 184 N. 75, tav. 101.75; Zabehlicky Scheffenegger 1996, 161 tav. 2 (m., Magdalensberg). Pallecchi 2002, 207 punzone 27.20 Nn. 290-291.
Commenti. Pallecchi corregge Egger notando che nel suo disegno l'ultima lettera conservata in r. 2 è chiaramente una G.
Datazione. Contesto di prima metà del I sec. d.C. a Magdalensberg.
Novum CIL XV S. 522/3.1 Fig. Aguarod Otal 1991, fig. IX.f.
Sig. 9.6+, 3.1+. Lett. 1.3 ca.
1. STATI∙MARC[---]
linea ondulata
2. [PRI]MIGE[---]
Stati Marc[i Pri]mige[ni].
Edizioni. Fernández Izquierdo 1980, 181 N. 3, fig. 12 a p. 180. Ramos - Wagner - Fernandez 1984, fig. 13.c a p. 150, 151-155, tav. II.1. Pérez González - Fernández Ibánez 1989, 80s. N. 17, fig. 17. Sánchez Sánchez 1990, 122. Parker 1992, 71 N. 98. Aguarod Otal 1991, 146 fig. IX.f. Pallecchi 2002, 207s. punzone 27.22 Nn. 293a/b (m., relitto di Ben Afeli).
Datazione. Il naufragio del relitto è posteriore al 93 d.C.
Novum CIL XV S. 522/3.2 Fig. Aguarod Otal 1991, fig. X.h.
Forma: 110
Sig. 7.8+, 3.3. Lett. 1.3. Lin. 1, 2, 1.
1. [STATI MA]'RC∙QV'^IET^I'O[---]
2. [---]R r. p. ds. FEC[---]
[Stati Ma]rc(i) Quietio[nis] [---]R fec[it].
Edizioni. A. Sogliano 1906, 348 (reg. VI.16.1-2). Steinby 1987, 49 N. 120 (m., Pompei inv. 17845, 17785). Sánchez Sánchez 1990, 123 N. 2 fig. 3 (m., Segòbriga). Aguarod Otal 1991, fig. X.h. Pallecchi 2002, 208s. punzone 27.23 Nn. 294 (Pompei inv. 17845), 295a/b (Pompei inv. 17785), 296 (Segòbriga). Cebrián Fernández - Hortelano Uceda 2011, 131 N. 1 con fot., dis. p. 139 fig. 3.1 (Segòbriga). Schede Pompei inv. 17785, 17845. Aguarod Otal 2022, 335 N. 47, fig. 9.47.
Commenti. Sogliano legge in r. 1 ]C∙QVI^ET'I'O[; potrebbe trattarsi di Statius Marcius Quietio, che in un altro bollo pompeiano compare come servo di St. Marcius Celer (S. 516 corr.), mentre in questo bollo comparirebbe come proprietario di un servo, del cui nome è conservato solo la R finale. Aguarod Otal 1991, 170 fa riferimento a questo bollo a proposito di un es. con il solo nome ]QVIE[ con lettere alte cm 2.1, che deve essere identificato come S. 515-516. Cfr. Aguarod Otal 1991, fig. X.h con nesso T^I ma non V^I. Pallecchi 2002, 313 commenta il disegno preso da Sánchez Sánchez 1990 notando che la prima lettera non è stata riconosciuta come una R e che manca il nesso I^E.
Novum CIL XV S. 522/3.3 Fig. Fot. di C. Panella.
Forma: 110
Sig. 8.5+, 3.7-3.8. Lett. 1.5, 1.4 (S 1.3, terza T 0.7 ca.). Lin. 1, 1, ?
1. STA^TI·M·RES'T^I[---]
2. 'R'E'S''T'I'TVTVS·'C[---]
Stati M(arci) Resti[---] Restitutus 'C[---].
Edizione. A.F. F(errandes), in C. Panella (a cura di), Scavare nel centro di Roma. Storie Uomini Paesaggi. Edizioni Quasar, Roma 2013, 92 fig. 114b (m.). ©Scheda e fot. di C. Panella.
Paleografia. In r. 2 la terza T, molto più bassa della media, è stata inserita fra le due V. L'ultima lettera è piuttosto una C che una O (Panella).
Commenti. In r. 2 le due prime lettere sono molto male conservate, ma il nome difficilmente si completa diversamente a Restituti. A un punto triangolare segue una lettera frammentaria, una C piuttosto che una O (oppure si tratta di un ornamento?).
Panella osserva che nelle anfore non le è mai capitato un nome di servo uguale al cognomen del proprietario, e lo stesso vale per i bolli doliari. In S. 546 il servo porta però un nome, Celerio, derivato da quello del (padre?) padrone, Celer. Il nome in r. 1 poteva essere ad es. Restio (Kajanto 1965, 322), oppure una delle varianti di Restitutus (Kajanto 1965, 356). In ogni caso egli è il proprietario del servo, che dopo la manumissione conosciamo come St. Marcius Restitutus, v. S. 523-525, Novum S. 523/4, Novum S. 525/6.1, in laterizi CIL XV 1286. Molti esemplari sono stati rinvenuti a Pompei; la manumissione deve essere avvenuta ben prima dell'anno 79.
Datazione. Il bollo è stato rinvenuto in un contesto che si è formato tra il 64 e il 68 d.C. Il bollo può essere più antico, ma non di molto; l'orizzonte ceramologico è della metà del I secolo (Panella).
CIL XV S. 523 compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.28 (ric. grafica), punzone 27.31.
Forma: 110
Sig. 7.7+, 3.8. Lett. 1.2, 1.2.
1. 'ST∙MARCI ampho-
2. RETITVTI ra?
St. Marci Re<s>tituti.
S. 523: In bollo separato a d. capitellum ionicum.
Al bollo Pallecchi N. 301a è associato un bollo con tralcio di vite punzone 27.31: sig. 7.2+, 3.6.
Edizioni. M. Della Corte, NSc 1927, 110 N. 114 (m., Pompei inv. 13516). Pallecchi 2002, 210 punzone 27.28 N. 301a. Scheda Pompei inv. 13516. Nel 1954 è stato registrato con l'inv. 10743 un es. proveniente da Reg. II.1 (II.IV), con la trascrizione ]RCI | VTI e ramus palmae in bollo separato.
Commenti. Il bollo N. 302a/b, pubblicato da M. Della Corte, NSc 1933, 308 N. 267 (m. Pompei inv. 17779), è un esemplare di S. 525. Per Restitutus prima della manumissione v. Novum CIL XV S. 525/6.2.
Novum CIL XV S. 523/4
Forma: 110
1. STATI [M]A[RCI]
2. [RE]STITVTI
Stati [M]a[rci Re]stituti.
Edizioni. Hartley 1973, 53 N. 40. Steinby 1978-79, 65 N. 53 (m., Marseille). Pallecchi 2002, 209 punzone 27.24 N. 297.
Commenti. Variante di CIL XV 1285. Pallecchi identifica i due bolli pubblicati da Hartley, Nn. 40 e 41 (trascrizione di Hartley ]TI M REST F), forse sulla base di un'autopsia (Museo di Fréjus).
Datazione. Prima dell'a. 79 d.C.? (un altro bollo di Restitutus, CIL XV S. 523, è stato ritrovato a Pompei, cfr. Steinby 1974-75, 64).
CIL XV S. 524 compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.26, punzone 27.29.
Forma: 110
Sig. 6.7+, 2.6. Lett. 1.0, 1.0.
1. [ST] stella ∙MAR∙RES'T[ITVTI]
2. [A]LBANVS∙'F[ECIT]
[St.] Mar(ci) Rest[ituti] [A]lbanus f[ecit].
In bollo separato a s. ramus palmae: Pallecchi 2002, 210s. punzone 27.29 N. 299b. Sig. 7.2+, 2.6.
Edizioni. M. Della Corte, NSc 1933, 305 N. 247 (m., Pompei inv. 17577). Pallecchi 2002, 209 punzone 27.26 N. 299a. Maritan 2009, 167 N. 46, 174s. N. 14, fig. p. 176 N. 46. Scheda Pompei inv. 17577.
CIL XV S. 525 Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.27 (ric. grafica), punzone 27.30.
Bollo A
Forma: 110
Sig. 8.4+, 3.5. Lett. 1.3-1.4, 1.1-1.3.
1. coro- ST∙MARCI
2. na RESTITVT[I]
St. Marci Restitut[i].
Al bollo Pallecchi N. 302a è associato un bollo anepigrafe punzone 27.30: sig. 7.0+, 3.2, ramus palmae ss., ramus palmae ds. sovrapposti.
Edizioni. M. Della Corte, NSc 1933, 308 N. 267 (m., Pompei I.10.7, inv. 17829). Pallecchi 2002, 210 punzone 27.27 Nn. 300a/b, 302 (inv. 17779). Cebrián Fernández - Hortelano Uceda 2011, 136 N. 29 con fot., dis. p. 139 fig. 3.29 (Segòbriga). Schede Pompei inv. 17779, 17829. Aguarod Otal 2022, 335 N. 48, fig. 9.48.
Commenti. Il fr. inv. 17779, che Pallecchi identifica come S. 523, sembra corrispondere all'es. meglio conservato di S. 525.
Sulla base della descrizione fuorviante di Della Corte Bloch conclude che i due bolli pubblicati sotto il numero CIL XV S. 525 compaiono insieme sui due mortaria citati e che Lucifer abbia iniziato l'attività come schiavo di St. Marcius Restitutus (v. CIL XV S. 525 bollo B). A Pompei egli compare anche come Statius Marcius Lucifer, quindi è stato manumesso prima dell'a. 79, v. il commento a CIL XV S. 519 e CIL XV S. 520.
Per CIL XV S. 525 bollo B, v. sopra, Novum CIL XV S. 485/6, Pallecchi 2002, 127s. punzone 18.10 Nn. 100-101 (m., Pompei inv. 17676, 17791).
Novum CIL XV S. 525/6.1 Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.25 (da Brentchaloff - Rivet).
Forma: 110
Sig. 6.3+, 2.6. Lett. 1.9.
1. [--- STA]TI M REST F
[--- Sta]ti M(arci) Rest(ituti) f(ecit).
Edizioni. Hartley 1973, 53 N. 41; Steinby 1978-79, 65 N. 54; Brentchaloff - Rivet 2000, 494s., 501 N. 3 (m., Fréjus). Pallecchi 2002, 209 punzone 27.25 N. 298; commento a p. 295.
Commenti. All'inizio manca il nome del servo (diversamente Pallecchi riferisce f(ecit) a Restitutus); cfr. CIL XV 1285 var.
CIL XV S. 526 = CIL XV 357 Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.32 (da Rossignani); calco Pompei inv. 17586.
Forma: 110
Sig. 8.1+, 3.4. Lett. 1.2, 1.1-1.2. Lin. 1, 2, 1.
1. ST^ATI·M^A^RC·SECVN^DIO
2. FEC·IN·FIGLIN·OCEAN
Stati(us) Marc(ius) Secundio fec(it) in figlin(is) Ocean(is).
Pallecchi N. 303a è associato a un bollo anepigrafe con caduceus alatus, punzone 27.39 N. 303b.
Edizioni. CIL X 8048.41 (m., Pompei inv. 17673). M. Della Corte, NSc 1911, 350 (m. bollato due volte, Pompei inv. 17575). M.P. Rossignani, 'Mortai e catini', in Scavi di Luni: relazione preliminare delle campagne di scavo 1970-71. ©G. Bretschneider, Roma 1973, 417, tav. 110.9 CM. 1202. Riley 1981, 298 D. 675 (m., Berenice). Pallecchi 2002, 212 punzone 27.32 Nn. 303a, 304a/b, 305a/b, 307, 308, 295 N. 464 (m., Fréjus inv. 9460; Brentchaloff - Rivet 2000, 496s., 501 N. 15). Maritan 2009, 167 N. 47, 175 N. 15, fig. a p. 176 N. 47. Inoltre, Pompei inv. 17586. Schede Pompei inv. 17575, 17586, 17673. Il 22.8.1949 è stato registrato con l'inv. 7884 un es. proveniente da Reg. I.VII.11 (Casa dell'Efebo).
Commenti. Le figlinae Oceanae compaiono anche in CIL XV S. 536 (d.). Dalle attestazioni pompeiane si deve eliminare il mortaio inv. 17781 (N. 306a/b), che è un es. di S. 547. Il bollo con caduceo alato non sembra altrimenti attestato nelle produzioni delle figlinae Oceanae, mentre è attestato nelle Caepionianae, nelle Marcianae e su alcuni bolli che non menzionano il nome della figlina (Pallecchi).
Datazione. Il contesto di Fréjus è anteriore agli anni 65-75 d.C.
CIL XV S. 526 var.
Forma: 110
1. 'S∙MARC∙SECVND[IO ---]
2. FIGLINIS OC[EANIS]
S(tatius) Marc(ius) Secund[io fec(it)? in] figlinis Oc[eanis].
Edizioni. Giordano - Casale 1991, 313 N. 146. Pallecchi 2002, 213 punzone 27.33 Nn. 309a/b.
Commenti. Forse un nesso M^A (Pallecchi). L'impronta N. 309a sarebbe integra, ma rimane il dubbio che manchi parte del testo sia all'inizio che alla fine. L'abbreviazione S( ) del nome Statius non ha confronti certi nei bolli, cfr. S. 514.
CIL XV S. 527a Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.38 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 7.2+, 2.9. Lett. 1.2, 1.2. Lin. 1, 1, 1.
1. [S]TATI∙MAR[CI]
2. [S]ECVNDION[IS]
[S]tati Mar[ci S]ecundion[is].
Edizioni. A. Sogliano, NSc 1884, 90 (m., Pompei inv. 17819). Pallecchi 2002, 215 punzone 27.38 Nn. 319a/b, 295 N. 465 (m., Fréjus Var, inv. 2289; Brentchaloff - Rivet 2000, 494s., 501 N. 6). Scheda Pompei inv. 17819.
Datazione. Il contesto di Fréjus è datato fra gli ultimi anni del secondo e il terzo quarto del I sec. d.C.
CIL XV S. 527b Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.34 (ric. grafica), punzone 27.40 (ric. grafica).
Forma: 120
Sig. 7.5+, 2.4. Lett. 0.8-1.0. Lin. 2, 2.
1. [STATI] M^A^RC SECVN^D'I[---]
[Stati] Marc(i) Secundi[onis].
I due esemplari pompeiani sono associati a un bollo anepigrafe: Pallecchi 2002, 215 punzone 27.40, sig. 7.2+, 2.6, "pampini e tralci di vite".
Edizioni. CIL X 8048.42b, e (m., Pompei (inv. 17556, 17802). Pallecchi 2002, 213 punzone 27.34 Nn. 310a, 311a. Schede Pompei inv. 17556, 17802.
Paleografia. Doppia linea sopra e sotto il testo.
Commenti. Sulla base di CIL XV 1287 si potrebbe sciogliere il nome al genitivo. Si conoscono almeno quattro timbri simili di aspetto e contenuto ("a number of similar stamps" Bloch). Cfr. CIL XV 1287 (da notare che non si tratta di un sarcofago ma di una tomba costruita con tegole), 2465a-b e var.
CIL XV 2465a Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.35, punzone 27.41.
Forma: 120
Sig. 7.6+, 2.6. Lett. 1.3. Lin. 2, 2.
1. STA^TIVS·M^A^RC·SECV[---]
Statius Marc(ius) Secu[ndio].
In tre casi (Pallecchi Nn. 312-314) associato a bollo anepigrafe punzone 27.41, sig. 7.1+, 2.5 racemus uvae et hederae.
Edizioni. CIL X 8048.42a, d (m., Pompei inv. 17582, Museo archeologico inv. 1022). Pallecchi 2002, 213s. punzone 27.35 Nn. 312a, 313a, 314a, 315. Scheda Pompei inv. 17582.
Paleografia. Doppia linea sopra e sotto il testo.
Commenti. CIL: m., Roma. Cfr. Bloch, CIL XV S. 527b. Secundio si è trasferito alle f. Ocianae già prima dell'a. 79, v. S. 526. L'origine di CIL XV 2465a-b e 1287 rimane ignota.
CIL XV 2465b Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.36 (ric. grafica), punzone 27.41.
Forma: 120
Sig. 7.5+, 2.9. Lett. 1.6-1.7. Lin. 2, 2.
1. ST^ATI stella M^A^RC stella SECVN[---]
Stati Marc{i) Secun[dionis].
Edizioni. CIL X 8048.42c. Pallecchi 2002, 214 punzone 27.36 Nn. 316, 317a/b (inv. 17830). Scheda Pompei inv. 17830. MNR m.
CIL XV 2465 var.? Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.37 (da Zabehlicky Scheffenegger).
Forma: 120
Sig. 5.5+, 2.0 ca. Lin. 1, 1.
1. ST^ATI·MA^R[---]
Stati Mar[ci ---].
Edizioni. Zabehlicky Scheffenegger 1996, 161 tav. 2 (m., Magdalensberg). Pallecchi 2002, 214s. punzone 27.37 N. 318.
Commenti. L'attribuzione del bollo a Secundio è basata sulla somiglianza formale dei bolli sopra citati S. 527b e 2465.
Datazione. A Magdalensberg il contesto è di prima metà del I sec. d.C.
CIL XV 2466
Forma: 110
1. ST·M^A^RCI·ST·F
St(atius) Marci(us) St(ator) f(ecit).
Commenti. Dolio da Roma (forse lo stesso del MNR). Lo scioglimento è di Dressel che, pare giustamente, rigetta l'alternativa St(ati) f(ili), che Helen 1975, 126 adotta proponendo una datazione alta, forse in età repubblicana.
Novum CIL XV 2466/7.1 Fig. Joncheray 1973, 17, dis. p. 19, fot. tav. II.4.
Forma: 110
Sig. 8.7, 2.8. Lett. 0.8.
1. ST·MARCIVS stella
2. STATOR·FEC·
St(atius) Marcius Stator fec(it).
Edizioni. CIL XV 1290b. Joncheray 1973, 17, dis. p. 19, fot. tav. II.4. Hartley 1973, 53 Nn. 23-25. Steinby 1978-79, 65 N. 55 (tre m., relitto D di Cap Dramont). Pallecchi 2002, 216 punzone 27.42 Nn. 320-322 (m.). Cfr. Zabehlicky Scheffenegger 1996, tav. 2 bis.
Paleografia. Litteris pulchris Dressel.
Datazione. Età vespasianea (Dressel; cfr. Steinby 1974-75, 63s.) Il relitto Dramont D è datato terzo quarto del I sec. d.C.
Novum CIL XV 2466/7.2 Fig. Stanco 1999, tav. 1 N. 55.
Forma: 110
Sig. 12.4, 3.4. Lett. 1.3, 1.3-1.4.
1. STAT·MARCIVS
2. STATOR·FEC
Stat(ius) Marcius Stator fec(it).
Edizioni. CIL XV 1290b var. LSO 969. Stanco 1999, 175 N. 55 (sarc.) tav. 1 bollo N. 55. Gorostidi Pi 2011, 51 N. 4, fig. 4.3.B.
Commenti. In questa variante di CIL XV 1290b manca la stella alla fine della prima riga.
Datazione. Età vespasianea (Dressel; cfr. Steinby 1974-75, 63s.).
Novum CIL XV 2466/7.3 Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.43 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 6.6+, 2.7. Lett. 0.9, 0.9. Lin. 1, ?, 1.
1. ST·MARC
2. STATOR·F
St(atius) Marc(ius) Stator f(ecit).
Edizioni. CIL X 8042.71a (m./ t.?). CIL X 8043.68. CIL XV 1290c. Steinby 1978-79, 65 N. 56 (m., Pompei inv. 17812: A. Sogliano, NSc 1908, 60); (m., Alcudia: A. Ramos Folqués, Miscelánea arqueológica. XXV aniversario de los cursos internacionales de prehistoria y arqueología en Ampurias (1947 - 1971) II, Barcelona 1974, 270 e figg. 2C, 3A, B; Pérez González - Fernández Ibánez 1989, 74s. Nn. 4-5, figg. 4-5). Egger 1961, 185, tav. 101.74; Zabehlicky Scheffenegger 1996, 161, tav. 2 (Magdalensberg). Abad - Abascal 1991, 174 ID37 (m. Alcudia). Pallecchi 2002, 217 punzone 27.43 Nn. 323a/b, 324-328. Aguarod Otal 2022, 335 Nn. 49-50, fig. 9.49. Scheda Pompei inv. 17812.
Commenti. Per l'es. pubblicato da Egger e Zabehlicky Scheffenegger v. la lettura alternativa in Novum CIL XV S. 532/2469.2.
Datazione. Età vespasianea (Dressel; cfr. Steinby 1974-75, 63s.). Il contesto di Magdalensberg è della prima metà del I sec. d.C. (Zabehlicky Scheffenegger).
Novum CIL XV 2466/7.4 Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.44.
Forma: 110
Sig. 8.4+, 3.0. Lett. 1.2, 1.2. Lin. 1, 1, 1.
1. 'S stella T r. p. A r. p. T[---]
2. 'M STATO'R[---]
Stat[ius] M. Stator[---].
Edizioni. Steinby 1987, 63, 154, 172, 360. Pallecchi 2002, 217s. punzone 27.44 N. 329 (m., Pompei inv. 13828, Reg. I.16.5, 1963). Scheda Pompei inv. 13828.
Commenti. Nuova variante di CIL XV 1290 (var. 4). Per il N. 330 (inv. 17665) v. Novum CIL XV S. 528/9.2 di Suavis, con in r. 1 esattamente lo stesso schema decorativo.
CIL XV S. 528
Forma: 110?
1. C∙MARCI STRABON
C. Marci Strabon(is).
Edizioni. R. Paribeni, NSc 1922, 412 N. 11 (s., Roma).
Commenti. Forse uguale a CIL XV 1279 Bloch. Non è escluso che si debba leggere C. Marci, Strabon(iana sc. tegula); sulle f. Strabonianae v. Novum CIL XV 541/2.1.
Novum CIL XV S. 528/9.0 Fig. Cebrián Fernández - Hortelano Uceda 2016, fot. p. 147.
Forma: 110
Sig. 7.5+, 2.5. Lett. 1.0, 1.0.
1. 'ST stella MA'R[---]
2. 'SVAVIL'L[---]
St. Mar[ci/ -cius] Suavill[i/ -ius f(ecit)].
Edizioni. Cebrián Fernández - Hortelano Uceda 2016, 147 N. 49 con fotografie dei due bolli, dis. fig. 1.49 3.49 (mortaio). Aguarod Otal 2022 335 N. 51, fig. 9.51.
Commenti. Due bolli su mortaio del tipo D2 rinvenuto a Segobriga. Suavillus è noto da CIL XV 1291, usato per timbrare laterizi (per errore dolio in Cebrián Fernández - Hortelano Uceda 2016).
Datazione. CIL XV 1291 è stato datato in età vespasianea sulla base della forma; il mortaio proviene da un contesto vespasianeo (Cebrián Fernández - Hortelano Uceda).
Novum CIL XV S. 528/9.1
Forma: 110
1. [M? ST]A hedera TI
2. SVAVIS
[?M. St]ati Suavis.
Edizioni. R. Paribeni, NSc 1902, 380, Pompei. Pallecchi 2002, 218 punzone 27.45 Nn. 331-332.
Commenti. Forse uguale al Novum CIL XV S. 528/9.2.
Novum CIL XV S. 528/9.2 Fig. Calco Pompei inv. 17663.
Forma: 110
Sig. 7.9+, 4.2. Lett. 1.6, 1.6. Lin. 1, 2, 1.
1. [S]'T r. p. A r. p. TI
2. 'M·SVAVI'S
[S]tati M. Suavis.
Edizioni. Steinby 1987, 63, 154, 172. Schede Pompei inv. 17663, 17665 (m., v. NSc 1902, 280, Reg. V.III.4). Pallecchi 2002, 218 punzone 27.45, Nn. 331-332.
Commenti. Pallecchi, che non ha visto il bollo inv. 17665, lo ha pubblicato come un esemplare del punzone 27.44 (N. 330) di Statius M. Stator, che presenta in r. 1 esattamente lo stesso schema decorativo; v. Novum CIL XV 2466/7.4.
Novum CIL XV S. 528/9.3 Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.46 (ric. grafica).
Forma: 120
Sig. 6.4+, 2.3. Lett. 1.1. Lin. 2, 2.
[--- S]VAVIS·FEC
[--- S]uavis fec(it).
Edizioni. A. Sogliano, NSc 1891, 207 N. 13 (rif. errato, v. p. 168; m., Pompei inv. 17553). Pallecchi 2002, 218s. punzone 27.46 Nn. 333a/b. Scheda Pompei inv. 17553.
Paleografia. Doppia linea sopra e sotto il testo, cfr. i bolli su una linea di Statius Marcius Secundio.
Novum CIL XV S. 528/9.4?
Forma: 110
Sig. 10.6, 2.1. Lett. 1.0.
1. STA^T·M^A^RCI·TERT'I[---]
ramus palmae ds.
Stat(i) Marci Terti.
Edizioni. Steinby 1987, 50 N. 125 (Ostia, Terme del Nuotatore amb. 15A, strato I, sporadico). Pallecchi 2002, 219 punzone 27.47 N. 334.
Commenti. Secondo Steinby il supporto è un frammento laterizio, secondo Pallecchi un mortaio. Non è reperibile, non viene menzionato nella pubblicazione dello scavo.
CIL XV S. 529
Forma: 110
1. ST·MARCIVS
2. TOGNA^EVS F
St. Marcius Tognaeus f(ecit).
In bollo separato? a d. vasculum, v. Pallecchi 2002, 219 punzone 27.49 N. 335b.
Edizioni. CIL X 8048.43 (m., Pompei inv. 12059). Pallecchi 2002, 219 punzone 27.48 N. 335a.
Commenti. Secondo H. Solin il cognomen, non altrimenti attestato, potrebbe derivare da un gentilizio italico in -aeus.
CIL XV 2467
Forma: 110
1. ST·MARCI·
2. TRIFERNA·F
Stati Marci Triferna f(ecit).
Palegrafia. La F ha l'alt. delle due righe di testo.
Commenti. Op. d. dall'Esquilino. Dressel scioglie Stati(us) Marci(us) Triferna f(ecit).
Datazione. Al più tardi vespasianeo, Steinby 1974-75, 64. "Early evidence" Helen 1975, 126.
Novum CIL XV 2467/ S. 530.1 Fig. Pallecchi 2002, punzone 26.4 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 5.8+, 3.8. Lett. 1.2.
1. [---M]'ARCIV[S]
2. [---]PTVS FE[---]
[---M]arcius [---]ptus fe[c(it)?].
Edizioni. Zaccaria 1991, 306, 319 n. 51. Pallecchi 2002, 196s. punzone 26.4 Nn. 260a/b.
Commenti. Il nome frammentario non è attestato nei bolli degli Statii Marcii.
Novum CIL XV 2467/ S. 530.2? Fig. Pallecchi 2002, punzone 27.50 (da Zabehlicky Scheffenegger).
Forma: 110?
Sig. 2.8+, 1.4+. Lett. 0.9 ca.
1. 'ST·[---]
2. [---]
Edizioni. Zabehlicky Scheffenegger 1996, 161, tav. 2. Pallecchi 2002, 220 punzone 27.50 N. 336.
Commenti. Potrebbe trattarsi di un bollo di uno Statius Marcius, ma nel disegno la prima lettera conservata sembra una C.
CIL XV S. 530 Fig. Pallecchi 2002, punzone 28.1 (ric. grafica).
Forma: 170
Sig. 7.9, 2.5. Lett. 0.8-0.9, 0.8-0.9.
1. M·MARIVS
2. PRIMIGENIVS
M. Marius Primigenius.
Edizioni. CIL X 8048.23a = 6307.37 (m., Pompei inv. 17867). Pallecchi 2002, 221s. punzone 28.1 Nn. 337a/b, 338. Scheda Pompei inv. 17867.
Commenti. Lo stesso bollo è CIL X 8048.23 (m. da Pompei), a: M MARI | PRIMIGEN (Acta 22 Oct. 1768), cfr. b: M·MARIVS | PRIMIGENIVS (descritto da Dressel). Cfr. Hartley 1973, 53 N. 26 (da Narbonne) M. MARI...|PRIMIGENI, che per la probabile posizione delle lettere sembra corrispondere a questo timbro. Un bollo simile è stato rinvenuto a Narbo "in operculo sarcophagi", CIL XII add. a 5679.67.
Novum CIL XV S. 530/1 I Fig. Pallecchi 2002, punzone 28.2 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 8.2+, 3.0. Lett. 1.3, 1.3.
1. M stella MARI·sagitta
2. PRIMIGENI
M. Mari Primigeni.
Edizioni. CIL X 8048.23b = 6307.37 (m., Pompei inv. 17848). CIL XV 1293. M. Della Corte, NSc 1912, 250 (m., Pompei inv. 17583). C. Chiaborelli, 'Scavi in Aqui', Rivista di storia, arte e archeologia per la provincia di Alessandria 1912, 121 (m., Alessandria). AE 1946, 191 (m., Roma). Pallecchi 2002, 222s. punzone 28.2 Nn. 339, 340a/b, 341a/b, 342. E. Dodd - G. Galli - R. Frontoni, 'The spectacle of production: a Roman imperial winery at the Villa of the Quintilii', https://doi.org/10.15184/agy.2023.18 (Cambridge University Press), 444s. (dolio, non illustrato; la sagitta in r. 1 è stata letta come una I). Schede Pompei inv. 17583, 17848.
Datazione. Da Tiberio a Nerone Steinby 1973, 194, n. 2.
Novum CIL XV S. 530/1 II Fig. Steinby 1973, tav. LVII.2.
Forma: 110
Sig. 12.8, 3.0. Lett. 1.2, 1.2. Lin. 1, 2, 1.
1. M stella MARI sagitta
2. PRIMIGENI
M. Mari Primigeni.
In due bolli separati folium vitis, sig. 3.0, 2.9, e folium, sig. 2.9, 2.9. Cfr. Pietrangeli: "tra due foglie, una di lauro e l'altra di vite".
Edizioni. C. Pietrangeli, BCom 68 (1940), 245 fig. 12 (sarcofago). AA 57 (1942), col. 334. Steinby 1973, 182s. Nn. B42, B43, tav. LVII.2 (s., Roma).
Commenti. Gli esemplari attestati su sarcofago divergono da CIL XV 1293 per la disposizione delle lettere e della sagitta alla fine della r. 1.
Datazione. Da Tiberio a Nerone Steinby 1973, 194, n. 2; anteriore all'a. 59 se il sarcofago è contemporaneo ai bipedali che lo coprono, v. 172 N. 2.
Novum CIL XV S. 530/1 var. Fig. Aguarod Otal 2022, fig. 9.52.
Forma: 110
1. M stella MARI[VS]
2. PRIMIGENIVS
M. Mari[us] Primigenius.
Edizioni. Jàrrega i Dominguez 1997, 102s. fig. 2 (non vidi). Aguarod Otal 2022, 335 N. 52, fig. 9.52 con fot. di C. Carreras.
Datazione. Prima dell'a. 79 d.C. Aguarod Otal.
CIL XV 2468
Forma: 110
1. M stella MARIVS
ramus palmae ds.
2. PRISCVS ·FEC
M. Marius Priscus fec(it).
In bolli separati ai due lati cervus currens.
Commenti. Sarcofago da Via Nomentana, cimiterio di S. Agnese. Bollo impresso due volte "in utroque margine". Cfr. la variante CIL X 8048.24 = CIL XV S. 531 (m.).
CIL XV S. 531 Fig. Pallecchi 2002, punzone 28.3 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 8.6+, 3.1. Lett. 1.2, 1.2. Lin. ?, 2, ?.
1. M·MARIVS
2. PRISCVS·F
M. Marius Priscus f(ecit).
Edizioni. CIL X 8048.24 (m., Pompei inv. 17573). Pallecchi 2002, 223 punzone 28.3 N. 343a/b. Scheda Pompei inv. 17573.
CIL XV S. 532a Fig. Pallecchi 2002, punzone 28.4 (ric. grafica).
Forma: 170
Sig. 7.7+, 3.6. Lett. 1.4, 1.4. Lin. 1, 1, 1.
1. M·MARIVS
2. SECVN^DINVS
M. Marius Secundinus.
Edizioni. CIL X 8048.25a-c (m., Pompei). Pallecchi 2002, 223s. punzone 28.4 Nn. 344a/b-336a/b (m., Pompei inv. 17792, 17777, 17671). Cebrián Fernández - Hortelano Uceda 2011, 132s. N. 5 con fot., dis. p. 139 fig. 3.5 (Segòbriga). Aguarod Otal 2022, 335 N. 53, fig. 9.53. Schede Pompei inv. 17671, 17777, 17792.
Datazione. Prima dell'a. 79 Aguarod Otal.
CIL XV S. 532b Fig. Pallecchi 2002, punzone 28.5 (ric. grafica).
Forma: 170
Sig. 8.2+, 4.6. Lett. 1.5, 1.5. Lin. 1, -, 1.
1. 'M·MARIVS
ramus palmae ss.
2. [SE]CVN^DIN·F'E[C]
M. Marius [Se]cundin(us) fe[c(it)].
Edizioni. CIL X 8048.25d (m., Pompei inv. 17834). Pallecchi 2002, 224s. punzone 28.5 N. 347a/b. Scheda Pompei inv. 17834.
CIL XV S. 532 var. Fig. Pallecchi 2002, punzone 28.6 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 7.0+, 3.4+. Lett. 0.9 ca.
1. M·MA[RI]
pampini e tralci di vite
2. [SE]CVNDINI·
M. Ma[ri Se]cundini.
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1912, 279 Nn. a, b (m., Ostia). Steinby 1978-79, 70 N. 108. Brentchaloff - Rivet 2000, 494s., 501 N. 6 (m., Fréjus). Pallecchi 2002, 224 punzone 28.6 N. 348a/b, 295 N. 466 (m., Fréjus).
Commenti. Pallecchi corregge Vaglieri, che dava l'elemento decorativo come un ramo di palma.
Datazione. Il contesto di Fréjus si data tra il 65 e il 70 d.C.
Novum CIL XV S. 532/2469.1
Forma: 110
1. MATR[---]
Edizioni. Saint 1965, 105 (d., Eretum). Steinby 1978-79, 78 N. 174.
Novum CIL XV S. 532/2469.2? Fig. Egger 1961, tav. 101.74.
Forma: 110
1. MERC
2. ATOR
Mercator.
Edizioni. Egger 1961, 184 N. 74, tav. 101.74 (m.).
Paleografia. A priva di asta trasversale.
Commenti. Cfr. Novum CIL XV 2466/7.3, dove lo stesso esemplare viene identificato come un bollo di Statius Marcius Stator, correggendo in A la E in r. 1.
Datazione. Il contesto di Magdalensberg è della prima metà del I secolo.
CIL XV 2469 Fig. De Rossi 1979, fig. 298.
Forma: 110
1. L MESCINI FLACCI
2. EX FIGLIN M^ARC
L. Mescini Flacci ex figlin(is) Marc(ianis).
Edizioni. CIL XIV 4090.12. CIL XV 1787; Novum CIL XV 311/S. 82. R. L(anciani), BCom 1884, 164. D. Giampaola - S. Caldarone - V. Carsana - F. Del Vecchio. 'Il porto di Napoli al tempo di Augusto', in C. Capaldi (a cura di), Augusto e la Campania. Da Ottaviano a Divo Augusto 14-2014 d.C. Naus Editoria, Napoli 2020, 308-319, part. 294, fig. 11.3 (coperchio di dolio).
Commenti. Tre doli da Via Nazionale, "nunc in Americam translata sunt" Dressel. In una scheda, riprodotta in De Rossi 1979, 195 fig. 298, R. Lanciani include l'es. da lui visto in un gruppo di "bolli di mattone" (Novum CIL XV 311/S. 82). Forse si tratta invece di un coperchio frammentario, cfr. l'esemplare rinvenuto nel porto di Napoli.
Datazione. Attorno all'età neroniana Steinby 1974-75, 64.
CIL XV 2470
Forma: 110
1. ANTHVS·FEC
2. L·M^ESC^IN·FLACC
L. Mescin(i) Flacc(i) Anthus fec(it).
Paleografia. La piccola I è inserita nella C.
Commenti. Dolio (MNR).
Datazione. Attorno all'età neroniana Steinby 1974-75, 64.
CIL XV 2471 = CIL XV 1305 Fig. Taglietti 1994.3, fig. 773.
Commenti. Coperchio di dolio, rinvenuto a Roma, nelle cellae vinariae Nova et Arruntiana, v. Taglietti 2015, 272-275; per il bollo ibid., 274 con n. 35, fig. 15. Fot. in Taglietti 1994.3, fig. 773.
Novum CIL XV 2471/2 Fig. Lazzeretti 2005, fig. 2.
Forma: 110
1. L·MINVCIVS
2. C·CA^LPETA^NVS
L. Minucius, C. Calpetanus.
Edizioni. Z. Mari - E. Moschetti, BCom 94 (1991-92), 99-115, part. 104 (d., Guidonia - Montecelio). Lazzeretti 2005, 216 fig. 2.
Paleografia. Le due righe sono separate da una linea, oppure si tratta di due timbri separati. La forma delle lettere (M, L a uncino nel nesso, P aperta?) e la mancanza di cognomina fa pensare a una datazione alta.
Commenti. L. Minucius compare per la prima volta nei bolli doliari.
CIL XV 2472
Forma: 110
1. C·MINVC^I·C·F·PED^IA^N^I
2. FEC·F[O]RTVNA^T^I·SER
C. Minuci C. f. Pediani fec(it) F[o]rtunati(anus, -nus, -issimus) ser(vus).
In bolli separati sopra due volte folium e taurus ds. currens, supra eum stella inter cornua lunae crescentis; ai due lati Victoria globo insistens, s. ramum palmae, d. coronam tenet.
Paleografia. Belle lettere Dressel.
Commenti. Dolio dall'Esquilino (rep. urb.).
CIL XV 2473
Forma: 110
1. MYRTILI
2. [L]VCILL[
Myrtili [L]ucill[ae]
Edizioni. Pallecchi 2002, 161 punzone 18.71 N. 184.
Commenti. Prob. dolio dall'Emporio. Secondo Dressel Myrtilus è servo di Domitia Lucilla Maior, mentre Pallecchi data il bollo fra gli anni 123 e 161 ca. (comunque, non posteriore all'a. 155). Altri bolli di Myrtilus sono dei primi anni di Adriano e dell'a. 123, Steinby 1974-75, 53.
Novum CIL XV 2473/4.1 = CIL XV 1037 var. Fig. Vincent 1908, fot. II.1.
Forma: 130
Sig. 6.0+, 2.7+. Lett. 1.5. Lin. ?, 2.
1. M D P F L S
M(yrtili) D(omitiae) L(ucillae) s(ervi).
In bollo separato tralcio di vite con pampini, Pallecchi punzone 18.88.
Edizioni. H. Vincent, RBi 1908, 410s. e fot. II.1 (m., Gerusalemme). Steinby 1978-79, 64 N. 43. Aguarod Otal 1991, 175 N. 18 con fig., v. anche fig. 37.2 (m., Caesaraugusta). Pallecchi 2002, 161 punzone 18.72 N. 185a. Aguarod Otal 2022, 334 N. 34, fig. 8.34.
Paleografia. Cornice di doppia linea. Misure da Aguarod Otal 1991.
Datazione. Dei primi anni di Adriano (cfr. Steinby 1974-75, 53). Aa. 123-161 ca. (Pallecchi); comunque anteriore all'a. 155.
Novum CIL XV 2473/4.2
Forma: 110
1. C·NAEVI
C. Naevi.
Edizioni. P. Di Manzano, in L. Quilici - S. Quilici Gigli, Fidenae. Centro di studio per l'archeologia etrusco-italica. Consiglio nazionale delle ricerche, Roma 1986, 347, sito 250 (d., fr. di orlo). Cfr. CIL XV 1315a.
Commenti e datazione. Ancora nell'ambito del I sec. a.C. Nonnis 2015.2, 299.
Novum CIL XV 2473/4.3 Fig. Pallecchi 2002, punzone 39.8 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 5.5+, 3.3. Lett. 1.1-1.3.
1. [S]'VCESSVS [---]
2. [N]'VMERI AN[---]
[S]ucessus [N]umeri An[---].
Edizioni. Pallecchi 2002, 254 punzone 39.8 Nn. 423a/b, 424 (m., Ostia inv. 46037; m., Ovilava Austria).
Commenti. Pallecchi scioglie [S]uc<c>essus [N]umerian[i?]; in alternativa si può proporre Successus [L.? N]umeri An[---], ricordando che due Numerii, Iustus e Moderatus hanno prodotto opus doliare, quest'ultimo mortai (CIL XV 2474 = S. 533 e var.).
Datazione. Per il tipo di cartiglio II sec. d.C. Pallecchi.
CIL XV 2474 = S. 533
Forma: 110
1. L·NVMER[IVS]
2. MODERAT·FE[C]
L. Numer[ius] Moderat(us) fe[c(it)].
Edizioni. Pallecchi 2002, 226 punzone 29.1 Nn. 349-350.
Commenti. M. dall'Esquilino (rep. urb.).
CIL XV 2474 = S. 533 var.
Forma: 110?
1. L ·NVMER[---]
ramus palmae ds.
2. MODERAT[---]
L. Numer[ius] Moderat[us].
Edizioni. G. Gatti, BCom 1909, 124 (d.). Steinby 1978-79, 70 N. 109. Lazzeretti 1992-93, 415s. N. 225.
Commenti. In CIL XV 2474 = S. 533 manca la palmetta fra le righe.
CIL XV 2475
Forma: 130
1. Q·OCI[---]
Q. Oci[---].
Commenti. Su due doli a Ostia, "cella prope thermas". In uno c'era un secondo bollo illeggibile.
Novum CIL XV 2475/6.1
Forma: 110
1. Q·OP'P[IVS]
ramus palmae ss.
2. CRESCEN[S]
Q. Opp[ius] Crescen[s].
Edizioni. CIL XIII 10005.19. Hartley 1973, 52 N. 27 (m., Périgueux). Pallecchi 2002, 158 punzone 18.67 Nn. 179a/b.
Commenti. Il nome potrebbe anche essere al nominativo e seguito da f(ecit).
Novum CIL XV 2475/6.2 Fig. Pallecchi 2002, punzone 18.68 (da Berni Millet).
Forma: 110
Sig. 6.8, 4.0. Lett. 1.3.
1. OPPIVS
2. CRESC·'F
Oppius Cresc(ens) f(ecit).
Edizioni. P. Berni Millet, 'Instrumentum domesticum romà del Museu Episcopal de Vic. La collecció de segells en àmfora, tegula i morter', Pyrenae 27 (1996), 324 N. 25 (Museu Episcopal de Vic, Catalonia). Pallecchi 2002, 158 punzone 18.68 N. 180. Aguarod Otal 2022, 334 N. 33, fig. 8.33.
Commenti. La disposizione delle lettere non lascia uno spazio sufficiente al praenomen, che forse non era indicato.
Novum CIL XV 2475/6.3
Bollo A
Forma: 110
1. Q. OPPI
2. NATALIS
Q. Oppi Natalis.
Molto probabilmente si tratta del bollo pubblicato da Arxé Gálvez:
Forma: 110
Sig. 7.9+, 3.5. Lett. 1.3, 1.3.
1. [---]O[---]
2. 'N'ATA'L[---]
[Q.] O[ppi] Natal[is].
Bollo B
Forma: 110
1. [P]RIMIGE'N[---]
2. FECIT
[P]rimigen[ius] fecit.
Edizioni. Arxé Gálvez 1982, 217 N. 139 (d., Gabii). Cébrian Fernández - Hortelano Uceda 2011, 140 (Segobriga). Aguarod Otal 2022, 333 N. 27.
Commenti. La lettura del bollo B proposta da Cébrian Fernández - Hortelano Uceda (Rimiger), è stata corretta da Aguarod Otal. Il servo non è noto da bolli di Q. Oppius Natalis; dato che quest'ultimo lavorato in figlinae dei Domitii si potrebbe forse identificarlo con il Primigenius servo dei due Domitii, poi di Cn. Domitius Tullus e successivamente di Domitia Lucilla Minor (così Aguarod Otal 2022, 338 con n. 21). Almeno sotto Tullus egli ha prodotto ceramica pesante, v. S. 496 e CIL XV 2482 compl., ma sempre specificando il rapporto con il dominus.
Datazione. I bolli di Q. Oppius Natalis (CIL XV 1346a-d) si datano fra la fine del I sec. e il primo decennio del II.
Novum CIL XV 2475/6.3?
Forma: 110
Sig. 7.9+, 3.5. Lett. 1.3, 1.3.
1. [---]O[---]
2. 'N'ATA'L[---]
[Q.] O[ppi] Natal[is]?
Edizioni. Arxé Gálvez 1982, 217 N. 139 (d.).
CIL XV 2476
Forma: 110
1. Q·OPPI TERM^INALIS
2. DOMITIORVM·F
Q. Oppi(us) Terminalis Domitiorum f(ecit).
Paleografia. Buone lettere Dressel.
Commenti. Sarcofago da Via Ostiense all'altezza della basilica di S. Paolo. Cfr. Dressel a p. 269 [p. 27].
Novum CIL XV 2476/7 Fig. Mengarelli 1937, dis.
Forma: 900
1. HERMIA PAQVIA^E
2. FECIT phallus S
Hermia Paquiae fecit s(ervus).
Edizioni. R. Mengarelli, NSc 1937, 438 N. 19 (d., territorio di Tarquinia). Manacorda 1985, 103 con rif. a Dyson c.s. per rinvenimento a Cosa. Braito 2020, 241 Cat. 101.
Commenti. Mengarelli legge Hermia Paquiae s(erva) fecit.
CIL XV 2477
Forma: 999
1. PATRICI
Patrici.
Edizioni. Marini 1884, 428 N. 212.
Commenti. Urna o sarc. rinv. (?) fuori la porta S. Lorenzo.
Novum CIL XV 2477/8
Forma: 110?
1. C·PERELI
2. RESTITVT^I
C. Pereli Restituti.
Edizioni. SAO, GSc 2.1.1902. G. Gatti, BCom 1901, 274 e NSc 1902, 52 (m., Roma). AE 1903, 40. Steinby 1978-79, 79 N. 183. Pallecchi 2002, 226s. punzone 30.1 Nn. 351a/b.
CIL XV 2478
Forma: 110
1. corona M·PETRONI·CELERI
2. lemniscata Q·PETRONI·QVIETI
M. Petroni Celeri(s), Q. Petroni Quieti.
Edizioni. CIL XIV 4093.4.
Paleografia. Linea fra le due righe. QVIETI sottosopra.
Commenti. Dolio dalle vicinanze di Marino, dalla villa c.d. di Q. Voconius Pollio. Secondo R. Lanciani, BCom 1884, 157 il secondo nome sarebbe stato impresso con timbro separato.
CIL XV 2479
Bollo A
Forma: 110
1. FAVSTVS·FEC
Faustus fec(it).
Ai due lati in bolli separati corona.
CIL XV 2479
Bollo B
Forma: 110
1. L·PETRONI FVSCI
2. FECIT FAVSTVS SE^R
L. Petroni Fusci fecit Faustus ser(vus).
Ai due lati in bolli separati corona. Ai due lati dei due bolli ramus palmae.
Edizioni. CIL XIV 4093.3.
Commenti. Grande dolio a Ostia, "in cella prope thermas". Varianti di lettura: Visconti FAVS^TVS, Descemet, XVI SER (solo il secondo bollo). L. Petronius Fuscus ha prodotto anche un grande capitello, v. CIL X 8056.259 L PETRONI FVSCI; Zucca 1981, 17 nn. 12-13.
CIL XV S. 534
Forma: 110
1. [M PET]RONI LEONIS
2. APOLLONIVS SER F[EC]
[M. Pet]roni Leonis Apollonius ser(vus) f[ec(it)].
Edizioni. CIL VIII 10477.5 = 22636.6 ("mardelle", Philippeville, ora Skikda). Hartley 1973, 53 N. 28.
Commenti. Secondo Zucca 1987, 675 si tratta di un dolio. Indubbiamente Leo compare come servo di M. Petronius Veteranus in CIL XV 2480 (Bloch). Apollonius ricompare come servo di Petronia Galla, evidentemente figlia ed erede di Leo, v. CIL X 8056.261 = S. 620.
Novum CIL XV S. 534/2480
Forma: 110
1. Q∙PETRONIVS
ramus palmae
2. SATVRNI'N[VS---]
Q. Petr[onius] Saturn[inus ---].
Edizioni. CIL III 12011.11. Hartley 1973, 53 N. 29 (m., Bregenz). Hartley 1973, 53 N. 30 (m., Vindonissa). Steinby 1978-79, 79 N. 184. Steinby 1987, 48 N. 113. Della Porta - Sfredda - Tassinari 1998, 182 (m. da Pavia). Non in Pallecchi 2002.
Commenti. Supponendo che si tratti dello stesso bollo, la trascrizione dell'es. da Bregenz è basata sull'es. da Vindonissa dove è conservata solo la prima riga con il nome completo al nominativo. Q. Petronius Saturninus ricompare in una variante, v. sotto.
Novum CIL XV S. 534/2480 var.
Forma: 110?
1. Q∙PETRONI
2. SATVRNINI
Q. Petroni Saturnini.
Edizioni. Martínez-Saiz 1977, 36 (m., Museo di Pavia). Steinby 1978-79, 79 N. 185. Cfr. CIL III 12011.11.
Commenti. A differenza del bollo precedente il nome è al genitivo, manca il ramo di palma.
CIL XV 2480
Forma: 110
1. M·PETRON·VET^ERAN[---]
2. LEO SER·FECIT
M. Petron(i) Veteran[i] Leo ser(vus) fecit.
In bolli separati, sopra e sotto piccolo ornamento ripetuto cinque volte, a sinistra caduceus alatus in cuspidem desinens.
Edizioni. CIL X 8056.261 (d.).
Commenti. Dolio dai paludi Pomptini (Marini 1884, 420 N. 97f). M. Petronius Veteranus compare in un dolio rinvenuto vicino a Bolsena (AdI 1882, 160). Dressel rimanda anche a CIL XV 2488 per Leo ser(vus), ma si tratta evidentemente di una persona diversa.
Datazione. I sec. d.C. oppure inquadrabile intorno alla metà del II, Scardozzi 2015, 219.
CIL XV 2480 var.
Forma: 110
1. M·PETRON^I·VET^ER
2. LEO·SER·FEC
M. Petroni Veter(ani) Leo ser(vus) fec(it).
In bolli separati, a sinistra ramo di palma, sotto "bucranii e fave".
Edizioni. G. Tomassetti, BCom 1899, 286 ("sigilli figulini", d.?). Quilici 1974, 703 n. 7. Steinby 1978-79, 70 N. 110.
Commenti. Il testo è lo stesso di 2480, salvo il primo nesso in r. 1 e la mancanza di due lettere alla fine delle righe. Probabilmente si tratta comunque di una variante: il bollo è pubblicato come intero, inoltre sono differenti i bolli ornamentali (omessi in Quilici).
Datazione. V. 2480.
CIL XV S. 535
Bollo A
Forma: 110
1. M∙L∙PETRON^IOR^V^M
2. VETERA^N^I∙ET TIRONIS
M. L. Petroniorum Veterani et Tironis.
Sopra, in bollo separato caduceus alatus.
CIL XV S. 535
Bollo B
Forma: 110
1. P∙GAVI
2. SECVNDI
P. Gavi Secundi.
Sotto, in un bollo separato ramus.
Edizioni. CIL XI 6691.17 (d., Bolsena). In Lazzeretti 2000, 95 per questi bolli si fa erroneamente riferimento a CIL XI 6691.17b = S. 534.
Commenti. Il rinvenimento nella domus di Laberius Gallus, vissuto all'inizio del III sec. (PIR L 6) ha indotto Lazzeretti a cercare legami fra Petronii e Gavii nel II sec. d.C. Datando (con giustificata cautela) i bolli alla metà del II sec., ella propone un collegamento con il bollo di Sex. Gavius Celer, Novum CIL XV 2447/8.2. Per Petronii attestati a Volsinii v. Tassaux 1987, 551s.
Datazione. V. 2480.
CIL XV S. 620
Forma: 110
1. PETRONIAE GALLAE
2. APOLLONIVS·SER·FEC
Petroniae Gallae Apollonius ser(vus) fec(it).
In bolli separati ai lati due tridenti "ed attorniato da bucranii".
Edizioni. CIL X 8056.261 (d., Gergei, Sardegna). Zucca 1981, 16 n. 8.
Commenti. Apollonius potrebbe essere identico all'omonimo servo di M. Petronius Leo in S. 534 (Bloch). Braito 2020, 245s. Cat. 104.
CIL XV 2481
Bollo A
Forma: 110
1. [P]'ETRON GALLA^E
Petron(iae) Gallae
CIL XV 2481
Bollo B
Forma: 110
1. CRESC SER FEC[---]
Cresc(ens) ser(vus) fec(it?).
A sinistra dei due bolli in bollo separato ramus palmae.
Commenti. Dolio (rep. musei Laterani). V. CIL XV S. 620.
Novum CIL XV 2481/2.1
Forma: 110
Sig. 9.5, 2.0. Lett. 1.2-1.4.
1. PHILETVS·'F
Philetus f(ecit).
Commenti. Attestato con bolli di un M. Antistius e di C. Autronius Clemens, v. Novum CIL XV 2416/7.2.
Novum CIL XV 2481/2.2 Fig. Gianfrotta - Hesnard 1987, fig. 12
Forma: 900
Sig. 9.8, 3.6.
1. C∙PIRANVS
2. FELIX∙FEC
C. Piranus Felix fec(it).
In bollo separato, cm 2.7, 2.9, è raffigurato un phallus (?).
Edizioni. Gianfrotta - Hesnard 1987, 289 n. 28, fig. 12 (d.).
Commenti. Rinvenuto in una villa ubicata nella zona di Cecanibio, nel suburbio NO di Roma. I Pirani sono attestati solo a Minturno (Lazzeretti 1998, 342 con n. 105). Il dolio è in effetti di produzione minturnense, una produzione poco attestata a terra - v. l'elenco in Lazzeretti 1998, 242. Nel suburbio di Roma è stato rinvenuto anche il Novum CIL XV 2429/30.4.
Datazione. Il contesto è di I sec. d.C.
Novum CIL XV 2481/2.3 Fig. Reynolds 1961, tav. XXIII.c.
Forma: 110
Sig. 4.8, 2.5.
1. C·P^LO^T
C. Plot( ).
Edizioni. J.M. Reynolds, ©PBSR 29 (1961), 88 N. 8 tav. XXIII.c (d., Veii) ©BSR. Steinby 1978-79, 79 N. 186.
Novum CIL XV 2481/2.4
Forma: 110
1. L·PLOTIVS
2. GRATVS·FEC
L. Plotius Gratus fec(it).
Edizioni. Sotgiu 1971, 250. Zucca 1987, 675 (d., Biora, Sardegna).
CIL XV 2482
Forma: 110
1. PRIMI'G[---]
2. TVLLI·F[EC
Primig[(enius)? Dom(iti)?] Tulli f[ecit].
Edizioni. CIL XI 6693.1. Pallecchi 2002, 153 punzone 18.57
Commenti. Primigenius ha continuato l'attività come servo delle due Domitiae Lucillae, v. CIL XV 2483 e 2484.
Datazione. Fra gli anni 93 e 108 d.C.
CIL XV 2482 var. = S. 496 Fig. Pallecchi 2002, punzone 18.56.
Forma: 110
Sig. 6.0+, 3.4. Lett. 1.3 ca.
1. PRIMIGEN[---]
2. CN DOM TV^LL
Primigen[ius] Cn. Dom(iti) Tull[i].
Edizioni. CIL XI 8115. A. Fernández Izquierdo, CuadCastellon 7 (1980), 179 N. 2. Parker 1992, 71 N. 98. Pallecchi 2002, 152s. punzone 18.56.
Datazione. Fra gli anni 93 e 108 d.C. Come nota Pallecchi, il naufragio del relitto di Ben Afeli deve essere posteriore all'a. 93.
CIL XV 2483 Fig. Huguet 2016, fig. 2.4.
Forma: 110
Sig. 5.9, 2.1+.
1. PRIMIGENI
2. [D] P·F·LVCILLAE
Primigeni [D(omitiae)] P. f. Lucillae.
Edizioni. CIL XII 5678.2 (d.?). Steinby 1977, 53 (m.; CIL XV d.). Pallecchi 2002, 161s. punzone 18.73 Nn. 186-187. Huguet 2016, 313 N. 4, fig. 2.4 (dis. dell'aut.).
Commenti. Huguet nota che al momento del rinvenimento il bollo era completo. Cfr. 2484.
Datazione. Aa. 123-155 d.C.
CIL XV 2484
Forma: 110
1. [PRI]'MIGENI
2. [LVCILL]A^ES·SER
[Pri]migeni [Lucill]aes ser(vi).
Edizioni. CIL XI 6693.2. Pallecchi 2002, 162 punzone 18.74 N. 188.
Commenti. Probabilmente mortarium. Da Chiusi. Potrebbe trattarsi sia di Domitia Lucilla maior che minor (Dressel). Cfr. 2482 e 2483.
Novum CIL XV 2484/5
Forma: 110
1. PRIMIGENIVS FECIT
Primigenius fecit.
Commenti. Associato a Novum CIL XV 2492/3.1 di Sabidius Parhasius.
CIL XV 2485 = S. 493 Fig. Pallecchi 2002, punzone 18.35 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 8.4+, 4.0. Lett. 1.4, 1.4. Lin. 1, 1, 1.
1. PRISCVS·DVOR
2. DOMITIOR^VM
Priscus duor(um) Domitiorum.
Edizioni. R. Paribeni, NSc 1902, 381. Pallecchi 2002, 139 punzone 18.35 Nn. 125a/b (m., Pompei inv. 17838). Cebrián Fernández - Hortelano Uceda 2016, 150 N. 69 con fot., disegno fig. 1.69. Aguarod Otal 2022, 333 N. 18, fig. 7.18. Scheda Pompei inv. 17838.
Commenti. Su due dolia rinvenuti a Roma e su mortarium da Pompei (R. Paribeni, NSc 1902, 381) e dalla Spagna (Segobriga). Cfr. S. 494a-b dove Priscus compare come servo di Cn. Domitius Afer.
CIL XV 2485 = S. 493 var. Fig. Cebrián Fernández - Hortelano Uceda 2011, fig. 3.2.
Forma: 110
Sig. 6.5+, 3.5. Lett. 1.2, 1.2. Lin. 1, 1?, 1.
1. [P]'RISCVS·DVO[R]
2. 'DOMIT^IOR^'V[M]
[P]riscus duo[r(um)] Domitioru[m].
Edizioni. Cebrián Fernández - Hortelano Uceda 2011, 131 N. 2 con fot., dis. p. 139 fig. 3.2 (m., Segòbriga). Aguarod Otal 2022, 333 N. 17, fig. 7.17.
Commenti. La nuova variante differisce dal bollo attestato anche su doli per il nesso T^I in r. 2.
CIL XV S. 536
Forma: 110
1. FECIT∙PRISC[---]
2. FIGLINIS OCE[---]
Fecit Prisc[us ...in] figlinis Oce[anis].
Edizioni. Lazzeretti 1992-93, 783s. N. 410. Pallecchi 2002, 253 punzone 39.6 N. 421.
Commenti. Per un altro bollo delle figlinae Oceanae v. CIL XV S. 526. Bloch non specifica il supporto (m./ d.); conservato nell'Antiquario Comunale.
Datazione. Fra i bolli più antichi delle f. Oceanae, Steinby 1974-75, 69.
CIL XV S. 537
Bollo A
Forma: 110
1. PYRAMI ENCOLPI
2. AVG DISP∙ARCARI
Pyrami Encolpi Aug(usti) disp(ensatoris) arcari.
Ai due lati in bolli separati caduceus alatus.
CIL XV S. 537
Bollo B
Forma: 110
1. AMPLIA^TVS∙VIC∙F
Ampliatus vic(arius) f(ecit).
A d. in bollo separato caduceus alatus.
Commenti. Su due doli rinvenuti nel 1939 a Ostia insieme a CIL XV S. 470, CIL XV S. 471, CIL XV S. 509, CIL XV S. 539, CIL XV S. 564, CIL XV S. 565; Bloch 1953, 225 Ostia III.XIV.3. Per Aug. disp. arcarius v. O. Hirschfeld, Die Kaiserlichen Verwaltungsbeamten bis auf Diocletian3. Weidmann, Berlin 1963, 401 n. 3, 461 n. 3. Encolpus forse era connesso con l'annona. Pyramus forse compare come liberto, T. Flavius Pyramus in CIL XV S. 506 (Bloch). V. 2436.
Novum CIL XV S. 537/CIL XV 2486 Fig. Pallecchi 2002, punzone 18.84 (ric., da Sabrié - Sabrié); Sabrié - Sabrié 1981, dis. 39.13, 14.
Forma: 110
Sig. 9.8+, 3.3. Lett. 1.1.
1. Q·OPPI·IVSTI
2. [C]ANDIDVS·D P F L
Q. Oppi Iusti Candidus D(omitiae) P. f. L(ucillae).
Commenti. Associato a bollo anepigrafe, tralcio di vite; Sabrié - Sabrié Nn. 11 e 12, dis. 39.13, 14, fot. 41.13, 14.
Edizioni. Sabrié - Sabrié 1981, 89s. Nn. 10-12, dis. 38.10, 39.11-12, fot. 41.11 (m., relitto Gruissan, Grand Basin C Narbonne, datato 129-150 d.C.). Pallecchi 2002, 164s. punzone 18.84 Nn. 197-199.
CIL XV 2486 Fig. Pallecchi 2002, punzone 18.85 (da Sabrié - Sabrié); Huguet 2016, figg. 2.2-3.
Forma: 110
Sig. 7.6+, 3.2. Lett. 1.2 ca.
1. 'RESTITVT[VS]
2. Q OPP·IVST·F'E[C]
Restitut[us] Q. Opp(i) Iust(i) fe[c(it)].
Edizioni. Sabrié - Sabrié 1981, 89s. N. 9, dis. 38.9, fot. 40.9 (m., relitto Gruissan, Grand Basin C Narbonne, datato 129-150 d.C.). Pallecchi 2002, 165 punzone 18.85 Nn. 200-201. Huguet 2016, 313 Nn. 2-3, fig. 2.2-3 (dis. dell'aut.).
Paleografia. R. 2, forse [O]PP^I Dressel.
Commenti. Le misure sono quelle del fr. noto a Pallecchi.
Novum CIL XV 2486/ S. 538.1 Fig. Pallecchi 2002, punzone 18.86 (ric., da Aguarod Otal).
Forma: 110
Sig. 7.6, 3.5. Lett. 1.3.
1. Q·OPPI
2. VERECVNDI
Q. Oppi Verecundi.
Edizioni. Sabrié - Sabrié 1981, 89s. Nn. 1-8, fig. 38, dis. 38.1-8, fot. 40.1-5, 7 (m., relitto Gruissan, Grand Basin C Narbonne, datato 129-150 d.C.). Aguarod Otal 1991, 165 N. 9 fig. 40. Pallecchi 2002, 165s. punzone 18.86 Nn. 202-210a/b. Aguarod Otal 2022, 334 N. 35, fig. 8.35.
Commenti. Aguarod Otal completa C. OPPI.
Datazione. Il naufragio del relitto di Gruissan si data attorno all'a. 130 (Sabrié - Sabrié, 89s.).
Novum CIL XV 2486/ S. 538.2 Fig. Pallecchi 2002, punzone 18.87 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 6.6+, 3.8. Lett. 1.2.
1. Q·OPPIVS
ramus palmae ds.
2. VEREC·FEC
Q. Oppius Verec(undus) fec(it).
Edizioni. Pallecchi 2002, 166 punzone 18.87 Nn. 211a/b (m., Ostia V.II.2.C11, amb. 7; Horrea Epagathiana inv. 46038).
Novum CIL XV 2486/ S. 538.3
Forma: 110
Sig. 9.5, 2.0. Lett. 1.2-1.4.
1. PHILETVS·'F
Philetus f(ecit).
Edizioni. V. Novum CIL XV 2416/7; impresso tre volte su orlo di dolio insieme a bolli di M. Antistius Mar[---] e C. Autronius Clemens.
Novum CIL XV 2486/ S. 538.4
Forma: 130
1. L·POMPONIVS
2. CRESCES·FEC
L. Pomponius Cresces fec(it).
Ai due lati due bolli con ramus palmae.
Commenti. Associato al bollo CIL XV 2441 di C. Fidiclanius Primus.
Novum CIL XV 2486/ S. 538.5 Fig. Pallecchi 2002, punzone 18.93
Forma: 110
Sig. 7.0+, 3.3. Lett. 1.0.
1. SEX·PVBL
2. ICI sagitta CONSO
Sex. Publici Conso(rtis).
Edizioni. A. García y Bellido, 'Parerga de arqueología e epigrafía hispano-romana II. Morteros', ArcEspA 36 (1963), 200. Steinby 1978-79, 80 N. 191. Ramos - Wagner - Fernandez 1984, fig. 15.2; Pérez González - Fernández Ibánez 1989, 74 N. 3, fig. 3 (Cordoba). M.A. Sánchez Sánchez, 'Producciones importadas en la vajilla culinaria romana del Bajo Guadalquivir', in X. Aguilué - M. Roca (ed.), Cerámica comúna romana d'época alto-imperial a la península Ibèrica. Monografías Ampuritanas 8. Empúries 1994, 260 fig. 8, 265. Pallecchi 2002, 171 punzone 18.93 Nn. 218-219a/b (m., Cordoba). Aguarod Otal 2022, 334 N. 38, fig. 8.38.
Commenti. In Steinby 1978-79 si fa riferimento all'edizione di A. Ramos Folqués, Miscelánea Arqueológica II. Barcelona 1974, 267, dove il testo SEX PVB·CI CONS sta su una sola riga, probabilmente per errore. Il mortarium citato proviene infatti anch'esso da Cordoba.
Indubbiamente si tratta di Sex. Publicius Consors (non riconosciuto in Pérez González - Fernández Ibánez 1989), officinatore imperiale nella seconda metà del II secolo (Steinby 1974-75, 29, 37 e 72).
Novum CIL XV 2486/ S. 538.6
Forma: 110
1. F S·PVDES
F(ecit) s(ervus) Pudes.
Commenti. Associato a CIL XV 2493 bollo B di Sabidia T. f. Procula.
Novum CIL XV 2486/ S. 538.7
1. REPENTINVS F
Repentinus f(ecit).
Commenti. Associato ai bolli CIL XV 2500a-b, C. Titieni C. f. Flori.
Novum CIL XV 2486/ S. 538.8
Forma: 110
1. RESTITVTVS
2. SER r. p. ss. FEC
Restitutus ser(vus) fec(it).
Commenti. Associato a CIL XV 2491 di T. Sabidius Certus.
CIL XV S. 538
Forma: 110
1. RHODINVS
2. SER∙FEC
Rhodinus ser(vus) fec(it).
Edizioni. Gius. Gatti, NSc 1903, 202 (d., Ostia). Rinvenuto insieme a CIL XV 2449 su doli diversi.
Novum CIL XV S. 538/9.1 Fig. Filippi 2003, fig. 5.
Forma: 110
1. DE F RV
De f(iglinis?) Ru( )?
Edizioni. Filippi 2003, 287, fig. 5 (d.).
Comenti. G.L. Gregori scioglie dubitativamente De f(iglinis) Ru(fianis) o De (sc. figlinis) F(uri) Ru(fi); 'Nomina transcriticia e praedia subsignata: debiti, ipoteche e finanze locali', in Il capitolo delle entrate nelle finanze municipali. CEFR 256. Rome 1999, 25-39, part. 36 n. 37.
Attestazioni. Rinvenuto nel territorio di Anticoli Corrado.
Novum CIL XV S. 538/9.2 Fig. Gianfrotta 1972, fig. 204.
Forma: 110
1. HILARVS RVBRI FECIT
Hilarus Rubri fecit.
Commenti. Associato al bollo Novum CIL XV 2500/1.4 di L. Torius Pilaro( )?.
CIL XV S. 539
Forma: 110
1. II∙RVFENORVM
2. CELERIS ET POLLIO
Duorum Rufenorum Celeris et Pollio(nis).
Sopra, in bolli separati tre volte caput bovis.
Commenti. Su dolio rinvenuto nel 1939 a Ostia insieme a CIL XV S. 470, CIL XV S. 471, CIL XV S. 509, CIL XV S. 564, CIL XV S. 565; Bloch 1953, 225 Ostia III.XIV.3. Taglietti 2015, 270 n. 16. Secondo A. Mastino (v. Novum CIL XV 2488/S. 541) si tratterebbe di due figli di L. Rufenus Proculus cavagliere o senatore. Lo status sociale di Proculus non è noto; Celer e Pollio sono piuttosto suoi liberti.
Novum CIL XV S. 539/540
Forma: 110
1. L RVFENVS hedera
2. PHOEBVS FEC
L. Rufenus Phoebus fec(it).
In bollo separato: tridens.
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1912, 434 (d., Ostia). Steinby 1978-79, 80 N. 192. Taglietti 2015, 271 n. 16 (Novum 2486/7 I).
Paleografia. In r. 1 hedera invece di una sagitta Taglietti.
CIL XV 2487 = S. 540
Forma: 110
1. L·RVFENI·PROCV^LI
2. COGIT[A]TVS·SER·F
L. Rufeni Proculi Cogit[a]tus ser(vus) f(ecit).
Edizioni. Taglietti 2015, 270. Cfr. M. Frederiksen, PBSR 23 (1955), 72 N. 12b (d.), [---]FENI·I[---] = Steinby 1978-79, 87 N. 256, forse un fr. di questo bollo o del Novum CIL XV 2488/S. 541.
Commenti. Su dolio da Via Cavour.
CIL XV 2487 = S. 540 var. Taglietti 2015, fig. 6.
Bollo A
Forma: 110
1. [L] RVFENI
2. 'PROCVLI
[L.] Rufeni Proculi.
CIL XV 2487 = S. 540 var. Fig. Taglietti 2015, fig. 6.
Bollo B
Forma: 110
1. COGITATVS
2. SER·FEC
Cogitatus ser(vus) fec(it).
Edizioni. Wilson 1990, 257s. fig. 214b (Mazara). Taglietti 2015, 270 fig. 6.
CIL XV 2488
Forma: 110
1. L R^VFEN·PROCVLI
2. LEO·SER·FEC
L. Rufen(i) Proculi Leo ser(vus) fec(it).
Su bolli separati a s. ramus palmae, a d. caduceus, sotto ramus palmae.
Edizioni. CIL XIV 4093.6. Fiorelli, NSc 1885, 77. Taglietti 2015, 271 n. 16.
Commenti. Taglietti non menziona il ramo di palma sotto il bollo.
Novum CIL XV 2488/S. 541
Forma: 110
1. L RVFEN[I] PROCVLI
2. CLAR SER FECIT
L. Rufen[i] Proculi Clar(us) ser(vus) fecit.
In bolli separati a s. uno e a d. due bucrani, sopra e sotto Mercurio con caduceo.
Edizioni. Dolio. A. Mastino, 'Relazione', in E. Cica - G. Pianu (a cura di), San Cromazio. Il progetto Mosaico. Centro Stampa Università di Sassari, Sassari 2004, 29-35, part. 32s. Taglietti 2015, 271 n. 16 (Novum 2486/7 II).
Commenti. Taglietti osserva che Mastino scioglie singolarmente il nome del servo come Clar(io). Cfr. M. Frederiksen, PBSR 23 (1955), 72 N. 12b (d.), [---]FENI·I[---] = Steinby 1978-79, 87 N. 256, forse un fr. di questo bollo o del 2487 = S. 540.
CIL XV S. 541 Fig. Stefani 1924, fig. 3.
Forma: 110
1. L RVSTI
2. LYGDAM
L. Rusti Lygdam(i).
In bolli separati ai due lati ramus palmae, sotto clava sopra tre volte caput bovis.
Edizioni. E. Stefani, NSc 1924, 65 e fig. 3 a p. 64 (d., Roma, Via Nomentana).
Commenti. L. Rustius Lygdamus compare in bolli di Seia Isaurica CIL XV 1418-1419 e in CIL XV 2438; v. anche Novum CIL XV 2459/ S. 513.
CIL XV 2489
Bollo A
Forma: 110
1. L·RVSTI·A·F·M
L. Rusti A. f. M( ).
CIL XV 2489
Bollo B
Forma: 110?
1. r. p. ss. L·CA^L^PV^RNIVS·EROS·F r. p. ds.
L. Calpurnius Eros f(ecit).
Commenti. Dolio da Roma. Bollo A: R. Lanciani, NSc 1885, 250 esita fra M e M^A. Bollo B: la forma viene data come rettangolare, ma cfr. i due bolli circolari 2490a-b di L. Calpurnius Eros, specialmente la variante b che presenta gli stessi ornamenti e gli stessi nessi.
CIL XV 2490a
Forma: 201
1. L·CALPVRNIVS·EROS·F
L. Calpurnius Eros f(ecit).
Commenti. Dolio da Roma.
CIL XV 2490b
Forma: 400
1. r. p. ss. L·CA^L^PV^RNIVS·EROS r. p. ds.
L. Calpurnius Eros.
Commenti. Su quattro doli dall'Esquilino, rinvenuti insieme a 2430, 2432, 2443-2445, 2455, 2467, 2496 (Roma, Tab.). 2490.3 secondo Henzen in anfora (?). Dressel cita letture alternative C·PIRGIVS, C·PIRCIVS, M·PIRCIVS, che si possono scartare dato che Dressel ha visto gli originali. Sulla forma, rara su ceramica pesante Taglietti 2015, 269 con n. 10.
CIL XV S. 542 Fig. Pallecchi 2002, punzone 31.1 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 6.5+, 3.4. Lett. 1.4, 1.3.
1. COM'M[---]
2. RVTILI[---]
Com[munis?] Rutili[ae?].
Edizioni. CIL X 8048.27 (m., Pompei inv. 17821). Pallecchi 2002, 228 punzone 31.1 Nn. 352a/b. Scheda Pompei inv. 17821.
Commenti. Come hanno notato Dressel e Bloch il bollo deve essere incompleto. Bloch suggerisce lo scoglimento sulla base di CIL XV 2456 = 1242 di Liberalis Rutiliae. Su Rutilia Pallecchi 2002, 227s.; Braito 2020, 258 n. 940; commento a CIL XV 2195.
Novum CIL XV S. 542/ 2491.1 Fig. Calco di C. Mocchegiani Carpano.
Forma: 110
Sig. 5.0+, 3.2+. Lett. 0.9, 0.8+.
1. [---]∙RVTIL[I]
2. [S]'VCCESS[I]
[---] Rutil[i S]uccess[i].
Edizioni. Steinby 1978-79, 80 N. 194 (m., Castel di Guido, villa rustica scavata da C. Mocchegiani-Carpano; scheda con calco). Pallecchi 2002, 172 punzone 18.94 N. 220.
Commenti. Il bollo è molto consunto; non è chiaro se le due righe sono divise da un ornamento. Rutilius Successus è noto come officinatore di Faustina e di Commodo nelle figlinae Caninianae, v. CIL XV 134 e 135 = S. 43, Novum CIL XV 135/6.
Novum CIL XV S. 542/ 2491.2 Fig. Pallecchi 2002, punzone 32.1.
Forma: 170
Sig. 6.5+, 2.7. Lett. 1.8.
1. [---]S·S·TA[---]
Edizioni. Pallecchi 2002, 229 punzone 32.1 Nn. 353a/b (m., Ostia).
Datazione. Prima metà o al più tardi i primi anni della seconda metà del I secolo; Pallecchi sulla base delle dimensioni del cartiglio e la tipologia della cornice.
Novum CIL XV S. 542/ 2491.3 Fig. Pallecchi 2002, punzone 32.2.
Forma: 110
Sig. 6.4+, 2.8. Lett. 2.1 ca.
1. S sagitta S sagitta T sagitta[---]
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1912, 273. Pallecchi 2002, 229 punzone 31.2 N. 354.
Commenti. Vaglieri trascrive il bollo come intero; parte della terza sagitta si vede nel calco di Pallecchi.
CIL XV 2491
Bollo A
Forma: 110
1. T·SABIDI malum punicum
2. CERTI·
T. Sabidi Certi.
CIL XV 2491
Bollo B
Forma: 110
1. RESTITVTVS
2. SER r. p. ss. FEC
Restitutus ser(vus) fec(it).
In bolli separati, sopra il bollo A tre volte caput bovis adversum e ai due lati dei due bolli caduceus alatus in cuspidem desinens.
Commenti. Dolio dalle rive del Tevere (MNR). Sui Sabidii v. Taglietti 2015, 270s. nn. 15, 17.
Datazione. I - inizio II sec. d.C. Taglietti 2015, 267.
CIL XV 2492
Bollo A
Forma: 120
1. T·SA^BIDI·PARHASI
T. Sabidi Parhasi.
CIL XV 2492
Bollo B
1. HETERVS·FE
Heterus fe(cit).
In bolli separati, ai due lati dei bolli a s. ramus palmae e a d. caduceus alatus in cuspidem desinens; sotto il bollo B ramus palmae ds. sotto il quale ai lati corona sopra folium? aut nux, ramusculus e folium uvae.
Commenti. Dolio da via di S. Gregorio (Tab.), riempimento anteriore all'età neroniana. Sui Sabidii v. Taglietti 2015, 270 nn. 15, 17.
Novum CIL XV 2492/3.1
Bollo A
Forma: 110
1. PRIMIGENIVS FECIT
Primigenius fecit.
Novum CIL XV 2492/3.1
Bollo B
Forma: 110
1. SABIDI FRIAS?
Sabidi Parhasi.
Ai lati un caduceo ed un ramo di palma, in alto due foglie di vite.
Edizioni. Verga 2006, 72 § 96, N. 213 (dolio); entro due cartigli rettangolari in rilievo. Non illustrato.
Commenti. Taglietti 2015, 270 n. 15 osserva che deve trattarsi sempre di T. Sabidius Parhasius, il cui cognomen è stato trascritto male.
Datazione. I-inizio II sec. d.C. Taglietti 2015, 267.
Novum CIL XV 2492/3.2 Fig. Taglietti 2015, fig. 3.
Bollo A
Forma: 110
1. T SAVIDIVS
2. PRIMIGENI FECIT
T. Savidius Primigeni(us) fecit.
Sopra un bollo rettangolare con tridente.
Novum CIL XV 2492/3.3 Fig. Wilson 1990, fig. 214b.
Bollo B
Forma: 110
1. [T SA]BIDI PA^R^HAS
[T. Sa]bidi Parhas(i).
Edizioni. Wilson 1990, 257s. con fig. 214b (Termini Imerese). Taglietti 2015, 270 n. 15 fig. 3.
Datazione. I-inizio II sec. d.C. Taglietti 2015, 267.
Novum CIL XV 2492/3.4 Fig. Beranger 1983, tav. XXVII.
Forma: 110
1. 'T·SABIDI PA^RHS
T. Sabidi Parh<a>s(i).
Edizioni. Beranger 1983, 19 tav. XXVII.71. Taglietti 2015, 270 n. 15 fig. 4. V. sopra, Novum CIL XV 2492/3.1, bollo B.
Datazione. I-inizio II sec. d.C. Taglietti 2015, 267.
Novum CIL XV 2492/3.5 Fig. Taglietti 2015, fig. 5.
Forma: 110
1. T·SABIDIVS
2. SECVNDVS·FEC
T. Sabidius Secundus fec(it).
In bolli separati a s. ramus palmae, sopra due volte nux pinea?
Edizioni. Taglietti 2015, 270 n. 15 fig. 5 (d., MNR inv. 426935).
Datazione. I-inizio II sec. d.C. Taglietti 2015, 267.
CIL XV 2493
Bollo A
Forma: 110
1. F S·PVDES
F(ecit) s(ervus) Pudes.
CIL XV 2493
Bollo B
Forma: 110
1. SABIDIA·T·F
2. PROCVLA
Sabidia T. f. Procula.
In bolli separati sopra il bollo A nux pinea, ai lati a s. nux pinea e a d. due ramoscelli di palma che si dipartono da un unico gambo; lo stesso motivo si ripete sul lato s. del bollo 2, a d. nux pinea.
Edizioni. MNR III. Taglietti 2015, 270 n. 15. Braito 2020, 262s. Cat. 118.
Commenti. Dolio (mus. Kirch.). Dressel ritiene meno probabile l'interpretazione f(ecit) S(abidius) Pudes.
Datazione. I-inizio II sec. d.C. Taglietti 2015, 267.
CIL XV 2494
Forma: 110
1. L·SAL[
L. Sal[---].
Commenti. Dolio o forse più probabilmente anfora da Roma.
Novum CIL XV 2494/S. 543 Fig. Moscetti 2012, fig. p. 71.
Forma: 110
1. L·SALVI·LVPI
2. V'ESTA'N'T·SER F
L. Salvi Lupi VESTANT/S ser(vus) f(ecit).
Edizioni. Moscetti 2012, 47 fig. a p. 71 (d.). Moscetti 2020, N. 169.
Commenti. Il nome del servo si può forse leggere VESTA^LIS.
Attestazioni. Villa di Sex. Vettulenus Gemellus, via Nomentana (Fonte Nuova, villa in loc. Salvatoretto Moscetti 2020.
Satrinii CIL XV S. 543-550. Bloch: nel I sec., accanto ai Calpetani e ai Marcii, i Satrinii sono la terza grande familia di produttori di laterizi e dolia, cfr. Bloch 1948.1, 220. Certi bolli formano chiaramente un gruppo: prima viene dato il nome del proprietario al genitivo e poi quello dell'operaio al nominativo seguito da f(ecit).
Novum CIL XV 2494/S. 543.2
Forma: 110
1. SA[T]RINI
"con ramo di mirto"
Sa⌈t⌉rini.
Edizioni. Della Porta – Sfredda – Tassinari 1998, 182 da Frova 1955 (mortaio da Lodi Vecchio).
Commenti. L'edizione del 1998 corregge la trascizione di Frova, SARRINI. Attribuzione incerta.
CIL XV S. 543 compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.6.
Forma: 110
Sig. 6.8+, 2.7+. Lett. 1.3, 1.3.
1. C SATRIN[I ---]
2. 'ADSESOR[---]
C. Satrin[i/ -ius] Adsesor[is/ f(ecit)].
In bollo separato tralcio di vite con pampini, Pallecchi, 237 punzone 33.15 N. 370b.
Edizioni. CIL X 8048.28 (m., Pompei). G. Stefani, Pompei. Vecchi scavi sconosciuti (la villa rinvenuta dal marchese Giovanni Imperiali in località Civita 1907-1908). L'Erma di Bretschneider, Roma 1994, 31 N. 41 tav. XXIV.3 (m., Pompei inv. 17813). Pallecchi 2002, 233 punzone 33.6 Nn. 370a, 371a/b. Scheda Pompei inv. 17813.
Commenti. Bloch commenta: verosimilmente il nome in r. 2 (nella forma 'Ad'se's[) non è stato letto correttamente; il nome Adsessor è però attestato. In Pompei inv. 17813 la r. 2 finisce ]DSESOR. Rimane la questione se si tratti di un servo o di un liberto di C. Satrinius Celer o Communis, o anche del padrone dei due.
CIL XV S. 544 compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.7 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 8.6+, 3.3. Lett. 1.3, 1.1.
1. 'C SATRINI CE[L]
2. 'ATIMETVS·FE[C]
C. Satrini Ce[l(eris)] Atimetus fe[(cit)].
Edizioni. CIL XV 1411? M. Della Corte, NSc 1923, 274 (m., Pompei inv. 17832). Pallecchi 2002, 234 punzone 33.7 Nn. 372a/b, 295 N. 467; Brentchaloff - Rivet 2000, 493-495, 501 N.9 (m., Fréjus). Scheda Pompei inv. 17832.
Commenti. Brentchaloff - Rivet attribuiscono il loro frammento a un C. Satrinius Bonitus non altrimenti attestato (Pallecchi). A questo punzone deve riferirsi il commento di Pallecchi, 311 al dis. 27.21. CIL XV 1411 potrebbe essere un fr. di CIL XV S. 544.
Datazione. Il m. di Fréjus proviene da uno strato databile al secondo quarto del I sec. d.C.
CIL XV S. 545 Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.8 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 6.0+, 3.0. Lett. 1.1, 1.1.
1. C·SA^TRIN^I·CELERI[S]
2. CALLISTVS·FE
C. Satrini Celeri[s] Callistus fe(cit).
Edizioni. CIL X 8048.29 (m., Pompei inv. 17538). Pallecchi 2002, 234 punzone 33.8 Nn. 373a/b. Schede Pompei inv. 17538, 17669.
Commenti. L'edizione del CIL X è più completa dell'inv. 17538. Pompei inv. 17669 ha due bolli, uno totalmente illeggibile, l'altro molto male conservato: [---]]'A^'TR'I'N[[---] | [---]'A'L'L'I'S[---], cfr. Pallecchi 2002, 256 punzone 41.8 N. 434. L'alt. del bollo è giusta, la disposizione delle lettere, per quanto leggibili, sembra corrispondere al S. 545.
CIL XV S. 546 corr. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.9 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 7.8+, 3.1 ca. Lett. 1.1, 1.1.
1. [C] SA^TRIN^I·CELE'R^'I[S]
2. [.]CELERIO·FE'C[---]
[C.] Satrini Celeri[s] Celerio fec(it).
Edizioni. CIL X 8048.30 (m., Pompei inv. 17554). Steinby 1987, 176. Pallecchi 2002, 234 punzone 33.9 Nn. 374a/b, 375a/b (m. Pompei, inv. 176661). Schede Pompei inv. 17554, 17661.
Commenti. Secondo Pallecchi in r. 1 nesso E^R; forse c'è invece un nesso R^I. Il nome Celerio non è attestato altrove; il punto dopo il nome esclude comunque l'interpretazione di Bloch, Celer of...
CIL XV S. 547 compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.11 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 8.6+, 3.4. Lett. 1.2, 1.1. Lin. 1, 2, 1.
1. C·SA^TRINI·CEL[---]
2. CLEM^ENS·FE[---]
C. Satrini Cel[eris] Clemens fe[c(it)?].
Edizioni. CIL X 8048.31 (m., Pompei inv. 17544). Pallecchi 2002, 235s. punzone 33.11 Nn. 377a/b, 378 (inv. 17811), 379a/b (inv. 17592). Schede Pompei inv. 17544, 17592, 17811, 17781; quest'ultima aggiunge un ulteriore es. all'elenco di Pallecchi (cfr. CIL XV S. 526 = CIL XV 357, punzone 27.32). Nel 1952 è stato schedato un es. da Reg. I.9.10, inv. 9788. A. Digeva - A. Manni, 'Bollo su mortaio da Civitanova Marche (Macerata)', Picus 31 (2011), 249-256.
CIL XV S. 547 var. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.10 (da Cicirelli).
Forma: 110
1. [C SATRI]N^I CELE[RIS]
2. [CLE]MENS·FE[C--]
[C. Satri]ni Cele[ris] Clemens fe[c(it)?].
Edizioni. C. Cicirelli, 'La ceramica comune da Terzigno: nota preliminare', in M. Bats (ed.), Les céramiques communes de Campanie et de Narbonnaise (Ier s. av. J.-C. - IIe s. ap. J.-C.). La vaisselle de cuisine et de table. Centre Jean Bérard, Naples 1996, 160-163 (m., Terzigno Napoli). Pallecchi 2002, 235 punzone 33.10 N. 376.
CIL XV S. 548a compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.12 (ric. grafica), punzone 33.16 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 8.0+, 3.0. Lett. 1.2, 1.2.
1. C·SATRIN[I ---]
2. P^HOEBVS·FE[---]
C. Satrin[i ---] Phoebus fe[c(it)?].
Ai bolli Pallecchi Nn. 380a e 382a è associato lo stesso bollo anepigrafe, Pallecchi, 237s. punzone 33.16, sig. 7.0+, 3.0, tralcio di vite con pampini fra due linee doppie.
Edizioni. CIL X 8048.32a (m., Pompei inv. 17533, 17860, 17672). Steinby 1987, 166, 173, 412. Zucca 1987, 676 (da Sotgiu 1971, 250, d.) Pallecchi 2002, 236 punzone 33.12 Nn. 380a, 381, 382b. Schede Pompei inv. 17533, 17672, 17860.
Commenti. Bloch: Lo scioglimento dei bolli CIL XV S. 545, CIL XV S. 546 e CIL XV S. 547 è ovviamente fuori dubbio, per CIL XV S. 543 e CIL XV S. 544 si potrebbe invece suggerire, come Dressel infatti ha fatto nel commento a CIL XV 1411, la lettura C. Satrini(us) Atimetus fe(cit). Ma tenendo conto delle analogie CIL XV S. 545-547, CIL XV S. 79, CIL XV S. 80, CIL XV S. 559, CIL XV 1491 (cfr. CIL XV S. 560!) questo sembra poco probabile se non impossibile. Daltronde non si può negare che il nome da integrare in CIL XV S. 548 e sottinteso in CIL XV S. 543 e 544 non necessariamente è quello di C. Satrinius Celer; potrebbe trattarsi di C. Satrinius Communis (cfr. CIL XV S. 79 e 80), i cui bolli sono anche attestati a Pompei (CIL XV S. 549 e 550). Ma i bolli di Celer sono più frequenti a Pompei, dato che egli fu attivo negli ultimi dieci o venti anni della città, mentre l'attività di Communis cade attorno al 40 d.C. (cfr. CIL XV S. 80).
C. Satrinius Celer è noto da laterizi delle figlinae Castricianae (CIL XV 141), Ocianae (CIL XV 388) e Marcianae (CIL XV 303-305). I nomi dei suoi operai compaiono però solo su mortai. Di questi, Callistus, Celer e Phoebus (?) sono altrimenti ignoti, ma Clemens è stato manomesso e ha lavorato insieme al patronus nelle figlinae Ocianae come C. Satrinius Clemens (CIL XV 384, cfr. CIL XV S. 96; Bloch).
CIL XV S. 548a var. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.13 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 7.1+, 3.1. Lett. 1.2, 1.2.
1. C·SATRI'N[I ---]
2. PHOEBVS [---]
C. Satrin[i ---] Phoebus [fec(it)?].
Edizioni. CIL X 8048.32a (m., Pompei inv. 17827). CIL III 14202.6e (m., Pergamo). Pallecchi 2002, 237 punzone 33.13 Nn. 383a/b, 384. Cfr. CIL X 8045.20 (t., Catania). Scheda Pompei inv. 17827.
CIL XV S. 548b Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.14 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 6.4+, 4.0. Lett. 1.2, 1.2.
1. C SA^TRINI C[---]
2. [P]'HOEBVS [---]
[C.] Satrin[i --- Ph]oebu[s fec(it)?].
Edizioni. CIL X 8048.32b (m., Pompei inv. 17557). Pallecchi 2002, 237 punzone 33.14 Nn. 385a/b. Maritan 2009, 167 N. 41 e 172 N. 11, fig. p. 174 N. 41. Inoltre Pompei inv. 12661 (scheda EMS, bollo molto consunto).
Commenti. L'edizione di Maritan completa le precedenti della prima lettera della r. 1 e di un frammento della H nella r. 2. Nella scheda del mortaio inv. 17557 la r. 1 finisce 'SA^TRINI C[---]. Se la lettura è giusta, Phoebus appare nei tre bolli S. 548a-b e var. come servo di Celer o di Communis. V. sopra, il commento di Bloch.
CIL XV S. 549 = CIL XV 308 (d.).
CIL XV S. 550 compl. Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.1 (da Zabehlicky Scheffenegger).
Forma: 110
Sig. 6.8, 2.3. Lett. 0.9.
1. C·SATRINI
2. COMMVNIS
C. Satrini Communis.
Edizioni. A. Sogliano, NSc 1901, 261 (m., Pompei). CIL X 8051.29; Callender 1965, 114 N. 471 (m., Taormina). Aguarod Otal 1991, 173 N. 16 fig. 35 (m., Zaragoza). Hartley 1973, 53 Nn. 31 m., 32 d.; Steinby 1978-79, 71 N. 112 (m., Marseille). Zabehlicky Scheffenegger 1996, 160 tav. 2 (m., Magdalensberg). Pallecchi 2002, 230s. punzone 33.1 Nn. 355a/b, 356, 357a/b, 358, 359. Aguarod Otal 2022, 335 N. 54, fig. 9.54.
Commenti. In questo bollo non viene menzionato il nome delle figlinae Marcianae (Bloch). In Steinby 1978-79 si sono confusi due timbri diversi, S. 550 e S. 550 var. 3, v. sotto.
Datazione. Il contesto di Magdalensberg è della prima metà del I secolo.
CIL XV S. 550 var. 1 Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.2 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 8.0+, 3.2. Lett. 1.2, 1.1.
1. C stella SATRIN[I]
2. COMMVNIS
C. Satrin[i] Communis.
Edizioni. Steinby 1987, 67, 148, 168, 412 (m., Pompei II.1, 1954, inv. 10660). Pallecchi 2002, 231s. punzone 33.2 Nn. 360a/b, 361a/b, 362, 363. Scheda Pompei inv. 10660.
Commenti. Il disegno in Egger 1961, 184 N. 76, tav. 101.76; cfr. Zabehlicky Scheffenegger 1996, 160 tav. 2 (m., Magdalensberg) presenta due frr. di timbri diversi, che non corrispondono all'es. pompeiano inv. 10660. Il secondo es. di Egger è più vicino al CIL XV S. 550 var. 3, dove non però non c'è la stella in r. 1; il primo è forse un timbro nuovo.
Datazione. Il contesto di Magdalensberg è della prima metà del I secolo.
CIL XV S. 550 var. 2 Fig. Aguarod Otal 1991, fig. IX.b.
Forma: 110
Sig. 6.5+, 2.4. Lett. 1.1.
1. 'C·'S'A'T'R'I[NI]
2. 'COMM^V'NI[S]
C. Satri[ni] Communi[s].
Edizioni. Aguarod Otal 1991, 172 N. 15 fig. IX.b, fig. 34.1 (m., Zaragoza). Pallecchi 2002, 232 punzone 33.3 N. 364. Aguarod Otal 2022, 335 N. 55, fig. 9.55.
Datazione. I sec. d.C. Aguarod Otal.
CIL XV S. 550 var. 3 Fig. Pallecchi 2002, punzone 33.5 (da Hartley).
Forma: 110
Sig. 6.4+, 2.2. Lett. 0.8.
1. C·SATRIANI
2. COMMVNI'S
C. Satri{a}ni Communis.
Edizioni. Joncheray 1972.1, 22, fig. p. 23, 34 fot. 20; Joncheray 1972.2, fig. a p. 13. Joncheray 1973, fig. a p. 19; Hartley 1973, 53 Nn. 33-35, 56 fig. 33; Steinby 1978-79, 71 N. 112 (m., relitto D di Cap Dramont, v. Parker 1992, 167 N. 374; confuso con S. 550). Zabehlicky Scheffenegger 1996, 160 tav. 2 (m., Magdalensberg). Pallecchi 2002, 232s. punzone 33.5 Nn. 366-369.
Commenti. Cfr. il dolio da Taormina in Hartley 1973, 53 N. 32 = Lazzeretti 1992-92, 567s. N. 297. Un es. è forse in Egger 1961, 184 N. 76, tav. 101.76; cfr. Zabehlicky Scheffenegger 1996, 160 tav. 2 (m., Magdalensberg), v. sopra, S. 550 var. 1.
Datazione. Il contesto di Magdalensberg è della prima metà del I secolo.
CIL XV S. 550A = CIL XV S. 79, S. 80.
Bolli di Auctus, servo di C. Satrinius Communis, il primo su dolio (AC), il secondo su sarcofago. Per C. Satrinius Communis cfr. CIL XV 306-309, CIL XV S. 77-78, 573-574.
Novum CIL XV S. 550/ 2495.1
Forma: 110
1. C·SA^TRIN·COMM^VN^I
2. AVCTVS·FEC
C. Satrin(i) Communi(s) Auctus fec(it).
Edizioni. CIL XV S. 79. A. Sogliano, NSc 1901, 261. CIL XV S. 550 A. Lazzeretti 1992-93, 569s. N. 298 (d.). Pallecchi 2002, 232 punzone 33.4 Nn. 365a/b (m., Stabia, Mus. Arch. Naz. Napoli; cfr. Ruggiero 1881, 283, 334; Cosenza 1908, 174 N. 37; Magalhaes 2006, 162 N. 75.
Commenti. Bloch S. 550 A: per i bolli di Auctus v. S. 79, S. 80, e add. a S. 543-548. Per i bolli di Communis su laterizi cfr. CIL XV 306-309, S. 77-78, S. 573-574. Magalhaes, che non ha visto il mortaio, riporta la trascrizione delle vecchie fonti, che Pallecchi ha corretto.
Datazione. Steinby 1974-75, 63: prima dell'a. 79 (ritrovato a Pompei).
Novum CIL XV S. 550/ 2495.2
Forma: 110?
1. C∙SATRINIVS TERTIVS
C. Satrinius Tertius.
Edizioni. Joncheray 1972.1, 25 (m., Roma; cons. all'Università di Durham). Testo senza indicazione di nessi o abbreviazioni. Pallecchi 2002, 238 punzone 33.17, N. 386.
Novum CIL XV S. 550/2495.3 Fig. Solin 2015-16, N. 15.
Forma: 110
Sig. 6.4, 3.4. Lett. 1.2-1.3, 1.2.
1. AVGVSTA^LIS
2. SATVRNINI
Augustalis Saturnini.
Edizioni. Solin 2015-16, 25s. N. 15, con fot.
Commenti. Bollo su mortaio tipo D2 di provenienza ignota, conservato nel Museo di Anzio. "Non è escluso che la produzione … sia da collocare nel territorio anziate" Solin. Nell'area tiberina sono noti un dominus di nome Laberius Saturninus (CIL XV 2453), e l'officinator Q. Petronius Saturninus (Novum CIL XV S. 534/2480 e var.). Escluso un collegamento con M. Cimonius Saturninus, che produce mortai del tipo D1.
CIL XV 2495
Forma: 110
1. T·SILIVS·T·F
T. Silius T. f.
Paleografia. Bollo piccolo (Dressel).
Commenti. Dolio dalle rive del Tevere (MNR). Cfr. CIL XV 2518.
Novum CIL XV 2495/6.1 Fig. Stanco 1999, tav. 3 N. 80.
Forma: 110
Sig. 12.2, 3.3. Lett. 2.2
1. SCA^EVOLA^E
Scaevolae.
Edizioni. Stanco 1999, 179 N. 80 tav. 3 bollo N. 80 (d.).
Datazione. I sec. d.C. Stanco.
Novum CIL XV 2495/6.2 Fig. Taglietti 2015, fig. 17.
Forma: 110
1. SEDA
Seda(tus/ -ti?).
Edizioni. Taglietti 2015, 275s. n. 41 fig. 17.
Commenti. Coperchio di dolio, non menzionato da A. Pasqui, NSc 1909 sui rinvenimenti in un complesso orreario sulla via Portuense; conservato al MNR inv. 53849. Taglietti osserva che la formula con il solo cognomen non è usuale sulla ceramica pesante e che nell'epigrafia doliare compaiono un Cursenius Sedatus (S. 377) e un M. Publicius Sedatus (CIL XV 637-638). Per le sue caratteristiche il bollo potrebbe anche non essere urbano.
Datazione. Per motivi tipologici e paleografici ancora nel I sec. d.C., Taglietti.
Novum CIL XV 2495/6.3 Fig. Mocerino 2014, fig. 2.
Bollo A:
Forma: 110
1. L∙SEST[---]
L. Sest[i]?.
Bollo B:
Forma: 110
1. L∙LAEC[---]
L. Laec[ani?].
Edizioni. Mocerino 2014, 471 s. fig. 2, dolio.
Paleografia. Il bollo di L. Sestius presenta caratteristiche simili ai bolli CIL XV 1444 e Novum CIL XV 1444/5.1 A, ma il timbro è diverso; rispetto al Novum CIL XV 1444/5.1 B, le lettere del bollo di L. Laec[anius] sono più esili e prive di apicature.
Commenti. Il rinvenimento otricolano rivela che la produzione di L. Sestius comprendeva anche doli, e conferma la localizzazione delle sue figlinae nella media valle del Tevere. L'officinatore non è noto da altri bolli. Diversamente, Mocerino (2014, 471-473) collega L. Laec[anius] con i CC. Laecanii, noti produttori di laterizi e anfore (Nonnis 2015.2, 254), proponendo per il dolio una provenienza istriana.
Datazione. V. CIL XV 1444.
Novum CIL XV 2495/6.4
Forma: 110
2. SEX∙F∙AR[---]
Edizioni. Bollo associato al Novum CIL XV 2418/9.4 di C. Cal[---].
CIL XV 2496 = CIL XV 1017 compl.
Commenti. Rinvenuto su op. d. sull'Esquilino (p. M. Fanti).
Novum CIL XV 2496/ S. 551.1
Forma: 110
1. SPERATVS
2. SER FEC
Speratus ser(vus) fec(it).
Commenti. Associato a un bollo di L. Rustius Lygdamus, CIL XV 2438.
Novum CIL XV 2496/ S. 551.2 Fig. Pallecchi 2002, punzone 39.7.
Forma: 110
Sig. 6.5+, 3.8. Lett. 1.5.
1. SVCE
2. SSI r. p.
Sucessi.
Edizioni. Pallecchi 2002, 253s. punzone 39.7 N. 422 (m., Ostia).
CIL XV S. 551 Fig. Pallecchi 2002, punzone 34.1.
Forma: 110
Sig. 7.7, 3.3. Lett, 1.2.
1. SER SVL'P
2. ATTICI
Ser. Sulp(ici) Attici.
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1911, 408 (m., Ostia). F. Fiorelli, NSc 1880, 434 N. 2 (m., Concordia). Pallecchi 2002, 239s. punzone 34.1 Nn. 387-388; 296 N. 468 (m., Clos Saint-Antoine; Brentchaloff - Rivet 2000, 496s., 502 N. 17).
Datazione. II sec. d.C. per il tipo di cartiglio, Pallecchi. Brentchaloff - Rivet: il contesto da un terminus post quem al 70 d.C.
Novum CIL XV S. 551/ 2497.1
Forma: 110
1. C∙TANSIMNI
C. Tansimni.
Edizioni. Curri 1978, 65 N. 42 ("grande orcio" da Vetulonia, Grosseto). Steinby 1978-79, 81 N. 203.
Paleografia. "Lettere a forma regolare, ma alquanto corrose" Curri. Bollo sul margine esterno del labbro.
Commenti. Il sospetto che la trascrizione sia errata (Steinby) è infondato. Lazzeretti 2000, 98s. e A. Ciacci ('Appendice. Un nuovo bollo di origine etrusca', AnnSiena 21 (2000), 87s.) hanno dimostrato che può trattarsi di una forma latinizzata di un gentilizio etrusco, tamsni o tamsnies (attestato a Caere); cfr. L. Tansini(us) M. f. (Caere, CIL I 1336 = CIL XI 3846). La gens tamsnie è una delle più grandi famiglie gentilizie presenti a Caere nella seconda metà del IV sec. a.C. (Ciacci con rif.).
Datazione. I sec. a.C. Nonnis 2015.2, 422.
Novum CIL XV S. 551/ 2497.2
Forma: 110
1. C∙TAPPI
2. SVCCESS[I]
C. Tappi Successi.
Edizioni. Natalizi Baldi 1985-86, 277 N. 93 (m., Milano inv. ST7668). F. Fiorelli, NSc 1880, 434 N. 6 (m., Concordia). Pallecchi 2002, 240 punzone 35.1 Nn. 389-390.
Paleografia. Lettere I piccole. Una linea separa le due righe di testo.
Datazione. I-inizio II sec. d.C.
Novum CIL XV S. 551/ 2497.3 Fig. Pallecchi 2002, punzone 35.2, 3, 4 (da Laufer).
Forma: 110
Sig. 9.5, 3.7. Lett. 1.1-1.2.
1. 'C 'T'A'PPI lunae falx
ramus palmae ss.
2. 'SV'C'C'E'S'S'I ornamentum quid?
C. Tappi Successi.
Il bollo è associato a due bolli anepigrafi, Pallecchi, 241 punzone 35.3: sig. 3.5, 3.5, pampino, e Pallecchi, 241 punzone 35.4: tridente terminante con una punta di lancia (v. Laufer).
Edizioni. A. Laufer, 'La Pénche. Un atelier de céramique à Lousanna', Cahiers d'archeologie romande 20 (1967), 46-49, fig. 35.1 (m., Losanna). Pallecchi 2002, 240s. punzone 35.2 N. 391a.
CIL XV 2497
Forma: 110
1. [T]'ERTI∙VIMATI
2. [C]RESCENTIS
[T]erti Vimati [C]rescentis.
Paleografia. Testo retrogrado.
Commenti. Vaso grande del tipo di "tinozza" (Dressel; MNR). Il Vismatius Crescens in CIL XV 407 è di un'altra generazione dello schiavo successivamente manumesso di Vismatius Successus, v. CIL XV 1519. Cfr. Novum CIL XV 2513/ S. 566, dove al posto di TERTI si legge SEXTI; è incerto se si tratti di una correzione di 2497 o del bollo di un altro servo di Vismatius Crescens.
CIL XV 2498
Forma: 110
1. TER[TI]VS FECIT
Tertius fecit.
In bolli separati ai due lati corona lemniscata.
Commenti. Dolio da Ostia, cella prope thermas. Testo quasi del tutto evanido; il secondo bollo del tutto illeggibile (Dressel).
CIL XV S. 552
Forma: 110
1. L∙TETIVS
L. Tetius.
Edizioni. CIL XI 6691.21 (d., Savignano).
Commenti. Cfr. CIL XV S. 553.
Novum CIL XV S. 552/3
Forma: 110?
1. TETI∙I[---]
Teti I[---].
"Sotto il nome è rappresentato orizzontalmente un caduceo (?)."
Edizioni. G. Carettoni, NSc 1967, 309 (m.). Steinby 1978-79, 81 N. 205. Pallecchi 2002, 245 punzone 36.6 Nn. 402a/b.
Commenti. Pallecchi integra Tet<t>i(us?) I[---]. Cfr. S. 552 = CIL XI 6691.21 L·TETIVS.
CIL XV S. 553
Forma: 110
1. FIGL∙L∙TETTI BALBI
2. AN^TIOC∙TOS∙SEX
Figl(ina) L. Tetti Balbi Antioc(hus) Tos(si) Sex. (sc. servus fecit).
Edizioni. CIL I 2351, p. 1136 (Krummrey). CIL XI 6691.22 (d., Orvieto). G.-F. Gamurrini, NSc 1884, 188.
Commenti. Sex. Tossius compare nella stessa funzione nel bollo S. 504 di L. Fabius Apol( ). Cfr. E.H. Warmington, Remains of Old Latin IV. Archaic Inscriptions. London - Cambridge Mass. 1953, 210s. N. 42. Ciampoltrini 1992, 85 su possibili parentele e contiguità di interesssi fra i Tettii e i Tossii (iscrizione sepolcrale CIL VI 27309, datata non oltre i decenni finali del I sec. a.C.). Gregori 1994, 551. Per l'interpretazione del bollo v. Aubert 1994, 362-364; Lazzeretti 2000, 93s. Sull'attività dei Tossii, v. anche Taglietti 2015, 269 n. 11; Tassaux 1987, 553; Pallecchi 2002, 241-245. Alle figlinae di L. Tettius Balbus, da ricercare nella media valle del Tevere, è forse riconducibile anche il dolio con il bollo CIL XI 6691.21 = S. 552 di L. Tet(t)ius da Savignano in Emilia (Nonnis 2015.2, 425); v. anche Novum CIL XV S. 552/3.
Datazione. Nell'ambito del I sec. a.C. Manacorda 2007, 269; ultimi anni della repubblica o primi augustei Ciampoltrini 1992, 85; Nonnis 2015.2, 425.
CIL XV S. 554 Fig. Pallecchi 2002, punzone 36.1 (da Zabehlicky Scheffenegger).
Forma: 110
Sig. 6.3+, 2.8 ca. Lett. 0.9. Lin. 1, 2, 1.
1. T stella TETTIVS
2. BARBARVS F
L. Tettius Barbarus f(ecit).
Edizioni. CIL X 8048.44a-b (m., Pompei e Napoli). CIL XV S. 386. CIL XV 6119. G. Gatti, BCom 1887, 320 e NSc 1887, 374 (m.). NSc 1914, 154 (Pompei Reg. I.6.2). Zabehlicky Scheffenegger 1996, 160 tav. 2 (m., Magdalensberg). Pallecchi 2002, 242s. punzone 36.1 Nn. 392, 393a/b, 394a/b, 395. Bianchi 2009, 220 N. 1, tav. IV.1 (m.).
Commenti. Esistono due timbri diversi con lo stesso testo: in CIL X 8048.44b e in CIL XV S. 386 al posto della stella in r. 1 c'è un punto. Il timbro S. 386 è più grande, diverge anche la disposizione del testo. Dato che non è stato possibile rivedere la trascrizione dell'esemplare conservato al Museo Nazionale di Napoli (Pallecchi N. 394a/b; il bollo è comunque stato visto da Dressel) rimane aperta la questione se i due timbri siano stati utilizzati indifferentemente per laterizi e mortai.
Datazione. A Magdalensberg il contesto è della prima metà del I sec. d.C.
Novum CIL XV S. 554/5 Fig. Pallecchi 2002, punzone 36.2 (ric. grafica), punzone 36.3.
Forma: 110
Sig. 6.3+, 3.0. Lett. 1.2, 1.2. Lin. 1, 1, 1.
1. [---]TETTIV[S]
2. [---]CINNAM'V[S]
[---] Tettiu[s] Cinnamu[s].
Al bollo Pallecchi N. 397 è associato un bollo anepigrafe, Pallecchi 243 punzione 36.3, sig. 4.4+, 2.8: tridens.
Edizioni. Steinby 1987, 156, 168 (m., Pompei inv. 17863, 17535). Pallecchi 2002, 243. punzone 36.2 Nn. 396-398.
CIL XV S. 555 Fig. Pallecchi 2002, punzone 36.4 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 8.4, 4.1. Lett. 1.5, 1.6. Lin. 1, -, 1.
1. [T]∙TETT[I]
2. RESTITV'T[I]
[T.] Tett[i] Restitut[i].
Edizioni. CIL X 8048.45a-b (m., Pompei inv. 17589). Pallecchi 2002, 244 punzone 36.4 Nn. 399a/b, 400a/b. Scheda Pompei inv. 17589.
Commenti. "Obviously related to T. Tettius Barbarus (CIL XV S. 554)" Bloch.
Novum CIL XV S. 555/ 2499.1 Fig. Pallecchi 2002, punzone 36.5.
Forma: 110
Sig. 6.6+, 2.8 ca. Lett. 1.2. Lin. -, 1, -.
1. [SP]'ERA^TVS∙TETTI[AE]
2. [GR]AMMENI[S]
[Sp]eratus Tetti[ae] [Gr]ammeni[s].
Edizioni. Zabehlicky Scheffenegger 1996, 161, tav. 2 (m., Magdalensberg). Pallecchi 2002, 244s. punzone 36.5 N. 401.
Datazione. A Magdalensberg il contesto è della prima metà del I sec. d.C.
CIL XV 2499
Forma: 120
1. C∙TITIEN[I] C∙F FLORI
C. Titien[i] C. f. Flori.
Su dolio; inoltre, in tre bolli separati bucranium ut videtur fra due signa illeggibili.
Commenti. Due doli, Roma (Tab.).
CIL XV 2500a
Bollo A
Forma: 110
1. C TITIEN^I C F FLORI
C. Titieni C. f. Flori.
CIL XV 2500a
Bollo B
1. REPENTINVS F
Repentinus f(ecit).
In bolli separati ai due lati del bollo B caput bovis infulatum.
Edizioni. CIL XIV 4093.7.
Commenti. Grande dolio da Ostia, cella prope thermas. Lo stesso in Descemet, p. XVI, male trascritto.
CIL XV 2500b
Bollo A
Forma: 120
1. C∙TITIENI C F FLORI
C. Titieni C. f. Flori.
CIL XV 2500b
Bollo B
Forma: 130
1. REPENT[I]NVS F
Repentinus f(ecit).
In bolli separati ai due lati del bollo B caput bovis infulatum.
Commenti. Dolio dall'Esquilino (Tab.).
Novum CIL XV 2500/1.1 Fig. Stanco 2001, tav. III N. 181.
Forma: 110
Sig. 10.7, 2.8. Lett. 1.8.
1. C∙TITIVS∙T∙F
C. Titius T. f.
Edizioni. Stanco 2001, 184 N. 181 tav. III bollo N. 181 (d.).
Datazione. Età augustea? Stanco. Rinvenuto nella villa dei Volusii Saturnini.
Novum CIL XV 2500/1.2 Fig. Gasperoni 2003, tav. CXXXVII.3-4.
Forma: 110
Sig. 5.5+, 3.2. Lett. 1.9.
1. L TON[---]
L. Ton[neius/ -i ---].
Edizioni. Gasperoni 2003, 266s. N. 94 tav. CXXXVII.3-4.
Commenti. Come nota Gasperoni, Dionysius è l'unico Tonneius noto che porta il prenome Lucius, con qualche dubbio dovuto alle vecchie edizioni del S. 199, v. Steinby 2003, 142 Nn. B46 e B46 bis.
Attestazioni. Mugnano, Buconera - Rota Rio, fornace N. 41 (d./ m.?).
Datazione. Metà ca. del I sec. d.C.? (Gasperoni).
Novum CIL XV 2500/1.3 Fig. Nicoletta 2007, fig. 8.1a-c, tav. VIII.3.
Forma: 340
1. [---] TONN^E^I A^M^PH^IO
[---] Tonnei Amphio(nis).
Edizioni. Gasperoni 2003, 147, 243 N. 62 (v. Novum CIL XV 631/2.2). Nicoletta 2007, 156s. Tipo D12 (datato età augustea-traianea), fig. 8.1a-c, tav. VIII.3 (d.). Nicoletta 2008, 312s. N. 575, dis. e fot.
Commenti. Su tegola Gasperoni; datato fra il 30 d.C. e l'età neroniana. Da notare l'uso eccezionale di un bollo semicircolare su dolio. Nicoletta propende per una produzione locale di Scoppieto, mentre il rinvenimento del laterizio con lo stesso bollo a Mugnano induce Gasperoni a ipotizzare un legame con i Domitii.
Novum CIL XV 2500/1.4 Fig. Gianfrotta 1972, fig. 204.
Bollo A:
Forma: 110
1. L∙TORIVS∙PILAR'O
L. Torius Pilaro( )?.
Novum CIL XV 2500/1.4
Bollo B:
Forma: 110
1. HILARVS RVBRI FECIT
Hilarus Rubri fecit.
Edizioni. Gianfrotta 1972, 97 § 84 (villa?), fig. 204 (d.; cfr. BInfCentumcellae V.5 (1971), 91). Steinby 1978-79, 81s. N. 206. Scardozzi 2015, 217 fig. 12.
Paleografia. Gianfrotta parla di un bollo a due righe, ma si tratta di due bolli impressi uno sopra l'altro; v. bollo B.
Commenti. La parte finale dei bolli è illeggibile nella fotografia. La trascrizione è quindi basata sull'interpretazione di Gianfrotta. Il cognomen Pilaros suggerito da Gianfrotta non è attestato altrove. Se l'ultima lettera fosse una G si potrebbe pensare a P(h)ilargyrus oppure a P(h)ileros, se invece della A c'è una E; cfr. Solin 2003 II, 815-818. Per la localizzazione della produzione nel territorio di Ferento v. Scardozzi 2015, 217.
CIL XV 2501
Forma: 110
1. C·L TOSSIEIS·C·F
2. C·TOSSIVS·C·L
C., L. Tossieis C. f. C. Tossius C. l.
Edizioni. CIL I 2323, p. 1116; v. CIL I 2351. CIL XV 1479.
Paleografia. In Scardozzi 2015, 202 e Nonnis 2015.2, 432s. le due righe vengono menzionate come due bolli separati.
Commenti. Dolio (Mus. later. inv. 1823 C. C. 150). Sui Tossii Ciampoltrini 1992; Gregori 1992; Tassaux 1987, 553s.; Lazzeretti 2000, 93s.; Taglietti 2012; Scardozzi 2015, 202-204. Il bollo è stato con tutta probabilità erroneamente inserito anche tra quelli su mattone (CIL XV 1479), Taglietti 2015, 269.
La produzione è stata da Ciampoltrini localizzata a Roma, mentre Scardozzi 2015, 204 propone i territori di Bolsena e soprattutto Ferento per parte delle officine di Sex. Tossius e di alcuni QQ. Tossii. Nonnis 2015.2, 432 nota una precoce attestazione del gentilizio nei dintorni di Magliano Sabina (graffito su vernice nera, T. Tos(s)io(s) in Verga 2006, 70 fig. 29, tav. VII.40).
Datazione. Decenni iniziali del I sec. a.C. Ciampoltrini 1992, 84; Scardozzi 2015, 202; Nonnis 2015.2, 433. I sec. a.C. Taglietti 2015, 269.
CIL XV 2502 Fig. Taglietti 2012, N. VI.67.
Forma: 110
Sig. 10.4, 3.6. Lett. 1.0.
1. Q stella TOSSI
2. CIMBRI
Q. Tossi Cimbri.
In bolli separati, sopra corona lemniscata e folium vitis, sotto di esse caduceus alatus ds.; ai due lati tridens e ramus palmae; sotto due volte folium vitis. Misure 10.4, 2.6; 2.7, 2.9.
Edizioni. Taglietti 1994.3, fig. 772. Taglietti 2012, 399 N. VI.67 fot. (MNR inv. 57107, d. da Ostia). Taglietti 2015, 279 N. 3.
Commenti. Per Cimber prima della manumissione v. CIL XV 2504, dove sono presenti anche i bolli ornamentali con ramo di palma e con corona; v. anche Novum CIL XV 2502/3. Sul significato dei bolli ornamentali Gregori 2004 e Ciampoltrini 1992, 84. Sui Tossii v. il comm. a CIL XV 2501.
Datazione. Età augustea - I sec. d.C. Scardozzi 2015, 203.
Novum CIL XV 2502/3 Fig. Gregori 1994, fig. 3.
Bollo A
Forma: 110
Sig. 13.6, 7.6 (alt. dei due bolli sovrapposti?). Lett. 0.6-1.5.
1. REDEM^PTVS∙Q∙TOSSI
2. CIMBRI∙SER∙FEC
Redemptus Q. Tossi Cimbri ser(vus) fec(it).
Commenti. Associato al bollo Novum CIL XV 2502/3 Bollo B. In bolli separati sopra, due volte folium vitis (cm 3.6, 3.8), a s. tridens (cm 13.2, 3.6), a d. ramus palmae (cm 13.0, 3.8).
Edizioni. Gregori 1994, 547-551, figg. 2-4 (d., Roma via della Storta 1987 ca.). AE 1994, 202a. Taglietti 2015, 279 N. 4.
Commenti. Gregori su più servi sullo stesso oggetto o nello stesso bollo. Possibile associazione con i Tettii (p. 551): iscrizione funeraria tardorepubblicana CIL I2 1396, p. 980 = VI 27309: una Tossia Q. f. viene sepolta accanto a Gemella Tettia P. f. e a Paulla Tettia P. f.; secondo CIL I2, 980 si tratterebbe di tre sorelle nate da padre diverso. (Sulla formula onomastica I. Kajanto, Arctos 7 (1972), 29 e H. Solin, in Epigrafia. Actes Coll. en mémoire de Attilio Degrassi. CEFR 143, Rome 1991, 157). Cfr. CIL XV S. 553 = CIL XI 6691.22 = I2 2351 e p. 1136, dove Antioc(us) Toss(i) Sex. lavora figl(inis) L. Tetti Balbi (potrebbe trattarsi dello stesso Sex. Tossius L. f. nominato in S. 504). Il prenome Q. compare anche nell'iscrizione CIL VI 27563. Sui Tossii v. anche il comm. a CIL XV 2501.
In età tardorepubblicana o agli inizi dell'Impero un Q. Tossius Q. [f.] pose nel Reatino una dedica alla dea Vacona (S. Silberstein-Trevisani, ZPE 34 (1979), 273-276 = AE 1979, 199).
Sulla base della varietà di signa associati ai bolli di Q. Tossius Cimber, Gregori ipotizza che questi signa, oltre ad avere un carattere apotropaico/ religioso, in analogia con i bolli laterizi, sarebbero stati il marchio distintivo di determinati officinatores. Ovvero, se riserviamo la definizione officinator alla persona menzionata nel bollo iscritto, dei suoi anonimi aiutanti; Steinby 2016, 607.
Datazione. In base alla forma rettangolare e a considerazioni di tipo onomastico e paleografico entro il I sec. d.C. (Gregori). Età augustea - I sec. d.C. Scardozzi 2015, 203.
Novum CIL XV 2502/3 Fig. Gregori 1994, figg. 1-3.
Bollo B
Forma: 110
1. EV^PHRAS^TVS∙Q∙TOSSI
2. CIMBRI∙SER∙FEC
Euphrastus Q. Tossi Cimbri ser(vus) fec(it).
Edizioni. Gregori 1994, 547-551, figg. 1-3. (d., Roma via della Storta 1987 ca.). AE 1994, 202b.
Datazione. Età augustea - I sec. d.C. Scardozzi 2015, 203.
CIL XV 2503 = S. 556
Forma: 130
1. Q stella TOSSI
2. CLARI palma
Q. Tossi Clari.
In bolli separati, sopra due volte corona in qua est ramus, sul lato sinistro ramus palmae, sotto tre volte corona in qua est ramus.
Edizioni. CIL XI 6691.23. Taglietti 2015, 279 N. 5.
Commenti. Esemplari su doli da Roma (MNR) e da Viterbo. Bloch nota che il bollo è formalmente quasi identico a CIL XV 2502 di Q. Tossius Cimber; dato che Cimber era un liberto di Q. Tossius Ingenuus (2504 e S. 557) è probabile che lo sia anche Clarus. Sui Tossii in genere v. il comm. a CIL XV 2501.
Datazione. Età augustea - I sec. d.C. Scardozzi 2015, 203.
CIL XV S. 557
Forma: 110
1. Q TOSSI INCENVI
Q. Tossi Incenui.
A destra corona, sotto ramus palmae, probabilmente in boli separati.
Edizioni. CIL XI 6691.24 (Monte Calvo). Taglietti 2015, 279 N. 1.
Commenti. L'es. di CIL XI 6691.24 è attestato su un "grosso mattone", non ceramica pesante come lascia capire la collocazione di Bloch. Scardozzi 2015, 203 menziona un dolio rinvenuto a Roma e Taglietti include il bollo fra quelli su dolio.
Datazione. Età augustea - I sec. d.C. Scardozzi 2015, 203.
Novum CIL XV S. 557/2504 Fig. Ruffo 2006, fig. 162a-b.
Forma: 110
1. Q·TOSSI·Q·L
2. INCENVI tridens ds.
Q. Tossi Q. l. Ingenui.
In bollo separato ramus palmae.
Edizioni. G. Ruffo, 'Ritrovamenti archeologici a via Tagliaferri (loc. La Giustiniana)', ©BCom 107 (2006), 311 e n. 4, fig. 162a-b. Scardozzi 2015, 203 fig. 5.
Datazione. Età augustea - I sec. d.C. Scardozzi 2015, 203.
CIL XV 2504 Fig. Gregori 1994, fig. 4.
Forma: 110
1. Q∙TOSSI∙INGENVI
2. CIMBER∙FEC
Q. Tossi Ingenui Cimber fec(it).
In bolli separati sopra due volte corona, ai due lati ramus palmae, sotto ramus palmae, sotto ancora due volte nux pinea.
Edizioni. Gregori 1994, 549 fig. 4. Taglietti 2015, 279 N. 2 fig. 8.
Commenti. Presso la Farnesina R. Lanciani, NSc 1879, 68 CIMBER FECIT; NSc 1880, 140. Sulle cellae vinariae Nova et Arruntiana, v. Taglietti 2015, 272-275, spec. p. 273. Per Cimber dopo la manumissione v. sopra, Novum CIL XV 2502/3; sui Tossii in genere v. il comm. a CIL XV 2501.
Datazione. Età augustea - I sec. d.C. Scardozzi 2015, 203.
CIL XV 2505 corr. Stefani 1913, fig. 4.
Forma: 110
Sig. 11.5+, 7.5+, 12+. Lett. 1.3-1.4 (Ciampoltrini).
1. Q∙TOSSI∙IVSTI
2. PRIMIO∙SER∙F
Q. Tossi Iusti Primio ser(vus) f(ecit).
In bolli separati, sopra pampinus, sotto dolia tres.
Edizioni. CIL XIV 4093.8 da Marini 1884, 406 N. 3. E. Stefani, NSc 1913, 389s. fig. 4. Ciampoltrini 1992, 84, n. 8, figg. 1-2. Taglietti 2015, 279 N. 6 e 269 n. 11, figg. 1a-b.
Commenti. Dolio da Valmontone; emendamento di Ciampoltrini. Cfr. Ciampoltrini 1992, 84 figg. 1-2 per un es. rinvenuto nei pressi di Orbetello:
1. [---]
2. PRIMIO S[---]
In bolli separati thyrsus cum bendis (alt. 4.0); serie di dolia; kantharos (cm 3.5-3.7, 4.0-4.1).
Nei bolli figurati Ciampoltrini suggerisce di riconoscere dolii fra tralcio di vite. Sui motivi dionisiaci che accompagnano i bolli dei Tossii v. Ciampoltrini 1992, 84 e fig. 3, confronti in lastre campana p. 85; Taglietti 2015, 268 n. 8. Sui Tossii v. anche il comm. a CIL XV 2501.
Datazione. Fine I sec. a.C. - inizio I d.C. Ciampoltrini 1992, 85.
CIL XV 2506 = S. 558
Forma: 110
1. Q∙TOSSIVS sagitta
2. PRISCVS FEC
Q. Tossius Priscus fec(it).
In bolli separati a d. caduceus alatus, sotto palmites vitis e dolia septem.
Edizioni. CIL XI 8114.8 (Vitorchiano). CIL XIV 4093.9 da G. Marocco, Monumenti dello stato pontificio VII. Roma 1833-37, 46. AE 1981, 637 (Forum Iulium) da Chr. Goudineau, Gallia 39 (1981), 533. Taglietti 2015, 279 N. 7, 269 n. 11.
Commenti. Marocco parla di "lapide laterizia" rinvenuta a Marino. L'esemplare di Bloch proviene da Vitorchiano; l'oggetto bollato non viene specificato, ma Scardozzi 2015, 203 n. 29 lo annovera fra i doli. A proposito del rinvenimento a Fréjus, Scardozzi, ibid. nota la presenza di Tossii ad Arles (CIL XII 719), Narbonne (CIL XII 5170) e Vaison-la-Romaine (AE 2003, 1101). La presenza a Fréjus del dolio va comunque letta nel più generale quadro della circolazione a lunga distanza del contenuto del dolio e della produzione e del commercio delle derrate alimentari, Taglietti 2015, 269 n. 11. Sui Tossii v. il comm. a CIL XV 2501.
Datazione. Età augustea - I sec. d.C. Scardozzi 2015, 203.
CIL XV 2507
Forma: 110
1. Q∙TOSSIVS∙
2. PROCVLVS∙F
Q. Tossius Proculus f(ecit).
In bolli separati, sopra due volte caput bovis, a s. thyrsus vitis exornatus, a d. ramus palmae, sotto tre volte caput bovis.
Edizioni. CIL XIV 4093.10. C. Caprino, NSc 1956 = AE 1956, 143 (Roma, via Trionfale). Taglietti 2015, 279 N. 8.
Commenti. Dolio, Ostia cella prope thermas. Sui Tossii v. il comm. a CIL XV 2501.
Datazione. Età augustea - I sec. d.C. Scardozzi 2015, 203.
Novum CIL XV 2507/8.1
Forma: 110
1. [---]I VITAL[---]
2. [---[SSI[---]
In bolli separati una palma, almeno tre bucrani nella parte del dolio conservata.
Edizioni. V. Fiocchi Nicolai, I cimiteri paleocristiani del Lazio I. Etruria meridionale. Città del Vaticano 1988, 223 (d.). Scardozzi 2004, 188. Scardozzi 2015, 203, n. 34.
Commenti. Verosimilmente un Vitalis, servo o liberto di un Tossius. Sui Tossii v. il comm. a CIL XV 2501.
Datazione. Età augustea - I sec. d.C. Scardozzi 2015, 203.
Novum CIL XV 2507/8.2
Forma: 130
1. TROP^HIMI
Trophimi.
Commenti. Associato al bollo CIL XV 2432, C. Domati.
CIL XV 2508 compl.
1. Q∙VALERI∙CA^TONIS∙
2. EX∙FIGVLIN STRABO
Q. Valeri Catonis ex figulin(is) Strabo(nianis).
Edizioni. Steinby 1974, 97. Taglietti 1979, 212 N. 90. Taglietti 2015, 274s., con n. 36.
Commenti. Coperchio di dolio, rinvenuto a Roma, nelle cellae vinariae Nova et Arruntiana, v. Taglietti 2015, 272-275. R. Lanciani, NSc 1880, 140 (r. 2 FIGLIN). Variante di S. 83. Stanco 2010, 74 ritiene che sia sottinteso il nome di C. Marcius Strabo piuttosto che il nome delle figlinae Strabonianae. Cfr. S. 528 e Novum CIL XV 541/2.1. Le figlinae sono state localizzate presso Orte, Scardozzi 2015, 208 n. 75.
Datazione. Metà ca. del I secolo. Età augustea Scardozzi 2015, 208. Attorno all'età neroniana Steinby 1974-75, 64.
Novum CIL XV 2508/ S. 559
Forma: 110?
1. Q. VALERIVS SE[---]
Q. Valerius Se[---].
Edizioni. Hartley 1977, N. 6 = Parker 1992, 211 (m. Herne Bay, Thames estuary).
Commenti. Sono stati rinvenuti almeno quattro mortai con questo bollo, probabilmente da un relitto.
Datazione. Aa. 55-85 d.C.
CIL XV S. 559 corr.
Bollo A:
Forma: 110
1. M∙VARIENI
M. Varieni.
CIL XV S. 559 corr.
Bollo B:
1. CASTVS FEC
Castus fec(it).
Edizioni. R. Paribeni, NSc 1922, 412 N. 13 (s., Roma). Taglietti 2015, 275 n. 37 (correzione sulla base di MNR inv. 80935).
Commenti. Bloch: Questo M. Varienus compare probabilmente in CIL XV 1491 [M.?], T. Varienorum, [A]nthus fe(cit), che è istruttivo in quanto dimostra senza dubbio che normalmente bolli di questo tipo danno il nome del proprietario – spesso senza cognomen – al genitivo e quello dell'operaio al nominativo (cfr. CIL XV S. 543-548). Sui Varenii/ Varienii v. Pallecchi 2005, 224s.
CIL XV S. 560
Forma: 110
1. M∙VARENVS
2. APRILIS∙FEC
M. Varenus Aprilis fec(it).
Con i bolli Pallecchi 403a/b è associato un terzo, Pallecchi 2002, 247 punzone 37.2, N. 403c folium hederae.
Edizioni. CIL X 8048.46a-b (m., Pompei, Ercolano). Pallecchi 2002, 246s. punzone 37.1 Nn. 403a/b, 404a/b; 403c.
CIL XV S. 561 Fig. Pallecchi 2002, punzone 37.4, punzone 37.6.
Forma: 110
Sig. 7.2+, 2.7. Lett. 1.0, 0.9.
1. M∙VARIEN[VS]
2. CRESCES∙F'E[C]
M. Varien(us) Cresces fe(cit).
Al bollo Pallecchi N. 408a è associato un bollo anepigrafe Pallecchi 2002, 248 punzone 37.6, sig. 7.5+, 2.5, delphinus et tridens.
Edizioni. CIL X 8048.48c (m., Pompei inv. 17862). M. Della Corte, NSc 1933, 312 N. 305 (m., Pompei). K.F. Hartley, 'The mortaria and their origins', in B.W. Cunliffe (ed.), Fifth Report on the Excavations of the Roman Fort at Richborough, Kent. Soc. of Antiquaries London 1968, 172-183, Cat. N. 95, tav. LXXXIX.95; 1973, 52 N. 36 (m., Richborough). Steinby 1987, 48 N. 114. Pallecchi 2002, 248 punzone 37.4 Nn. 408b, 409. Scheda Pompei inv. 17862.
Commenti. Pallecchi corregge in Var{i}enus e Cresce<n>s. Crescens era un liberto di M. Varienus Iucundus, cfr. CIL XV S. 562. I bolli figurati associati a CIL XV S. 561 e la variante, tematicamente simili, potrebbero essere distintivi di Crescens, oppure di un suo servo; Steinby 2016, 608.
CIL XV S. 561 var. Fig. Pallecchi 2002, punzone 37.3 (ric. grafica), punzone 37.5 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 7.3+, 3.1. Lett. 1.3, 1.3. Lin. 1, ?, ?.
1. M stella VAREN'V[S]
2. CRESCENS F'E[C]
M. Varenu[s] Crescens fe[c(it].
Ai bolli Pallecchi 405a e 407a è associato il bollo anepigrafe punzone 37.5, sig. 6.8+, 3.1, tridens.
Edizioni. CIL X 8048.48a-b. A. Sogliano, NSc 1894, 382 N. 18 (m., Pompei inv. 11727). Pallecchi 2002, 247 punzone 37.3 Nn. 405a, 406 (inv. 11723, a. 1956; il bollo con la provenienza I.13.13 è stato trascritto M∙VAR^IENV | CRESCENS), 407a (inv. 17836). Schede Pompei inv. 11723, 17836.
CIL XV S. 562
Forma: 110
1. [C]RESCENTI[S M]
2. [V]ARIEN∙IVCV[N^DI]
[C]rescenti[s M. V]arien(i) Iucu[ndi].
Edizioni. CIL X 8048.47 (m., Pompei). CIL XV 964. Pallecchi 2002, 249 punzone 37.7 N. 410.
Commenti. Dressel, che ha schedato sia il bollo conservato "repos. urbis" che l'esemplare sul m. pompeiano, sostiene che si tratta dello stesso timbro e commenta "litt. parvis".
CIL XV S. 562 var. Fig. Pallecchi 2002, punzone 37.8.
Forma: 110
Sig. 6.0+, 2.4. Lett. 0.8, 1.0. Lin. ?, 1, 1.
1. [C]RESCENT^IS [---]
2. [I]VCVNDI
[C]rescentis [M. Varieni] Iucundi.
Edizioni. Steinby 1987, 166, 176, 412. Pallecchi 2002, 249 punzone 37.8 N. 411b (inv. 17516).
Commenti. L'immagine in Pallecchi corrisponde alla scheda EMS del bollo Pompei inv. 17810 (v. Steinby 1987, 412 concordanze), dove non viene menzionato un secondo bollo; cfr. Pallecchi 2002, 249 punzone 37.9 N. 411a, bollo illeggibile associato al N. 411b. S. Pallecchi commenta: "Effettivamente, nel mio archivio, il numero di inventario 17516 che compare nella pubblicazione è corretto a mano con il numero 17810."
CIL XV 2509 Fig. Pallecchi 2002, punzone 18.36.
Forma: 110
Sig. 5.8, 2.7. Lett. 1.1, 0.9.
1. VELOX [---]
2. DOMITIOR'V[M]
Velox [duor(um)?] Domitioru[m].
Edizioni. CIL X 8056.370. Pallecchi 2002, 139s. punzone 18.36 N. 126 (m., Ostia), 127 (m., Palazzoli).
Commenti. Orlo di vaso da Palazzoli, forse doliolo (Stevenson).
CIL XV 2509 var. Fig. Aguarod Otal 2022, fig. 7.19.
1. VELOX
motivo vegetale ondulante con pampini
2. [DOMITIORVM]
Velox [Domitiorum].
Edizioni. M. García-Barberena - M. Unzu - J. Velaza 2014: 'Nuevas inscripciones romanas de Pompelo, Epigraphica 76.1-2, 342s., figg. 15-16. Aguarod Otal 2022, 333 N. 19, fig. 7.19 (da García-Barberena et al.).
Novum CIL XV 2509/10.1
Forma: 110
1. 'P·VETTI·C·F·ARN
2. stella CLEMENTIS stella
3. STEP^HANVS·S·FEC·
P. Vetti C. f. Arn. (tribu) Clementis Stephanus s(ervus) fec(it).
In bolli separati: sopra corona, nux pinea; a s. caduceus, a d. ramus palmae; sotto corona, nux pinea.
Edizioni. Th. Ashby, RendLinc 7 (1898), 120 e PBSR 1 (1902), 244s. n. 2 (d., Valle di Prataporci, Collatia). Menzione in Quilici 1974, 895 e Coste 1970-71, 107. Steinby 1978-79, 82 N. 209. Steinby 1987, 48 N. 115.
Commenti. Sulla base del Novum CIL XV 2509/10.2 il praenomen deve essere corretto in P. Scardozzi 2015, 204s. e nn. 38, 40 osserva che alla tribu Arnensis erano ascritti i territori di Otricoli e Piammiano-Statonia e che a Bagnaia è documentato un fundus Vettianus (CIL XI 3019). Inoltre, nelle figlinae dei Domitii operava T. Vettius Fuscus (CIL XV 1498 e var.), che ha prodotto anche doli, v. 2510.
Datazione. Tra fine della Repubblica e inizi Impero, Scardozzi 2015, 204.
Novum CIL XV 2509/10.2 Fig. Coste 1970-71, fig. 17.
Forma: 110
Lett. 1.1, 1.3. Lin. 1, 1, 1.
1. P·VETTI stella C [---]
2. CLEMENTIS
P. Vetti C. [f.] Clementis.
Edizioni. Coste 1970-71, 107 inedito N. 15 fig. 17 (d.).
Datazione. Tra fine della Repubblica e inizi Impero, Scardozzi 2015, 204.
CIL XV 2510
Forma: 999
1. caput T∙VETTI caput
bubulum FVSCI r. p. radiatum
T. Vetti Fusci.
Edizioni. Marini 1884, 407 N. 7.
Commenti. Gli ornamenti sono presumibilemnte in bolli separati. Dolio molto grande (Museo di Ciampino). Cfr. CIL XV 1498 e variante.
CIL XV 2511
Forma: 110
1. C∙VIBI∙DONATI
2. FLORVS SER FECIT
C. Vibi Donati Florus ser(vus) fecit.
In bolli separati a s. caduceus, sotto protome viri e navicula.
Commenti. De Rossi 1877 III, 374 "labbro d'un'anfora", ma si tratta di un dolio (Dressel).
CIL XV 2512
Forma: 110
1. C∙VIBI∙DONATI
2. FORTVNA^TVS∙SER∙F
C. Vibi Donati Fortunatus ser(vus) f(ecit).
In bolli separati ai due lati caduceus alatus, sotto folium, nux pinea e folium.
Edizioni. CIL XIV 4093.11.
Commenti. Un esemplare secondo Maldura "pezzo di terracotta, forse d'un urnetta" da un monumento sepolcrale nell'agro di Grottaferrata; lo stesso es. viene da Stevenson definito un bollo di mattone, erratamente secondo Dressel. Secondo esemplare su dolio dall'agro di Grottaferrata.
CIL XV S. 563
Forma: 110
1. C VIBI DONATI
2. PRISCVS SER FEC
C. Vibi Donati Priscus ser(vus) fec(it).
In bolli separati sopra ramus, ai lati caduceus, sotto ornamentum, bucranium.
Edizioni. CIL XI 6691.26 (d., Rignano Flaminio).
Commenti. Priscus è il quarto dei servi di C. Vibius Donatus, produttore di laterizi e di doli; gli altri tre sono Felix (CIL XV 1505-1506), Florus (CIL XV 2511) e Fortunatus (CIL XV 2512). Formalmente CIL XV S. 563 è affine a CIL XV 2511 e 2512. Cfr. anche CIL XV S. 549 e CIL XV 2439.
CIL XV S. 564
Forma: 110
1. C∙VIBIV'S
2. 'FORTVN'A'T FEC
C. Vibius Fortunat(us) fec(it).
Commenti. Rinvenuti su dolio nel 1939 a Ostia insieme a CIL XV S. 470, CIL XV S. 471, CIL XV S. 509, CIL XV S. 537, CIL XV S. 539, CIL XV S. 565; Bloch 1953, 225 Ostia III.XIV.3. C. Vibius Fortunatus è il Fortunatus ser(vus) del bollo CIL XV 2512 dopo la manumissione da parte di C. Vibius Donatus. Cfr. CIL XV S. 563.
CIL XV S. 565
Forma: 110
1. caput C VIBI FORTVNA^T^I caput
2. bovis C VIBI CRESCENTIS bovis
C. Vibi Fortunati, C. Vibi Crescentis.
Commenti. Su dolio rinvenuto nel 1939 a Ostia insieme a CIL XV S. 470, CIL XV S. 471, CIL XV S. 509, CIL XV S. 537, CIL XV S. 539, CIL XV S. 564; Bloch 1953, 225 Ostia III.XIV.3. Fortunatus è stato manumesso da C. Vibius Donatus, cfr. CIL XV 2512 e CIL XV S. 564.
Novum CIL XV S. 565/ 2513 Fig. Huguet 2016, fig. 12.
Forma: 110
Sig. 13.00, 4.4.
1. C∙VIBIVS hedera
2. PRIMIGEN^'IVS FE
C. Vibius primigenius fe(cit).
Edizioni. Huguet 2016, 316s. N. 12, fig. 12 (coperchio di dolio, Aix en Provence; dis. C. Huguet).
Commenti. Indubbiamente della stessa familia di C. Vibius Donatus e i suoi servi e liberti, produttori di doli, v. CIL XV 2511 e 2512, S. 563-565. L'origine centro-italica è certa (Huguet).
Datazioni. Rinvenuto in uno strato di demolizione della fine del I sec. d.C.
CIL XV 2513 Fig. Pallecchi 2002, punzone 18.91 (da Leblanc - Desbat).
Forma: 110
Sig. 7.3+, 3.5. Lett. 0.7-1.0.
1. VICTOR∙S F AVR CA^E
ramus palmae ss.
2. ET FAVSTIN AVG
Victor s(ervus) f(ecit) Aur(eli) Cae(saris) et Faustin(ae) Aug(ustae).
Edizioni. O. Leblanc - A. Desbat, RANarb 25 (1992), 140s. Pallecchi 2002, 170s. punzone 18.91 Nn. 215a/b (m.) 216 (m., Saint-Romain-en-Gal).
Paleografia. Punto fra R ed S dubbio secondo Dressel, quadrato secondo Pallecchi.
Commenti. "Tinozza" (repos. urb.; probabilmente MNR secondo Pallecchi). Impresso due volte. Per la carriera di Victor v. 627 compl. et corr.
Datazione. Aa. 155-160 ca.
Novum CIL XV 2513/ S. 566? Fig. Pallecchi 2002, punzone 38.2 (da Inscr. Creticae).
Forma: 110
1. [S]EXTI VIMATI
2. [C]RESCENTIS
[S]exti Vimati Crescenti[s].
Edizioni. Inscr. Creticae IV 543, p. 419 (m.). Steinby 1987, 49s. N. 124. Lazzeretti 1992-93, 680s. N. 353. Pallecchi 2002, 251 punzone 38.2 Nn. 414, 415a/b.
Paleografia. Testo retrogrado.
Commenti. Steinby 1987 lascia aperta la questione se Sexti sia da considerare il praenomen o il nome di un servo di Crescens; quando vari Vismatii esprimono il praenomen, è sempre Sex., abbreviato. Cfr. CIL XV 2497, formalmente simile, dove si è letto TERTI al posto di SEXTI. Crescens ha iniziato la sua attività negli ultimi anni di Traiano come servo di Vismatius Successus, v. CIL XV 1519.
CIL XV S. 566
Forma: 110
1. VTILIS∙FE
Utilis fe(cit).
Edizioni. R. Paribeni, NSc 1922, 412 N. 12 (s., Roma).
CIL XV 2514
Forma: 110
1. [.]E∙P∙D∙L∙C[.]
2. [.]D∙A∙T∙S[.]
Edizioni. Pallecchi 2002, 158 punzone 18.69 N. 181.
Commenti. Mortaio dall'Esquilino (repos. urb., secondo Pallecchi MNR). Pallecchi legge alla fine della r. 1 una O invece della C di Dressel, e sulla base del testo di CIL XV 1047 scioglie [D]e p(raedis) D(omitiae) L(ucillae) o(pus) d(oliare) A. T( ) S( ), notando che "la formula o(pus) d(oliare), così come l'estrema stringatezza del bollo appaiono piuttosto singolari, ma non completamente isolati nel panorama dei bolli su mortai italici (cfr. ad es. il punzone 18.26 [Novum CIL XV S. 490/1.3?])."
CIL XV 2515
Forma: 110
1. C ∙CO[...]NIVS
C. Co[---]nius.
Commenti. Dolio, Roma. Forse da integrare C. Co[sco]nius (Dressel), ma se la fonte di Dressel (Pellegrino) non è del tutto affidabile si può pensare a C. Cornelius Felix il cui nome è diviso su due bolli in CIL XV 2430 e S. 479. Dubbio anche in Nonnis 2015.2, 185.
CIL XV 2516
Forma: 110
1. [---]S∙DV
2. [D]OMITIOR^V
[---]s du(orum) Domitioru(m).
Edizioni. Pallecchi 2002, 140 punzone 18.38 N. 129.
Commenti. Orlo di grande vaso dall'Emporio. Cfr. 2485 di Priscus (Dressel, Pallecchi).
CIL XV 2517
Forma: 110
1. [.]'R[.]'I'ONI
2. DOMITIAES
3. LVCILLAES
[P]r[im]ioni Domitiaes Lucillaes.
Edizioni. F. Fiorelli, NSc 1880, 434 (r. 1 ......IONN). Pais CIL V Suppl. 1077.59 (Dressel). Pallecchi 2002, 157 punzone 18.65 N. 177.
Commenti. M., Concordia. Bormann suggerisce PRIMIGENI in r. 1; su una lucerna corinzia è attestata la forma Primionus (Solin - Salomies 1994, 383), che sembra meglio adatta a quanto è leggibile nel bollo. Pallecchi pensa che possa trattarsi dello stesso esemplare che ella ha esaminato ad Aquileia, v. punzone 18.62 N. 173, Fausti Domitiaes Lucillaes, Novum CIL XV S. 497/8.1.
Novum CIL XV 2517/8 Fig. Aguarod Otal 1991, fig. 39.3.
Forma: 110
Sig. 6.0+, 4.0. Lett. 1.2.
1. [---]MINNA
2. [---L]VCILL∙F
[---] Minna [---L]ucill(ae) f(ecit.
Edizioni. Almagro Basch 1952, 229 N. 256 con dis. Pérez González - Fernández Ibánez 1989, 75s. N. 7, fig. 7. Aguarod Otal 1991, 166 N. 10 fig. 39.3. Pallecchi 2002, 157s. punzone 18.66 Nn. 178a/b (m., Ampurias; Museu d'Arquelogía de Catalunya-Empuries inv. 1125). Aguarod Otal 2022, 334 N. 31.
Commenti. Aguarod Otal fa riferimento alla lettura di Almagro Basch. Pallecchi suggerisce l'integrazione [A]minna[s], con riferimento a CIL VI 647. Ella nota anche l'esistenza del nome femminile Minna in CIL VI 15702, 22538; cfr. Solin 1996, 612 (fra nomi africani). La domina (Domitia) Lucilla non è stata riconosciuta in Pérez González - Fernández Ibánez 1989.
CIL XV 2518
Forma: 111
1. [---]LI∙T∙F
[---]li T. f(ilii).
Edizioni. CIL XIV 4093.13.
Paleografia. L a uncino. Nonnis 2015.2, 470 nota che tale caratteristica non compare nella scheda di Lanciani (cfr. Appunti di topografia romana nei codici Lanciani della Biblioteca Apostolica Vaticana IV, a cura di M. Buonocore. Biblioteca Apostolica Vaticana - Edizioni Quasar, Roma 2001, 202 Cod. Vat. Lat. 13045, f. 243).
Commenti. Dolio dall'Agro Lanuvino. Resta incerta una eventuale connessione con T. Silius T. f., cfr. CIL XV 2495.
Datazione. Orientativamente I sec. a.C. Nonnis.
CIL XV 2519
Forma: 110
1. [---]A^EM 'A[---]
Edizioni. Pallecchi 2002, 254 punzone 41.2 N. 428 (m., Roma).
Commenti. Potrebbe trattarsi della lettura errata del bollo di uno St. Marcius, Pallecchi.
CIL XV 2520
Forma: 110
1. [---]ERSA[---]
Edizioni. Pallecchi 2002, 256 punzone 41.5 N. 431.
Commenti. Mortarium dall'Esquilino (Auditorio di Mecenate). Forse mancante all'inizio e alla fine (Dressel). Potrebbe trattarsi di una errata lettura di un bollo di Ser. Sulpicius Atticus, cfr. il punzone 34.1 (Pallecchi).
CIL XV 2521
Forma: 999
1. DOL XVLYCIVSLIICII
Edizioni. Marini 1884, 407 N. 8.
Commento. Dolio molto grande, villa Carpinea. Testo totalmente corrotto (Dressel).
Novum CIL XV 2521/2 Fig. Calvet 1972, fig. 187.
Forma: 130
Sig. 4.3, 2.7
1. ERMOΓ
2. ENOΥC
Hermogenous. 'Ερμογένους.
Edizioni. Calvet 1972, 80 N. 168 fig. 187 (m., Salamina di Cipro). Zaccaria 1991, 306, 319 n. 51 (Aquileia).
Paleografia. Testo greco, lettere E e S lunate.
Commenti. Zaccaria legge in r. 2 una I finale, che non compare nell'edizione di Calvet. Rinvenuto a Salamina di Cipro insieme a bolli di Arria Caesennia Paullina Novum CIL XV S. 468/9.5 e di C. Bellicius Zmaragdus CIL XV 2418, che nell'edizione degli scavi di Caesarea è compreso nella classe tipologica Class 2, p. 203s.: tutti della stessa forma e tutti con bolli rettangolari che contengono un nome singolo in greco. Sulla base delle analisi gli autori fissano la provenienza dei m. nella fascia NE del Mediterraneo.
Commento di S. Pallecchi: "Ne ho visto un esemplare ad Aquileia ... sulla base delle caratteristiche dell'impsto e del trattamento della superficie, oltre che per l'aspetto generale del bollo e per le lettere incavate, non mi sembrava una produzione di area italica."
Datazione. Caesarea: il bollo CIL XV 2418 proviene da un contesto di IV sec.; la classe viene prodotta dal III sec. all'inizio del IV.
CIL XV 2522
Forma: 111
1. TIMOK
2. ΛHTOC
Timokletos.
Paleografia. Cornice sui quattro lati.
Commenti. Labbro di dolio come sembra (Dressel). Museo Kircheriano.
Novum CIL XV 2522/3 Fig. Aguarod Otal 1991, fig. IX.e.
Forma: 110
1. VA∙LEA[T]
ramus palmae ss.
2. QVI FEC
Valea[t] qui fec(it).
Edizioni. Aguarod Otal 1991, fig. IX.e (senza testo e misure).
Paleografia. R. 1, punto inserito per errore.
Commenti. La formula è nota da bolli laterizi, specialmente di officinatori dei Domitii, ma anche altri. Nel caso presente il nome stava probabilmente nel secondo bollo impresso sul mortaio. Per diversi bolli di buon augurio v. G. Wesch-Klein, 'Glück- und Segenswünsche auf Ziegeln', in M. Hainzmann - R. Wedenig (Hrsg.), Instrumenta inscripta latina II. Akten des 2. internationalen Kolloquiums Klagenfurt 2005. Verlag des Geschichtsvereines für Kärnten, Klagenfurt 2008, 333-345.
BOLLI FIGURATI non associati a bolli scritti
Caduceus alatus. Pallecchi 2002, 257 punzone 42.2 Nn. 438-439. Sig. 7.0+, 2.7+. Ric. grafica.
Caduceus alatus. Pallecchi 2002, 258 punzone 42.3 N. 440. Sig. 5.5+, 2.7+. Calco.
Caduceus alatus. Pallecchi 2002, 258 punzone 42.4 Nn. 441a/b. Sig. 6.5+, 3.3. Ric. grafica.
Edera. Pallecchi 2002, 258 punzone 42.5 N. 442a/b. Sig. 8.4+, 3.3. Ric. grafica.
Edera. Pallecchi 2002, 258 punzone 42.6 N. 443. Sig. 5.5+, 2.7. Calco.
Ramo di palma v. destra. Pallecchi 2002, 259 punzone 42.7 N. 444a/b. Sig. 7.5+, 2.9. Ric. grafica.
Ramo di palma v. destra. Pallecchi 2002, 259 punzone 42.8 N. 445a/b, 446a/b. Sig. 7.0+, 3.1. Ric. grafica.
Ramo di palma v. destra. Pallecchi 2002, 259s. punzone 42.9 N. 447a/b, 448a/b, 449a/b, 450. Sig. 7.4+, 3.5. Ric. grafica.
Ramo di palma v. destra. Pallecchi 2002, 260 punzone 42.10 N. 451a/b. Sig. 5.7+, 2.8. Lin. sopra e sotto la figura. Ric. grafica.
Ramo di palma. Pallecchi 2002, 260 punzone 42.11 N. 452. Sig. 5.5+, 1.8 ca. D. Bizzarri, NSc 1988-1989, III Suppl., 278 N. 136, figg. 239, 258 (m. Sibari).
Ramo di palma v. destra. Pallecchi 2002, 261 punzone 42.12 N. 453. Sig. 3.4+, 1.0+. Da Zabehlicky Scheffenegger 1996, 161 tav. 2.
Ramo di palma v. destra. Pallecchi 2002, 261 punzone 42.13 N. 454. Sig. 3.4+, 1.7+. Da Zabehlicky Scheffenegger 1996, 161 tav. 2.
Spiga (forse ramus palmae?), su orlo di dolio. Pala 1976, 118 § 127, fig. 313. Senza ulteriori dettagli. Steinby 1978-79, 88 N. 279.
Tralcio di vite con pampini. Pallecchi 2002, 166 punzone 18.89 Nn. 212-213. Sig. 7.0+, 3.4 ca. (da Sabrié - Sabrié, 1981, 91 N. 13).
Tralcio di vite con pampini. Pallecchi 2002, 296 punzone 42.14 N. 470. Sig. 6.0+, 3.6+. Molto simile al 18.89 e al 27.40 (Pallecchi). Da Brentchaloff - Rivet 2000, 493-495, 501 N. 12 con attribuzione errata alle figlinae Platanianae.
M. Zecchini, Relitti romani dell'isola d'Elba. [©]M. Pacini Fazzi, Lucca 1982, 119s. N. 11 tavv. LXXIII-LXXIV (m., relitto di Porto Azzurro).
Bolli tav. LXXIV.1: bollo anepigrafe con ramus palmae; un secondo bollo rettangolare forse con testo. Nella seconda fotografia bollo anepigrafe, forse con clava, e un secondo bollo rettangolare, forse con testo.
Gasperoni 2003, 269 N. 97, tav. CXXXVIII.5-6: bollo su dolio (cm 2.9, 2.9) due arnesi incrociati?
Gasperoni 2003, 269s. N. 98, tav. CXXXVIII.7-8 e N. 99, tav. CXXXIX.1-2: bollo su mortarium (cm 7.0+, 3.4) racemo di edera.
Gasperoni 2003, 270 N. 99, tav. CXXXIX.1-2: bollo (cm 8.0+, 2.5) su mortarium con ramus palmae.
FRAMMENTI
1) Fig. Verga 2006, fig. 8.
1. 'M[---]
In bolli separati, sopra caduceo?, sotto tirso?.
Edizioni. Verga 2006, 43 § 20 fig. 8 (m.).
Commenti. Verga cerca un confronto in Pallecchi 2002, 258 punzone 42.4 (caduceo), p. 444.
2) Fig. Joncheray 1973, fig. a p. 19 e tav. II.1-2.
Forma: 110
1. HERM'E[---]
Herme[---].
Edizioni. Joncheray 1973, 17 fig. a p. 19 e tav. II.1-2. Hartley 1973, 52 N. 9. Steinby 1978-79, 83 N. 224 (m., Cap Dramont relitto D). Parker 1992, 167 N. 374. Pallecchi 2002, 253 punzone 39.4 N. 419.
Commenti. Mortarium del tipo D1, il che invalida il ragionamento in Steinby 1973-74: Ti. Claudius Hermeros (CIL XV 930a-e) avrebbe prodotto mortai del tipo D2.
Datazione. Il relitto risale al terzo quarto del I sec. d.C.
3) Fig. Stanco 1999, tav. 2 N. 75.
Forma: 110
Sig. 4.7, 1.8. Lett. 1.2.
1. EH·EC·
Edizioni. Fig. Stanco 1999, 178 N. 75 tav. 2 bollo N. 75 (m. tipo D2).
Paleografia. Punti quadrati. Il testo potrebbe essere completo secondo Stanco, che presenta anche la lettura alternativa F^E.
4) Fig. Pallares 1983, fig. 58.
Forma 110
1. 'F'E[---].
Edizioni. Pallares 1983, 84 coperchio N. 3, fig. 58.
Commenti. V. sopra, Novum CIL XV 2438/9.
5)
1. P[.]C∙L FECI[---]
Edizioni. Muzzioli 1980, 101 (d.). Steinby 1987, 48 N. 116.
6)
Forma: 110
1. STA[---]
2. MAR[---]
Edizioni. Hartley 1973, 52 N. 21 (m., Narbonne). Steinby 1978-79, 64 N. 51. Steinby 1987, 47s. N. 112.
Commenti. Il fr. potrebbe essere integrato sul modello di S. 618, St. Marcius senza cognomen, ma è anche possibile che nella r. 2 sia indicato il nome delle figlinae Marcianae. Cfr. Steinby 1974, 106s. N. 27 tav. VI.38, che potrebbe essere integrato con i nomi di St. Marcius Optatus e delle figlinae Marcianae.
7) Fig. Maritan 2009, fig. N. 48 a p. 176.
Forma: 110
Sig. 2.8+, 2.4. Lett. 1.1.
1. [---]M[---]
2. [---]ER'O[---]
Edizioni. Maritan 2009, 167 N. 48, 175 N. 16, fig. N. 48 a p. 176.
Paleografia. Il bollo è stato impresso longitudinalmente sull'orlo di un m. del tipo D2.
Commenti. È incerto se l'impronta conserva la parte iniziale del bollo. Non corrisponde ai bolli noti con i nomi Eros, Hermeros o Phileros.
8) Fig. Pallecchi 2002, punzone 39.1 (ric. grafica).
Forma: 110
Sig. 6.3+, 2.0. Lett. 1.4.
1. [---]VITV[---]
Edizioni. CIL X 8048.49 (m., Pompei inv. 17793). Pallecchi 2002, 252 punzone 39.1 N. 416a/b. Scheda Pompei inv. 17793.
Commenti. Forse [A]vitu[s], Pallecchi.
9) Fig. Pallecchi 2002, punzone 39.2 (ric. grafica).
Forma 110
Sig. 7.0+, 1.4+. Lett. 1.0. Lin. 1, 1.
1. [---]'D'EMETR[---]
Edizioni. Zabehlicky Scheffenegger 1996, 161, tav. 2 (m., Magdalensberg). Pallecchi 2002, 252 punzone 39.2 Nn. 417a/b.
Commenti. Cfr. CIL XV 2460 var.
Datazione. Il contesto di rinvenimento è della prima metà del I sec. d.C.
10) Fig. Pallecchi 2002, punzone 39.3 bis (da Brentchaloff - Rivet).
Forma: 110
Sig. 5.7+, 3.1. Lett. 1.3-1.4.
1. ]RTVN'A[
2. ]ERI[
[Fo]rtuna[---]ERI[---].
Edizioni. Brentchaloff - Rivet 2000, 496s., 501 N. 14 (m., Fréjus). Pallecchi 2002, 296 punzone 39.3 bis N. 469.
Commenti. Pallecchi rigetta giustamente l'attribuzione a Domitia P. f. Lucilla proposta dagli editori.
11) Fig. Pallecchi 2002, punzone 39.5 (da Berti).
Forma: 110
Sig. 4.1+, 1.8.
1. [---]MODERAT'V[---]
2. [---]HYPATI∙FEC[---]
[---]Moderatu⌈s?⌉ [---] Hypati fec(it?).
Edizioni. F. Berti, Uno sguardo sul passato. Archeologia nel Ferrarese. Cat. mostra. All'Insegna del Giglio, Firenze 1995, 74 N. 161, tav. IX (m., Voghenza Museo Naz. di Ferrara inv. 57274). Pallecchi 2002, 253 punzone 39.5 Nn. 420a/b.
Commenti. Pallecchi, 312 osserva che nel disegno l'ultima lettera in r. 1 viene interpretata come una I.
12)
Forma: 110
1. [---]ACANTV[---]
2. [---]ERIV[---]
Edizioni. M. Della Corte, NSc 1927, 106 (m., Pompei Reg. III.4.3). Steinby 1987, 48 N. 119 (m., Pompei). Pallecchi 2002, 255 punzone 41.1 N. 427.
Commenti. A causa della mancanza di segni di interpunzione non si possono distinguere con certezza le varie componenti del nome.
13) Fig. Pallecchi 2002, punzone 41.3.
Forma: 110
Sig. 6.3+, 3.3+. Lett. 1.0. Forte linea fra le due righe.
1. [---]
2. [---]C[---]
Edizioni. Pallecchi 2002, 255 punzone 41.3 N. 429 (m., Ostia).
Datazione. Per la presenza della linea fra le righe ultimi anni del I - II sec. d.C. Pallecchi.
14)
Forma: 110
1. [---]'ECAERA[---]
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1913, 398 (m., Ostia). Steinby 1978-79, 87 N. 262. Pallecchi 2002, 255 punzone 41.4 N. 430.
Commenti. La prima lettera conservata potrebbe essere anche una F.
15) Fig. Riley 1981, D674.
Forma: 110
1. ]---[
ramus palmae ss.
2. [---]N^DVS[---]
Edizioni. Riley 1981, 297 D674. Pallecchi 2002, 256 punzone 41.6 N. 432.
Commenti. Riferibile a M. Alfius Secundus, Cn. Domitius Secundus, Ti. Iulius Iucundus, L. Lurius Verecundus (Hartley, in Riley). Pallecchi osserva la somiglianza al punzone 3.3 di M. Alfius Secundus e al 25.9 di L. Lurius Verecundus che hanno però il ramo di palma volto a destra.
16)
1. [---]'DO'R[---] / [---]'NO'C[---]
2. [---]
Edizioni. I. Pohl, in F. Zevi - I. Pohl, 'Casa delle pareti gialle. Salone centrale, scavo sotto il pavimento a mosaico', NSc 1970, Suppl. I, 216 N. 653 fig. 85 (rappresenta il mortarium ma non il bollo). Pallecchi 2002, 256 punzone 41.7 N. 433 (m., Ostia inv. 16899).
Commenti. Pallecchi presenta le due letture alternative a causa della impossibilità di definire l'orientamento del bollo. Pohl parla della "riga inferiore" a proposito della prima lettura da lei proposta.
17) Fig. Pallecchi 2002, punzone 18.90 (da Sánchez Sánchez 1990).
Forma: 110
Sig. 5.0+, 3.2. Lett. 1.0.
1. [---]OMI[---]
ramus palmae ds.
2. [---]S'I[---]
[---D]omi[ti ---]SI[---].
Edizioni. Sánchez Sánchez 1990, 121 N. 1. Pallecchi 2002, 170 punzone 18.90 Nn. 214a/b (m., Merida, Museo Nacional de Arte Romano inv. 17544). Aguarod Otal 2022, 334 N. 36, fig. 8.36.
Commenti. La trascrizione è una combinazione di quanto è conservato dei due bolli impressi sul mortaio.
Datazione. Sulla base del ramo di palma seconda metà del I sec. (Pallecchi).
18) Fig. Aguarod Otal 1991, 174 N. 17 con fig., fig. 39.2.
Forma: 110
Sig. 5.6+, 2.4+. Lett. 1.2, ?
1. [---]'EPHA'N[---]
2. [---]'X'I'V'O[---]
[?S]tephan[---] XIVO?.
Edizioni. Aguarod Otal 1991, 174 N. 17 con fig., anche fig. 39.2 (m., Ampurias).
Commenti. Aguarod Otal colloca l'esemplare in un gruppo di attribuzione incerta. Non in Pallecchi. Aguarod Otal 2022, 336 N. 56.
19) Fig. Aguarod Otal 1991, 175 N. 18 con fig., v. anche fig. 37.2.
Forma: 110
Sig. 6.0+, 2.7+. Lett. 1.5. Lin. ?, 2.
1. [---]
2. [---]ADI∙FES[---]
[---]adi Fes[ti?].
Edizioni. Aguarod Otal 1991, 175 N. 18 con fig., v. anche fig. 37.2 (m., Caesaraugusta).
Paleografia. Di una possibile r. 1 non è conservato nulla. C'è forse una linea (o due?) sotto il testo. La A è più bassa delle altre lettere.
20) Fig. Riley 1981, D670.
Forma: 110
Sig. 6.2+, 2.0. Lett. 1.4.
1. [---]'VCTIL'I'V'S
Edizioni. Riley 1981, 296 D670 (m., Berenice). Pallecchi 2002, 257 punzone 41.10 N. 436.
Commenti. Pallecchi suggerisce l'integrazione [Fr]uctilius, v. Solin - Salomies 1988, 82, 239; CIL VI 8955. Potrebbe trattarsi anche di un cognomen, cfr. Fructilla in Kajanto 1965, 352.
21) Fig. Spanu 2015, figg. 1, 4.
Forma: 110
Sig. alt. 3.8. Lett. 1.3.
1. [---]ORNEL'I'V[---]
2. [---]'V'S DO'M'I[---]
[---C]orneliu[s ---]us Domi[---].
Edizioni. M. Spanu, 'Un mortarium con bollo doliare urbano da Narmouthis (Medinet Madi)'. ©Sicania, Analecta Papyrologica 27 (2015), 177-183, figg. 1-4, part. 1, 4.
Paleografia. Testo retrogrado.
Commenti. Spanu propone la lettura dell'ultima lettera in r. 2 come una L e propende per l'identificazione del presunto proprietario delle figlinae menzionato in r. 2 con una delle due Domitiae Lucillae ricordando l'esistenza di un officinatore della Minor di nome A. Cornelius Clodianus. Non è però escluso che il Cornelius in r. 1 sia il proprietario del servo il cui nome in r. 2 potrebbe essere preceduto da [OP]'VS DO'L. Il termine, estremamente raro in bolli di ceramica pesante, compare in CIL XV 2534, forse in CIL XV 2514 e in Novum CIL XV 2459/ S. 513 (la trascrizione è dubbia). Potrebbe trattarsi di uno dei due Cornelii già noti come produttori di ceramica pesante, o di uno finora ignoto; cfr. Novum CIL XV 2429/30.7 di L. Cornelius Crispus e 2430, 2431, S. 480 di C. Cornelius Felix.
Attestazioni. Fr. di mortarium di taglia pedale di tipo D2 rinvenuto a Narmouthis, Egitto (Fajum) nel 2009.
22)
1. [---]CAV VIC
2. SIICVND
Edizioni. Hartley 1973, 52 N. 5 (da Zollfeld).
Commenti. Hartley: Claudius Victor?, Secundinus (esclave). Lecture de la ligne supérieure altérée.
23) Fig. Stanco 1999, tav. 3 bollo N. 82, fot. e dis.
Forma: 110
1. [---]AVSTI[---]
2. [---L]VCI'F'E'R [1 o 2 lett.]
Edizioni. Stanco 1999, 179 Nn. 82-83 tav. 3 bollo N. 82, fot. e dis. (d., villa in Prato la Corte).
Commenti. In r. 1 sembrerebbe poter leggere il nome [F]austi[, nella r. 2, con molti dubbi, [L]ucifer. L'unico Lucifer noto da bolli doliari (prima servo, poi liberto di St. Marcius) non è attestato come appaltatore di una Faustina o di un Faustus. Potrebbe forse trattarsi di Faustus servo di Domitia Lucilla, v. Novum CIL XV S. 497/8.1.
24) Fig. Catani, tav. III.31, VI.31.
Forma: 110
Sig. 6.3+, 2.8. Lett. 2.2.
1. [---]'VXIMI[---]
[---A]uximi[---].
Edizioni. Pallecchi 2002, 155s. punzone 18.60 Nn. 170a/b (E. Catani, 'I bolli degli scavi sestinati 1971 e 1973', in AA.VV., Sestinum: comunità antiche dell'Appennino tra Etruria e Adriatico. ©Biblioteca comunale di Sestino. B. Chigi, Rimini 1989, 51 N. 2 tav. III.31, VI. 31 (dis. A. Chighine); m., Sestino - Arezzo), N. 171 (Ostia, Horrea Epagathiana; D. Vaglieri, NSc 1912, 349, Ostia).
Commenti. Nel disegno di Catani il bollo finisce 'VXIMI. Cfr. Steinby 1978-79, 75 N. 143 = Novum CIL XV 1008/9, Auximi Lucillae.
25) Fig. Moscardò Sabator, fig. 14.2.
Forma: 110
1. [---]'NIL[---]
2. [---]LAC'T[---]
Edizioni. E. Moscardò Sabator, 'El poblamento rural romano en el territorio norte de Dianium. La comarca de La Sapor-Valldiona (Valencia)', Saguntum 40 (2008), 185. Aguarod Otal 2022, 336 N. 57.
26) Fig. Steinby 1978-79, tav. XXII.1.
Bollo A
Forma: 110
Sig. 7.0+, 1.1+. Lett. 0.7+.
Illeggibile.
Bollo B
Forma: 110
Sig. 8.9+, 1.9. Lett. 1.4 ca.
1. C[.]V[.]E'N+[---]
Edizioni. Steinby 1978-79, 85 N. 235 tav. XXII.1. Mari 1983, 210 N. 799 (d., Montecelio-Guidonia).
Commenti. Lettere molto irregolari, bolli consunti oltre che frammentari.
27)
Forma: 110
1. [---]CVNDVS∙A[---]
Edizioni. G. Gatti, NSc 1897, 453 (d., Roma). Steinby 1978-79, 87 N. 261.
Paleografia. A grandi lettere sul labbro (Gatti).
Commenti. Non corrisponde al testo di nessun bollo con nomi come Facundus, Iucundus, Secundus o Verecundus.
28) Fig. Pérez González - Fernández Ibánez 1989, fig. 9.
Forma: 110
Sig. lungh. 3.5. Lett. 0.6.
1. [.]MARIV[---]
[.] Mariu[s ---].
Edizioni. Almagro Basch 1952, 229 N. 256. Pérez González - Fernández Ibánez 1989, 76 N. 9, fig. 9.
Commenti. Il disegno mostra un bollo unilineare. Gli editori rimandano ai bolli dei MM. Marii attestati anche a Pompei (S. 530, 531, 532a-b), che hanno però tutti il testo diviso su due righe.
29) Fig. Tassinari 1995, tav. 63.3.
Forma: 110
1. [---]'M'I'A+[---]
2. [---]'FAV'O'R+[---]
Edizioni. G. Tassinari, 'Mortaria', in G. Sena Chiesa - M.P. Lavizzari Pedrazzini (a cura di), Angera Romana. Scavi nell'abitato 1980-1986 I. ©G. Bretschneider, Roma 1995, 170-173, part. 171, tav. 63.3.
Commenti. Cfr. l'edizione di Tassinari /MI AD | FAVORI F, con dubbi sull'ultima lettera.
30)
Forma: 110
1. [---]EROTIS
[---] Erotis, [---Ant]erotis?
Edizioni. M. Frederiksen, PBSR 23 (1955), 72 N. 12a (d., Via Flaminia). Steinby 1978-79, 86 N. 252.
31)
Forma: 110
1. [---]AGONI ramus palmae stans
Secondo bollo illeggibile.
In bollo separato ramus palmae et caduceus decussati.
Edizioni. Steinby 1987, 135 (m., MNR inv. 295513). Pallecchi 2002, 254 punzone 40.1 N. 425.
32) Aguarod Otal 1991, 136 N. 5 con dis.
Forma: 110
Sig. 2.6+, 0.7. Lett. 0.5.
1. [---]POTHI
Edizioni. Aguarod Otal 1991, 136s. N. 5 con dis. Pallecchi 2002, 254s. punzone 40.2 N. 426.
Commenti. Area di produzione campana? Pallecchi. Verso tale ipotesi puntano le misure ridotte del bollo e la posizione parallela al canale. Il nome potrebbe essere Pothus, [Euru]pothus o Pothu[menus] (?) (Aguarod Otal).
33) Stanco 2003, p. 275 N. 44.1.
Forma: 110?
Sig. 2.9+, 1.6+. Lett. 1.2+.
1. [---]'V'LIV'S
[---I]ulius?
Edizioni. Stanco 2003, 276 N. 44.1 calco a p. 275 (m.?).
Paleografia. La forma delle lettere irregolari, senza apici esclude l'identificazione con Ti. Iulius Periander, tentativamente proposta da Stanco, n. 81. Il bollo presenta l'estremità arrotondata, forse causata dalla curva dell'orlo se si tratta di un mortarium.
34) Fig. Fiore, fig. 11.
Forma: 110
1. [---]V^M
2. [---]SE^R∙F
3. [---] ramus palmae, corona lemniscata
Edizioni. M.G. Fiore, 'Indagini archeologiche nella chiesa di S. Anatolia a Gerano (Roma)', Lazio e Sabina 3, 54 fig. 11 (coperchio di dolio con pomello).
Commenti. Fiore parla di un unico timbro, ma sembra che siano due con testo e uno con motivi decorativi. Potrebbe trattarsi di un servo [duor]um | [Domitiorum].
35) Fig. Imai 1995, fig. 25.9, tav. 23.9.
Forma: 110
Sig. 3.4+, 2.0. Lett. 1.1-1.2.
1. [---]∙C F
Edizioni. Imai 1995, 137 N. 3 fig. 25.9, tav. 23.9 (d.).
Paleografia. Testo retrogrado, lettere sottili senza apici. Prima della C tracce di una lettera illeggibile.
Commenti. Imai legge C( ) f(ecit), ma C. f(ilius) è forse più probabile.
Attestazioni. Villa a Cazzanello (Tarquinia).
36) Fig. Stanco 2006, fig. VI.3.40.
Forma: 110
Sig. 3.2+, 4.3. Lett. 1.4, 1.4. Lin. 1, 1, 1.
1. [---]RI∙
2. [---]RI∙
Edizioni. Stanco 2006, 237 n. 125, 241 N. 68, fig. VI.3.40.
Commenti. Stanco 2006.1, 237 n. 126 trova un confronto nella parte finale del bollo 1233, M∙LABERI | ELEVTHERI, ma il timbro è diverso.
37) Fig. Scardozzi 2015, fig. 7.
Forma: 110
1. [---]RI COSMI
2. [---]SEX TVL
Edizioni. Scardozzi 2015, 206, fig. 7.
Commenti. Per possibili scioglimenti v. Scardozzi 2015, 206 nn. 51-53.
38)
1. ONICICCET
2. M
Coetonici M( ).
Edizioni. Taglietti 2015, 276 n. 42.
Commenti. Coperchio. Trascrizione ONICICCET | M da SAR, Giornale di Scavo, 7 gennaio 1910, Via Portuense, Via Privata III. Non rintracciabile nel MNR. Verosimilmente si tratta del bollo circolare CIL XV 2405, COETONICI∙ | M. Il bollo fa parte di una serie tipologicamente uniforme di bolli attestati prevalentemente su tegole, v. CIL XV Novum 2402/3 - Novum 2410/1. La produzione è di provenienza campana.
39) Fig. Filippi - Gasperoni - Stanco 2008, fig. 17.
Forma: 110
Sig. 2.3+, 3.4. Lett. 1.3, 1.0.
1. [---]S
2. [---]∙F
In bollo separato, quasi quadrato (cm 3.2, 3.5), traccia di ornamento ora mancante.
Edizioni. Gasperoni 2003, 268 N. 95, tav. CXXXVIII.1-2. Filippi - Gasperoni - Stanco 2008, fig. 17.
Commenti. Fr. di dolio da Bomarzo, loc. Buconera - Rota Rio. Cfr. CIL XV 1094h I = S. 501.
40) Fig. Gasperoni 2003, tav. CXXXVIII.3-4.
Forma: 110
Sig. 3.0+, 2.1+. Lett. 0.9, 0.7. Lin. 1, 1, ?.
1. [---]+IRE[---]
2. [---]+V+[---]
Edizioni. Gasperoni 2003, 268 N. 96, tav. CXXXVIII.3-4 (m.).
Commenti. La prima lettera in r. 1 sembra una C, in r. 2 forse una T.
41) Fig. Nicoletta 2007, fig. 6.b-c.
Forma: 110
Sig. 5.0+, 2.3. Lett. 1.7.
1. [---]MI
Edizioni. Nicoletta 2007, 168 Tipo D6 con n. 98, fig. 6.b-c (d.). Nicoletta 2008, 311 N. 573 con dis. e fot.
Paleografia. Lettere senza apici o shading, M con aste divaricate.
Commenti. In base alla forma e ai caratteri epigrafici Nicoletta propone una datazione al I sec. d.C., probabilmente prima metà del secolo, ma la paleografia è piuttosto tardorepubblicana. A favore della datazione più alta parlano i confronti tipologici da contesti datanti citati da Nicoletta. Analisi archeometriche rendono probabile la provenienza locale da Scoppieto. Potrebbe forse trattarsi di un nuovo timbro di CIL XV 1383a, L. Postumi, che finora non è però attestato su ceramica pesante.
42) Fig. Picuti 2009, figg. 4, 5.
Forma: 110
Sig. 7.0+.
1. C∙'F[.]'AC+[---]
Edizioni. M.R. Picuti, in H. Solin (a cura di), Le epigrafi della Valle del Comino. Atti V convegno epigrafico cominense 2007. Associazione "Genesi" 2009, 142-145, figg. 4, 5.
Commenti. La trascrizione è basata sulla fotografia. Picuti legge C(aius) Flacc[---]; della lettera dopo la F è conservata parte dell'asta verticale. Sia nella fotografia che nel disegno sembra che della ultima lettera sia conservata un'asta verticale, non la rotondità di una seconda C. Forse c'è un punto fra la A e la prima C. Si potrebbe forse leggere C∙FLA∙C[---]?
43)
Forma: 110
1. C.[---]
2. Sirus. P.[---]
Edizioni. Tartara 1999, 53 § 19. Orlo di dolio.
44)
Forma: 110
1. [.]ERENNI
Edizioni. Tartara 1999, 108.
Commenti. Frammento di orlo di dolio. Tartara (n. 127) propone l'identificazione con M. Herennius (Pollio) in CIL XV 1180 (ma domini compaiono molto raramente in bolli su ceramica pesante, e mai in bolli uninominali), oppure con il M. Perennius noto da CIL XI, II, 1, 6700. Cfr. CIL XV 1178, H^EREN.
45) Fig. Huguet 2018, fig. 2.5.
Forma: 110
Sig. 5.5+, 4.4.
1. [---]DOMI[---]
2. [---]'RIS[---]
Edizioni. Huguet 2018, 313 N. 5, fig. 2.5 (dis. dell'aut.).
Commenti. Con Huguet si può solo constatare, che si tratta di un liberto per ora non identificabile dei Domitii; il fr. non corrisponde ai bolli illustrati di Salutaris, Favor, Euaristus, Priscus, S. 498, Novum S. 498/9, S. 489, Novum S. 503/2433 su mortaria, né ai bolli noti da laterizi, 1093, 1096g.
46) Fig. Huguet 2018, fig. 2.6.
Forma: 110
Sig. 6.8+?, 3.9.
1. [---]TVLVS[---]
2. [---]CILLA[---]
[---]tulus [--Lu]cilla[e]?
Edizioni. M. Fixot - J. Guyon - J.-P. Pelletier - L. Rivet, BullMon 144.3 (1986), 286 fig. 79. Huguet 2016, 315 N. 6, fig. 2.6 (dis. L. Rivet).
Commenti. Huguet cerca giustamente uno scioglimento migliore di quello proposto dagli editori sopra citati: Tul(l)us [Lu]cilla[e servus]. Supponendo che il bollo sia intero e che le "V" in r. 1 siano edere male riuscite, ella suggerisce la lettura T(itus) L. Scilla, tuttavia, con la riserva che tale cognomen non è noto (a meno che si tratti di una forma corrotta di Squilla). Forse è meglio partire dal presupposto che del bollo manca sia l'inizio che la fine, come accade molto spesso con bolli impressi sul bordo ricurvo di un mortaio. Non è però noto nessun servo, liberto o officinatore libero delle due Domitiae Lucillae, con un nome che finisca in ]tulus.
Datazione. Rinvenuto in un contesto datato alla fine del II sec. d.C.
47) Fig. Huguet 2018, fig. 2.7.
Forma: 110
Sig. 5.4+, 2.7.
1. [---]'P'M'E[---]
2. [---]O'PER'A[---]
Edizioni. M. Fixot - J. Guyon - J.-P. Pelletier - L. Rivet, BullMon 144.3 (1986), 286 fig. 79. Huguet 2016, 315 N. 7, fig. 2.7 (dis. L. Rivet).
Commenti. Huguet cita un cauto tentativo di interpretazione di D. Brentchaloff (Fixot cit., 41) che attribuisce il bollo a "Flavia Operata Domit(illa)". Flavia Operata compare come domina in CIL XV 680, ma come nota Huguet, il cognomen Domitilla non risulta associato a ella, mentre il nome Opera (Solin - Salomies 1994, 372) potrebbe aprire una via diversa di lettura.
Datazione. Rinvenuto in un contesto datato alla fine del II sec. d.C.
48) Fig. Huguet 2018, fig. 2.9.
Forma: 110
Sig. 5.4+, 3.6.
1. [---]ANIV'S 'F[---]
ramus palmae ss.
2. [---]+CIOPVD[---]
Edizioni. Huguet 2016, 315 N. 9, fig. 2.9 (dis. dell'aut.).
Commenti. Huguet propone di leggere nelle lettere CIO in r. 2 la fine di un nome come Bucio, Peccio, Senicio, etc. seguito da Pud[ens]. Meno attraente è l'alternativa [---]ci opu(s) d(oliare) [---]; il termine opus doliare non compare in bolli su ceramica pesante.
Datazione. Sulla base della palmetta fra le righe di testo, dalla seconda metà del I sec. d.C.; Huguet con riferimento a Pallecchi 2002, 60.
49) Fig. Nardi 2014, fig. 37.
Forma: 110
Sig. 6.3+, 3.0. Lett. 1.3 ca.
1. [---]OL'I++D 'sagitta [---]
2. [---]AV'S'TINA[---]
Edizioni. R. Nardi, in C. Zazzaro et al., 'The contribution of the Università degli Studi di Napoli "L'Orientale" to the 2013-2014 Eritrean-Italian Archaeological field season at Adulis', Newsletter di Archeologia CISA 5 (2014), 540-543, fig. 37 (fot. C. Zazzaro).
Paleografia. La parte finale della r. 1 è molto male impressa; è forse possibile leggere un'asta verticale dopo le lettere OL. In r. 2, la S e la T sono in parte evanide.
Commenti. Mortaio tipo D2 rinvenuto ad Adulis; secondo Nardi verosimilmente di provenienza centro-italica e databile fra la fine del I e l'inizio del II secolo. Nardi integra dubitativamente [opus d]ol(iare). La formula compare però solo eccezionalmente su bolli usati per timbrare ceramica pesante (Novum CIL XV 625/6), cfr. il tubo fittile, classificabile piuttosto come materiale di costruzione (CIL XV 2534). A causa della mancanza del titolo AVG (che potrebbe in teoria seguire al nome nella parte ora mancante del bollo), Faustina dovrebbe essere una domina privata. Forse potrebbe trattarsi di Rupillia Faustina; il testo potrebbe iniziare con il nome di Doretus, ancora schiavo, che conosciamo come liberto da bolli di Faustina e di M. Annius Verus, v. Novum CIL XV S. 116/456, CIL XV 456, Novum CIL XV 456/457, CIL XV 457 = CIL XV S. 576, CIL XV 458-460.
50) Fig. Aguarod Otal 2022, fot. fig. 9.58.
Forma: 110
Bollo A
1. [---]PICV'A[---]
2. [---]CALVI[---]
Bollo B
1. [---]PIC[---]
2. [---]CAL[---]
Edizioni. Quevedo 2015, 71, Fig. 37.1. Aguarod Otal 2022, 336 N. 58, fig. 9.58 con fotografia di A. Quevedo.
Commenti. Aguarod Otal aggiunge la I in r. 2. Quevedo integra [SVL]PIC VA[---] | [---]CAL V[IC], proponendo lo scioglimento Cal(petani) V[ic(torini)]; cfr. Novum CIL XV S. 476/ 2425.3. Aguarod Otal (2019, 344) propone come alternativa Calvi(sius). L'integrazione [SVL]PIC della r. 1 proposta dai due autori è possibile, ma meno probabile come nome di figlinae specializzate nella produzione di bessali; cfr. Novum CIL XV 568/9?.
51)
Forma: 110
1. [---]IAD
2. FAVORI
Edizioni. G. M. Facchini, 'Marche su anfore, mortaria e laterizi da Angera (VA) e dal suo territorio', 'NotMilano' 45-46 (1990), 51-57. G. Sena Chiesa - M. P. Lavizzari Pedrazzini (a cura di), Angera romana II, Angera romana. Scavi nell’abitato 1980-1986. Roma 1995. Della Porta – Sfredda – Tassinari 1998, 183.
Commenti. L'edizione del 1998 caratterizza l'esemplare come un bollo di incerta lettura e identificazione, ma ricorda l'esistenza di Cn. Domitius Favor.
52) Fig. Viegas 2020, fig. 6.1.
Forma: 110
1. [---]POV
2. RN?RI Q?
Edizioni. C. Viegas, 'Late Republican and Early Empire common ware in southern Lusitania (Algarve – Portugal): the Italian imports', ReiCretActa 46 (2020), 125-138, part. 134s., fig. 6.1. Menzionato in Ordóñez Agulla 2021, n. 23.
Datazione. Fra Claudio e la prima età antonina (Viegas).
53) Fig. Zubboli 2017, fig. 1.
Forma: 110
1. [---]MOENV[---]
Edizioni. V. Zubboli, in Carandini et al. 2017, 689, fig. 1 (fr. di mortaio).
Commenti e datazione. Il frammento proviene dalla sequenza stratigrafica risultata dalla distruzione, nell’incendio del 64 d.C., dell’horreum costruito sulla domus Publica, con un terminus ante quem costituita dalla ricostruzione vespasianea. Potrebbe trattarsi di Cn. Domitius Amoenus, ancora servo, presupposto che il bollo CIL XV 1100, rinvenuto nelle Terme di Traiano, risalga all’età flavia.
CIL XV 2534-2557
TUBI FICTILES
CIL XV 2534
Forma: 210
1. OP∙DOLIARE∙ANTISTI
Op(us) doliare Antisti.
Edizioni. Piranesi, Antichità romane II, tav. VII. Marini 1884, 429 N. 219. Lanciani 1881, 401.
Paleografia. S inversa.
Commenti. In tubi fittili reperiti nel sepolcro degli Arruntii.
CIL XV 2535
Forma: 110
1. CFINIVI
Edizioni. Fortunati, relazione, 70, 96. Lanciani 1881, 401 (parum accurate Dressel).
Commenti. "In un grande condotto di terra cotta", Fortunati. Cfr. Steinby 1978-79, 85s. N. 247 [---]'IVI.
Novum CIL XV 2535/6.1 Fig. Mari 1983, 398 fig. 699.1.
Forma: 110
Sig. lungh. 6.3 ca. +.
1. [---]DIONCAR[---]
Edizioni. Mari 1983, 398 fig. 699.1 (tubo fittile, Tivoli). Steinby 1987, 48 N. 117.
Commenti. Il bollo è stato impresso sull'orlo di un tubo fittile a sezione circolare. Sembra mancare l'inizio e forse anche la fine del testo.
Novum CIL XV 2535/6.2 Fig. Quilici 1974, 914 fig. 1337.
Edizioni. Quilici 1974, 914 fig. 1337, "orlo di brocca o anfora con labbro a cordone aggettante, bollo con la legenda Sex. Pompe[...] / [...]ris[...], a lettere alte 8 cm."
ANTEFIXA
CIL XV 2536
Forma: 111 senza margini?
1. P FO'L'L∙'A'RI signa incerta [---]ICI[---]
Edizioni. Tortorella 1981.1, 227 N. 15 P FOL[---]. Tortorella 2024, 59 N. 41 P FOL [---]CIT.
Paleografia. Il testo, a lettere cave, è diviso ai due lati del gorgone che costituisce il motivo dell'antefissa.
Commenti. Dressel, che ha visto personalmente tre esemplari conservati in un museo di Berlino (un quarto stava a Parigi presso Froehner) dà per certe solo le quattro prime lettere. La quarta, più piccola, è forse un ornamento; Dressel legge le lettere dopo il punto ARI, A senza asta trasversale. A destra Dressel legge CI, oppure CI'T per [fe]CIT? Cfr. Antolini 2012, 124, da cui Nonnis 2015.2, 221s.: P. Fol[--- fe]cit? = S. 298 (P∙FOLI). V. Tortorella 2024, 48.
Datazione. Cfr. S. 298: tardorepubblicano (Gatti).
Novum CIL XV 2536/7 Fig. Anselmino 1977, fig. III, tav. I.4.
1. T^L
Soggetto. Menade con pantera.
Edizioni. Anselmino 1977, fig. III, tav. I.4. Novum CIL XV 2205/6 I-II = LSO 1209. Tortorella 1981.1, 228 N. 17. Altri esemplari in R. Rea, 'Metropolitana di Roma Linea C. Stazione San Giovanni. Dati sulla cintura ortiva intorno a Roma tra la fine del I sec. a.C. e il III secolo', BA online 2 (2011/1), 38, fig. 23. Tortorella 2024, 59 N. 44, fig. 8. Datazione. Età augustea Tortorella 2024, 48.
CIL XV 2537
Forma: 999
1. AθHNAIOY
Edizioni. D'Agincourt, recueil de fragments, tav. XXIX.8.
Paleografia. Sulla faccia frontale, sotto l'ornamento.
Commento di S. Tortorella: Si tratta di un bollo greco non romano; altri esemplari con altri bolli nei magazzini del Louvre.
Novum CIL XV 2537/8 Fig. Mari 2009, p. 69 N. 30.
1. C∙[M]ANI C∙F
C. [M]ani C. f.
Edizioni. Inscr. It. I.1, 651 = IV.1, 632. Tortorella 1981.1, 228 N. 28. Mari 2009, 68 N. 30 fot. a p. 69. Antolini 2012, 125.
Commenti. Bollo impresso sulla base di un'antefissa del tipo a palmetta, che inquadra una testa di Ercole. Rinvenuto nelle vicinanze del monumento sepolcrale noto come il Tempio della Tosse; in realtà forse dal vicino santuario di Hercules Victor. Integrazioni proposte sono C. A[lb]ani C. f. e C. [M]ani C. f.; quest'ultima integrazione è stata messa in relazione con il quattuorvir che nel I sec. a.C. curò una serie di lavori nel santuario (CIL I 1493, p. 999; F. Coarelli, I santuari del Lazio in età repubblicana. Roma 1987, 97s. Nello stesso senso S. Gatti, in F.M. Cifarelli (a cura di), Tecniche costruttive del tardo ellenismo nel Lazio e in Campania. Roma 2013, 18; S. Tortorella, in Manacorda 2019, 208s.
Datazione. Seguendo Coarelli, I sec. a.C., forse ancora nella prima metà del secolo negli anni che seguirono la municipalizzazione di Tibur; Nonnis 2015.2, 280.
TEGOLE CONNESSE A SIME
CIL XV 2354.5
1. M SICI
M. Sici(ni).
Soggetto. Protome leonina fra due palmette.
Edizioni. CIL XIV 4092.72. Tortorella 1981.1, 228 N. 24. Tortorella 2024, 59 N. 39.
Commenti. Grande tegola connessa con sima. Per edizione e commenti v. CIL XV 2354.CIL XV 970a.2 = CIL XV 2545/6.1.
Novum CIL XV 2537/8 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, fig. 15.
1. CVSPI∙DE
Cuspi De(metri).
Soggetto. Doppia sfinge fra maschere gorgoniche.
Edizioni. CIL XV 970a.2. von Rohden - Winnefeld 1911, 21s., 38, fig. 15. Tortorella 1981.1, 227 N. 13. Tortorella 2024, 59 N. 38.
Commenti. Bollo impresso su tegola con sima, v. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. LXII.2.
Datazione. Età augustea; v. CIL XV 970a-b.
LATERCULI ANAGLYPHIS EXORNATI
CIL XV 2538
Forma: 0
1. A
Soggetto. Cantharus inter dua pantheras.
Edizioni. von Rohden - Winnefeld 1911, 20. Tortorella 1981.1, 228 N. 26. Tortorella 2024, 57 N. 1.
Commenti. La lettera è situata fra il vaso e la pantera sulla destra. Trasmesso da H. von Rohden; conservato a Parigi, ex collezione Campana. von Rohden - Winnefeld non escludono la possibilità che ulteriori lettere si trovassero nella parte ora restaurata.
Datazione. "Antiquioris aetatis". Le firme in CIL XV 2543 e 2548, che risalgono alla transizione dall'età repubblicana alla prima età augustea, sono le più recenti nella serie di iscrizioni incise nelle forme delle lastre; von Rohden - Winnefeld 1911, 20.
CIL XV 2539 Fig. Combe, tav. XX.37.
Forma: 0, litteris magnis.
1. M | A
Soggetto. Cantharus inter duas pantheras saltantes cum thyrsis, hinc et inde ornamenta inter columnas.
Edizioni. Esemplare intero del Museo Kircheriano (sign. N. 283) schedato da Dressel e H. von Rohden; l'esemplare frammentario a sinistra conservato a Roma, nel Casino di Pio IV, è stato visto da von Rohden. Ugualmente mutilo è l'esemplare londinese, v. Combe, Description of the Collection of Ancient Terracottas in the British Museum, 21 tav. XX.37. von Rohden - Winnefeld 1911, 20. Tortorella 1981.1, 227 N. 1. Tortorella 2024, 57 N. 8.
Paleografia. Lettere grandi spaziate nella parte superiore della lastra.
Datazione. Antiquioris aetatis, Dressel. Le firme in CIL XV 2543 e 2548, che risalgono alla transizione dall'età repubblicana alla prima età augustea, sono le più recenti nella serie di iscrizioni incise nelle forme delle lastre; von Rohden - Winnefeld 1911, 20.
CIL XV 2540 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. I.1.
Forma: 0
1. M | A | A
M. A( ) A( ).
Soggetto. Cantharus inter duas pantheras saltantes cum thyrsis, hinc et inde ornamenta inter columnas.
Edizioni. von Rohden - Winnefeld 1911, 20 tav. I.1. Tortorella 1981.1, 227 N. 2. Tortorella 2024, 57 N. 9; fig. 1 a p. 39 (es. del Louvre).
Paleografia. Lettere molto grandi spaziate nella parte superiore della lastra.
Datazione. Antiquioris aetatis, Dressel. Le firme in CIL XV 2543 e 2548, che risalgono alla transizione dall'età repubblicana alla prima età augustea, sono le più recenti nella serie di iscrizioni incise nelle forme delle lastre; von Rohden - Winnefeld 1911, 20.
CIL XV 2541 Fig. Tortorella 1981.2, fig. 22; von Rohden - Winnefeld 1911, tavv. LXXXIV, LXXXV.
Forma: 160
1. ANNIAE
2. ARESCVSA
Anniae Arescusa(e).
Soggetto 1. Auriga in quadriga ds. presso la meta del circo, accanto alla meta auriga caduto e cavallo fuggente: Combe, Description of the Collection of Ancient Terracottas in the British Museum, 32 tav. XXX.60; Marini 1884, 430 N. 221a. Esemplare a Parigi: G.P. Campana, Antiche opere in plastica, tav. XCII, sigillo om., visto da von Rohden. André, Catalogue du Musée de Rennes ed. 2, 143 N. 602. Presso P. Bellori, 2 es. Gudius, cod. Guelf., p. cccxci, 6 ed. p. 314, 12 = Dal Pozzo, vol. VIII, 52 N. 325 (cod. Windsor, 'Bassorilievi antichi'). Ulteriori attestazioni e analisi degli esemplari originali firmati e copie anonime in Braito 2016, part. 466-470; Braito 2020, 110, due varianti con ulteriori esemplari. Tortorella 2024, 43s.: i due tipi di lastra sono concepiti per essere montate in un fregio continuo.
Soggetto 2. "Iuxta spinam circi (effinguntur meta, aedicula vel arcus duarum columnarum cuius epistylio superpositi sunt septem delphini, simulacrum cet.) quadrigae cernuntur cum agitatore collabentes; adstant duo viri: es. a Berlino (ex coll. Keller sign. 73) visto da Dressel. Vindobonae mus. sign. 49, visto da von Rohden; Sacken - Kenner, Die Sammlungen des k.k. Münz- und Antikencabinettes, 252 N. 49 (trascrizione errata). Analisi in Braito 2016, 471-473 e Braito 2020, 110s. con ulteriori esemplari.
Edizioni. V. sopra. CIL III 6009.8. von Rohden - Winnefeld 1911, 20 tavv. LXXXIV-LXXXV. Tortorella 1981.1, 227 N. 4; Tortorella 1981.2, 74 e fig. 22 (Br. Mus.). Steinby 1987, 50 N. 126. Tortorella 2024, 58 N. 25, fig. 5.
Commenti. Tranne l'esemplare di Berlino, dove Dressel legge alla fine della r. 2 'A^E, tutte le edizioni hanno il cognomen al nominativo; v. fotografie in von Rohden - Winnefeld e in Borbein 1968, tav. 6.1. Annia Arescusa (RE Annius 106) compare anche in bolli su laterizi, da sola in CIL XV 2226 = CIL XIV 4090.23, come proprietaria del servo Flamma in CIL XV 1141, v. il commento di von Rohden in RE I (1884), 2210. Come nota Strazzulla 2007, 157 il fatto che una targa, CIL VI 45171, con il nome Annia Arescusa Saturnini proviene dal secondo colombario di Vigna Codini implica una connessione con la familia imperiale. Braito (2016, 466 n. 8 e 2020, 115 n. 76) ritiene invece che l'identificazione delle due donne sia da escludersi. "Eventualmente si potrebbe considerare con prudenza la possibilità che l'Annia del colombario sia un discendente della domina o di suoi liberti, che ne riprende il cognomen." È vero che sia il gentilizio che il cognome sono comuni, ma proprio il cognomen grecanico rivela una condizione sociale consona al ruolo di officinatrix piuttosto che di domina figlinarum, e di moglie di un liberto di una delle Marcellae. È significativo che nelle firme su terracotta architettonica si ritrovano molti nomi di officinatori, mai di domini riconoscibili.
Datazione. Età claudia, al massimo inizi dell'età neroniana Tortorella 1981.2; prima metà del I sec. e comunque non oltre l'età flavia, Tortorella 2024, 44.
CIL XV 2542 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. LXXV.2.
Forma: 110
1. M∙ANTON
2. EPAPHRA
M. Anton(ius) Epaphra.
Soggetto. "Near a trophy stands a Dacian chief, as a captive, attended by one of Trajan's guards".
Edizioni. Combe, Description of the Collection of Ancient Terracottas in the British Museum, 19 tav. XVIII.32 (ST per M∙). von Rohden - Winnefeld 1911, 20 tav. LXXV.2. Tortorella 1981.1, 227 N. 5. Tortorella 1981.2, 68 e fig. 11. Tortorella 2024, 59 N. 26, fig. 3 a p. 40.
Paleografia. Bollo impresso fra il tropeo e il prigionero.
Commenti. M. Antonius Epaphra compare anche in CIL XV 815. M. Antonius Epaphra e Felix fanno verosimilmente parte del lascito del triumviro M. Antonius, cfr. Strazzulla 2007, 157, con riferimento a Cass. Dio 51.15.7.
CIL XV 2543 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. LXXIII.
Forma: 0
1. ∙M∙ ANTO∙ ∙FEL∙
M. Anto(nius) Fel(ix).
Soggetto. Carpento mulari vehuntur ds. captivae duae, mulos comitatur mulio cum flagello, ad latus carpenti incedit vir; praecedit vir tabulam ferens. Berlino, museo (coll. vet. regia) N. 244.
Edizioni. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. LXXIII. Tortorella 1981.1, 227 N. 6a. Borbein 1968, tav. 7.2. Tortorella 2024, 58 N. 19a, fig. 2 a p. 41.
Paleografia. Non impresso con timbro ma inciso nella forma.
Commenti. M. Antonius Epaphra e Felix fanno verosimilmente parte del lascito del triumviro M. Antonius, cfr. Strazzulla 2007, 157, con riferimento a Cass. Dio 51.15.7; Tortorella 2024, 39-40.
Datazione. Le firme in CIL XV 2543 e 2548, che risalgono alla transizione dall'età repubblicana alla prima età augustea, sono le più recenti nella serie di iscrizioni incise nelle forme delle lastre; von Rohden - Winnefeld 1911, 20.
CIL XV 2543 var. Fig. Brown et al. 1960, tav. LIX.
1. [M∙AN]TONI
2. [FELI]CI[S]
M. Antoni Felicis.
Edizioni. L. Richardson, jr., in F.E. Brown - E. Hill Richardson - L. Richardson, jr., Cosa II. The Temples of the Arx. MemAmAc 26 1960, 299, Pl. LIX (©American Academy in Rome. Photographic Archive); v. anche F.E. Brown, ibid. 137 n. 86. Tortorella 1981.1, 227 N. 6b. Rizzo 1976-77, 55. Tortorella 2024, 58 N. 19b.
Commenti. V. CIL XV 2543.
Datazione. Età augustea Richardson, Brown ibid. 137 con n. 86. Piena età augustea Stanco 2014, 570.
Novum CIL XV 2543/4.1 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. XX.2.
Forma: 110
1. ME^NA^N^D'R
2. A'RIST'I
Menandr(i)? Aristi?
Soggetto. Due satiri piggiatori dell'uva contrapposti, a sinistra suonatore di doppio flauto, a destra fauno con cesto.
Edizioni. von Rohden - Winnefeld 1911, 21 tav. XX.2. Tortorella 1981.1, 227 N. 7. Rendini 1995, 29 fig. 17. Shepherd 2019, 108s., figg. 6a-b. Tortorella 2024, 58 N. 27.
Commenti. Il soggetto è lo stesso della lastra firmata Fausti Sami, v. Novum CIL XV 2551/2. von Rohden - Winnefeld 1911, 21 esprimono dubbi sulla lettura MNAPR; come l'autore dello schizzo dell'archivio G.F. Gamurrini, avrei più dubbi sulla riga seguente (Shepherd 2019, fig. 6b). La lastra di Menander, proveniente dalla villa romana in loc. Segalari, 20 km a N di Populonia, viene datata in età augustea (Shepherd 2019, 108s.); quindi non è possibile l'identificazione dell'autore con il molto più tardo A. Aristius Menander, che ha prodotto laterizi datati fra i primi anni di Adriano e l'a. 124, v. CIL XV 829-834, S. 230 (diversamente P. Rendini, Prospettiva 79 (1995), 29 n. 70). Quest'ultimo "potrebbe essere un officinator ... che nel conservatorismo onomastico abbia mantenuto il cognomen di un antenato" Tortorella 2024, 44s.
Novum CIL XV 2543/4.2
1. P∙AVN[---]
Soggetto. Frammento avibus et arboribus ornatum.
Edizioni. CIL XI 6709.15. Tortorella 1981.1, 227 N. 8. Tortorella 2024, 58 N. 28.
Paleografia. Testo retrogrado.
CIL XV 2544 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. I.2.
Forma: 0
1. L∙B A
L. B( ) A( ).
Soggetto. "Due colonne sostengono un architrave; nel mezzo un cratere con anse a voluta, al quale accorrono due pantere; attraverso alle medesime un tirso, a dritta e a sinistra, entro un compartimento, due palmette".
Edizioni. Visto da von Rohden in repositis urbanis. BCom 1885, 190 (elenco di rinvenimenti, non firmato). G. Gatti, NSc 1902, 463s. e BCom 1902, 162 fig. 3. von Rohden - Winnefeld 1911, 20 tav. I.2. Tortorella 1981.1, 227 N. 9; cfr. p. 228 N. 19 con riferimento alla trascrizione di Gatti, che Steinby 1978-79, 71 N. 114 erroneamente considera un nuovo bollo. Esemplare da via Latina in Cugno 2022, 252 fig. 4. Tortorella 2024, 57 N. 5.
Paleografia. Iscrizione in alto, sotto il listello.
Commenti. Cfr. Novum CIL XV 2548/9 di L R A, un bollo diverso e non, come concludono von Rohden e Winnefeld, frutto di un errore di stampa.
Datazione. Le firme in CIL XV 2543 e 2548, che risalgono alla transizione dall'età repubblicana alla prima età augustea, sono le più recenti nella serie di iscrizioni incise nelle forme delle lastre; von Rohden - Winnefeld 1911, 20.
Novum CIL XV 2544/5.1
Forma: 0
1. C∙C[---]
Edizioni. Tortorella 1981.1, 227 N. 10. Tortorella 2024, 57 N. 3.
Commenti. Fonte non nota.
Novum CIL XV 2544/5.2 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. II.3.
Forma: 0
1. C[---]
Edizioni. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. II.3. Tortorella 1981.1, 228 N. 27. Tortorella 2024, 56 N. 2.
CIL XV 2545 corr. Fig. Manca di Mores 1982-83, tav. XII.39a-b.
Forma: 0
1. r. p. ds. CALPETANI r. p. ss.
2. corona FAVORIS
C. Calpetani Favoris.
Soggetto. Cantharus inter duas pantheras saltantes cum thirsis, hinc et inde ornamenta inter columnas.
Edizioni. R. Lanciani, BCom 1882, 170, 594 (piazza Vittorio Emanuele; rep. urb.). D. Vaglieri, NSc 1908, 133. In tutto 4 ess. visti da von Rohden e/o da Dressel. Tortorella 1981.1, 227 N. 11. G. Manca di Mores, 'Terrecotte architettoniche e problemi topografici: contributi all'identificazione del tempio di Quirino sul Colle Quirinale', AnnPer 20 (1982-83), 357 Nn. 39a-b, tav. XII.39a-b. Tortorella 2024, 57 N. 17.
Paleografia. Il testo, a grandi lettere rilevate, sta sopra il cantaro.
Commenti. Negli ess. di Manca di Mores si distingue appena qualche traccia della prima riga di testo, comunque abbastanza per l'identificazione come 2545. Dressel rigetta l'identificazione con il C. Calpetanus Favor attivo in età traianea e adrianea, ritenendo che il soggetto della lastra debba essere datato all'ultima età repubblicana o alla prima età imperiale; epoca alla quale von Rhoden e Winnefeld 1911, 20 datano le ultime iscrizioni incise nelle forme delle lastre. Gli autori citano nomi di Calpetani attivi già verso la metà del I sec. d.C. Al contrario, Manca di Mores, 347s. collega le lastre con l'attività di Domiziano sul Quirinale; i suoi frr., di cattiva qualità, rappresenterebbero una serie decorativa ormai in declino. Per la datazione in età domizianea è anche Strazzulla 2006, 223. Sulla produzione di C. Calpetanus Favor Tortorella 2024, 38 con n. 6.
Novum CIL XV 2545/6.1 Fig. Mari 1983, figg. 27-28.
Bollo A
Forma: 110
1. [C CASLA]NIVS∙T∙F∙
Bollo B
Forma: 110
Sig. 7.0, 1.8. Lett. 1.4.
1. A^MEREA
[C. Caslan]ius Amerea.
Edizioni. Sima fittile angolare. Mari 1983, 46 Nn. 11-12 con n. 237, figg. 27-28 (fot.). Steinby 1987, 48 N. 118. Moscetti 2002.2, 72 N. 78, fig. a p. 83 (calco). Tortorella 2024, 58 N. 37.
Paleografia. Punti rotondi.
Commenti. Dei nomi che in passato sono stati letti nel bollo B, né Amerea, né Anerea sono conosciuti da altre fonti, ma Amerinus potrebbe derivare da Ameria, ed esiste il nome ebraico Aner. H. Solin, Arctos 17 (1983), 93s. propone An⌈d⌉rea. La soluzione è basata sul presunto uso di lettere mobili, mai attestato nell'epigrafia doliare.
L'integrazione del gentilizio sulla base di una serie di tegole, non prodotte localmente, parzialmente pertinenti al tetto dell'edificio templare di Villa San Silvestro presso Cascia in Umbria, bollate da C. Caslanius T. f. è di Nonnis (2015.2, 162). Nonnis vede in Amerea una variante grafica di Ameria, cioè non un cognomen, ma un "riferimento al contesto geografico di pertinenza dell'officina". Fra la fine del III e l'inizio del II sec., un Vel Calzanie produceva ceramica comune a Bolsena (Nonnis 2015.2, 162s.); Tortorella 2024, 46s. pensa a un possibile spostamento delle maestranze nel corso del I sec. a.C.
Attestazioni. Guidonia, Mari e Moscetti.
Datazione. Decenni iniziali del I sec. a.C. per il bollo di Villa San Silvestro (Nonnis).
Novum CIL XV 2545/6.2
1. DIONYSIV[S]
Dionysiu[s].
Edizioni. Arte e civiltà romana nell'Italia settentrionale. Bologna 1964, N. 204. Tortorella 1981.1, 227 N. 14a. Antolini 2012, 121s. e n. 18 con ampia bibliografia. Tortorella 2024, 58 N. 29a.
Commenti. L'inserimento nel BDRICO di questo bollo e il seguente è giustificato da attestazioni a Roma di un Dionysios, produttore di laterizi, che nel bollo usa caratteri greci; v. Novum CIL XV 977/8.2.
Datazione. Avanzato I sec. a.C. Antolini.
CIL XV 2546 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. CXXXVII.2.
Forma: 0
1. EPI D
Soggetto. Vir iuvenis nudus dormiens sub vitibus, hinc inde capra.
Edizioni. G.P. Campana, Antiche opere in plastica, tav. XXXII (inversum). Cataloghi del museo Campana, classe IV, 8 N. 49=288 (EPI∙D∙).
Commenti. Due esemplari dei quattro citati sono a Parigi (von Rohden), uno Mediomatricis. Non nell'elenco di Tortorella 1981.1, 227. Infatti, secondo von Rohden - Winnefeld 1911, 19 il testo si trova sicuramente in una parte restaurata della lastra. Dubbi anche in Tortorella 2024, 58 N. 20 e a p. 43: dopo il restauro della lastra del Louvre "resta solo la lettera D a destra della figura di Endimione ... e forse qualche lettera a sinistra. Nell'eventualità di un'autenticità del bollo, val la pena di ricordare la figlina inizialmente gestita in società da due mebri della gens Epidia, Gaius e Marcus, localizzabile forse nell'agro aquileiese e che produceva laterizi, in particolare, tegole", cioè al di fuori dell'area centro-italica.
CIL XV 2547 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. II.1; Radaelli 2019, fig. 4.
Forma: 0
Lett. 2.5-2.7.
1. M∙A | MAT
2. ISI | DOR
M. Amat(i) Isidor(i).
Soggetto. Cantharus inter duas pantheras saltantes, hinc et inde ornamenta inter columnas. Radaelli: "lastra a fregio simmetrico ad asse centrale, con colonnine dai capitelli con decorazione vegetale che suddividono tale fregio in distinte metope. Al centro esse inquadrano una scena con un kantharos a cui si affrontano due pantere di genere femminile, ritte sulle zampe posteriori ed incorniciate dietro il loro dorso da motivi vegetali con foglie d’edera cuoriformi. Ad entrambi i lati della scena centrale le colonnine inquadrano una palmetta intera. A ciascuna delle due estremità una mezza palmetta che, una volta congiunte diverse lastre in fila, formava una palmetta intera. La lastra, inoltre, doveva presentare originariamente una colorazione. Il modello decorativo sembra piuttosto diffuso in ambiti funerari e residenziali e ne esistono almeno tre modelli iconografici distinti con diverse iscrizioni." Radaelli, n. 44: "Gli altri due presentano anche dei tirsi e sono forse più tardi", con rif. a Strazzulla 1995 e Tortorella 2007.
Edizioni. von Rohden - Winnefeld 1911, 20 tav. II.1. Tortorella 1981.1, 227 N. 3. S. Mineo, 'Località Insugherata (circ. XIX), BCom 94 (1991-92), 210 n. 7, fig. 285 (da villa romana). Strazzulla 2006, 221. E. Radaelli, N. 88, in 'Adnotationes epigraphicae X', Tyche 34 (2019), 276-278, fig. (fot. dell'aut.). Aggiunta di S. Tortorella: altro es. dalla via Ardeatina/ via Appia, in A. Ambrogi - R. Paris (a cura di), Il museo della via Appia Antica nel Mausoleo di Cecilia Metella - Castrum Caetani. L'Erma di Bretschneider, Roma 2020, cat. N. 101. Tortorella 2024, 57 N. 10.
Paleografia. Testo ai lati del piede del cantaro, grandi lettere rilevate. Punto dopo la prima M non visto in edizioni precedenti (Radaelli).
Commenti. L'interpretazione suggerita in Steinby 1987, 53 viene confermata da Radaelli, che esclude gli scioglimenti Amatorius e Amatraeus perché molto rari (Solin - Salomies 1994, 13); lo scioglimento Isidor(us), nome comune, non presenta problemi (Solin 2003, 209). Su Amatii impegnati in diverse attività artigianali Tortorici 2024, 38 n. 5.
Attestazioni. Elenco in Tortorella 2024, 38 n. 4. Due ess. rinvenuti nell'auditorio di Mecenate, un es. dalla villa di Orazio (Licenza; Strazzulla 2006). Ulteriori esemplari in Radaelli 2019, nn. 34-39. Nella villa pubblicata da Mineo sono stati rinvenuti anche laterizi bollati da Flamma Anniae Arescusae, CIL XV 1141.
Datazione. Antiquioris aetatis, Dressel. Le firme in CIL XV 2543 e 2548, che risalgono alla transizione dall'età repubblicana alla prima età augustea, sono le più recenti nella serie di iscrizioni incise nelle forme delle lastre; von Rohden - Winnefeld 1911, 20. Strazzulla (2006, 223) constata che non è facile datare il bollo, mentre Radaelli, seguendo Tortorella 1981, propone una datazione a cavallo del I sec. a.C. e la prima metà del I sec. d.C.
Novum CIL XV 2547/8
1. M 'N[---]
M. N[---].
Soggetto. Uno o più eroti fra girali.
Edizioni. Tortorella 1981.1, 228 N. 29. Ostia, SAO inv. 13314. Tortorella 2024, 58 N. 21, p. 43.
CIL XV 2548 compl. Fig. Tortorella 2024, fig. 4.
Forma: 0
1. OCTAVI
Octavi.
Soggetto. Taurus infulis ornatus ds. ducitur a victimario. Appartiene a un fregio raffigurante una processione trionfale: 1) prigioniere trasportate sul carro, 2) toro, 3) prigionieri ai lati di un trofeo; Tortorella 2024, 42 con fig. 4 a p. 43.
Edizioni. Ess. da Roma (Horti Sallustiani) e Copenhagen descritti da H. von Rohden. von Rohden - Winnefeld 1911, 20 testo completo, fig. 249 fr. Tortorella 1981.1, 228 N. 18a. Tortorella 1981.2, 68 e fig. 10. Tortorella 2024, 58 N. 22a, fig. 4 a p. 43.
Paleografia. Testo inciso nella forma; sulla tecnica, v. Tortorella 2024, 40.
Commenti. Per il rinvenimento, con prodotti di un Octavius (CIL XV 2548), in una villa di Ventotene che si suppone abbia ospitato Giulia e Agrippina Maggiore durante il loro esilio v. M.J. Strazzulla,'Sistemi decorativi privati di età augustea: una villa imperiale ad Aquileia?', AnnPer 20 (192-83), 463-483, part. 483s. n. 86 con rif. a F.M. Apollonj Ghetti, L'archipelago pontino nella storia del medio Tirreno. Roma 1969, 39. Come in Strazzullla 2007, 157, l'autrice sottolinea la connessione imperiale; così anche Tortorella 2024, 41-43.
Datazione. Le firme in CIL XV 2543 e 2548, che risalgono alla transizione dall'età repubblicana alla prima età augustea, sono le più recenti nella serie di iscrizioni incise nelle forme delle lastre; von Rohden - Winnefeld 1911, 20.
CIL XV 2548 var. 1
Forma: 999
1. OCTA^VI
Octavi.
Edizioni. Tortorella 1981.1, 228 N. 18b. Tortorella 2024, 58 N. 22b.
Paleografia. Sulle timbrature diverse dei bolli di Octavius, v. Tortorella 2024, 40.
CIL XV 2548 var. 2 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. LXXXIII.
1. OCTAVI
Octavi.
Soggetto. Portico; bollo impresso sulla base della statua centrale di Hermes.
Edizioni. von Rohden - Winnefeld 1911, 21 tav. LXXXIII.
Novum CIL XV 2548/9 Fig. Gatti 1902.2, fig. 3.
Forma: 999
1. L. R A
L. R( ) A( ).
Edizioni. G. Gatti, NSc 1902, 463s. e BCom 1902, 162 fig. 3. Steinby 1978-79, 71 N. 114. Tortorella 1981.1, 228 N. 19.
Commenti. Gatti fa riferimento a CIL XV 2455 di L. B( ) A( ), senza commenti; Winnefeld – von Rohden ne deducono che la differenza nel testo sia dovuta a un errore di stampa.
CIL XV 2549 compl. Fig. Cugno 2022, fig. 4.b.
Forma: 0
1. L S A
L. S( ) A( ).
Soggetto. Cantharus inter duas pantheras saltantes cum thyrsis.
Edizioni. Schedato da H. von Rohden (rep. urbis). von Rohden - Winnefeld 1911, 20. Tortorella 1981.1, 228 N. 20. Cugno 2022, 253 fig. 4.b. Tortorella 2024, 57 N. 7.
Paleografia. Grandi lettere rilevate e distanziate nella parte superiore della lastra.
Commenti. von Rohden e Winnefeld osservano che una ulteriore lettera si trovava verosimilmente nella parte sinistra della lastra, ora mancante.
Datazione. Antiquioris aetatis, Dressel. Le firme in CIL XV 2543 e 2548, che risalgono alla transizione dall'età repubblicana alla prima età augustea, sono le più recenti nella serie di iscrizioni incise nelle forme delle lastre; von Rohden - Winnefeld 1911, 20.
CIL XV 2550 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. II.3.
Forma: 0
1. C S E
Soggetto. Cantharus inter duas pantheras (utraque altero pede anteriore sublato).
Edizioni. C.L. Visconti (Ostia): C∙S∙E. von Rohden - Winnefeld 1911, 20 tav. II.3. Tortorella 1981.1, 228 N. 21. Tortorella 2024, 57 N. 4. Cfr. Rendini 1995, 24s.
Paleografia. Grandi lettere rilevate e distanziate nella parte superiore della lastra.
Commenti. von Rohden e Winnefeld associano a questa firma vari frammenti. Tre frr. del lato sinistro conservano in alto la lettera C: uno del Museo Gregoriano, con palmetta e centauro; il fr. pubblicato in BCom 1890, 340 con "arbusto" e "leonessa"; il fr. riprodotto in von Rohden - Winnefeld 1911, tav. II.3, cfr. Tortorella 1981.1, 228 N. 27. Infine, il fr. pubblicato da G. Gatti, in NSc 1902, 464 e in BCom 1902, 163 con "animale ovino, con fiori ai lati" porta sopra la lettera E; cfr. Tortorella 1981.1, 228 N. 36 e Tortorella 2024, 57 N. 15.
Datazione. Antiquioris aetatis, Dressel. Le firme in CIL XV 2543 e 2548, che risalgono alla transizione dall'età repubblicana alla prima età augustea, sono le più recenti nella serie di iscrizioni incise nelle forme delle lastre; von Rohden - Winnefeld 1911, 20.
CIL XV 2551 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, fig. 256.
Forma: 110
1. L∙S∙ER
Soggetto. Supersunt bigae et agitator iuxta spinam circi.
Edizioni. Schedato da H. von Rohden (Parigi, inv. N. 4916). von Rohden - Winnefeld 1911, 20 fig. 256. Tortorella 1981.1, 228 N. 22. Tortorella 1981.2, 73 e fig. 21. Tortorella 2024, 58 N. 32.
Paleografia. Bollo impresso sotto i cavalli.
Commenti. Secondo von Rohden la lastra è genuina; Dressel fa notare l'esistenza di un falso L∙SER.
Datazione. Età augustea von Rohden.
Novum CIL XV 2551/2 Fig. Shepherd 2019, fig. 3.
Forma: 0
Sig. 2.8, 2.0. Lett. 0.8-1.0.
1. FAVST[I]
2. SA^MI
Faust[i] Sami.
Soggetto. Satiro che suona il doppio flauto. Cfr. il soggetto del Novum CIL XV 2543/4.1 con scena completa, firmata da Menander.
Edizioni. CIL XI 6709.18. Tortorella 1981.1, 228 N. 23. Rendini 1995, 29. Shepherd 2019, 105-113, part. 106s., fig. 3. Tortorella 2024, 58 N. 31.
Commenti. La lastra proviene da Populonia, ma le approfondite indagini di Shepherd non sono risultate in una precisazione del luogo di rinvenimento (Shepherd 2019, 110s.). Da Populonia proviene anche la lastra di Menander. Le lastre di Faustus e di Menander hanno dimensioni e impasti simili e sono quasi sovrapponibili (Shepherd 2019, 111 n. 67); la lastra di Faustus è tratta da una matrice molto stanca, o è ricavata dal calco di un'altra lastra (Shepherd).
L'officinatore, ancora servo, è stato identificato con L. Samius Faustus, produttore di laterizi; cfr. anche Tortorella 2024, 45. L'unico suo bollo conosciuto, CIL XV 1408 (diverso dalla firma sulla lastra), è stato rinvenuto in un contesto di metà ca. del I sec. d.C., ma potrebbe essere più antico. Cfr. i due bolli con il nome L. Samius, CIL XV 1407 e var., che forse risalgono alla fine dell'età repubblicana o la prima età augustea.
CIL XV 2552 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, fig. 12.
Forma: 170
1. VALEN^TI[---]
Valenti[s].
Soggetto. Signum adversum Palladis promákhon vel potius Palladium inter duas hierodulas saltantes.
Edizioni. Trascrizioni di Dressel (es. di Martinetti) e di H. von Rohden (repos. urb., 2 ess. da via dei Cerchi; cfr. G. Fiorelli, NSc 1877, 8). von Rohden - Winnefeld 1911, 21 fig. 12. Tortorella 1981.1, 228 N. 25a. Tortorella 2024, 58 N. 34a.
Paleografia. Bollo impresso vicino al margine inferiore.
Commenti. A proposito della possibile identità di Valens con il Vales del bollo 2553, Tortorella 2024, 46 nota lo stile diverso degli esemplari firmati dai due.
CIL XV 2553 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. LXXVI.1-2, LXXVII.2.
Forma: 110
Lett. 1.5.
1. VALES
Vales.
Soggetti. a) Ariadne cum tympano bigis leoninis ss. vehitur, comitatur mulier crotalissans; praecedit Silenus et satyrus tibiis canens Tortorella 2024, fig. 7).
b) Pan, maenas, satyrus saltantes, a parte dextra mulier tibiis canens (von Rohden - Winnefeld 1911, 21 fig. 6). Cum his duobus laterculis a Campana componitur laterculus latior quam altior, in quo inter encarpa quernea est os Bacchi inter ora Panis et Sileni. Campana, Antiche opere in plastica, tav. XXXVI-XXXVIII (Parigi); Cataloghi del museo Campana, classe IV, 12 Nn. 254-259. Sia le lastre grandi che la più piccola sono timbrati.
c) Mulier saltans vel Victoria volans (Dresden; forse dalla villa di Livia).
d) Victoria cum palma et corona super aedificia circi volans; dal Pozzo, vol. VIII, 54 N. 325 immagine.
e) Trofeo centrale fra barbaro legato e donna piangente. Tortorella 1981.2, 68 e fig. 9. M.N. Pagliardi, in Terme di Diocleziano. La collezione epigrafica. Electa, Milano 2012, 63 N. I.36 (MNR inv. 574369; Roma, Grottaperfetta tomba 74 (1983-84)).
Edizioni. von Rohden - Winnefeld 1911, 21 tavv. LXXVI.1-2, LXXVII.2. Gli ess. del CIL sono stati schedati da Dressel e H. von Rohden; v. sopra. D. Vaglieri, NSc 1908, 140 fig. a p. 141 (Ostia, Antiquario), Tortorella 1981.1, 228 N. 25b. Rizzo 1976-77, 59, 62. Tortorella 1981.2, 68 e fig. 8 (la scena ripete gli elementi del soggetto a), ma la biga corre verso destra ed è preceduto da un satiro con pedum e seguita da Sileno). Tortorella 2024, 58 N. 34b.
Commenti. Pagliardi: Sono noti 10 esemplari di lastre con bollo VALES, per lo più con scene bacchiche (von Rohden – Winnefeld 1911) provenienti dalla Villa di Livia a Prima Porta, da Tuscolo e da Ostia in sepolcri della prima età imperiale (Borbein 1968; Rizzo 1976-77; Rauch 1999, 120-122).
Tortorella 2024, 46 n. 41: la rappresentazione di un trofeo con ai lati due prigionieri trova un confronto in monete con la leggenda Germania capta.
Datazione. Sul finire del I sec. d.C. (Pagliardi).
CIL XV 2554 Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. CXXVII.2.
Forma: 999
1. VERG FAXS
Verg(ini?)
Soggetto. Sotto la prima parte del testo Hercules ds. cum pelle leonina et clava; sotto la seconda parte sub arbore caverna, ante quam cerva Telephum uberibus alens.
Edizioni. G.P. Campana, Antiche opere in plastica, 102 tav. XXV (inversum, FAVS pro FAXS). H. von Rohden (Parigi): "die rechte obere Ecke mit grossem Teil des Baums und den Buchstaben FAXS ist neu". Cfr. von Rohden - Winnefeld 1911, 19: "... wahrscheinlich die Teile mit der Inschrift ergänzt sind". Tortorella 1981.1, 228 N. 32 VERG[---]. Tortorella 2024, 58 N. 35 VERG FA['V]S[TVS].
CIL XV 2555
Forma: 111
1. TIC[---]
2. 'H'O[---]
Edizioni. Immagine mandato a Dressel da A. Schoene e Villefosse (Parigi, mus. inv. 233). Menzionato a causa del tipo a lettere incavate in von Rohden - Winnefeld 1911, 21 n. 1. Tortorella 1981.1, 228 N. 31. Tortorella 2024, 58 N. 33.
Commenti. Della lastra è conservata solo la parte superiore con ornamenti (non specificati). Dressel considera incerta la lettura della r. 2.
CIL XV 2556 = S. 567 corr. Fig. von Rohden - Winnefeld 1911, tav. II.2.
Forma: 160
1. C∙CVLCHIVS
2. NICRIVS FEC
C. Culchius Nicrius fec(it).
Soggetto. Grifi alati ai lati del kantharos.
Edizioni. CIL X 8056.118. von Rohden - Winnefeld 1911, 20 tav. II.2. Tortorella 1981.1, 227 N. 12. Tortorella 2024, 57 N. 18.
Commenti. Antolini 2012, 124 n. 22 cita il testo lacunoso del CIL XV, ignorando il completamento del S. 567. In von Rohden - Winnefeld il cognomen appare nella forma Nychius, forma che Tortorella 2024, 38 con n. 7) menziona come alternativa a Nicrius. Come osserva Tortorella (2024, 38 con n. 7), il gentilizio Culchius o Culcius è sconosciuto a Roma e mancano elementi di collegamento con il bollo CIL XV di C. Cul( ) Dia( ) (che opera nelle f. Sulpicianae e produce bessali).
CIL XV 2557
Forma: 0
1. [---] S [---]
Soggetto. Frammenti di ornamenti sono conservati ai due lati della lettera S.
Edizioni. von Rohden - Winnefeld 1911, 20. Tortorella 1981.1, 228 N. 30 dà il testo come completo, mentre von Rohden - Winnefeld parlano di un frammento; così anche Tortorella 2024, 57 N. 13.
Paleografia. Lettere molto grandi nella parte superiore della lastra.
Commenti. Dressel rimanda come confronto a CIL XV 2549 e CIL XV 2550.
Datazione. Le firme in CIL XV 2543 e 2548, che risalgono alla transizione dall'età repubblicana alla prima età augustea, sono le più recenti nella serie di iscrizioni incise nelle forme delle lastre; von Rohden - Winnefeld 1911, 20.
FRAMMENTI
1)
Forma: 110
Sig. 9.0+, 2.8.
1. [---]'I'LF[---]
Edizioni. G. Carettoni, 'Nuova serie di grandi lastre fittili "Campana"', BdA 58 (1973), 87 n. 47 (lastra con canefore da Roma, tempio di Apollo Palatino). Tortorella 1981.1, 228 N. 33. Tortorella 2024, 58 N. 36.
2) Fig. De Rossi 1967, fig. 55.
Forma: 999
1. [---]ON[---]
Edizioni. De Rossi 1967, 40 fig. 55 (Tellenae). Tortorella 1981.1, 228 N. 34. Tortorella 2024, 57 N. 11.
3)
Forma: 999
1. [---]SC[---]
Edizioni. H. Stuart Jones, The Sculptures of the Palazzo dei Conservatori. Oxford 1926, 344 N. 7. Tortorella 1981.1, 228 N. 35. Tortorella 2024, 57 N. 14.
4)
AE 1941, fr. di lastra (prob. da Roma o dall'Italia meridionale; Antonini, 124 n. 22) con dedica a Traiano kosmokrator.
5) Fig. Rendini 1979, fig. 7.
Forma: 0
1. [---]G[---]
Edizioni. Rendini 1995, 25 fig. 7. Tortorella 2024, 57 N. 16.
Paleografia. La lettera è stata accuratamente incisa nella matrice subito sotto il bordo della lastra, a fianco della cuspide del tirso della metà destra della scena (due pantere rampanti ai lati di un kantharos).
Commenti. La G non trova confronti nel nostro repertorio. Si tratta forse di un elemento di tria nomina abbreviati agli iniziali. S. Tortorella commenta: Il fatto che la lettera figuri a fianco della cuspide del tirso di destra farebbe pensare che si tratti dell'ultima lettera di tre: in questo caso [---]G, ma resta il dubbio.
Datazione. Il frammento proviene dalla villa dei Domitii sull'isola di Giannutri, ma la paleografia è decisamente più tarda della fase principale di età tardorepubblicana (augustea?).
6)
Forma: 0
1. [---]P[---]
Edizioni. Tortorella 2024, 57 N. 12.
Commenti. Inedito, dall'Antiquarium Comunale, Roma.
CAPITELLI
1)
Forma: 110
1. L PETRONI FVSCI
L. Petroni Fusci.
Edizioni. CIL X 8056.259. Zucca 1981, 17 n. 13 con bibliografia.
Commenti. Il bollo con lettere in rilievo è impresso sull'orlo di un capitello corinzio in terracotta "di gran diametro". L. Petronius Fuscus ha prodotto anche doli, v. CIL XV 2479.
BASI DI COLONNA
1)
Bollo A:
Forma: 110
1. [---]ONI
Bollo B:
Forma: 110
1. [---]IO
In bolli separati: palmette, "corona con nel centro un quarto di luna".
Edizioni. A. Galieti, NSc 1920, 294 (Lanuvio). Steinby 1978-79, 85 N. 245.
