Aggiornato 12.1.2026
CIL XV 2156-2269
Novum CIL XV 2155/6.1 Fig. Gorostidi Pi 2011.1, fig. 5a.
Forma: 110
1. [SA]CR∙TVSC
[Sa]cra Tusc(ulanorum).
Edizioni. Gorostidi Pi 2011.1, 327s. fig. 5a (fot. di D. Gorostidi).
Commenti. La trascrizione con interpunzione è basata sulla fotografia. Bollo su materiale destinato ad sacra della città, cfr. S. 445a-b, sacra Lanvio.
Datazione. Tarda età repubblicana.
Novum CIL XV 2155/6.2 Fig. Camilli - Taglietti 2018, fig. 19.
Forma: 540
1. MARTIS BVBETIS
Mars ss. d. clipeum s. hastam tenet
Martis Bubetis.
Edizioni. Fasolo - Gullini 1953, 291 N. 14 (dis.). Granino Cecere – Marengo 2012, 162-164, fig. 3. Camilli - Taglietti 2018, 338s. fig. 19 (Novum CIL XV 2303/4; fot. R. Darelli).
Commenti. Due esemplari del bollo sono stati rinvenuti nel santuario di Fortuna Primigenia, dove un culto di Marte non è altrimenti attestato. Granino Cecere – Marengo ricordano però l’iscrizione CIL XIV 2918 rinvenuta presso la rocca cittadina, dove si fa riferimento a un M(artem) Praen(estinum). La formula con il solo nome del dio al genitivo sembrerebbe voler indicare la proprietà e/o la destinazione del prodotto; Camilli - Taglietti.
Datazione. Tipologicamente databile nei primi decenni del II sec., Camilli - Taglietti.
CIL XV 2156 = CIL XV S. 409* Fig. SAO inv. 23166.
Forma: 320
Sig. 9.7, orb. 6.1. Lett. 1.5, 1.4, 1.5. Lin. ?.
1. DE∙FIGLINIS∙GRAˆTTIAˆE
2. AB∙AˆPPOLLINI
3. P∙F
De figlinis Grattiae P. f. ab Appollini.
Edizioni. CIL XI 8109. R. Mancini, NSc 1890, 111. LSO 1130. Filippi - Gasperoni - Stanco 2008, 935 figg. 3-4. Calco in AA. VV. 1999, tav. 1.22.
Paleografia. R. 3 dritta; i punti in r. 1 e 2 non notati da Dressel.
Commenti. LSO e Steinby 1974-75, 26 e n. 4: ab Appollini potrebbe riferirsi non al sito delle figlinae, ma all'officinator. L. Camilli, LTURS I (2001), 77 accoglie l'ipotesi con riserve, mentre Filippi - Gasperoni - Stanco 2008 notano che quattro esemplari del bollo sono stati rinvenuti negli scavi del porto di Pagliano (Orvieto) e sette a Ostia; "risulta evidente l'origine "volsiniense" di tale produzione il cui nome rieccheggia anche il culto di Apollo Augusto attestato da un'epigrafe rinvenuta a S. Maria in Paterno presso Castiglione in Teverina (XI, 7221)." In AA. VV. 1999, 622 si parte dal presupposto che ab Ap{p}ollini sia il nome delle figlinae e P( ) F( ) il nome dell'officinatore. Il risultato dell'analisi petrografica non viene commentato.
Datazione. Steinby 1974-75, 26: metà I sec. d.C. ca.
CIL XV 2157* Fig. SAO inv. 20989.
Forma: 540
Sig. 9.7, orb. 3.3. Lett. 1.3, 1.1, 1.1. Lin. 1, 1, 1, 1.
1. L∙PVBLICIO CELSO _I_I CLODIO∙CRISPO
2. COS EX∙PR∙AL∙PROC∙FIG
3. A LAMENT∙
ramus palmae stans
L. Publicio Celso II Clodio Crispo cos. ex pr(aedis) Al(lieni) Proc(li) fig(linis) a Lament( ).
Edizioni. CIL XIV 4089.6, p. 753. Bloch 1947, 93. LSO 1131.
Paleografia. In Dressel manca il trattino sopra il numero II, r. 1; in Dressel la O di CRISPO in r. 1 e la G di FIG in r. 2 sono piccole. Dessau e Bloch (1947) vedono un punto dopo CLODIO in r. 1, non notato da Dressel e non presente in LSO. Nella prima A della r. 3 manca il tratto trasversale.
Commenti. Dressel, seguito dubitativamente da Bloch (1948.2, 89; Steinby 1974-75, 36, 47) preferisce lo scioglimento a Lament( ) ad Alament( ). Lo scioglimento del gentilizio del dominus è basato sul nome del proprietario delle figlinae a Creta in CIL XV 143. Attestazioni. 12 ess. Ostia, basilica; R. Paribeni, NSc 1916, 408s.
Datazione. A. 113.
CIL XV 2158 = CIL XV S. 410* Fig. SAO inv. 26037.
Forma: 531
Sig. 8.3, orb. 3.3. Lett. 1.0, 0.9. Lin. 1, 2, 2.
1. EX∙OFIC∙L∙TVT∙IANVARI
2. FIG SCAVR L∙T∙L∙P
nux pinea foliis circumdata
Ex ofic(ina) L. Tut(ili) Ianuari fig(linis) Scaur(ianis?) L. T(utili) L(uperci) P(ontiani).
Edizioni. CIL XIV 4089.21. CIL XIV 5308.3. Taglietti 1973, 323 N. 54. LSO 1132. Anderson 1991, 99 N. 220 fot. AAR nvb_brickstamps_005279.
Paleografia. I punti non erano stati notati da Dressel, ad eccezione di quello in r. 2, tra L e P.
Commenti. L'ipotesi che l'esemplare del MNR, dove mancano i punti, sia stato impresso con una matrice diversa (Taglietti 1973) va verificata confrontando la posizione delle lettere.
Steinby 1978, 330: secondo Huotari il nome delle figlinae potrebbe essere connesso con Scorano o Scoriano, menzionato in fonti medievali (v. Regesto Sublacense, 201 e G. Silvestrelli, Città, castelli e terre della regione romana. Roma 1940, 534).
Sul dominus (PIR T 437) v. Helen 1977, 107; Steinby 1974-75, 86 e Setälä 1977, 196s. Il nome completo viene indicato nel bollo CIL XV S. 388, dove invece le figlinae non sono menzionate. In CIL XV 2158 = CIL XV S. 410 l'officinatore è un liberto del dominus.
Datazione. Steinby 1974-75, 86 n. 4: fine età adrianea – età di Antonino Pio.
Novum CIL XV 2158/2159 Fig. SAO inv. 27237.
Forma: 531
Sig. 9.3, orb. 4.3. Lett. 1.1, 1.1, ?. Lin. 1, 3, 2.
1. EX FIG∙S[EM PETRONIO]'RV
2. MA[MER∙E^T SEPTI]
3. 'P[..]
Ex fig(linis) S[em( ) Petronio]ru(m) Ma[mer(tini) et Septi(miani)] P[---].
Edizioni. LSO 1133.
Paleografia. R. 3 dritta.
Commenti. Steinby 1978: il timbro con cui fu impresso questo bollo è lo stesso di CIL XV 2159, ma prima che fossero cancellate le lettere al centro; in LSO 1133 è visibile al centro soltanto una lettera di incerta interpretazione, P, R o B. Domini sono due fratelli, Petronius Mamertinus e Septimianus (PIR P 311 e 312), figli (o nipoti) di M. Petronius Mamertinus (PIR P 287), dominus nel Salarese, CIL XV 523. Commodo fece assassinare i due fratelli nel 190 o 191.
Datazione. Steinby 1974-75: prima dell'a. 190/191.
CIL XV 2159 compl. et corr.* Fig. Camilli - Taglietti 2019, fig. 8.
Forma: 536
Sig. 9.5, orb. 4.4. Lett. 1.1, 1.1. Lin. 1, 3, 2.
1. EX FIG∙SEM PETRONIORV
2. MAMER∙E^T SEPTI
3. [[---]]
Ex fig(linis) Sem( ) Petronioru(m) Mamer(tini) et Septi(miani) [[---]].
Edizioni. CIL XIV 4089.20. CIL XIV 5308.4a. D. Vaglieri, NSc 1909, 167; NSc 1910, 110?. LSO 1134. Fot. in Camilli - Taglietti 2019, fig. 8.
Commenti. Il centro del bollo si presenta in rilievo, dopo la cancellatura delle lettere della r. 3; cfr. Novum CIL XV 2158/2159. La lacuna segnata da Dressel nella r. 1 è dovuta a una difettosa composizione del testo. V. Novum CIL XV 2158/2159.
Datazione. Steinby 1974-75: prima dell'a. 190/191. Bloch 1953, 224 Ostia Cas. degli Aurighi, fuori posto con bolli notevolmente anteriori.
CIL XV S. 411 corr.* Fig. SAO inv. 20250.
Forma: 540
Sig. 10.3, orb. 4.4. Lett. 1.2-1.4, 1.2-1.3 (T^I 1.4). Lin. 1, 2?, ?.
1. EX∙FIGL∙SEM∙PETRONIO^RV
2. MAMER E^T SEPT^IM
Ex figl(inis) Sem( ) Petronioru(m) Mamer(tini) et Septim(iani).
Edizioni. CIL XIV 5308.4b-c. D. Vaglieri, NSc 1909, 129. LSO 1135.
Paleografia. Bloch non ha notato il nesso in r. 1, né il punto tra SEM e PETRONIO^RV.
Commenti. V. Novum CIL XV 2158/2159.
Datazione. Steinby 1974-75: prima dell'a. 190/191.
Novum CIL XV S. 411/2160.1. V. Novum CIL XV 538/9.1.
Novum CIL XV S. 411/2160.2 Fig. Arxé Gálvez 1982, tav. LXXVI.1-2.
Forma: 210
Sig. 2.0. Lett. 1.4.
1. A
Edizioni. Rodríguez Almeida 1969, 49s. Nn. 58-60. Arxé Gálvez 1982, 199s. Nn. 1-4, tav. LXXVI.1-2.
Paleografia. La A, di tipo arcaico, ha il tratto interno obliquo.
Commenti. Rodríguez Almeida pubblicava il bollo come anepigrafo.
Datazione. I sec. a.C. Arxé Gálvez.
Novum CIL XV S. 411/2160.3?
Forma: 211
Sig. 2.9. Lett. 1.7.
1. A
Edizioni. Anderson 1991, 110 N. 269.
Paleografia. La lettera A presenta il tratto orizzontale spezzato a forma di V. Taglietti 2001, 776 aggiunge l'informazione che la lettera è incavata.
Commenti. "The elaborate form of the crossbar of the A, and the generally decorative appearance of the stamp, suggest a date after Diocletian", Anderson. Il bollo non è illustrato; il giudizio rimane sospeso.
Novum CIL XV S. 411/2160.4 Fig. Arxé Gálvez 1982, tav. LXXVII.5.
Forma: 110
Sig. 9.0+, 5.0. Lett. 4.0.
1. D·A·+[---]
Edizioni. Rodríguez Almeida 1969, 51 N. 64, tav. II.3. Steinby 1978-79, 87 N. 264. Arxé Gálvez 1982, 202 N. 17, tav. LXXVII.5.
Commenti. Rodríguez Almeida legge ///D. A.///, Arxé Gálvez come sopra. Mancherebbe l'asta trasversale della A, il che accade spesso, ma si può pensare all'alternativa di girare il bollo è leggerlo con testo retrogrado, D. V( ) [---]. Rinvenuto sul lato E del temenos di Gabii.
Datazione. Prima metà del I sec. d.C. Arxé Gálvez.
Novum CIL XV S. 411/2160.5 Fig. SAO inv. 23333, 21712.
Forma: 540
Sig. 10.0, orb. 4.4. Lett. 1.2, 1.1. Lin. 1, 2, 2.
1. E F P A P
2. A 'G L
caduceus ds.
E(x) f(iglinis) P. A( ) P( ) A. G( ) L( ).
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1909, 129. LSO 1137.
Commenti. Solo una L in r. 2 Vaglieri.
CIL XV 2160 Fig. SAO inv. 22131.
Forma: 210
Sig. 8.6. Lett. 1.0, 0.9, 1.0, 0.9. Lin. 1, 1, 1.
1. EX∙OFICIN∙L∙AEMIL∙IVLIANI∙
2. SOLIS∙ET∙LVNAE r. p. ds.
3. SAC
4. ERD
Ex oficin(a) L. Aemil(i) Iuliani Solis et Lunae sacerd(otis).
Edizioni. CIL XIV 4089.7. LSO 1138.
Paleografia. Rr. 3 e 4 dritte.
Datazione. Dressel: metà del II sec. d.C. Rinvenuto a Ostia, nelle Terme di Buticosus, restaurate verso la metà del II sec., non in situ; Bloch 1953, 218.
CIL XV 2161 Fig. SAO inv. 23574.
Forma: 210
Sig. 6.3. Lett. 1.1, 1.3. Lin. 1, 2.
1. L∙AEMILI∙LENAEI∙
r. p. ss.
2. L A L
r. p. ds.
L. Aemili Lenaei L. A(emili?) L(enaei?).
Edizioni. LSO 1139.
Paleografia. R. 2 dritta.
Datazione. Dressel: metà del II sec. d.C. (?).
Novum CIL XV 2161/S. 412* Fig. SAO inv. 21265.
Forma: 220
Sig. 7.6. Lett. 1.6. Lin. 1, 1.
1. AEMILI∙PAVLLI∙
Aemili Paulli.
Edizioni. LSO 1140. Tol - de Haas 2013, 153 N. 26 (con rif. a bibliografia precedente). Chioffi 2022, 25-35 Nn. 15 (lettere incavate?), 16-22 figg. 22-30 (fot. M. De Francesco, dis. fig. 23 da de Haas – Tol – Attema 2011, 130s. N. 1b).
Paleografia. M con aste laterali divaricate, P aperta. Le misure di alcuni degli otto esemplari pubblicati da Chioffi divergono notevolmente dal "normale", diametro cm 7.5, lettere 1.8, ma sembrano comunque uscite dallo stesso stampo.
Commenti. Chioffi identifica il personaggio con L. Aemilius Paullus (PIR A 391) "che si distingue tra gli esponenti della gens Aemilia per l’uso ricercato del cognomen con doppia L usato dopo il gentilizio. Imparentato con Augusto per averne sposato la nipote Iulia (PIR I 635), potrebbe aver avuto una proprietà in zona, non lontano dal palazzo imperiale di Antium". Tentativamente, Tol e de Haas localizzano la produzione nella regione pontina costiera, con una preferenza per la villa Le Grottacce, dove sono stati individuati scarti di tegole, e anche un frammento del bollo.
Nell'Antiquario di Nettuno è conservato uno stampo di terracotta con forma e testo uguali ai bolli attestati su laterizi, già pubblicato dagli scavatori (de Haas – Tol – Attema 2011, Tol - de Haas 2013, fig. 9); l'edizione di Chioffi (2022, 34s. N. 23 figg. 31-32, dis. da de Haas – Tol – Attema) rivela che corrisponde anche il diametro (cm 7.5). La composizione del testo è pressoché uguale, ma a causa delle lettere più basse e della rozza grafia si può escludere l'ipotesi che l'insolito punzone (con lettere incavate) sia stato ricavato dall'impronta del bollo laterizio.
CIL XV S. 412 compl. et corr. Fig. SAO inv. 23964, 25285.
Forma: 110
Sig. 9.5, 2.3. Lett. 0.9, 0.8.
- SEX stella ALBA'N[---]
2. M^ARTIALIS
Sex. Alban(i ?) Martialis.
Edizioni. Garofalo Zappa 1971, 276. LSO 1141.
Commenti. Sia Bloch, che non ha visto il bollo, che Garofalo Zappa hanno letto in r. 1 ALBAT.
CIL XV S. 413. V. CIL XV 809a(=b) = CIL XIV 5308.7.
Novum CIL XV S. 412/2162.1 Fig. SAO inv. 20706.
Forma: 110
Sig. 8.3, 2.6. Lett. 1.9-2.0. Lin. 1, 1.
1. A^NSE^RIS
Anseris.
Edizioni. SAO, GSc 1919 inv. 13154 (Helen). LSO 1142.
Novum CIL XV S. 412/2162.2 Fig. Coste 1970-71, fig. 6.
Forma: 110
Sig. 9.7+, 2.0+. Lett. 1.7+ (da scheda).
1. A^P'∙KI
Ap(pi?) Ki( )?
Edizioni. Coste 1970-71, 96 N. 3, fig. 6.
Commenti. Tra A e K sembra esservi il resto di un segno, Coste. Anche prima della A si vede un segno non identificabile, signum o lettera.
Novum CIL XV S. 412/2162.3 Fig. SAO inv. 25239.
Forma: 110
Sig. 6.0, 2.5. Lett. 2.0 (V 1.9).
1. ARCV
Edizioni. SAO, GSc 1922, inv. 14804 (Helen). Garofalo Zappa 1971, 263 N. 7, tav. I.3. LSO 1143.
Commenti. La mancanza di segni di interpunzione rende possibile ogni integrazione.
Novum CIL XV S. 412/2162.4 Fig. Imai 1995, fig. 25.3; Sileoni 2015, figg. 2.1-4.
Forma: 110
Sig. 6.3+, 3.0. Lett. 1.8.
1. BA^RBA^R'VS CAESARIS∙L
Barbarus Caesaris l(ibertus).
Edizioni. G.M. De Rossi, 'Via Aurelia dal Marta al Fiora', in AA.VV., La via Aurelia. Roma 1968, 123, 126, 128, fig. 283. Imai 1995, 132s., fig. 25.3, tav. 23.3. Imai 1999.2, 83 figg. 8-9. Sileoni 2015, 243-245 Nn. 8.1-4 figg. 2.1-4.
Paleografia. Lettere senza apici, B con occhielli separati.
Commenti. Il bollo è stato datato in età imperiale; il patronus del liberto sarebbe un non identificabile imperatore. Piuttosto bisogna pensare a un Caesar di età tardorepubblicana, verosimilmente C. Iulius Caesar.
Attestazioni. Capannone (De Rossi). Villa romana a Portaccia vicino a Gravisca (Museo Nazionale di Tarquinia, Imai 1995). Villa di Cazzanello, Tarquinia (Imai). Rinvenuto insieme al bollo Diogenes Dolabelae s(ervus), Novum CIL XV 2168/S. 422. Tarquinia (Sileoni).
Datazione. Per la paleografia età repubblicana; sulla stessa base De Rossi suggerisce l'età imperiale piuttosto avanzata. Da M. Ayoagi i bolli vengono associati alla seconda fase della villa di Cazzanello, che dura dalla prima età imperiale fino a tutto il I sec. (RendPontAcc 75 (2002-03), 209), ma sembrano residui della prima fase di età tardorepubblicana (ibid., 193-195). Età augustea Sileoni.
Novum CIL XV S. 412/2162.5 Fig. SAO inv. 22092.
Forma: 110
Sig. 7.2+, 3.8. Lett. 1.9-2.0.
1. M∙BA^'R[
M. Bar[bati?---].
Edizioni. SAO, GSc 1920, inv. 13475 (Helen). LSO 1144.
Paleografia. Lettere esili prive di apici e shading, M con aste laterali divaricate.
Commenti. M BA^E[ GSc. Probabilmente si tratta di un M. Barbatius; cfr. CIL XV 883 e il frammento pubblicato da Coste 1970-71, 93, rettangolare, M∙BARBA[---], Novum CIL XV 883/4.1.
Datazione. Sulla base della paleografia, I sec. a.C.
CIL XV 2162 Fig. Stanco 2006.2, fig. 33.
Forma: 110
Sig. 7.5+, 4.0. Lett. 3.2-3.6.
1. C∙CA^ECILI PO^TA^MO
C. Caecili Potamo(nis).
Edizioni. CIL XI 6689.53. Bace 1983, 160 N. A21. Enei 2001, 207 N. 298. Stanco 2006.2, 293 N. 93, fig. 33.
Paleografia. La seconda I è inserita nella L precedente. L'ultima O in POTAMO è piccola.
Commenti. I cinque esemplari di CIL XI 6689.53 sono stati rinvenuti ad Alsium nel 1867, i nuovi ess. a Cosa e a Cerveteri.
Datazione. I sec. d.C. Stanco, ma la paleografia permette anche una datazione nel I sec. a.C.
CIL XV 2162 var.? Fig. Enei 2001, tav. 32.8.
Forma: 110
Sig. 4.8+, 3.7 ca. Lett. 1.0-1.3. Misure da calco cartaceo, Enei.
1. [---]+OT^A^MON^I
2. [---]pileus iacens, stella
[---P]otamoni(s).
Edizioni. Enei 2001, 211 N. 336, tav. 32.8. Calco cartaceo di un rinvenimento in zona Cerveteri di F. Enei.
Commenti. Finora, in bolli doliari il cognomen Potamon è attestato solo in 2162.
CIL XV S. 414 Fig. SAO inv. 24365, 21671.
Forma: 0
Sig. 16.6 ca., 8.0. Lett. 2.8, 2.8.
1. A∙CAESENNI
2. EVTYCHI
A. Caesenni Eutychi.
Edizioni. CIL XIV 5308.21. D. Vaglieri, NSc 1910, 65. LSO 1145.
Paleografia. Bloch: "Carefully cut letters distinguish this stamp from other frameless stamps…".
Commenti. L'edizione in S. 414 è basata sulla combinazione di CIL XIV 5308.21 con NSc 1910, 65 e quattro frammenti ritrovati a Ostia negli anni 1938 e 1939.
Datazione. Rinvenuto a Ostia, I.XIV.7, datato 112-115 d.C. ca.; Bloch 1953, 218.
CIL XV S. 415 compl. Fig. SAO inv. 22088.
Forma: 200/500 (?)
Sig. ?. Orb. ?. Lett. 1.4. Lin. ?, ?.
1. [A CAE]'SENNI∙'EVTYCH[I]
[A. Cae]senni E[utychi].
Edizioni. CIL XIV 5308.22. D. Vaglieri, NSc 1906, 447. LSO 1146.
Commenti. A causa della rottura del mattone molto friabile il bollo si presenta più frammentario che ai tempi di Vaglieri. La S è comunque chiaramente visibile.
Datazione. V. S. 414.
CIL XV 2163 corr. Fig. Gianfrotta 1972, fig. 227; Stanco 2012, fig. 10.
Forma: 110
Sig. 10.0, 3.6. Lett. 1.3, 1.3.
1. C∙CALVI hedera
2. FIDENTIS stella
C. Calvi Fidentis.
Edizioni. CIL XI 6689.61. B. Vaccarino Foresto, NSc 1935, 153 (Isola di Giannutri). Gianfrotta 1972, 106 § 88, fig. 227. Steinby 1978-79, 67 N. 83. A. Dominguez Arranz, 'La Castellina del Marangone, entre Tarquinia y Caere…', Saldvie 11-12 (2011-2012), 114 figg. 7a-b, 8a-b. Aquae Tauri in B. Frau, 'I porti ceretani di Pyrgi e Castrum Novum', in A. Maffei - F. Nastasi (a cura di), Caere e il suo territorio da Aglla a Centumcellae, Roma 1990, 319-327. Stanco 2012, 218s. Nn. 12.1-7, fig. 9.
Paleografia. La stella alla fine della r. 2 non era stata vista da Dressel. Con l'integrazione C CALVI[i](i), Dominguez Arranz, 114 calcola, per l'esemplare di La Castellina una lunghezza di cm 17.2 di lunghezza, ma si tratta sempre dello stesso timbro. Stanco osserva che la "hedera" alla fine della r. 1 potrebbe essere interpretata come "uva ex pendiculo pendens", cfr. CIL XV 863 e 1147.
Commenti. Stanco trova un possibile collegamento con un Calvius Fidentinus, noto da un'iscrizione di Pola (CIL V 143 = 582.33), forse un discendente.
Attestazioni. Oltre La Castellina del Marangone, Aquae Tauri, Monnafelice, La Ficoncella; v. Dominguez Arranz, 114 nn. 32-34. Civitavecchia, Centumcellae, Castrum Novum Stanco: si tratterebbe di una produzione locale.
Datazione. Dressel: fine I sec. o inizio II sec. d.C. La seconda fase principale della villa descritta da Gianfrotta si data nella seconda metà del I sec. d.C. Forse dalla stessa villa proviene un es. scavato nella zona della Chiaruccia, NSc 1879, 137 (Gianfrotta 1972, 106 n. 2).
CIL XV S. 416 Fig. Celuzza 1985, tav. 69.5 fig. 237.
Forma: 110
Sig. 7.0, 2.5-2.8. Lett. 1.5-1.8.
1. CASSI·
Cassi.
Edizioni. Celuzza 1985, 348s. tav. 69.5 fig. 237 (Settefinestre).
Commenti. Secondo Manacorda 1985, 103s. del tutto nuovo e privo di confronti ("senza particolare valore è il riferimento al bollo L. CASSI di Ameria: CIL XI 6689.64"). Non è certo che il timbro visto da Bloch a Ostia, mancante del punto finale (non in LSO) sia lo stesso. Produzione locale dell'Ager Cosanus, Celuzza.
Datazione. Prima età imperiale? Celuzza.
CIL XV 2164 corr. Fig. Camilli - Taglietti 2019, fig. 20.
Forma: 210
1. M folium hederae ss. CASSI folium hederae ss. SENPRONIANI folium hederae
2. M∙CASSI∙SENPRONIANI
caduceus ss. iacens
3. OSTIA
caduceus ds. iacens
M. Cassi Senproniani. M. Cassi Senproniani. Ostia.
Edizioni. CIL XIV 4089.26. C.L. Visconti, BCom 1879, 200, tav. 21.5. Taglietti 1994, part. 158-160. Camilli - Taglietti 2019, 108, fig. 20.
Paleografia. R. 3 dritta. Impressione poco profonda effettuata con timbro metallico.
Commenti. Con riferimento a BCom 1879, 199 e tav. 21.4, Dressel propone che potrebbe trattarsi non di un bollo laterizio, ma di un timbro in bronzo o in piombo, cfr. Taglietti 1994, 160-172. Su M. Cassius Sempronianus, diffusor olearius, v. Taglietti 1994,172-193, part. 176s. Il testo della r. 3 (Ostia) indica la destinazione del laterizio in magazzini ostiensi (Taglietti 1994, 190-193). La presenza del bollo nella necropoli di Isola Sacra va considerata un reimpiego o più plausibilmente un utilizzo secondario di eccedenze della produzione, Camilli - Taglietti 2019, 108. E.J. Shepherd lancia l'ipotesi che il bollo laterizio sia stato impresso con una matrice originariamente nata per bollare il piombo o il legname, v. E.J. Shepherd, 'Manufatti in piombo di età romana a Populonia'. Edizioni ETS. Materiali per Populonia 8 (2009),171-182, part. 179.
Datazione. Prima metà del II sec. d.C. o fine del I, Taglietti 1994, 176s.
CIL XV 2165 Fig. SAO inv. 27570.
Forma: 531
Sig. 8.5, orb. 3.4. Lett. 1.0, 1.0. Lin. 1, 2, 2.
1. OP∙DOL∙EX∙FIG∙CLAVDI
2. ALEXANDRI
Op(us) dol(iare) ex fig(linis) Claudi Alexandri.
Edizioni. CIL XI 6689.76. CIL XIV 4089.28. Gianfrotta 1972, 92 § 82 Castrum Novum (spor.), fig. 197 (con scala). LSO 1147. Stanco 2003, 262 N. 19.1 (fr., misure diverse). Ricci 2013, 186s. Nn. 2-4 con fot. Cooley 2019, 69s. N. AshLI 237. Stanco 2012, 219 Nn. 13.1-3, fig. 10.
Commenti. Secondo Dressel, Tocco descrive anche un esemplare con in r. 2 una N inversa e la A senza asta trasversale.
Attestazioni. Stanco 2003 (produzione dell'area sud tiberina o costiera). Alsium, Portus Augusti, Centumcellae e Castrum Novum Stanco 2012.
Datazione. Dressel: metà del II sec. d.C. circa. Rinvenuto da Bloch a Ostia in edifici datati 145-150 ca.: Bloch 1953, 217 I.VIII.3, Horrea Epagathiana dat. 145-150 ca.; 221 II.VIII.I Caseggiato; II.X.1; 224 Caseggiato degli Aurighi datato primi anni di Antonino Pio. Prima metà II sec. ca.? Stanco 2003, decadi 130-140 Stanco 2012. Cfr. DeLaine 2002, 78.
CIL XV S. 417 Fig. SAO inv. 20301.
Forma: 531
Sig. 8.4, orb. 3.6. Lett. 2.3.
1. EX∙OFICINA CLAVDI
2. ALEXANDRI
Ex oficina Claudi Alexandri.
Edizioni. LSO 1148.
Commenti. Claudius Alexander compare come dominus in CIL XV 2165.
Novum CIL XV S. 417/8 Fig. SAO inv. 23261, 21175, 27624.
Forma: 111
Sig. 15.0 ca., 2.3. Lett. 2.3.
1. CL∙EPA∙VII∙OST
Cl(audius) Epa(gathus?) (septem) Ost( ).
Edizioni. SAO, GSc 1918, inv. 12766 e 1920, inv. 13477 (Helen). LSO 1149.
Commenti. Steinby (LSO, 334) collega questo bollo a CIL XV 1393 = LSO 1030. Dato che il bollo è traianeo, Claudius Epa( ) non può essere identificato con Epagathus, che ancora in prima età adrianea compare come servo di Claudius Quinquatralis (Steinby 1974-75, 53). Non è chiaro il significato di VII e di OST; per quest'ultimo si veda lo scioglimento proposto da Dressel per CIL XV 1393: R( ) d(e) pr(aedis) (trium) Ost(oriorum) Sc(apularum), accettato con molti dubbi da Bloch 1948.2, 40.
Datazione. LSO, 334: età traianea.
CIL XV S. 418a
Forma: 0
1. COCEI PRO
Cocei Pro( ).
Paleografia. Testo retrogrado.
Commenti. Bloch ha visto due varianti del bollo, cfr. S. 418b.
Datazione. Bloch 1953, 219 I.XX.1 horrea datati 125-126, fuori posto, variante non specificata.
CIL XV S. 418b
Forma: 0
1. COCEI PRO
Cocei Pro( ).
Paleografia. Il testo è progressivo, le lettere PR capovolte.
Commenti. Cfr. S. 418a.
CIL XV S. 419* corr. Fig. SAO inv. 21770, 26878.
Forma: 540
Sig. 10.5, orb. 3.0. Lett. 1.1, 1.0. Lin. 1, 2, 2.
1. EX∙P∙CORNELI∙ATICI∙OF
2. M CORNELI∙THALAM
protome galeata ds., pone iaculum, ante sertum
Ex p(raedis) Corneli Atici of(ficina) M. Corneli Thalam(i).
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1913, 236 e 445. F. Zevi, NSc 1972, 475. LSO 1150.
Paleografia. Il punto in r. 2 non notato da Bloch.
Commenti. Zevi 1972 corregge la lettura dell'ultima lettera della prima riga, che Bloch aveva dato come una P, e completa la descrizione del signum. Due esemplari sono stati pubblicati in maniera non corretta da Vaglieri. Cfr. il fr. CIL VIII 22632.49, [---]ORNELI[---].
CIL XV 2166 Fig. SAO inv. 23382.
Forma: 220
Sig. 9.6, orb. ?. Lett. 1.4. Lin. 1, 1.
1. ]∙CORNELI∙PALM[
] Corneli Palm[ae?].
Edizioni. LSO 1151.
Commenti. Cfr. CIL VIII 22632.49?.
Datazione. Dressel: fine del I o inizio del II sec d.C.
CIL XV 2167 = CIL XV S. 420 compl. Fig. SAO inv. 20724.
Forma: 210
Sig. 6.7. Lett. 1.0. Lin. 1, 1.
1. EX∙OFIC M CORN VALER
asinus ds.
Ex ofic(ina) M. Corn(eli) Valer(iani).
Edizioni. CIL XIV 4089.12. Garofalo Zappa 1971, 282. LSO 1152.
Paleografia. Bloch ha notato un punto tra EX e OFIC, non visto da Dressel, da Garofalo Zappa o in LSO. Bloch considerava lo spazio tra M e VALER troppo largo per essere integrato solamente con CORN. Bloch presenta CIL S. 420 come una variante di CIL XV 2167, ma fra i bolli conservati negli Horrea Epagathiana vi è un esemplare di CIL XV 2167 corrispondente perfettamente all'edizione di CIL XV S. 420.
CIL XV 2167 var. Fig. SAO inv. 23918.
Forma: 210
Sig. 7.1. Lett. 1.0. Lin. 1, 2.
1. EX OFICIN∙M∙CO'R'N∙VAL∙
asinus ds.
Ex oficin(a) M. Corn(eli) Val(eriani).
Edizioni. CIL XIV, p. 753 (erroneamente riferito a CIL XV 2167). D. Vaglieri, NSc 1910, 29 d. LSO 1153.
Commenti. Cfr. CIL XV S. 421.
CIL XV S. 420 = CIL XV 2167 compl.
CIL XV S. 421
Forma: 210
1. EX OFFICINA∙CORN VALE∙
asinus (?)
Ex officina Corn(eli) Vale(riani).
Commenti. Cfr. CIL XV 2167 var. e LSO 1153. L'esistenza di questa variante, che non è stata rinvenuta nelle collezioni ostiensi, è dubbia. Bloch propone un confronto con il frammento pubblicato da D. Vaglieri, NSc 1910, 29 d, che invece è un esemplare di CIL XV 2167 var.
Novum CIL XV S. 421/2168.1 Fig. SAO inv. 20166.
Forma: 0
Sig. 10.5+. Lett. 4.0 (M 3.6).
1. COSM[---]
Cosm[i].
Edizioni. SAO, GSc 1917, inv. 126667 (Helen). LSO 1154.
Paleografia. Testo retrogrado; la M è leggermente più piccola delle altre lettere.
Novum CIL XV S. 421/2168.2 Fig. SAO inv. 25222.
Forma: 110
Sig. 7.0, 2.4. Lett. 2.0.
1. CVPITI
Cupiti.
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1911, 367. Garofalo Zappa 1971, 264 N. 10, tav. I.4. LSO 1155. Buzzetti 1985, 439 N. 2, fig. 236.B.2.
Commenti. La trascrizione di Garofalo Zappa è CV'RITI. Un es. è stato trovato nella c.d. Villa di Plinio a Castelfusano, Buzzetti.
Novum CIL XV S. 421/2168.3 Fig. SAO inv. 28289.
Forma: 110
Sig. 6.5, 2.2. Lett. 1.3.
1. C∙D∙M
C. D( ) M( ).
Edizioni. LSO 1156. Buzzetti 1985, 240 N. 3, fig. 242.A.3.
CIL XV 2168 compl. Fig. Stanco 2003, calco p. 257.
Forma: 530
Sig. 8.3, orb. 3.6. Lett. 1.2. Lin. 1, 2, 2.
1. L∙DIDI∙FORTVNATI
cornucopiae infulis ornata
L. Didi Fortunati.
Edizioni. CIL XI 6689.89. G. Fiorelli (da D. Annovazi), NSc 1877, 264. M. Del Chiaro, AJA 66 (1962) 52s., tav. 14.4. Stanco 2003, 263s. Nn. 20.1-6 calco p. 257. Stanco 2012, 219s. Nn. 14.1-11, figg. 11-12.
Commenti. L'edizione di Stanco risolve l'interpretazione del signum.
Attestazioni. Stanco 2003 e 2012: prodotto dell'Etruria meridionale costiera (Caere, Pyrgi, Centumcellae?).
Datazione. Dressel: fine I sec. d.C. Inizi II sec. Stanco.
Novum CIL XV 2168/S. 422 Fig. Imai 1995, fig. 25.4; Imai 1997, fig. 15.3.
Forma: 110
Sig. 11 ca. (ricostruita), 2.5. Lett. 1.5.
1. DIOGEN^ES DOLA^BELA^E∙S
Diogenes Dolabelae s(ervus).
Edizioni. E. Berggren, in S. Quilici Gigli, Blera. Topografia antica della città e del territorio. Mainz 1976, 145-154, bollo fig. 249 (2 frr.). Imai 1995, 133s., fig. 25.4, tav. 23.4. Imai 1997, 54s. fig. 15.3, tav. 18.3. Imai 1999.1, 46, tav. 15.9. Imai 1999.2, 80-82 figg. 4-5. Corsi 2000, 258s. n. 76, figg. 21-22. E.A. Stanco, in A. Maffei (a cura di), Cento anni di ricerche per la ricostruzione dei paesaggi culturali e per la redazione della carta archeologica dell'Arco del Mignone. Civitavecchia 2012, 221s. N. 20.1.
Commenti. Secondo Manacorda 1985, 101-106 si tratterebbe di una produzione esclusivamente per l'uso del dominus nella villa scavata nei pressi di Blera, ma Imai osserva che il rinvenimento anche alla villa di Cazzanello fa pensare a una certa circolazione del bollo. Corsi fa la stessa osservazione a proposito del rinvenimento nella villa a Valliardo. Il dominus andrebbe cercato fra gli ultimi PP. Cornelii Dolabellae noti, probabilmente il cos. 44 a.C. (RE Cornelius 141).
Attestazioni. Villa Conserva, Blera (Berggren, Quilici Gigli). Villa Cazzanello, Tarquinia, rinvenuto insieme a Novum CIL XV S. 412/2162.3 (Imai). Villa rustica Valliardo, Tarquinia (Corsi).
Datazione. Ambito cronologico tardorepubblicano o protoaugusteo Manacorda; Nonnis 2015.2, 202. Cfr. il commento al Novum CIL XV S. 412/2162.3.
CIL XV S. 422 corr. Fig. Bodel 1983, tav. XXV.122.
Forma: 110
Sig. 5.3+, 2.4. Lett. 1.6 (I^L 1.8, I 1.1).
1. PA^MP^H^I^LI∙FAB FIG∙T^EG
Pamphili Fab(i) Fig(uli) vel fig(uli) teg(ula).
Edizioni. Bodel 1983, 63 N. 122, tav. XXV.122.
Paleografia. Le P sono aperte.
Commenti. Bloch non riporta la I nella legatura P^H^I^L, ma segnala uno spazio tra PA^M e P^H^I^LI. Secondo Bodel il timbro potrebbe essere una variante del contemporaneo LSO 1003 (= CIL 1355 corr.) o un nuovo timbro del liberto C. Naevius Pamphilus, prima della sua manomissione (cfr. LSO 989 = CIL XV 1332* corr./var.). Per il cognomen Figulus si veda il commento in Bodel 1983, 55 N. 100.
Datazione. Bloch: ritrovato insieme ad altre tegole del I secolo. Bodel: inizio del I sec. d.C.
CIL XV 2169a = CIL XV S. 423* Fig. SAO inv. 21129.
Forma: 110
Sig. 8.6, 3.9. Lett. 1.3, 1.4. Lin. 1, 2, 1.
1. Q∙FABI
2. FELICIS
Q. Fabi Felicis.
Edizioni. LSO 1157.
Paleografia. Litt. bonis. Il punto alla r. 1 non notato da Bloch.
Commenti. L'edizione di Dressel è completata per le ultime due lettere della r. 2.
Q. Fabius Q. f. Quir. Felix, procurator Augusti è nominato in CIL VI 1609.
Datazione. Dressel: I sec d.C.
CIL XV 2169b
Forma: 130
1. Q FA[BI]
2. FEL[ICIS]
Q. Fa[bi] Fel[icis].
Commenti. V. 2169a.
CIL XV S. 424a Fig. SAO inv. 24738.
Forma: 110
Sig. 9.7+, 2.2. Lett. 1.6.
1. [FA]ENI∙T^ELESP^HOR^I
[Fa]eni Telesphori.
Edizioni. CIL XV 2219. CIL XIV 5308.24a. LSO 1158.
Paleografia. Litt. bonis.
Datazione. Dressel: I sec. d.C. (CIL XV 2219).
CIL XV S. 424b Fig. SAO inv. 21549.
Forma: 110
Sig. 11.0, 2.8. Lett. 1.6-1.8.
1. FA^EN^I∙T^ELESP^HO
Faeni Telespho(ri).
Edizioni. CIL XIV 5308.24b. D. Vaglieri, NSc 1913, 302. LSO 1159.
Commenti. Secondo Bloch l'esemplare da lui schedato completa il bollo CIL XV 2219.
Novum CIL XV S. 424/5.1 Fig. SAO inv. 28321.
Forma: 0
Sig. 11.9. Lett. 2.3 (C 2.1).
1. FEROCIS
Ferocis.
Edizioni. SAO, GSc 1916, inv. 10947; GSc 1918, inv. 12758; GSc 1924, inv. 15098 (Helen). LSO 1160.
Paleografia. Testo retrogrado; lettere non perfettamente allineate alla base.
Commenti. Le trascrizioni del GSc sono tutte leggermente errate (TROLI, TROSIS, FEROL con L capovolta), ma dato che si tratta sempre di bolli con lettere in rilievo e testo retrogrado si tratta certamente dei tre ess. schedati per LSO.
Novum CIL XV S. 424/5.2 Fig. Moscetti 2020, N. 35.
Forma: 130
Sig. 11.4+, 2.9. Lett. 1.3-1.4.
1. M∙FICTOR∙NICASI
M. Fictor(i) Nicasi.
Edizioni. Steinby 1978-79, 83s. N. 225 tav. XXI.9. Mari 1983, 184 fig. 129, 140, 141, 193 N. 729. Steinby 1987, 44 N. 91. Th. Ashby, PBSR 3 (1906), 107 = Anderson 1991, 111 N. 275, fig. 71 fot. AAR nvb_brickstamps_005389. Moscetti 2002.2, 68 N. 35 fig. p. 80 (9 es.). Moscetti 2020, N. 35.
Commenti. Trascrizione di Ashby ripreso da Anderson [---]'CTOR∙HIC∙AN.
Attestazioni. Guidonia, loc. Martellona, Moscetti 2002.1, 112-115.
Novum CIL XV S. 424/5.3 Fig. SAO calco.
Forma: 110
Sig. 4.7, 2.6. Lett. 1.5.
1. 'T FL∙S
T. Fl(avi) S( ).
Edizioni. LSO 1161.
Paleografia. Testo retrogrado. Il primo tratto verticale visibile a destra potrebbe essere la lettera T.
Commenti. LSO: il mattone non è più stato ritrovato; come documentazione quindi esiste solo la doppia scheda con il calco cartaceo.
CIL XV S. 425* corr. Fig. SAO inv. 25278.
Forma: 110
Sig. 10.2, 3.5. Lett. 1.3, 1.2.
1. T∙FLAVI∙ZOSI'M
2. ET∙A^EM^IL INGENV^A^E
T. Flavi Zosim(i) et Aemil(iae) Ingenuae.
Edizioni. Garofalo Zappa 1971, 277 tav. V.19. LSO 1162.
Paleografia. La Z in r. 1 è retrograda.
Commenti. Le differenze tra l'edizione di Bloch (seguita da Garofalo Zappa) e quella di LSO sono dovute al fatto che Bloch aveva visto il bollo solamente in calco. Cade l'ipotesi di Bloch che il bollo potesse appartenere a un dolium.
CIL XV S. 426 Fig. SAO inv. 27112.
Forma: 210
Sig. 8.1. Lett. 1.3. Lin. 1, 2.
1. FORTIS sagitta
corona lemniscata
Fortis.
Edizioni. LSO 1163. Anderson 1991, 100 N. 224 fot. AAR nvb_brickstamps_008220.
Paleografia. Steinby 1987, 360: la sagitta in r. 1 è un segno d'interpunzione decorativo.
Commenti. Cfr. CIL XV 1945 che, non presentando alcun signum, potrebbe riferirsi a questo bollo, così come a Novum CIL XV S. 426/7.1 = LSO 1165. Bloch interpretava questo bollo come una variante di CIL XV 2215 e Anderson lo definisce erroneamente uguale a CIL XV 2215 (che è però un bollo a lettere cave).
Secondo Steinby (LSO), Fortis deve essere stato attivo in una delle figlinae che producevano sia mattoni grandi (timbrati con bolli circolari), sia bessali (timbrati con bolli rettangolari a lettere incavate); cfr. CIL XV S. 426 var. = LSO 1164; CIL XV S. 426/7.1 = LSO 1165; CIL XV S. 426/7.2 = LSO 1166; CIL XV S. 427 = LSO 1167. Un es. a lettere cave (S. 427) è stato rinvenuto insieme al bollo S. 359b di C. Pontius Felix (Bloch 1959, 227, Ostia ins. XVI.1).
CIL XV S. 426 var. Fig. SAO inv. 28380.
Forma: 111
Sig. 8.5. Lett. 2.6-2.8.
1. FORT corona
Fort(is).
Edizioni. CIL VIII 22632.60b. LSO 1164.
Commenti. Questo bollo e Novum CIL XV S. 426/7 (= LSO 1166) sono già stati pubblicati (CIL VIII 22632.60b); Bloch li ha identificati con CIL XV S. 427 = LSO 1167, ma in realtà si tratta di tre timbri diversi, dal momento che in tutti e tre il signum è differente.
Cfr. anche CIL XIV 4089.30 = CIL XV 2215; secondo Steinby invece (LSO, 338 N. 1164) il frammento CIL XV 2215 si può riferire a uno dei seguenti bolli (tutti a lettere cave): CIL XV S. 426 var. = LSO 1164, Novum CIL XV S. 426/7.2 = LSO 1166, CIL XV S. 427 = LSO 1167, dal momento che manca la parte terminale della riga, che li distingue. Sull'attività di Fortis v. il commento a S. 426.
Novum CIL XV S. 426/7.1 Fig. SAO inv. 27137.
Forma: 210
Sig. 7.9. Lett. 1.3. Lin. 1, 2.
1. FORTIS sagitta
ramus palmae
Fortis.
Edizioni. CIL XV 1945? Garofalo Zappa 1971, 275, come variante di CIL XV S. 426. LSO 1165.
Commenti. Garofalo Zappa non vede la sagitta in r. 1. CIL XV 1945: secondo Steinby questo frammento può riferirsi sia a questo bollo che a CIL XV S. 426 (LSO 1163). Sull'attività di Fortis v. il commento a S. 426.
Novum CIL XV S. 426/7.2 Fig. SAO inv. 25975.
Forma: 111
Sig. 10.0. Lett. 2.6.
1. FORT ramus palmae
Fort(is).
Edizioni. CIL VIII 22632.60a. LSO 1166.
Paleografia. Non si legge il secondo tratto orizzontale della F.
Commenti. Questo bollo e Novum CIL XV S. 426/7 = LSO 1166 sono già stati pubblicati (CIL VIII 22632.60a); Bloch li ha identificati con CIL XV S. 427 = LSO 1167, ma in realtà si tratta di tre timbri diversi, dal momento che in tutti e tre il signum è differente.
Cfr. CIL XIV 4089.30 = CIL XV 2215; secondo Steinby invece (LSO, 338 N. 1164) il frammento CIL XV 2215 si può riferire ad uno dei seguenti bolli (tutti a lettere cave): CIL XV S. 426 var. = LSO 1164, CIL XV S. 426/7.2 = LSO 1166, CIL XV S. 427 = LSO 1167, dal momento che manca la parte terminale della riga. Sull'attività di Fortis v. il commento a S. 426.
CIL XV S. 427 Fig. SAO inv. 21431.
Forma: 111
Sig. 8.6. Lett. 2.7.
1. FORT caduceus alatus
Fort(is).
Edizioni. LSO 1167.
Commenti. Cfr. CIL XIV 4089.30 = CIL XV 2215. Bloch intendeva questo bollo come un completamento di CIL XV 2215; secondo Steinby invece (LSO, 338 N. 1164) il frammento CIL XV 2215 si può riferire ad uno dei seguenti bolli (tutti a lettere cave): CIL XV S. 426 var. = LSO 1164, CIL XV S. 426/7.2 = LSO 1166, CIL XV S. 427 = LSO 1167, dal momento che manca la parte terminale della riga, che distingue proprio questi ultimi. Sull'attività di Fortis v. il commento a S. 426.
Novum CIL XV S. 427/2170 Fig. SAO inv. 26766.
Forma: 530
Sig. 10.3, orb. 4.3. Lett. 1.6. Lin. 1, 1.
1. sagitta ss. EX OFF L 'L GAVIORVM PHIL sagitta ds.
Ex off(icina) L. L. Gaviorum Phil( ).
Edizioni. LSO 1168.
CIL XV 2170
Forma: 110
1. GENET^HLI
2. AVG∙L
Genethli Aug(usti) l(iberti).
Edizioni. CIL XI 6689.117.
Paleografia. La I in r. 1 è inserita nell'angolo della L.
CIL XV S. 428 Fig. Calco S. Giovanni.
Forma: 201
Sig 4.4. Lett. 1.0-1.2. Lin. -.
1. C H M
C. H( ) M( ) / M. C( ) H( ).
Edizioni. Steinby 1973.2, 119, N. 17 (?). Scheda S. Giovanni in Laterano (EMS).
Commenti. L'esemplare visto da Bloch a Ostia nel 1939 non è stato rinvenuto. Quindi è incerto se si tratti dello stesso timbro; Bloch leggeva in fatti C H N seguito da un punto quadrato. Non è noto nessun dominus o officinator con le iniziali C. H( ) M( ) o M. C( ) H( ).
Datazione. Steinby 1973.2: potrebbe risalire al I sec. d.C. È stato rinvenuto nel muro 13, che appartiene a una fase domizianea, v. G. Pellicioni, Le nuove scoperte sulle origini del battistero lateranense. MemPontAc XII.1, 1973, 18, figg. 18, 20.
Novum CIL XV S. 428/2171 Fig. SAO inv. 27671.
Forma: 0
Sig. 8.5+. Lett. 2.8.
1. HEL'P[
Help[is?].
Edizioni. LSO 1169.
Paleografia. Testo retrogrado.
CIL XV S. 429* compl. et corr. Fig. SAO inv. 26689; Stanco 2012, fig. 13.
Forma: 110
Sig. 12.3, 3.1. Lett. 1.8.
1. C∙EREN^I∙CVPITI
C. Ereni Cupiti.
Edizioni. LSO 1170, p. 391. Stanco 2012, 220 N. 15.1, fig. 13.
Paleografia. Il punto dopo EREN^'I non notato da Bloch.
Commenti. L'edizione di Bloch è completata nella parte finale della r. 1, dove Bloch aveva letto EREN^I. Il pezzo schedato in LSO è però frammentario nella parte superiore della N, ed è pertanto impossibile accertare se vi sia o meno un nesso tra la N e la I.
A questo bollo è forse collegabile un frammento pubblicato da P. Romanelli, NSc 1948, 260, proveniente da Tarquinia: [---]REN^I∙CV[---]; C∙EREN^I∙CV[PITI] sarebbe una possibile integrazione. Lo stesso cognomen CVPITI, ma impresso in un timbro diverso si ritrova nel frammento LSO 1247, dove però la lettera che precede il nesso N^I sembrerebbe essere una O piuttosto che una E.
CIL XV S. 429 var. Fig. Stanco 2012, CC15.1a
Forma: 110
1. EREN^I∙CVPITI
Ereni Cupiti.
Edizioni. Edizione basata su calco mandato da E.A. Stanco con le illustrazioni dell'edizione del 2012, v. CIL XV S. 429* compl. et corr.
CIL XV 2171 Fig. SAO inv. 24591.
Forma: 110
Sig. 10.0, 2.3. Lett. 1.5.
1. C∙HERENNI∙SA^LV
C. Herenni Salu(taris?).
Edizioni. CIL XIV 4089.33. LSO 1171.
Paleografia. Litt. bonis. Il punto tra la C e HERENNI si trova all'interno della lettera C.
Commenti. Cfr. Garofalo Zappa 1971, 275, una variante non ritrovata C∙HERENNIVS∙SA^LV.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
LSO Novum CIL XV S. 429/2172.1. V. Novum CIL XV S. 434/2185.1.
Novum CIL XV S. 429/2172 Fig. Manacorda 2008, fig. 2.
Forma: 110
Sig. 5.9, 2.3. Lett. 2.0.
1. PAAPI
Paapi.
Edizioni. Garofalo Zappa 1971, 265 N. 12. LSO 1173. E. Benelli, 'Materiali epigrafici etruschi e latini dall'acropoli', in Materiali per Populonia 2. Firenze 2003, 112s. figg. 3-5. Manacorda 2005, 154-156 figg. 1, 4. Manacorda 2008, 203-206, fig. 2 (tegole, Populonia).
Paleografia. Testo retrogrado. In LSO si segnala l'esistenza incerta di un punto fra le due A; non ve ne è traccia negli esemplari pubblicati da Manacorda, che sono impressi con lo stesso timbro. Appoggiandosi a confronti in bolli di anfore tardorepubblicane Manacorda 2005 presenta convincentemente la lettura PAAPI, con testo retrogrado e le due P inverse; nel timbro il testo sarebbe stato progressivo, ma con le due P retrograde. Le P aperte sono indizio di una cronologia in piena età repubblicana. Per la geminazione della A e dell'indicazione della A lunga con l'apex v. Manacorda 2005, 156.
Commenti. In LSO non si propone uno scioglimento del testo, dove la I viene data per incerta. Benelli propone la lettura Ipa( ) Ap( ), cioè il nome abbreviato di un servo seguito dal gentilizio abbreviato del proprietario. Manacorda 2005 vi legge invece il nome Paapi, intendendo il cognomen Papus, che è ben attestato sia in ambienti servili e libertini che in famiglie aristocratiche. In primo luogo, Manacorda (156s.) pensa agli Aemili; in effetti sono noti o ipotizzabili legami con l'Etruria, sia del ramo degli Aemili Papi, sia degli Aemili Scauri (Manacorda 2008, 204-206). Per il momento manca però la prova decisiva per l'identificazione del personaggio menzionato nel bollo. A causa della mancanza di confronti di domini indicati con il solo cognomen sarebbe preferibile l'interpretazione come gentilizio, ipotesi che Manacorda 2005, 156 scarta pur osservando che la gens Papia è ampiamente attestata nell'onomastica dell'Italia terdorepubblicana (A. Forcellini - I. Perin, Lexicon totius Latinitatis VI. Onomasticon. Patavii 1940, 428 (edd. I. Furlanetto - F. Corradini - I. Perin).
Attestazioni. Nel 2005 Manacorda registra 14 esemplari concentrati nell'acropoli di Populonia (v. Manacorda 2005, 153s. e fig. 2). Non è possibile ricostruire il contesto né dell'esemplare di Ostia (LSO 1173), né dell'esemplare inedito di Lanuvio (segnalato da M. Grazia Granino). Manacorda vi vede materiali di zavorra per navigazioni di cabotaggio.
Datazione. Seconda metà del II sec. a.C.?
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CIL XV 2172 Fig. SAO inv. 20709.
Forma: 110
Sig. 11.9, 2.5. Lett. 1.4-1.5.
1. IV^LI∙A^M^ER^VMNI
Iuli Amerumni.
Edizioni. LSO 1174.
Paleografia. Litt. bonis. La prima I è leggermente più bassa delle altre lettere.
Commenti. Dressel ricorda che il bollo è stato descritto anche da Lanciani (IVL∙A^M^ERVMNI).
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
CIL XV 2172 var. Fig. Pallecchi 2002, punzone 22.1.
Forma: 110
Sig. 5.5+, 2.5. Lett. 1.6. Lin. 2, 2.
1. [.] IV^LIVS AMER[---]
[.] Iulius Amer[umnus].
Edizioni. Natalizi Baldi 1985-86, 166 N. 43. Pallecchi 2002, 182 punzone 22.1, N. 229 (m.). V. Novum CIL XV 2449/50.4.
Datazione. Seconda metà dl I sec. d.C. Pallecchi su basi formali.
CIL XV 2173 corr. Fig. AAR nvb_brickstamps_005182.
Forma: 540
Sig. 10.3, orb. 3.3. Lett. 1.0-1.2, 1.0-1.1. Lin. 1, 2, 2?
1. EX∙P∙TI IVLI∙IVLIANI∙OF
2. DOMITI∙RVFINI
luna crescens in qua est protome galeata (Romae?) ss., ante iaculum
Ex p(raedis) Ti. Iuli Iuliani, of(ficina) Domiti Rufini.
Edizioni. CIL XI 6689.126, p. 1402. Coste 1970-71, 94. Anderson 1991, 100 N. 222 fot. AAR nvb_brickstamps_005182. Stanco 2006.2, 293s. N. 94 (4 frr.).
Paleografia. Dressel e Stanco leggono un punto in r. 1 tra IVLI e IVLIANI, non notato da Anderson. Dressel legge l'ultima lettera della r. 1 come una P; Coste invece aggiunge una sagitta prima di OF.
Commenti. Dressel riporta l'ipotesi di Borghesi 1868, 304, secondo cui Ti. Iulius Iulianus (PIR I 368) sarebbe stato, probabilmente, il fratello Arvale del 145 (PIR I 142) e il marito di Stertinia Bassula (v. CIL XV 2201-2205). Dressel stesso avanza l'ipotesi (CIL XV, p. 455) che questa fosse moglie ed erede di Ti. Iulius Iulianus, sulla base della somiglianza dei bolli e della uguale diffusione dei mattoni bollati (si veda anche CIL XV 2201ss.) nelle stesse aree (Ostia e agro ostiense); così anche Steinby 1974-75, 15 n. 1. In tutte e due le serie si ripete come marchio delle figlinae lo stesso signum, protome galeata con o senza attributi, talvolta inserita in un crescente; Steinby 2016, 605. Ricompaiono anche gli stessi officinatori (per Domitius Rufinus v. CIL XV 2204). Con simili criteri si basa la conclusione che le figlinae siano infine passate a Matidia Aug(ustae) fil(ia) (PIR M 368, PFOS 533), v. CIL XV S. 209-210.
Datazione. Steinby 1975-75, 15 n. 1: età adrianea – prima età di Antonino Pio.
CIL XV 2174
Forma: 530/540
Sig. 11.0?, orb. ?. Lett. 1.3, 1.2. Lin. 1, 2, 2.
1. EX PR TI∙IVLI∙IVLIANI OF
2. IVSTAES ET RVFINI
luna crescens in qua est protome galeata Romae vel Minervae ss., ante eam iaculum, pone scutum
Ex pr(aedis) Ti. Iuli Iuliani, of(ficina) Iustaes et Rufini.
Edizioni. CIL XI 6689.127. Stanco 2006.2, 294 N. 95 (fr.).
Commenti. Per il dominus Ti. Iulius Iulianus e la presunta moglie Stertinia Bassula, si veda il commento a CIL XV 2173. Secondo Dressel, l'officinator Rufinus è lo stesso che è nominato Domitius Rufinus in CIL XV 2173 e 2204.
Datazione. Steinby 1974-75, 15 n. 1: età adrianea – prima età di Antonino Pio.
CIL XV 2175
Forma: 530/540
1. EX∙PR∙TI[---]
2. IVLI∙[---]
protome galeata ss., ante eam iaculum
Ex pr(aedis) Ti. [Iuli Iuliani op(us)] Iuli [---].
Edizioni. CIL XI 6689.128.
Commenti. Per Ti. Iulius Iulianus e la presunta moglie Stertinia Bassula, si veda il commento a CIL XV 2173.
Datazione. Steinby 1974-75, 15 n. 1: età adrianea – prima età di Antonino Pio.
CIL XV 2176
Forma: 210
1. [---]∙PR∙TI[- - - ]
2. [---]NTI[---]
[Ex] pr(aedis) Ti. [Iuli Iuliani op(us)] [---]nti[---].
Edizioni. CIL XI 6689.129.
Commenti. Per Ti. Iulius Iulianus e la presunta moglie Stertinia Bassula, si veda il commento a CIL XV 2173. In questo bollo evidentemente viene menzionato un officinatore non noto da altri bolli.
Datazione. Steinby 1974-75, 15 n. 1: età adrianea – prima età di Antonino Pio.
CIL XV 2177 Fig. Cozzo 1936, fig. 139.
Forma: 240
1. EX PRAEDIS TI IVLI
2. IVLIANI OPVS DOLIA^REM
Nell'orbicolo: caput galeatum Minervae ds.
Ex praedis Ti. Iuli Iuliani opus doliarem.
Edizioni. CIL XV 2178. CIL XIV 4089.14. Cozzo 1936, fig. 139 (compl.).
Paleografia. Versibus falcatis. R. 1: le prime due lettere (EX) e le ultime due (LI) sono piccole. R. 2: le prime due lettere (IV) e le ultime due (EM) sono piccole.
Commenti. La forma doliarem è probabilmente un errore (cfr. CIL XV, p. 453). Per il dominus Ti. Iulius Iulianus e la presunta moglie Stertinia Bassula, si veda il commento a CIL XV 2173.
Datazione. Steinby 1974-75, 15 n. 1: età adrianea – prima età di Antonino Pio.
CIL XV S. 430a
Forma: 110
1. [---]X∙F TI IVLI IVLI[---]
[E]x f(iglinis) Ti. Iuli Iuli[ani].
Commenti. Bloch 1947, 156 n. 115 riconosce la singolarità della forma del timbro (rettangolare, in una linea, a lettere rilevate), rispetto ad altri timbri di Ti. Iulius Iulianus (PIR I 368), v. il commento a CIL XV 2173. Deve comunque trattarsi dello stesso personaggio; il rinvenimento a Villa Adriana indica infatti una datazione in età adrianea.
Datazione. Steinby 1974-75, 15 n. 1: età adrianea – prima età di Antonino Pio.
CIL XV S. 430b
Forma: 110
1. EX [---] IVLI IVLIANI
Ex [---] Iuli Iuliani.
Commenti. V. S. 430a.
Datazione. Steinby 1974-75, 15 n. 1: età adrianea – prima età di Antonino Pio.
Novum CIL XV S. 430/1 Fig. Anderson 1991, fig. 59.
Forma: 110
Sig. 11.3, 2.8. Lett. 1.0-2.3.
1. IVLIANI[---]
Iuliani [---].
Edizioni. Anderson 1991, 100 N. 223, fig. 59 fot. AAR nvb_brickstamps_008212.
Paleografia. Testo retrogrado; caratteri tipici dell'età repubblicana (Steinby 1993, 493 e Taglietti 2001, 776).
Commenti. Secondo Anderson si tratta di una variante di CIL XV S. 430a-b. Il testo è IVLIANI[---] secondo Steinby (Steinby 1993, 493), IVLIANI secondo Taglietti (Taglietti 2001, 776); in ogni caso non va integrato nella prima parte (così anche Bodel 1993, 401 n. 29).
Datazione. Steinby 1993, 493 e Taglietti 2001, 776: piena età repubblicana.
CIL XV S. 431a* corr. Fig. Kahane 1968, fig. 25.1, tav. XXXII.b, c.
Forma: 110
Sig. 11.9, 3.8. Lett. 1.4-1.5.
1. FIGILINEIS
2. C∙IVLI∙NEICEP^H
Figilineis C. Iuli Neiceph(ori).
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1911, 195. Kahane 1968, 197 N. 4 fig. 25.1, tav. XXXII.b, c. Quilici 1976, 317 n. 69 fig. 53.g. LSO 1175, agg. p. 391. MNR III.
Paleografia. Le lettere LI in r. 2 sono piccole. I punti in r. 2 non notati da Bloch.
Commenti. La lettura di Bloch e LSO 1175 NEICEI è stata corretta in NEICEP^H in LSO, p. 391. Quilici leggeva NEICER^I. Il suo esemplare misura cm 12.7 per 3.9.
CIL XV 2178 = CIL XV 2177
Forma: 999
1. OPVS DOL∙IVLI∙TITIANI
Opus dol(iare) Iuli Titiani.
Commenti. Cfr. CIL XIV 4089.14. Si tratterebbe di un esemplare male trascritto di CIL XV 2177 (Dressel).
CIL XV 2179* Fig. Quaranta 2008, fig. 104.
Forma: 110
Sig. 9.6, 3.3. Lett. 1.2-1.0.
1. C∙IVNI∙
2. ASTRAGALI
C. Iuni Astragali.
Edizioni. CIL XI 6689.132. Quaranta 2008, 108 N. 3 fig. 104.
Paleografia. Nell'esemplare di Quaranta c'è un grande punto triangolare alla fine della r. 1.
Attestazioni. Tartara 1999, 341 § 795; anche § 630. Non datanti. V. commento a CIL XV 1133.
Datazione. I sec. d.C.
Novum CIL XV 2179/80 Fig. SAO in situ.
Forma: 110
Sig. 5.7, 2.0. Lett. 1.4-1.7.
1. C∙LA^E^LI
C. Laeli.
Edizioni. LSO 1176.
Commenti. Il bollo rettangolare pubblicato da L. Cantarelli, BCom 1914, 206 con il testo C∙L^A^E^LI potrebbe essere una variante.
CIL XV 2180 compl. Fig. Enei 2001, tav. 32.10.
Forma: 220
Sig. 8.9 ca. Lett. 1.4 ca. Lin. 1, 1.
1. M∙LA^TI^N D^IOPHAN^IS stella
M. Latin(i) Diophanis.
Edizioni. CIL XI 6689.137. Enei 2001, 71, 120 ad N. 46, tav. 32.10. Misure da calco cartaceo.
Commenti. In Enei 2001, 71 il testo del bollo 2180 è stato attaccato per errore al CIL XV 2207 = CIL XV S. 442. Cfr. Stanco 2006.2 per una variante.
CIL XV 2180 var. Fig. Enei 2001, fig. 296; Stanco 2006.2, fig. 11.
Forma: 110
Sig. 7.5+, 3.3. Lett. 2.5.
1. M∙L^A^TI^NI∙D^IO
M. Latini Dio(phanis).
Edizioni. Enei 2001, 120 N. 46, N. 197 p. 176 fig. 296, tav. 32.12. Stanco 2006.2, 258 N. 10 fig. 11.
Commenti. Stanco [M] LA^TINI∙D[IO]). Cfr. la parte finale del bollo Enei, 120 N. 46 tav. 32.12, alt. 3.1 ca., lett. 2.1 ca., con le lettere [---]DIO, forse precedute da un punto (misure da calco cartaceo).
Datazione. I sec. d.C. Stanco.
Novum CIL XV 2180/S. 432 Fig. SAO inv. 21653.
Forma: 110/170
Sig. 6.7, 1.4. Lett. 0.8.
1. LENTVLI
Lentuli.
Edizioni. LSO 1177.
Commenti. La forma del bollo è rettangolare, con un'ansa arrotondata a sinistra.
CIL XV S. 432 Fig. SAO inv. 27742.
Forma: 0
Sig. 12.5+. Lett. 2.0-2.2.
1. [L]EONTI
[L]eonti.
Edizioni. LSO 1178.
Commenti. Bloch da la lettera L come certa. Cfr. CIL XV 1699a, bollo circolare, dal quale CIL XV S. 432 diverge solamente per la mancanza di margini. Cfr. G. Gatti, BCom 1901, 139, dove non viene indicata la forma del bollo sul fr. di una grande tegola: LEONTI, "a grandi lettere rilevate". L'es. ostiense sembra essere di bessale; bolli di questo tipo si usavano infatti esclusivamente su bessali.
Datazione. II o III sec. d.C.
CIL XV 2181
Forma: 520
1. [---]M∙LIVI∙H^ERM^ER stella
2. OTIS
[---] M. Livi Hermerotis.
Edizioni. CIL XI 6689.142.
Paleografia. Secondo Dressel e Steinby 1987, 359 vi doveva essere una stella anche all'inizio della r. 1. Il cognomen Hermerotis è diviso su due righe.
CIL XV 2182
Forma: 201
1. L∙MARCI delphinus
L. Marci.
Edizioni. CIL XI 6689.151. CIL XI 8113.12?.
Commenti. Secondo Scardozzi 2015, 207 n. 60 potrebbe trattarsi del padre di C. Marcius L. f., v. il commento a Novum CIL XV 1267/8 = CIL XV S. 513.
Novum CIL XV 2182/3.1 Fig. SAO inv. 21082.
Forma: 110
Sig. 9.5+, 1.7. Lett. 1.1-1.3.
1. [---] MARCIVS∙STI'B[---]
[---] Marcius Stib[on?].
Edizioni. SAO, GSc 1917, inv. 12600 (cit. Helen). LSO 1179.
Paleografia. Davanti alla M vi è un segno molto corroso, che potrebbe essere un ornamento o una lettera. La S di MARCIVS è leggermente più piccola delle altre lettere.
Commenti. Cfr. GSc 1917: "rettangolare MARCIVS STIB//". La B potrebbe essere in realtà un nesso P^A (LSO, 341). Per il nome Στίπων, cfr. F. Bechtel, Die historischen Personennamen des Griechischen bis zur Kaiserzeit. Halle 1917, 407. A proposito del nome Στίβωϛ, Solin 2003, 1382 commenta: "Sowohl die Lesung als auch die Erklärung sind problematisch."
Novum CIL XV 2182/3.2 Fig. Lugari 1895, tav. V.5.
Forma: 110
Sig. 9.9, 2.9. Lett. 1.1, 1.0.
1. DE OFFICINA
2. MOSCHI'LI
De officina Moschili.
Edizioni. Lugari 1895, 78 tav. V.5. SAO, GSc 1923, inv. 14851 (Helen). Garofalo Zappa 1971, 265s. N. 15, tav. II.8. LSO 1182. MNR III (v. Steinby 1987, 40 N. 59).
Paleografia. Testo retrogrado.
Commenti. La trascrizione è basata sull'esemplare proveniente dal IV miglio della Via Appia pubblicato da Lugari. In LSO la collocazione Novum CIL XV 1307/8 è basata sulla prima trascrizione, essenzialmente come in Garofalo Zappa, leggendo il testo da sinistra a destra: NOSCHITI // DE O'F'FI'C'IN, ma la S della r. 1 e la N della r. 2 risultavano inverse. Cfr. GSc 1923: DOLCHITI | DE OFFIC NI. V. Novum CIL XV 874/5.1: forse lo stesso Moschilus dopo la manumissione.
CIL XV 2183
Forma: 999
1. Q∙N∙F
Q. N( ) F( ).
Edizioni. CIL XIV 4089.37.
Commenti. Della forma del bollo non si sa nulla.
CIL XV S. 433* Fig. SAO inv. 25411.
Forma: 170
Sig. 8.9, 3.0. Lett. 2.2.
1. N^E∙C∙AV
Ne( ) C. Au( ).
Edizioni. LSO 1180.
Paleografia. Punto dopo N^E non notato da Bloch.
Datazione. Rinvenuto a Ostia nella Domus Fulminata (II.VII.4), datata 65-75 ca.; Bloch 1953, 222 III.VII.4; Blake 1959, 133 n. 13: prima dell'a. 65 d.C.
Novum CIL XV S. 433/2184.1 compl. Fig. SAO inv. 27057.
Forma: 110
Sig. 9.8+, 4.0. Lett. 1.5 (O 1.2), 1.5.
1. C∙NONI
2. SATVRNINI
C. Noni Saturnini.
Edizioni. Garofalo Zappa 1971, 268 N. 21 tav. III.12. LSO 1181. Marinucci 1995, 305 N. B202 (non illustrato).
Commenti. Garofalo Zappa integra la r. 1 come [Sex.] Noni. L'es. di Marinucci completa la parte iniziale del bollo; le misure sono leggermente maggiori di quelle dell'es. ostiense.
Novum CIL XV S. 433/2184.2 Fig. SAO inv. 24049.
Forma: 0
Sig. 7.3. Lett. O 4.4, P 3.6.
1. O P
O( ) P( ).
Edizioni. SAO, GSc 1908, inv. 474; GSc 1921, inv. 14055 (Helen). LSO 1183.
CIL XV 2184 I Fig. SAO inv. 25590.
Forma: 110
Sig. 9.4, 2.0. Lett. 1.4.
1. C∙OLI
C. Oli.
Edizioni. CIL XI 6689.168. LSO 1184 I. Enei 2001, 71.
Commenti. Il timbro differisce da CIL XV 2184 II per le dimensioni del cartiglio e per l'altezza delle lettere.
Datazione. Tarda età repubblicana Nonnis 2015.2, 318 (paleografia, mancata geminazione della L).
CIL XV 2184 II Fig. SAO inv. 21645.
Forma: 110
Sig. 8.0 ca., 2.6. Lett. 1.6.
1. C∙OLI
C. Oli.
Edizioni. CIL XI 6689.168. LSO 1184 II.
Commenti. Il timbro differisce da CIL XV 2184 I per le dimensioni del cartiglio e per l'altezza delle lettere (in questo caso leggermente più alte).
Novum CIL XV 2184/S. 434.1a Fig. SAO inv. 20675.
Forma: 110
Sig. 5.3, 1.7. Lett. 1.2.
1. L∙OT∙O
L. Ot( ) O( ).
Edizioni. R. Paribeni, NSc 1916, 180: L∙OTO. LSO 1185.
Commenti. Trovato impresso sulla stessa tegola con Novum CIL XV 2184/S. 434.1b.
Novum CIL XV 2184/S. 434.1b Fig. SAO inv. 20675.
Forma: 110
Sig. 7.4+, 1.7. Lett. 1.2.
1. [---]ONIC
[---]onic(i).
Edizioni. R. Paribeni, NSc 1916, 180. LSO 1185.
Paleografia. Testo retrogrado.
Commenti. Trovato impresso sulla stessa tegola con Novum CIL XV 2184/S. 434.1a. La lettera O è preceduta da tre tratti verticali ravvicinati, cfr. Paribeni, ]'IONIC (testo retrogrado).
Novum CIL XV 2184/S. 434.2/ S. 359 var.(?) Fig. SAO inv. 25042.
Forma: 111
Sig. 15.0+. Lett. 3.0-3.2.
1. C P NOTI[---]
C. P( ) Noti[---] vel C. P⌈on⌉ti [---].
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1910, 185 e NSc 1911, 45. LSO 1186.
Commenti. Uno dei frammenti pubblicati da Vaglieri è stato ritrovato insieme a un bollo di C. Pontius Felix (v. CIL XV S. 359b o c), cosa che da forse sostegno al secondo degli scioglimenti proposti, v. S. 359 var.
Datazione. Età traianea.
Novum CIL XV 2184/S. 434.3 Fig. SAO inv. 25212, 21313.
Forma: 530
Sig. 8.5 (LSO, 9.0 Camilli), orb. 3.8. Lett. 1.2-1.3, 1.2-1.4. Lin. 1, 2.
1. C PACTVMEI ATTICION
ramus palmae ss.
2. C∙P∙A ramus palmae stans
ramus palmae ds.
C. Pactumei Atticion(is) C. P(actumei) A(tticionis).
Edizioni. SAO, GSc 1921, inv. 14390 e inv. 14940 (Helen). Garofalo Zappa 1971, 266 N. 16, tav. II.9. Camilli 1973, 300s. N. 6, tav. II.1. LSO 1187.
Paleografia. R. 2 linea quasi dritta.
Commenti. Garofalo Zappa vede una palmetta anche all'inizio della seconda riga; cfr. l'edizione corretta da Camilli. Il personaggio C. Pactumeius Atticion non risulta altrimenti attestato, mentre il cognomen compare qui per la seconda volta su iscrizioni latine (Camilli).
CIL XV S. 434
Forma: 0
1. PHILODA
Philoda(mi).
Commenti. Per la forma cfr. CIL XV S. 418, 432, 437 etc.
Novum CIL XV S. 434/2185.1 Fig. SAO inv. 25225.
Forma: 110
Sig. 4.8, 2.4. Lett. 1.5.
1. PIS
Pis( ) vel P. I( ) S( ).
Edizioni. SAO, GSc 1923 inv. 15084 (Helen). Garofalo Zappa 1971, 266 N. 17 tav. III.10. LSO 1172.
Paleografia. P aperta, S inversa.
Commenti. Garofalo Zappa propone l'integrazione Pis(oniana) oppure Pis(onis). In LSO è stato preferito lo scioglimento come tria nomina, ma come ha notato Nonnis 2015, 194 n. 66 il bollo potrebbe forse essere collegato con quello di M. Piso, Novum CIL XV S. 434/2185.2 con simile paleografia.
Novum CIL XV S. 434/2185.2 Fig. Nonnis 2015, fig. 4.
Forma: 110
1. M∙PISO
M. Piso.
Edizioni. M. Lilli, Ariccia. Carta archeologica. Roma 2002, 308 N. 1, fig. 341 a p. 312. Nonnis 2015, 194, fig. 4.
Paleografia. M con aste laterali divaricate, P aperta.
Commenti. Nonnis 2015, 194 con nn. 67-68 e 2015.2, 373 propone l'identificazione con M. Pupius Piso Frugi Calpurnianus, cos. a. 61 a.C. o l'omonimo figlio, praetor nel 44 a.C. Il padre possedeva fra altro un fundus Tusculanus, non lontano dal luogo di rinvenimento del bollo, che potrebbe anche rientrare nella categoria di bolli di destinazione piuttosto che di produzione. Incerto il collegamento con il personaggio menzionato in Novum CIL XV S. 434/2185.1 (Nonnis 2015), possibile un rapporto con M. Pupius e M. Pupius Antiochus (Nonnis 2015.2); v. anche il commento a CIL XV 2195.
Datazione. Per caratteristiche paleografiche metà ca. del I sec. a.C. Nonnis.
CIL XV 2185* Fig. SAO inv. 20569.
Forma: 110
Sig. 10.2, 2.4. Lett. 1.4-1.5.
1. C∙P^LA^E^T∙CRVST
C. Plaet(ori?) Crust( ).
Edizioni. CIL X 8422.2. CIL XIV 4089.34, p. 753. LSO 1188. Steinby 1981, 328 N. 134.
Commenti. Wickert e con lui Helen, suggerisce lo scioglimento Crust(umina tribu). Dressel rimanda a 2260 di C. Plaetorius Iustianus e Dessau a Plaetorius Rustianus menzionato in bell. Afr. 96.
Datazione. Steinby 1981: entro la prima metà del I sec. d.C. Bloch 1947, 272 e DeLaine 2002, 78 Ostia Terme del Foro.
CIL XV 2186 Fig. Russo 2011, tav. 43.
Forma: 110
Sig. 5.0+, 3.5. Lett. 1.4, 1.3.
1. [---] POBLICI∙
2. [F]ELICIS stella inter cornua lunae corniculatae
[---] Poblici [F]elicis.
Edizioni. CIL XI 6689.186. Enei 2001, 71, 154 N. 157. S. Russo, in Cordiano et al. 2011, 109 N. 3, tav. 43.
Paleografia. Litt. bonis.
Commenti. Scheda di Tocco presso l'Istituto Germanico. Rinvenuto ad Anguillara, villa nella localita Crocicchie.
CIL XV 2187
Forma: 530/540
1. OPVS FICLINV∙EX∙PRAEDI[S]
2. M∙PONTI∙SABINI
Victoria d. coronam, s. palmam tenens
Opus ficlinu(m) ex praedi[s] M. Ponti Sabini.
Edizioni. CIL XI 6689.190.
Commenti. M. Pontius Sabinus è stato identificato con il console suffetto dell'a. 153 (PIR P 822) e con l'omonimo console suffetto del 144 d.C. (PIR P 806). Sul signum Steinby 2016, 612.
CIL XV 2188 compl. Fig. Calco di Mocchegiani Carpano.
Forma: 540
Sig. 8.4, orb. 3.0.
1. EX∙PR∙PORC∙CELER
in medio circulus
Ex pr(aedis) Porc(i) Celer(is).
Edizioni. CIL XI 6689.192. Steinby 1978-79, 67 N. 84 (villa romana a Castel di Guido scavata da ©C. Mocchegiani Carpano).
Novum CIL XV 2188/CIL XV S. 435 Fig. SAO inv. 27167.
Forma: 170
Sig. 5.7, 2.5. Lett. 0.9, 1.0 (A 0.8).
1. PRAEN
2. ESTINI
Praenestini.
Edizioni. Garofalo Zappa 1971, 267 N. 18. LSO 1189.
Paleografia. La A in r. 1 è leggermente più bassa delle altre lettere.
Commenti. Garofalo Zappa legge PRAEN'ISTINI e sottolinea che forse la I è una E non bene incisa. Il cognomen Praenestinus compare anche in CIL XV 913a, b.
Datazione. Garofalo Zappa 1971: I sec. d.C. (per il carattere delle lettere).
CIL XV S. 435 Fig. Calco AP inv. 9716.
Forma: 540
Sig. 11.4, orb. 4.3. Lett. 1.6, 1.5, 1.6. Lin. 1, 2, 2,
1. A∙MAXIM OF EX PR∙PRA
2. ST∙MESSALINI
3. O D
A Maxim(o) of(ficinatore), ex pr(aedis) Prast(inae) Messalini o(pus) d(oliare).
Edizioni. Gius. Gatti, NSc 1898, 24. Calco cartaceo AP inv. 9716.
Paleografia. R. 3 verticale.
Commenti. Gatti legge A MAXIMO F EX etc.
Datazione. C. Prastina Pacatus Messalinus (PIR P 926) fu console nel 147 d.C. Cfr. CIL XV 2189-2190.
Novum CIL XV S. 435/ 2189 Fig. Camilli - Taglietti 2019, figg. 33-34.
Forma: 540
Sig. 9.2, orb, 3.5. Lett. 1.0, 1.2. Lin. 1, 2, 2.
1. EX PR C [PR]AXINA PACATI
2. CN DO[MIT] PHILOM
nux pinea foliis circumdata
Ex pr(aedis) C. [Pr]axi(nae) Pacati Cn. Do[mit.] Philom.
Edizioni. Camilli - Taglietti 2019, 117 N. 6, figg. 33-34.
Commenti. Praxina, nome non documentato altrove, è una forma di Prastina derivata dalla copiatura da un testo in corsivo, di una forma parlata, oppure dalla caduta della T in nesso con la X pro S (Praxtina); Camilli e Taglietti. Generalmente il dominus è stato identificato con il console dell'a. 147 (PIR P 926), ma Andermahr 1998, 401s. Nn. 433, 434 gli attribuisce solo i bolli 2190 e S. 435, mentre 2189 viene assegnato al console suffetto di anno incerto, PIR P 929, forse figlio del precedente.
CIL XV 2189* Fig. Camilli - Taglietti 2019, fig. 9.
Forma: 540
Sig. 8.2, orb. 3.2. Lett. 1.0-1.2, 0.8-0.9. Lin. 1, 2, 2.
1. EX∙PR∙PRAST∙PACAT A PONT
2. LONG OP L MES STE
nux pinea (aut dolium inversum?)
Ex pr(aedis) Prast(inae) Pacat(i) a pont(e?) long(o?) op(us) L. Mes( ) Ste( ).
Edizioni. CIL XI 6689.193. LSO 1190. Enei 2001, 176 fig. 225 (sito N. 197). Ricci 2013, 187 N. 5. Fot. in Camilli - Taglietti 2019, fig. 9. Stanco 2012, 220 N. 16.1.
Paleografia. I punti in r. 1 e gli spazi tra A e PONT in r. 1 e tra MES e STE in r. 2 non notati da Dressel.
Commenti. Dressel scioglie A PONT LONG come "a Pont(io?) Long(ino?)"; a pont(e?) long(o?) è la proposta di Mommsen. Camilli - Taglietti 2019, 117 osservano che anche a margarit[---] in CIL XV 2190 potrebbe essere interpretata come una indicazione topografica. Prastina Pacatus potrebbe essere stato, secondo Dressel, C. Prastina Pacatus Messallinus, console nell'a. 147 (PIR P 926; cfr. CIL XV S. 435). Rinvenuto a Ostia nella zona delle Terme di Buticosus, I. XIV.8, che sono state restaurate verso la metà del II sec. (Bloch 1953, 218).
Datazione. Dressel: età adrianea.
CIL XV 2190
Forma: 500
1. EX PR PRASTINES M[---]
2. A MARGARIT[---]
3. O r. p. stans P
Ex pr(aedis) Prastines M[[essal(lini)]] a Margarit[[---]] op(us).
Commenti. Secondo Dressel A MARGARIT[[---]] in r. 2 poteva essere sia il nome di una officinatrice, che il nome di un fondo o di una officina. Potrebbe anche trattarsi di una indicazione topografica, v. CIL XV 2189.
Datazione. Dressel: età adrianea.
CIL XV S. 436
Forma: 110
1. PRIMIGENI
2. SER F'E'C'I'T
Primigeni(us) ser(vus) fecit.
Commenti. Il bollo, rinvenuto a Ostia nel 1939, non è stato ritrovato durante la schedatura per LSO.
CIL XV S. 437 Fig. SAO inv. 25410.
Forma: 0
Sig. 10.8. Lett. 2.8-3.4.
1. PROTI
Proti.
Edizioni. CIL XV 2101. LSO 1191.
Paleografia. P e R retrograde.
Novum CIL XV S. 437/8.1* Fig. SAO inv. 27130.
Forma: 520
Sig. 9.0, orb. 6.6. Lett. 1.0-1.4. Lin. 1, 1.
1. r. p. ss. D PV^B∙CA^LIN^ICVS∙F r. p. ds.
D. Pub( ) Calinicus f(ecit).
Edizioni. Garofalo Zappa 1971, 264 N. 9. LSO 1192. Bianchi 2007, 102 N. 24. MNR III.
Paleografia. Versibus falcatis. Nell'edizione di Garofalo Zappa non sono presenti i punti.
Commenti. Nei bolli compaiono sia Publicii che Publilii, questi ultimi con un praenomen diverso. Cfr. Q. Publ( ) in CIL XV 1388.
Novum CIL XV S. 437/8.2 Fig. Enei 2001, figg. 292, 294.
Forma: 111
1. PVP ALS
Pup(ius) Als(iensis?).
Edizioni. Enei 2001, 71s., 173 N. 197, figg. 292, 294.
Commenti. Con ogni probabilità da riferire a una figlina locale, attiva presso la città di Alsium (Enei).
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Novum CIL XV S. 437/8.2 var. Fig. Enei 2001, fig. 293.
Forma: 111
1. P∙ALS
P(upius) Als(iensis?).
Edizioni. Enei 2001, 71s., 173 N. 197, fig. 293.
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CIL XV S. 438* corr. Fig. SAO inv. 21362.
Forma: 530
Sig. 7.3, orb. 3.7. Lett. 1.0, 0.9-1.0. Lin. 1, 2, 2.
1. L∙PVPLILI∙CELSVS
2. ITER∙COS
L. Puplili(us) Celsus iter(um) cos.
Edizioni. CIL XIV 5308.33. D. Vaglieri, NSc 1911, 407 e NSc 1912, 212. LSO 1193.
Paleografia. I punti in r. 1 e 2 non notati da Bloch.
Commenti. Bloch non aveva visto la S finale in r. 1, visibile invece in più esemplari di Ostia. È probabile che il testo, al nominativo, abbia la doppia funzione di indicare sia il dominus, sia l'anno di produzione. Setälä 1977, 172s. lascia aperta la questione.
Datazione. A. 113.
CIL XV S. 439.1* compl. Fig. SAO inv. 25232.
Forma: 400
Sig. 9.0/7.8, orb. 4.6. Lett. 1.2.
1. EX∙FIGLINIS∙M∙QVIR
Ex figlinis M. Quir(ini vel –inalis).
Edizioni. CIL XV 1995. Garofalo Zappa 1971, 264 N. 11, tav. II.5. LSO 1194.
Paleografia. Il punto tra M e QVIR non notato da Garofalo Zappa e da Bloch.
Commenti. Bollo impresso sulla stessa tegola con CIL XV S. 439.2. Per lo scioglimento del cognomen cfr. CIL XV S. 440 = LSO 1195.
Datazione. Steinby 1974-1974: età tiberiana – età claudia.
CIL XV S. 439.2* Fig. SAO inv. 25232.
Forma: 110
Sig. 9.2+, 2.5. Lett. 1.8.
1. [---]VLVI∙M∙S
[--- F]ulvi M. s(ervus).
Edizioni. Garofalo Zappa 1971, 264 N. 11 tav. II.5. LSO 1194.
Commenti. Bollo impresso sulla stessa tegola con CIL XV S. 439a* compl. Secondo Steinby in LSO si tratterebbe del bollo di un ignoto servo di M. Fulvius, attivo nelle figlinae di M. Quirin., marito di Vara Quirin(i/ -alis), cfr. CIL XV S. 440 = LSO 1195. In Steinby 1999, 107s. si prende invece in considerazione la possibilità che M. Fulvius e M. Quir( ) siano identici, ovvero che il nome completo del proprietario del servo sia M. Fulvius Quir( ).
Datazione. Steinby 1974-1975, 96 n. 7: età tiberiana – età claudia.
Novum CIL XV S. 439/440? Fig. Luciani 2012, N. 71.
Forma: 321
Sig. 4.7+, 2.7+. Lett. 0.7. Lin. 1, 1, 1.
1. [---]RELI∙
2. [---]+QVIR^IN
Edizioni. F. Luciani, Iscrizioni greche e latine dei Musei Civici di Treviso. Comune di Treviso. Sileagrafiche s.r.l., Silea 2012, 60 N. 71. fot.
Paleografia. Le linee ausiliarie sono insolitamente forti.
Commenti. Del bollo è conservata un po' meno della metà; della prima parte si distingue solo una leggerissima impronta del contorno dell'orbicolo. La forma semicircolare giustifica l'ipotesi di una provenienza "urbana" (Luciani); l'ardua connessione con M. Quir. del S. 439 è motivata dalla coincidenza cronologica delle forme dei due bolli. Il nome del dominus starebbe in r. 2 (forse ex figlinis M. Quirin. ?), in r. 1 dovrebbe trovarsi il nome dell'officinatore; il cognome finirebbe in ]reli. Luciani legge invece [Au]reli e data il bollo tentativamente al III sec. d.C.
CIL XV S. 440 compl. Fig. SAO inv. 21011.
Forma: 520
Sig. 9.0, orb. 5.7. Lett. 1.2-1.3. Lin. 1, 1.
1. VA^RA^E QVIRIN
Var<i>ae Quirin(ae/ -i / -alis).
Edizioni. CIL XIV 5308.39. D. Vaglieri, NSc 1911, 43. LSO 1195. Stanco 2001, 180 N. 166. Braito 2020, 336s. Cat. 174.
Paleografia. L'altezza delle lettere diminuisce verso le estremità. L'edizione di LSO completa la descrizione della forma del bollo.
Commenti. Secondo Bloch il Quirin. e il Quir. del bollo CIL XV S. 439.1 potrebbero essere identici; l'ipotesi viene accettata da Steinby nei commenti a LSO 1194 e 1195. Wickert ricorda P. Sulpicius Quirinius, cos. 12 a.C. (PIR S 1018); Dessau Mummia Vara in CIL XV 1310. Ambedue le ipotesi sono cronologicamente inaccettabili.
Avendo dimostrato che le forme femminili del nome Varus sono Varilla e Varia, ma non Vara, Kajava 1987, 39 presenta la plausibile ipotesi che l'intagliatore del timbro abbia, per sbaglio, omesso la I del primo nesso. Allora è anche possibile che Varia sia il nomen e Quirin(a) il cognomen della donna.
Datazione. Steinby 1974-75, 96 n. 7: tarda età claudia - età neroniana. A giudicare dalla forma dei bolli S. 440 sarebbe di poco posteriore a S. 439.
Novum CIL XV S. 440/2191 Fig. SAO inv. 27874.
Forma: 0
Sig. 7.8. Lett. R 3.4, V 3.2, F 3.7, I 3.4.
1. RVFI
Rufi.
Edizioni. SAO, GSc 1924, inv. 15514 (Helen). LSO 1196. Anderson 1991, 109 N. 257 fot. AAR nvb_brickstamps_005179 (non identificato).
Paleografia. Testo retrogrado.
CIL XV 2191* compl. Fig. Enei 2001, fig. 210, tav. 32.
Forma: 110
Sig. 10.4+, 2.5. Lett. 0.8-0.9, 0.6-0.8 (da calco cartaceo)
1. DE∙FIGLI∙L∙RVFI∙
2. TEGVL∙M∙PVPI∙AN^TIO
De figli(nis) L. Rufi tegul(a) M. Pupi Antio(chi).
Edizioni. CIL XI 6689.204. Enei 2001, 70, 154 ad N. 157, 234 ad N. 471, fig. 210, tav. 32 (Statua).
Paleografia. Dressel: le lettere sono perfette nella forma e belle. La O in r. 2 è più bassa delle altre lettere.
Commenti. Steinby 1974-75, 95-97 collega l'officinator M. Pupius Antiochus all'unico dominus delle figlinae Viccianae conosciuto in età vespasianea, L. Iulius Rufus; alla luce della datazione revisionata, il rapporto ovviamente risulta impossibile. Nonnis 2015.2, 382 presenta in primo luogo l'ipotesi che si tratti di un L. Rufius.
Lo stesso officinator compare in Novum CIL XV 2191/2.1, mentre un M. Pupius privo di cognomen, attivo nelle fig(linae) L. Sexti è noto dal Novum 1444/5.2 e da 2195, dove domina è una Rutilia. Il bollo 2191 è stato rinvenuto insieme a 2195 (Enei sito 471, non in situ). Tutti questi bolli si datano fra la fine dell'età repubblicana e l'età augustea - potrebbe trattarsi sempre della stessa persona. Blake 1947, 299 si esprime con cautela: il M. Pupius Antiochus del bollo 2191 "may be the M. Pupius connected with the Rutilianae Figlinae V ... in 2195, which shows letters of earlier form". Nonnis 2015.2, 372 non esclude l'identificazione dei due, v. commento a 2195.
Datazione. Dressel: I sec. d.C., forse inizio del secolo. Decenni finali della Repubblica - prima età augustea Nonnis 2015.2, 373.
Novum CIL XV 2191/2.1 Fig. Kahane 1968, fig. 25.2, tav. XXXII.a.
Forma: 170
1. FIGIL'INA∙NICEPORI
2. M P'VPI∙ANTIOCI
Ficilina Nicepori M. Pupi Antioci.
Edizioni. CIL XV 1979. Kahane 1968, 198 N. 6(i), fig. 25.2, tav. XXXII.a. Steinby 1978-79, 67 N. 79.
Paleografia. Lettere sottili, senza apici; M con aste laterali divaricate, P aperta. Servirebbe il confronto con le C nella parte del bollo non documentata graficamente, ma invece di ficilina leggerei figilina.
Commenti. È da scartare l'ipotesi che M. Pupius Antiocus abbia lavorato nelle figlinae Viccianae (Steinby 1974-75, 95-97), v. commenti a CIL XV 2191 e 2195, dove compare un M. Pupius senza cognomen.
Datazione. Steinby 1974-75, 96: età di Claudio o Nerone?, ma la paleografia giustifica una datazione fra l'ultima età repubblicana e la prima età augustea.
Novum CIL XV 2191/2.2 Fig. Enei 2001, 176 fig. 298.
Forma: 110
1. [---]+ICLINIS
2. [---]'RV^FI∙BASSI∙Q
3. [---]+IRRIVS∙BLA^ESVS∙F
Edizioni. Enei 2001, 176 fig. 298 (sito 197).
Commenti. Né il dominus, Rufius Bassus, né l'officinatore Q. [.]irrius Blaesus sono noti da altri bolli.
CIL XV 2192 Fig. Lezzi 2007, fig. 4; Lezzi 2006, 37 N. 6.
Forma: 550
Sig. 11.4.
1. OPVS DOLIAR∙EX PRAEDIS
2. RVTILI CRISPINI∙
Victoria ss. coronam tenens, ante eam ara
Opus doliar(e) ex praedis Rutili Crispini.
Edizioni. Lezzi 2006, 36 N. 4, 37 N. 6 con fot. Lezzi 2007, 78s. e n. 11, fig. 4.
Commenti. Il rinvenimento di più ess. nella villa dei Bruttii Praesentes e il cognomen che richiama Laberia Crispina, la prima proprietaria, giustificano l'ipotesi che Rutilius Crispinus sia un suo discendente, forse anche proprietario delle figlinae Medianae. V. Novum CIL 331/2.1. Sul signum Steinby 2016, 612.
Attestazioni. L'esemplare visto da Dressel proviene da Trebula Mutuesca; Buonocore 1994, 368. Villa dei Bruttii Praesentes, tre ess.; Lezzi.
Datazione. Dressel: fine II sec. d.C. o inizio III sec. d.C. Bloch 1948.2, 44 identifica il dominus con Rutilius Pudens Crispinus, cos. suff. negli anni 234-238 (PIR R 257).
CIL XV S. 619
Forma: 550?
1. OPVS DOLIARE EX PRAEDIS
2. RVTILI∙CRISPINI
Victoria ss., pone ara
Opus doliare ex praedis Rutili Crispini.
Edizioni. N. Persichetti, RM 24 (1909), 156s.
Paleografia. R. 1 retrograda.
Commenti e datazione. V. CIL XV 2192.
CIL XV 2193
Forma: 110
Sig. 2.2+, 3.1. Lett. 1.3, 1.0?
1. C∙RVTILI∙FELICIS
2. FECIT∙EROS∙SERVS
C. Rutili Felicis fecit Eros ser<v>us.
Edizioni. CIL XI 6689.208. Stanco 2006.2, 194s. N. 96 (fr.). S. Ruffo, in Cordiano 2011, 110 N. 4.
Paleografia. Le misure nell'edizione Russo sono sig. 9.0+, 4.0. Lett. 1.6-1.7, 1.2-1.4.
Commenti. Rinvenuto ad Anguillara Sabazia, località Crocicchie.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
CIL XV 2194
Forma: 110
1. C∙RVTILI∙FELICIS
2. FECIT C∙IVLIVS DAMA
C. Rutili Felicis fecit C. Iulius Dama.
Edizioni. CIL XI 6689.209. Enei 2001, 71, 165 8) tomba a cappuccina (non ill.).
Commenti. All'officinatore potrebbe appartenere il bollo tentativamente interpretato come Novum 2194/5, v. sotto.
Attestazioni. Tartara 1999, 164 § 274 (area di fr. fittili), Torrimpietra.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
Novum CIL XV 2194/5 Fig. Enei 2001, tav. 32.9.
Forma: 220
Lett. 1.1.
1. [---]+V^LI·D'A[---]
[--- C.I]uli Da[mae---].
Edizioni. Enei 2001, 120 sito 46, tav. 32.9.
Paleografia. Parte alta delle lettere verso l'esterno. La prima lettera parzialmente conservata potrebbe essere una I, l'ultima forse una A.
Commenti. Enei legge [---]iuli.da[---]. Potrebbe trattarsi di una variante di forma diversa del bollo 2194, forse con anche il nome di C. Rutilius Felix. Nella didascalia del disegno il sito è erroneamente indicato come 153.
CIL XV 2195 Fig. Enei 2001, tav. 32.
Forma: 110
1. M∙PVPIVS∙DE∙FICLINA'S
2. V RVTILIAES
M. Pupius de ficlina V( ) Rutiliaes.
Edizioni. CIL XI 6689.210. Enei 2001, 144 ad N. 153, 234 ad N. 471, tav. 32 (frr.). Taglietti 1994.2, 327 fig. 10. Braito 2020, 256s. Cat. 115.
Paleografia. Le lettere sono di forma antica; i tratti orizzontali della A in r. 1 e in r. 2 sono obliqui. Segni incerti nelle parti iniziale e finale del bollo sembrano essere casuali (Dressel). La debole traccia alla fine della r. 1 potrebbe forse essere una S.
Commenti. Secondo Steinby 1974-75, 95s. il bollo potrebbe appartenere alle figlinae Viccianae (il nome sarebbe abbreviato a soltanto una V); L. Camilli, LTURS V, 253 esclude l'attribuzione. Rutilia sarebbe da identificare con Rutilia L. f. Ocrati, una dei cinque domini che queste figlinae hanno avuto tra l'età claudia e neroniana. Come ha dimostrato Taglietti (1994.2, 325s.) bisogna invece distinguere fra questo M. Pupius attivo in età augustea, forse anche nelle figl(inae) Sexti o Sexti(anae) (v. Novum 1444/5.2) e M. Pupius Antiochus di CIL XV 2191 e Novum CIL XV 2191/2; così anche Braito 2020. Invece Nonnis 2015.2, 372 non esclude l'identificazione dei due, né una relazione con i Pupii di rango senatorio, con riferimento a M. (Pupius) Piso che nel I sec. a.C. è coinvolto nella produzione doliare, v. Novum CIL XV S. 434/2185.2. I bolli sono stati rinvenuti ad Alsium e nei dintorni di Caere; Nonnis 2015.2, 386 nota che nello stesso comprensorio può essere localizzata l'attività, in età imperiale, di C. Rutilius Felix, v. CIL XV 2193-94.
Datazione. Decenni finali della Repubblica - prima età augustea Nonnis 2015.2, 372s., 386.
Novum CIL XV 2195/S. 441.1 Fig. Enei 2001, fig. 297.
Forma: 110
1. R^V^TILIA^E∙C∙F∙PA^V^L
Rutiliae C. f. Paul(inae?).
Edizioni. CIL XV 2050. Enei 2001, fig. 297 (Alsium, sito N. 197). Braito 2020, 260s. Cat. 117.
Commenti. In teoria, Paul( ) potrebbe anche essere il nome del marito. Braito 2020, 261 n. 950: non è possibile stabilire alcun rapporto con l'omonima Rutilia C. f. Paulina, patrona dei seviri augustales a Corfinium (CIL IX 3182) verso la fine del I secolo.
Datazione. Per la paleografia, età augustea - giulio-claudia. I-II sec. d.C. Braito.
Novum CIL XV 2195/S. 441.2 Fig. SAO inv. 25231.
Forma: 0
Sig. 12.0. Lett. 5.9-6.0.
1. T S 'P
T( ) S( ) P( ).
Edizioni. Garofalo Zappa 1971, 268 N. 22, tav. III.13. LSO 1197.
Paleografia. La S è retrograda.
Commenti. Garofalo Zappa aveva letto dubitativamente l'ultima lettera come una T, ma dopo un lavaggio del mattone è sembrato più probabile leggerla come P.
Datazione. Garofalo Zappa: età di Antonino Pio? (sulla base di un'identificazione azzardata del personaggio). Per il tipo del bollo una datazione in età traianea sembra preferibile.
CIL XV S. 441 Fig. Imai 1995, fig. 25.2, tav. 23.2.
Forma: 110
Sig. 3.0+, 2.5. Lett. 1.5.
1. C∙SEPTVMI∙R^V^F
C. Septumi Ruf(i) vel Ruf(ionis).
Edizioni. Imai 1995, 131s. N. 1, fig. 25.2, tav. 23.2 (?).
Commenti. Imai pubblica come intero un es. che conserva le lettere IR^V^F, senza il punto visto da Bloch. L'identificazione non è sicura, ma sembra probabile che l'esemplare di Imai sia frammentario - il rilievo a sinistra non sarebbe il margine del bollo ma l'asta della M. Stanco 2013, 145 accosta i bolli doliari S. 441 e Novum CIL XV 1428/9.1 a bolli di vernice nera databile tra il 40 e il 20 a.C. Si tratterebbe di produzione doliare di area ostiense o costiera.
Attestazioni. Villa di Cazzanello, Tarquinia (Imai).
Datazione. In M. Aoyagi et al., RendPontAcc 75 (2002-03), 210 n. 73 si data il bollo fra l'età flavia e traianea, senza dire su quale base. La paleografia giustifica una datazione molto più alta, appunto fra l'ultima età repubblicana e la prima età augustea.
Novum CIL XV S. 441/2196 Fig. SAO inv. 27059.
Forma: 110
Sig. 6.9+, 2.1. Lett. 1.1-1.5.
1. C∙SER^V^'ILI∙A^CIB^A
C. Servili Aciba(e).
Edizioni. SAO, GSc 1921, inv. 14093 (Helen). Garofalo Zappa 1971, 267 N. 19, tav. III.11. LSO 1198.
Commenti. La lettura alternativa di Garofalo Zappa, C(ai) Servi L(uci) [f(ili)] Aciba(e) sembra poco sostenibile (LSO). Per la diffusione del cognomen Aciba a Ostia cfr. G. Barbieri, 'Le iscrizioni delle necropoli', Scavi di Ostia III (1958), 154.
CIL XV 2196* compl. Fig. SAO inv. 20886.
Forma: 320
Sig. 9.4/ 6.4, orb. 4.4. Lett. 1.4-1.6.
1. S^ER^VILIVS∙SA^TO^R∙FECIT
Servilius Sator (vel Sta<t>or?) fecit.
Edizioni. LSO 1199. Stanco 2001, 180 Nn. 167-168 (manca la parte con il cognomen).
Paleografia. La I di FECIT è piccola. Punti non notati da Dressel.
Commenti. L'edizione del CIL è completata per la descrizione della forma del bollo, definita da Dressel "circolare". La seconda parola potrebbe essere letta anche come STATOR (Dressel).
Si tratta forse di un officinatore dei Domitii, Gasperoni 2003, 55-59. Il gentilizio è attestato nel territorio di Bomarzo, v. G. Scardozzi, Daidalos 3 (2001), 161.
Attestazioni. Mugnano, San Liberato - Vigna della Corte, fornace N. 56.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
CIL XV 2197* Fig. SAO inv. 22404; Camilli - Taglietti 2019, fig. 15.
Forma: 531
Sig. 9.7, orb. 3.9. Lett. 1.0-1.1, 0.9. Lin. 1, 2, 2.
1. EX∙OFI∙P∙CAVLI∙VALENTIS
2. C∙STATI∙CAPITONIS
Ex ofi(cina) P. Cauli Valentis C. Stati Capitonis.
Edizioni. CIL XI 6689.232. CIL XIV 4089.9. LSO 1200. Fot. in Camilli - Taglietti 2019, fig. 15.
Paleografia. Il punto in r. 1 tra P e CAVLI non notato da Dressel.
Commenti. C. Statius Capito Arrianus (PIR S 871) fu nominato tra i fratelli Arvali tra l'a. 117 e l'a. 118.
Datazione. Rinvenuto a Ostia nella "Casa del Mosaico della Caccia" (Bloch 1947, 201), v. Caseggiato degli Aurighi costruito nei primi anni di Antonino Pio (Bloch 1953, 224) e nel portico V.XIV e XV datato intorno al 145 (Bloch 1953, 227), Schola del Traiano (Aubry 2018, 274 tab. 1, un es.). Inoltre Bloch 1953, 221 Ostia II.VIII.1. Adrianeo Blake – Bishop 1973, 166 n. 17; dubbi sulla datazione in età antonina a p. 221. Cfr. DeLaine 2002, 82 anni 120. Sui numerosi rinvenimenti dei bolli di C. Statius Capito a Isola Sacra v. Camilli - Taglietti 2019, 107s.
CIL XV 2198 compl. Fig. Camilli - Taglietti 2019, fig. 16; SAO inv. 18880.
Forma: 540
Sig. 8.6, orb. 3.0. Lett. 1.1, 0.8. Lin. 1, 2, 2.
1. EX∙OFICINA∙P∙CAVLI
2. VALENTIS sagitta
Ex oficina P. Cauli Valentis.
Edizioni. LSO 1201. Fot. in Camilli - Taglietti 2019, fig. 16.
Datazione. Rinvenuto a Ostia, nelle Terme del Foro costruite intorno al 160 d.C. (Bloch 1953, 217s. I.XII.6). Cfr. DeLaine 2002, 79; CIL XV 2197.
CIL XV 2199* Fig. SAO inv. 21329.
Forma: 530
Sig. 8.4, orb. 3.4. Lett. 1.0, 0.9. Lin. 1, 2, 2.
1. P∙CAVLI sagitta VALENTIS∙IVN
2. E∙X∙OFFICIN
Ex officin(a) P. Cauli Valentis Iun(ioris).
Edizioni. CIL XIV 4089.10. LSO 1202. Fot. in Camilli - Taglietti 2019, fig. 17.
Paleografia. La sagitta della r. 1 non compare in edizioni anteriori al LSO. Il primo punto in r. 2, non notato da Dressel, deve essere stato inciso per errore.
Commenti. La lettura procede dalla riga interna a quella esterna, contrariamente alla norma.
Datazione. Rinvenimenti a Ostia, regione I.XIV.8, Terme di Buticosus riparate in età adrianea e verso la metà del II sec. (fuori luogo, Bloch 1953, 218). Cfr. DeLaine 2002, 79; CIL XV 2197.
CIL XV 2200 Fig. Camilli - Taglietti 2019, fig. 18; SAO inv. 25163.
Forma: 530
Sig. 9.2, orb. 3.4. Lett. 1.0-1.1, 0.9-1.0. Lin. 1, 2, 2.
1. FIGLINE CAPITONIS
2. C STATI COMOLVIS
Figline Capitonis C. Stati Comolvis.
Edizioni. CIL XIV 4089.11. LSO 1203. Fot. in Camilli - Taglietti 2019, fig. 18.
Commenti. Secondo Dressel C. Statius Capito dovrebbe essere il dominus delle figlinae e C. Statius Comolvis, evidentemente l'officinator, un suo liberto.
Datazione. Rinvenuto a Ostia I.VIII.3 Horrea Epagathiana, datati intorno al 145-150 (Bloch 1953, 217; cfr. DeLaine 2002, 78), I.XIV.8 Terme di Buticosus, restauro adrianeo? (in situ e fuori luogo, Bloch 1953, 218) e XVII.2, Terme del Mitra, fuori luogo (Bloch 1953, 219); inoltre nelle Terme del Foro costruite 160 ca. (Bloch 1947, 268; Bloch 1953, 217s. I.XII.6). V. CIL XV 2197.
CIL XV 2201* Fig. Camilli - Taglietti 2019, fig. 10; SAO inv. 20183.
Forma: 540
Sig. 9.1, orb. 3.8. Lett. 1.0. Lin. 1, 2.
1. EX∙PRAED∙STERT∙BASSVLL OF APELLET
inter cornua lunae crescentis, protome galeata ds., ante iaculum, pone scutum
Ex praed(is) Stert(iniae) Bassull(ae) of(ficina) Apellet(is).
Edizioni. LSO 1204. Fot. in Camilli - Taglietti 2019, fig. 10. Stanco 2012, 221 N. 17.1, fig. 14.
Paleografia. Il punto in r. 1 tra STERT e BASSVLL non notato da Dressel.
Commenti. L'edizione del CIL è completata per la descrizione del signum. Stertinia Bassulla (v. anche CIL XV 2202-2205) si identifica con Stertinia L. f. Cocceia Bassula Venecia Aeliana (PIR S 914, PFOS 734). Dressel avanza l'ipotesi (CIL XV, p. 455) che questa fosse la moglie ed erede di Ti. Iulius Iulianus (si vedano per questo dominus i bolli CIL XV 2173-2177 e CIL XV S. 430a e 430b), sulla base della somiglianza dei bolli e dell'uguale diffusione dei mattoni bollati dai due (i bolli di Stertinia Bassula rappresentano tipi più tardi di quelli del marito; Steinby 1974-75, 15 n. 1). V. il commento a CIL XV 2173; Braito 2020, 292-294 Cat. 136. Sembra che le figlinae siano successivamente passate a Matidia Aug(ustae) f(ilia), v. CIL XV S. 209 e 210.
Datazione. Steinby 1974-75, 15, n. 1: età di Antonino Pio.
CIL XV 2202 Fig. Camilli - Taglietti 2019, fig. 11.
Forma: 541
Sig. 9.2, orb. 2.8. Lett. 1.2, 1.0. Lin. 2, 2, 2.
1. APELLES∙STERTINIAE
2. BASSVLLAE∙SER
protome galeata ds., pone hasta
Apelles Stertiniae Bassullae ser(vus).
Edizioni. CIL VIII 22632.43 = CIL XV 2202.4. CIL XI 6689.233. Bloch 1947, 97 N. 25. LSO 1205. Fot. in Camilli - Taglietti 2019, fig. 11
Commenti. L'edizione di Bloch riporta in r. 2 BASSVLAE invece di BASSVLLAE. Per l'identificazione di Stertinia Bassula v. il commento a CIL XV 2201.
Datazione. Steinby 1973-74, 114s. metà ca. del II sec.; Steinby 1974-75, 15 n. 1: età di Antonino Pio. Bloch 1947, 98: ultimo decennio dell'età di Antonino Pio.
CIL XV 2203* compl. et corr. Fig. SAO inv. 21284.
Forma: 530
Sig. 10.0, orb. 4.4. Lett. 1.2, 1.1. Lin. 1, 2, 2.
1. EX∙PR∙STERTINIAE BASSVLA^E
2. OF∙CL∙FORTVNAT^I
protome galeata ds.
Ex pr(aedis) Stertiniae Bassulae of(ficina) Cl(audi) Fortunati.
Edizioni. Bloch 1948.2, 2. Garofalo Zappa 1971, 277. LSO 1206.
Paleografia. I punti in r. 1 e r. 2, il nesso T^I in r. 2 non notati da Dressel.
Commenti. L'edizione di Dressel è completata per la descrizione della forma del bollo. Per l'identificazione di Stertinia Bassula v. il commento a CIL XV 2201. Evidentemente le sue figlinae sono passate a Matidia Augustae filia, nei cui bolli ricompaiono l'officinatore Claudius Fortunatus e il signum protome galeata, v. S. 209-210. L'ipotesi viene rafforzata dal rinvenimento in associazione di bolli delle due dame in due tombe a Isola Sacra; Camilli - Taglietti 2019, 107.
Datazione. Rinvenuto a Ostia, regione III.X.1, Caseggiato degli Aurighi datato nei primi anni di Antonino Pio (Bloch 1953, 224).
CIL XV 2204 Fig. SAO inv. 21621; Camilli - Taglietti 2019, fig. 12.
Forma: 530
Sig. 10.7, orb. 4.8. Lett. 1.2-1.4, 1.2-1.3. Lin. 1, 2, 2.
1. EX∙PR∙STERTINIAE∙BASSVL
2. OF∙DOMIT∙RVF^IN
protome galeata ds., ante hasta
Ex pr(aedis) Stertiniae Bassul(ae) of(ficina) Domit(i) Rufin(i).
Edizioni. CIL XI 6689.234. LSO 1207. Stanco 2006.2, 295 N. 97, fig. 34. Fot. in Camilli - Taglietti 2019, fig. 12.
Commenti. Per l'identificazione di Stertinia Bassula v. il commento a CIL XV 2201.
Datazione. Steinby 1974-75, 15, n. 1: età di Antonino Pio.
CIL XV 2205 Fig. Camilli - Taglietti 2019, fig. 13.
Forma: 210
Lin. 1, 1, 1.
1. EX PRAEDIS STERTINIAE BASSVLAE
2. OFICINA LICINI DONATI
3. M
Ex praedis Stertiniae Bassulae oficina Licini Donati M( ).
Edizioni. Fot. in Luni - Gori 1986, 165 fig. 2 e in Camilli - Taglietti 2019, fig. 13.
Paleografia. La M in r. 3 ha un'altezza maggiore delle altre lettere.
Commenti. Per l'identificazione di Stertinia Bassula v. il commento a CIL XV 2201.
Datazione. Steinby 1974-75, 15 n. 1: età di Antonino Pio.
Novum CIL XV 2205/6.1 Fig. SAO inv. 27806.
Forma: 0
Sig. 2.9. Lett. T 2.6, E 2.4.
1. 'ET
Et( ) vel E( ) T( ).
Edizioni. SAO, GSc 1921, inv. 14289 (Helen). LSO 1208.
Commenti. In LSO T'E con testo retrogrado.
Novum CIL XV 2205/6.2.I Fig. SAO inv. 21224.
Forma: 110
Sig. 3.2, 2.9+
1. intra circulum scriptum T^L vel T^L^O
T( ) L( ) vel T. L( ) O( )?.
Edizioni. L. Anselmino, Antiquarium Comunale. Le terrecotte architettoniche I. Le antefisse. Roma 1977, 72s. N. 7 fig. III, tav. I.4. Tortorella 1981, 228 N. 17. LSO 1209.I. Tortorella 2024, 56 N. 44.
Commenti. Il timbro si differenzia da Novum CIL XV 2205/6.2.II per la minore altezza del timbro stesso e delle lettere. Le edizioni di Tortorella e Anselmino riguardano un bollo privo di margini su antefissa. Rimane incerto se il cerchio sia da considerare una lettera. Tortorella 2024: intra circulum inscriptum.
Datazione. Anselmino 1977: età augustea.
Novum CIL XV 2205/6.2.II Fig. SAO inv. 25264.
Forma: 110 3.2. Lett. 1.5.
Sig. 3.6,
1. intra circulum scriptum T^L vel T^L^O
T( ) L( ) vel T. L( ) O( )?.
Edizioni. LSO 1209.II
Commenti. Il timbro si differenzia da Novum CIL XV 2205/6.2.I per le maggiori misure. Datazione. Anselmino 1977: età augustea.
CIL XV 2206
Forma: 110
1. TARVLA
Novum CIL XV 2206/7 Fig. SAO inv. 22396.
Forma: 110
Sig. 7.0, 3.3. Lett. 1.5, 1.3.
1. A∙TATI
2. PHILETI
A. Tati Phileti.
Edizioni. LSO 1251. Chioffi 2022, 38 N. 25, fig. 35.
Commenti. Cfr. CIL X 8042.100 A TATI PHILETI su una riga, forse una variante del bollo ostiense, oppure un esemplare male trascritto (LSO, p. 391).
Datazione. I sec., anteriore all'a. 79.
CIL XV 2207 = CIL XV S. 442 Fig. Rossignani 1973, tav. 126.9.
Forma: 110
Sig. alt. 4.0.
1. L∙TITINI
2. GLA^VCI LVCR^ET^IA^N^I
L. Titini Glauci Lucretiani.
Edizioni. CIL XI 6689.240, p. 1402. Rossignani 1973, 535 N. 5, tav. 126.9. Bace 1983, 160s. N. A22a-t (Cosa, Capitolium). R. Friggeri, BCom 91 (1991-92), 240 N. 1 (Roma). Gliozzo 2013, fig. 2.
Paleografia. Litt. bonis.
Commenti. CIL XI, p. 1402: altre tre copie di questo timbro ritrovate tra Luni e Carrara hanno mostrato che nella prima riga si legge L∙TITINI. Bolli di L. Titinius L. f(ilius) Gal(eria) Glaucus Lucretianus (PIR T 191), dignitario di Luna, sono stati rinvenuti anche a Cosa, dove egli ha curato la ricostruzione del Capitolium e della Curia. Al di fuori di queste due aree, sono attestati solo due rinvenimenti sparsi, a Lorium e a Roma. L'analisi archeometrica dimostra che tutti i laterizi con questo bollo provengono dalle stesse figlinae, la cui localizzazione nell'ager Cosanus rimane accettabile, non escludendo una provenienza "urbana" (Gliozzo 2013, 1057).
Datazione. Fra l'età claudia e neroniana Gliozzo.
Novum CIL XV 2207/S. 443 Fig. SAO inv. 24347.
Forma: 170
Sig. 7.0+, 2.6. Lett. 1.7-1.8.
1. TYRA[---]
Tyra[nni?].
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1911, 141. LSO 1210.
CIL XV S. 443 compl. Fig. SAO inv. 25021.
Forma: 210
Sig. 9.9, orb. ?. Lett. 1.3-1.4, 1.1. Lin. 1, 2, ?.
1. [---]DOL∙DE∙FIG L V[---]
2. [---]L∙V∙N[---]
[gubernaculum?]
[Opus] dol(iare) de fig(linis) L. V[---] L. V( ) N( )[---].
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1910, 102. LSO 1211. Calco in AA. VV. 1999, tav. 1.23.
Commenti. Il frammento è lo stesso pubblicato da Vaglieri, sul quale si basa l'edizione di Bloch, che è stata completata delle ultime due lettere della prima riga, mentre pare assai dubbia l'interpretazione gubernaculum per la parte conservata del signum. La connessione di questo bollo con le figliane Sextianae era già stata suggerita da Bloch sulla base del dominus L. V. N., ma l'analisi petrografica non sconsiglia l'accostamento a prodotti bollati L. Sexti o Sextianae, AA. VV. 1999, 620, 622. Le iniziali si ritrovano in due bolli nuovi della stessa epoca, v. Novum CIL XV 1535/ S. 404.2 e 3 di L. Volu[---]us Nepos.
Datazione. Steinby 1974, 98 N. 2 e Steinby 1974-75, 88: tarda età traianea o prima età adrianea.
CIL XV 2208
Forma: 530/540
1. EX∙PR∙VAL∙HOM CLOD[---]
2. HERMET SAM
Ex pr(aedis) Val(eri) Hom(ulli) Clod[i] Hermet(is) (sc. servus) Sam( ).
Edizioni. CIL XIV 4089.22.
Commenti. Interpretazione sulla base di CIL XV 2208 var. Secondo Dressel e Bloch, Valerius Homullus potrebbe essere M. Valerius Homullus, console nell'a. 152 d.C. (PIR V 95).
Datazione. Dressel: metà del II sec. d.C.
CIL XV 2208 var. compl. Fig. Moscetti 2020, N. 24.I; Moscetti 2002.2, N. 24.II.
Forma: 110
1. EX∙PR∙VAL∙HOM
2. OF∙CLOD HER∙SAL
Ex pr(aedis) Val(eri) Hom(ulli) of(ficina) Clod(i) Her(metis) (sc. servus) Sal( ).
Edizioni. Van Essen 1965, 262 N. 53-I/65. Moscetti 2002.2, 67 N. 24 fig. p. 80; 74 N. 115, fot. a p. 85. Moscetti 2010, 241 con n. 17. Moscetti 2020, Nn. 24, 115.
Attestazioni. Villa in località Sterparo di Collegiochetto, Moscetti 2010; Tivoli Moscetti 2002.2.
Novum CIL XV 2208/9.1 Fig. SAO inv. 17814.
Forma: 530
Sig. 7.9, orb. 3.6. Lett. 1.0, Lin. 1, 2, 1.
1. r. p. ss. L∙VARI∙PROCVLI r. p. ds.
sistrum ss.
L. Vari Proculi.
Edizioni. LSO 1212. Sileoni 2015, 236s. N. 2 fig. 1.2. Stanco 2006.2, 295 N. 98, fig. 35.
Commenti. Cfr. R. Mengarelli, NSc 1919, 215 (Civitavecchia): L∙[LVR]I PROCVLI, sistro; e S. Bastianelli, NSc 1942, 248 (Civitavecchia), es. intero. Entrambi fanno erroneamente riferimento ai bolli di L. Lurius Proculus. Secondo Stanco la produzione andrebbe attribuita al territorio di Civitavecchia, mentre Sileoni la considera "urbana".
Datazione. Età traianea.
Novum CIL XV 2208/9.2 Fig. Quilici 1982, tav. XCVII.1.
Forma: 110
1. [---] VERRI
[---] Verri.
Edizioni. L. Quilici, La Civita di Artena (Latium Vetus 4). Consiglio Nazionale delle Ricerche. Roma 1982, tav. XCVII.1; v. p. 131, accenno a bolli provenienti dalla stessa località, Colle Maiorana presso Civita di Artena. I bolli provengono fra l'altro da Praeneste e da Signia. Per attestazioni della gens Verria v. Nonnis 2015.2, 452.
Datazione. Tarda età repubblicana (I sec. a.C.), Nonnis 2015.2, 452.
CIL XV 2209
Forma: 999
1. M∙VERRI∙SAX A^P
M. Verri Sax( ), Ap( ).
Commenti: Secondo Dressel, Ap( ) e Po( ) (cfr. CIL XV 2210) potrebbero essere nomi di figuli di M. Verrius Sax( ).
CIL XV 2210* Fig. SAO inv. 21704.
Forma: 111
Sig. 15.8 ca. Lett. 2.1.
1. M∙VER∙SAX∙PO
M. Ver(ri) Sax( ) Po( ).
Edizioni. CIL XIV 4089.38. LSO 1213.
Paleografia. Il primo punto non notato da Dressel.
Commenti. Secondo Dressel, Ap( ) (cfr. CIL XV 2209) e Po( ) potrebbero essere nomi di figuli di M. Verrius Sax( ), ma v. S. 251, CLA GOB SAX P.
Attestazioni. Rinvenuto nella tomba 64 di Isola Sacra (Bloch 1947, 48), nella regione I, XIV.8 Terme di Buticosus, datate 112 ca., fuori posto (Bloch 1953, 218) e nella regione III.X.1 Caseggiato degli Aurighi fuori posto (Bloch 1953, 224).
Datazione. Bloch 1947, 48: anni centrali del governo di Traiano.
CIL XV 2211 = CIL XV 804b
Forma: 999
1. D VET AVR
D. Vet( ) Aur( ).
LSO Novum CIL XV 2211/S. 444 = Novum CIL XV 1450/1.
CIL XV S. 444 corr. Fig. SAO inv. 26112.
Forma: 110
Sig. 11.1, 3.9. Lett. 2.7 (ultima V 1.8).
1. VRSIORV
Ursioru(m).
Edizioni. Garofalo Zappa 1971, 277s. Gianfrotta 1972, 116s. § 90. LSO 1215. In Bodel - Tracy 1997, 48 si segnala un fr., VRSI[---], probabilmente dello stesso bollo nel Sackler Museum dell'University of Harvard.
Commenti. Nell'edizione di Bloch il bollo era stato segnato come frammentario nella parte destra. Gianfrotta trascrive Ursio(rum), ma identifica il bollo come S. 444. Misure 4x7.5, lett. 2.8.
Attestazioni. Gianfrotta villa, crollo con materiali I-II sec. iniziale.
CIL XV 2212 = CIL XV S. 139
CIL XV 2213
Forma: 110
1. AQV'I'I[---]
Aqui[---].
Edizioni. CIL XI 6689.273.
CIL XV 2214
Forma: 999
1. AVREL[
Aurel[---].
Edizioni. CIL XIV 4089.24.
Commenti. Sembra trattarsi di un frammento (Dressel).
CIL XV 2215
Forma: 111
1. FOR'T[---]
Fort[is].
Edizioni. CIL XIV 4089.30. Cfr. CIL XV S. 426 var. = LSO 1164; Novum CIL XV S. 426/7.2 = LSO 1166; CIL XV S. 427 = LSO 1167. Secondo Steinby (LSO, 338 N. 1164) il frammento può riferirsi a uno di questi tre, dal momento che manca la parte terminale della riga con il signum, che distingue i timbri.
Commenti. Anderson 1991, 100 N. 224 fornisce erroneamente l'uguaglianza con CIL XV S. 426. Secondo Steinby (LSO, 338 N. 1163), Fortis deve essere stato attivo in una delle figlinae che producevano sia mattoni grandi (timbrati con bolli circolari), sia bessali (timbrati con bolli rettangolari a lettere incavate).
Datazione. Ultimi anni di Traiano – primi di Adriano, v. Bloch 1953, 216 Ostia I.II.6, non in situ.
CIL XV 2216
Forma: 0
1. EX O[---]
2. TA'R'A[---]
3. IV[---]
Ex o[---] Tara[- - - ] Iu[---].
Edizioni. CIL XIV 4089.23. MNR III.
CIL XV 2217 Fig. SAO inv. 23200.
Forma: 110
Sig. 8.6+, 3.2. Lett. 1.9-2.5. Lin. 1, 1.
1. [---]M^E CL ON^E
[De]me(tri?) Cl(audi) One(simi?).
Edizioni. CIL XIV 4089.35. G. Colonna, NSc 1975, 51 fig. 5. Steinby 1978-79, 67 N. 85. LSO 1216.
Paleografia. La O è più piccola delle altre lettere.
Commenti. L'es. ostiense è lo stesso visto da Dressel. Colonna scioglie Meclonae su un esemplare rinvenuto a Viterbo; il gentilizio è bene attestato in Umbria, Praeneste e Campania (v. anche Sex. Meclonius Bassus in Novum CIL XV 1297/8.1 = 1970). È invece da preferire lo scioglimento di Dressel, non essendovi traccia di una A in nesso con la N.
CIL XV 2218
Forma: 440
1. [---]S∙Q∙TREBICI
[---]s Q. Trebici (sc. servus) vel [Ex figlini]s Q. Trebici.
Edizioni. CIL XI 6689.288.
CIL XV 2219 = S. 424a e var. b. V. Novum CIL XV 1137/S. 291.1-2.
CIL XV 2220 = CIL XV 2221. V. CIL XV 242.
CIL XV 2222
Forma: 530
- OPV[---]DI
Opu[s - - -]di.
Edizioni. CIL XI 6689.329.
Commenti. Forse un frammento di CIL XV 2165 o 1075a, meno probabilmente di 2187 che dovrebbe finire in S (cfr. commento di Dressel).
CIL XV 2223
Forma: 999
1. OLEARIA
Commenti. R. Lanciani, AdI 1868, 179: "è chiaro che si allude ad un qualunque OPVS DOLEARE e non ai magazzeni olearii di Galba". Dressel: cfr. CIL XV 1390.
CIL XV 2224
Forma: 201
1. DE FIG hedera ACILIANIS
delphinus
De fig(linis) Acilianis.
Edizioni. CIL XIV 4090.3.
Commenti. Cfr. CIL XV 1310. Proveniente dalle figlinae Acilianae, di cui questo bollo costituisce l'unica inequivocabile attestazione; mancano però il nome sia del dominus che dell'officinator (Steinby 1974-75, 25).
Datazione. Steinby 1974-75, 25: non posteriore alla prima età adrianea.
CIL XV 2225 Fig. Braito Cat. 1.
Forma: 540
1. EX∙PR∙ACIL∙MALLIO'L'A'E
2. OFIC∙FELICIS
Ex pr(aedis) Acili(ae) Malliolae ofic(ina) Felicis.
Edizioni. Braito 2020, 100 Cat. 1. S. Braito, 'Adnotationes epigraphicae XI. 116. The domina Acilia Manliola...', Tyche 35 (2020), 241-243, Taf. 32.
Paleografia. Le ultime tre lettere della r. 1 sono erase solo nella parte bassa, ma la lettura è incerta. La forma del bollo è stata corretta e la punteggiatura completata sulla base della fot. pubblicata da Braito (foto Läetitia Maggio, Bibliotheque Nationale de France, inv. 52bis.3809 da http://medaillesetantiques.bnf.fr/ark:12148/c33gbfh4z).
Commenti. Lo scioglimento alternativo di Dressel è preferibile a ex pr(aedis) Acili(anis); così anche L. Camilli, LTURS I, 12; Braito 2020, 100. Dal gentilizio Acilius deve essere stato dedotto il nome delle figlinae Acilianae (Steinby 1974-75, 25). Bormann ad CIL IX 2333 propone Acili(ae) Mallio[lae] = Acilia M'. f. Manliola c. f. Groag PIR A 91 respinge giustamente l'identificazione dei personaggi.
Datazione. Steinby 1974-75, 25: prima metà del II sec. d.C., ma la forma del bollo indirizza verso i decenni centrali del II secolo. Così Andermahr 1998, 55, 128-131.
CIL XV S. 445a-b Fig. Granino Cecere – Marengo 2012, fig. 4.
Forma: 110
1. SACRA LANVIO
Sacra Lan<u>vio.
Edizioni. CIL I 2296, add. pp. 737 (E. Lommatzsch), 1113 (Krummrey). EphEp 9 p. 497s. N. 974.1. ILS 9234. Diehl5 107. Degrassi I2 171. D. Vaglieri, NSc 1907, 661 (Lanuvio). A. Galieti, NSc 1915, 172 e NSc 1926, 412 (Lanuvio). Mingazzini 1970, 421 N. 4. Granino Cecere – Marengo 2012, 165s. fig. 4.
Commenti. CIL I.2.12 2296 add. p. 737 riproduce il testo di tre esemplari, che sono stati impressi con almeno due timbri diversi; solo il bollo a) presenta infatti la L a uncino.
Contro l'interpretazione di Dessau ILS 9234, che nel bollo vede una produzione connessa con il santuario, secondo Granino Cecere – Marengo in LANVIO va inteso il nome della città e della sua comunità.
Datazione. II sec. a.C., seconda metà? Granino Cecere – Marengo.
CIL XV 2226 Fig. Calco AF inv. 8831; Anderson 1991, fig. 60.
Forma: 110
Sig. 12.7+, 2.4. Lett. 1.5-1.7.
1. ANNIA^E∙ARESCVSA^E
Anniae Arescusae.
Edizioni. CIL XIV 4090.23. Steinby 1974, 71. Anderson 1991, 100s. N. 225, fig. 60 fot. AAR nvb_brickstamps_008184; 131 N. 351 fot. AAR nvb_brickstamps_002286. Bodel 1983, 66 N. 128, tav. XXVI.128. Quaranta 2001, 96 N. 6 (Villa di Livia). Alegiani 2016, 69-71, Nn. VM.LB 1-3, fot. = J. Bartz, in Reinhardt 2024, fig. 6a-b. Calco AF inv. 8831.
Paleografia. Litt. bonis. Dressel: signaculis diversis impressum extat. Nei tre frr. pubblicati da Alegiani le lettere sono alte solo cm 1.3.
Commenti. Cfr. Nardoni, BdI 1872, 75. La trascrizione di Anderson (ARECVSAE) è errata (Steinby 1993, 493; Bodel 1993, 400, 402). I frr. pubblicati da Bodel e da De Rossi 1967, 156s. fig. 382 non sono stati correttamente identificati (Steinby 1984, 557). Per Annia Arescusa v. CIL XV 2541; nel bollo CIL XV 1141 compare come proprietaria di Flamma.
Datazione. I sec. d.C. Dressel; età tiberiana o claudia Steinby 1981, 323 N. 99; età giulio-claudia Tortorella per CIL XV 2541.
CIL XV 2227 = CIL XV S. 446 Fig. Stanco 2014, fig. 49.
Forma: 110/130
Sig. alt. 3.3+?. Lett. 2.0 (Coste).
1. A^POL∙AN^TONI∙M∙S
Apol(loni) Antoni M. s(ervi).
Edizioni. Cfr. CIL XIV 4090.24,...OLANTO'N... Calco in Stanco 2014, 595 fig. 49. Scheda J. Coste, TG 154 (fr.).
Paleografia. Litt. pulchris. La O di Antoni è piccola.
Commenti. L'edizione di Bloch completa il CIL nelle prime due lettere. Cfr. CIL XV 824 Apol(lonius?) Ant(oni) L. s(ervus): L. e M. Antonius erano forse fratelli (Bloch). Come Blake 1947, 298 n. 10, Stanco 2014, 570 propone di identificare il dominus con M. Antonius, il triumviro, morto nel 30 a.C.
Attestazioni. Santuario di Nemi, senza provenienza, Stanco 2014, 576 Tabella 4, con datazione 42-31 a.C.?
CIL XV 2228 = CIL XV S. 447
Forma: 110
1. APOLLONI
2. AN^TON M S
Apolloni Anton(i) M. s(ervi).
Edizioni. CIL XIV 4090.25. L. Borsari, NSc 1898, 242.
Commenti. L'edizione di Bloch completa il CIL per le prime due lettere della r. 1 e per le prime tre lettere della r. 2. Cfr. CIL XV 824: L. e M. Antonius erano forse fratelli.
CIL XV 2229
Forma: 110
1. ARGINN'V[---]
2. ANTON'I[---]
Arginnu[s] Antoni [---].
Edizioni. CIL XIV 4090.26.
Paleografia. R. 1 il secondo tratto verticale dell'ultima N è obliquo come in un nesso N^V; il frammento della lettera seguente potrebbe appartenere a una V o a una X.
Commenti. Per il nome Argynnus v. Solin 2003, 502.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
CIL XV 2230
Forma: 999
- ARISTI P F VFANE
Aristi(us) P. f. VFANE?
Edizioni. CIL X 8043.39.
Commenti. Lettura del cognomen dubbia; cfr. Bloch 1948.2, 18. Altre trascrizioni citate da Dressel danno ARISTI P F VENE e ARISTIPVAE.
CIL XV 2231a compl. Fig. SAO inv. 23134
Forma: 110
Sig. 12.0, 2.8. Lett. 1.8.
1. ASIN∙POLL
Asin(i) Poll(ionis).
Edizioni. CIL XIV 4090.4. LSO 1217. Camilli 1979, 211 N. 87. Anderson 1991, 109 N. 260 fot. AAR nvb_brickstamps_000861.
Commenti. Nel CIL il bollo era stato segnato come frammentario a sinistra (sul fr. di Anderson v. Taglietti 2001, 777). È ancora in dubbio se si tratti di un bollo delle figlinae Curtianae (Steinby 1974-75, 36). Dressel (CIL XV, p. 457) e Bloch 1948.2, 19 identificano Asinius Pollio con il console del 23 d.C. (PIR A 1242); dovrebbe invece trattarsi del console del 40 a.C. (PIR A 1241), dal momento che in CIL XV 2232 egli compare associato a C. Cosconius, attivo già prima del 36 a.C. (Blake 1947, 298; Steinby 1974-75, 36 n. 9; Bloch 1947, 337 infatti colloca la produzione in età cesariana o augustea). Le figlinae sono state localizzate sui Colli Albani da Stanco 2013, 571; sul posizionamento della villa e le figlinae degli Asinii Gorostidi Pi 2011.2, 72-74; Lega - Valenti 2015, 153-156; riassunto in Nonnis 2015.2, 116s.
Attestazioni. Lega - Valenti 2015, 153 e fig. 11: Frascati, Tuscolo, Ostia. Variante non specificata: S. Maria delle Mole, via Appia (De Rossi 1979, 339).
Datazione. Steinby 1974-75, 36 e n. 9: seconda metà del I sec. a.C.
CIL XV 2231b
Forma: 110
1. ASIN∙POL
Asin(i) Pol(lionis).
Edizioni. CIL XIV 4090.5.
Commenti. V. il commento a CIL XV 2231a.
Attestazioni. Tuscolo.
Datazione. V. 2231a.
CIL XV 2231c
Forma: 110
1. A POLL
A(sini) Poll(ionis).
Edizioni. CIL XIV 4090.6.
Commenti. Secondo Dessau potrebbe trattarsi di un fr. del bollo CIL XIV 4091.15. V. il commento a CIL XV 2231a.
Attestazioni. Tuscolo.
Datazione. V. 2231a.
CIL XV 2232 Fig. Filippi 1992, fig. 8.44.
Forma: 110
Sig. 13.3+, 3.8 ca. Lett. 1.4, 1.4 ca. (da calco).
1. TEG∙C∙COSCONI
2. FIG ASINI∙POLL
Teg(ula) C. Cosconi (ex) fig(linis) Asini Poll(ionis).
Edizioni. CIL XIV 4090.7. Steinby 1974, 77. Taglietti 1994.3, fig. 774. Calco AP inv. 19596 (male impresso). Calco in Filippi 1992, fig. 8.44.
Commenti. È ancora in dubbio se si tratti di un bollo delle figlinae Curtianae (Steinby 1974-75, 36). V. il commento a CIL XV 2231a; Nonnis 2015.2, 185s.
Datazione. Steinby 1974, 96 e 108: metà ca. del I sec. a.C. "Early letter forms" Blake 1947, 298.
CIL XV 2233 Fig. Taglietti 1994.3, fig. 775.
Forma: 110
1. N∙DECEITI
2. TEGLA
3. FIG∙ASIN∙POL
N. Deceiti tegla (ex) fig(linis) Asin(i) Pol(lionis).
Edizioni. CIL XIV 4090.8.
Paleografia. Litt. antiquioribus.
Commenti. V. i commenti a CIL XV 2231a e 2232. Per Decitii, anche con lo stesso praenomen Nonnis 2015.2, 195.
Datazione. Steinby 1974-75, 36 e nn. 9 e 10: seconda metà del I sec. a.C.; decenni finali dell'età repubblicana Nonnis. "Early letter forms" Blake 1947, 298.
Novum CIL XV 2233/4 Fig. Gorostidi Pi 2011.1, fig. 5.b.
Forma: 110
8.0, 2.5. Lett. 1.9.
1. N∙DECIT^I
N. Deciti.
Edizioni. Gorostidi Pi 2011.1, 328 fig. 5.b (fot. di D. Gorostidi). Gorostidi Pi 2011.2, 61s. fig. 4.7.H. Gorostidi Pi 2020, 293s. N. 230, fig. 6.193.
Commenti. Il primo bollo in cui questo officinatore di Asinius Pollio compare da solo; cfr. CIL XV 2233. Nella forma Deceitius il nome è noto dalle iscrizioni AE 1997, 437 (Lazio) e CIL VI 10108, p. 3906 = ILS 5214 (Roma). Cfr. Gorostidi Pi 2011.2, 66s. e 73s. per l'ipotesi che i bolli con solo il nome dell'officinatore (anche di C. Cosconius, CIL XV 145) siano stati usati per una produzione indipendente dal dominus. L'ipotesi viene ripresentata in Nonnis 2015.2, 195.
Datazione. Metà ca. del I sec. a.C. Invece epoca augustea, per la forma, la paleografia e la connessione con Asinio Pollione; Gorostidi Pi. Per le stesse ragioni decenni finali dell'età repubblicana Nonnis 2015.2.
CIL XV 2234 Fig. Malquori 1994, fig. 18.
Forma: 110
Sig. 5.8+, 2.5. Lett. 0.8-1.2, 1.0.
1. Q∙LEPIDI∙HILARI
2. F∙C∙AS∙POL∙
Q. Lepidi Hilari (ex) f(iglinis) C. As(ini) Pol(lionis).
Edizioni. CIL XIV 4090.9. Malquori 1994, 352s. N. 18 fig. 18.
Paleografia. Litt. antiquioribus. Le P sono aperte, la O in r. 2 è perfettamente tonda. Dressel: signaculis diversis impressum extat; cfr. 2234 var.
Commenti. Altri Q. Lepidii in CIL XIV 4090.43-45. Per l'identificazione di C. Asinius Pollio con il console dell'a. 40 a.C. (PIR A 1241) v. il commento a 2231a. Sulla base dei contesti di ritrovamento alla Meta Sudans Malquori è propensa a riconsiderare la cronologia, ma probabilmente si tratta di materiali reimpiegati.
Attestazioni. Scavo della Meta Sudans, US 1341, datata 64-68 d.C. (Malquori 1994, 338); US 3662, datata 20-30 d.C. (Malquori 1994, 342). Nonnis 2015.2, 258.
Datazione. Steinby 1974, 96: metà ca. del I sec. a.C. La paleografia è piuttosto repubblicana che di metà I sec. d.C. Decenni finali dell'età repubblicana Nonnis 2015.2, 258. "Early letter forms" Blake 1947, 298.
CIL XV 2234 var. Fig. Steinby 1974, tav. III.15.
Forma: 110
Sig. 11.2, 3.2. Lett. 1.3, 1.4.
1. Q∙LEPIDI∙HILAR
2. F∙C∙AS∙POL
Q. Lepidi Hilar(i) (ex) f(iglinis) C. As(ini) Pol(lionis).
Edizioni. Steinby 1974, 96, tav. III.15. Scheda AP inv. 9958.
Paleografia. Rispetto al CIL XV 2234 manca la I finale in r. 1; alla fine della r. 2 vi sono forse leggere tracce di una lettera o di una figura.
Commenti. V. 2231a.
Datazione. Steinby 1974, 96: metà ca. del I sec. a.C.
Novum CIL XV 2234/5.1? Fig. Stanco 2006.2, fig. 13.
Forma: 160
Sig. 6.0+, 3.5. Lett. 1.4, N 0.4, I 0.6.
1. [---]LI E^RONI
[Ati]li Eroni(s).
Edizioni. Stanco 2006.2, 259 N. 12 fig. 13.
Paleografia. Le due ultime piccole lettere sono sovrapposte.
Commenti. Come osserva Stanco, l'integrazione del gentilizio è ipotetica. Egli propone dubitativamente un confronto con i bolli CIL XV 2236 e 2237, dove in tal caso il gentilizio sarebbe da integrare Ati(lius).
Datazione. I sec. d.C. Stanco.
Novum CIL XV 2234/5.2? Fig. Berg 2010, fig. 444.
Forma: 170
Sig. 8.0, 3.7. Lett. 2.5.
1. circulus A circulus
A(ti?).
Edizioni. Berg 2006, 207 fig. 2. Berg 2010, 463s. Nn. 44a-b, figg. 443-444.
Paleografia. Sia la lettera A che i due cerchietti sono disegnati con linee grosse. La sottile linea che parte dal cerchietto a sinistra è verosimilmente dovuta a un difetto del timbro.
Commenti. Lo scioglimento A(ti) è giustificato dal rinvenimento dei due esemplari in un contesto dove si sono rinvenuti molti esemplari del bollo CIL XV 2235a e due varianti.
Attestazioni. Prima fase della villa di S. Maria, Nemi.
Datazione. Metà circa del I sec. a.C. Berg.
CIL XV 2235a Fig. Berg 2006, fig. 1; Berg 2010, fig. 437.
Forma: 110
Sig. 11.4, 3.6. Lett. 3.2.
1. caduceus alatus A^TI ramus palmae
Ati.
Edizioni. CIL I 3481a (Krummrey). CIL XIV 4090.28. L. Borsari, NSc 1888, 196. De Rossi 1967, 117 N. 79, fig. 266. Steinby 1978-79 N. 86. Anderson 1991, 101 N. 226 fot. AAR nvb_brickstamps_008170. B. Poulsen, 'Excavations at loc. S. Maria at Nemi 2001: the finds', Lazio e Sabina 1. Roma 2003, 275 fig. 6, 276. Berg 2006, 207 fig. 1. Berg 2010, 461-463 Nn. 39a-z figg. 435-437. Stanco 2006, 259 N. 11 fig. 12. Alegiani 2016, 73 N. VM.LB 5, con fot. MNR III.
Paleografia. Litt. magnis antiquioribus Dressel.
Commenti. Nonostante i dubbi dell'editore, dovuti ad una imperfezione del timbro, l'esemplare di Stanco è indubbiamente da identificare come 2235a. La fotografia permette di identificare con certezza anche l'esemplare di Alegiani, nonostante l'omissione della T in nesso con la A e misure diverse (l'altezza del timbro, cm 4.3, non collima con l'alt. indicata per le lettere, 3.0). L'auspicata fotografia (Bodel 1993, 402) confema l'identificazione dell'es. di Anderson: non si tratta di una variante o di un timbro diverso.
Per l'identificazione dell'Atius con M. Atius Balbus, nonno materno di Augusto, originario da Aricia v. Steinby 1999, 106s. e Nonnis 2015.2, 123s.; per l'ipotesi che il nome si debba integrare Ati(nius) v. Stanco 2006, 259 con riferimento a L. Atinius, attivo ad Mercurium Felicem (CIL XV 332-333, 874) nella stessa area. Nonnis 2015.2, 123 aggiunge una nota sul ramo senatorio degli Atinii originario da Aricia. Sembra però improbabile che il gentilizio sia stato sistematicamente abbreviato in una decina di timbri. In favore di M. Atius Balbus anche P. Guldager Bilde,, 'The Roman villa by Lake Nemi: from nature to culture - between private and public', in B. Frizell Santillo - A. Klynnes (eds.), Roman Villas around the Urbs: Interaction between Landscape and Environment. Swedish Institute in Rome. Rome 2005, 6.
Nei bolli degli Atii si ripetono il caduceo e motivi isiaci che devono essere intese come signa piuttosto che come semplici elementi decorativi; Steinby 2016, 606.
Attestazioni. V. Berg 2006, 207. Dressel CIL XV 2235 Nemi, tempio di Diana e la villa di S. Maria, dove negli scavi 1998-2002 sono stati rinvenuti 23 esemplari. Elenco di attestazioni dei bolli di Atius in Nonnis 2015.2, 123.
Datazione. Steinby 1974, 106: età tardorepubblicana o prima età augustea. I sec. d.C. De Rossi, dubitativamente. Prima fase della villa di S. Maria, Nemi; Berg 2010, 448s. Guldager Bilde 2010, part. 14: tarda repubblica, metà I sec. a.C.
CIL XV 2235a var. 1 I Fig. Scheda TG 111.
Forma: 110
Sig. 12.9, 3.0. Lett. 2.0.
1. caduceus ATI ramus palmae?
Ati.
Edizioni. Coste 1970-71, 94. Scheda J. Coste Torre Gaia 111. Berg 2010, 463 N. 41, fig. 440.
Paleografia. Nell'es. di Coste, intero ma male conservato, si nota l'insolita distanza fra il caduceo e il testo; l'es. frammentario di Berg presenta la stessa caratteristica. Dovrebbe trattarsi dello stesso timbro, anche se Berg ha letto A^TI (la minuscola fotografia è illeggibile, ma un disegno del pezzo fa capire che l'inizio del testo è appena leggibile). L'ornamento alla fine è frammentario, forse una palmetta.
Datazione. Steinby 1974, 106: età tardorepubblicana o prima età augustea. Metà ca. del I sec. a.C. Berg, v. 2235.
CIL XV 2235a var. 1 II? Fig. AAR nvb_brickstamps_005328.
Forma: 110
Sig. 7.1+, 1.0+. Lett. ?.
1. caduceus? 'A'T[I ---]
At[i].
Edizioni. Anderson 1991, 101 N. 227 fot. AAR nvb_brickstamps_005328.
Commenti. Nella trascrizione/ integrazione Anderson mette palmette orizzontali ai due lati del testo. Quel poco che rimane della figura a sinistra non è inequivocabilmente un caduceo, ma anche meno probabilmente un ramo di palma.
CIL XV 2235a var. 2 Fig. Scheda TA 295.
Forma: 110
Sig. 5.9+, 3.2. Lett. 2.9.
1. caduceus alatus AT[---]
At[i].
Edizioni. Coste 1970-71, 94 (Torre Angela 295). Scheda J. Coste TA 295.
Datazione. Steinby 1974, 106: età tardorepubblicana o prima età augustea.
CIL XV 2235a var. 3 Fig. SAO inv. 17005.
Forma: 110
Sig. 10.7, 3.0. Lett. 2.2.
1. caduceus ATI ramus palmae
Ati.
Edizioni. F. Zevi, NSc 1972, 472. LSO 1218. Berg 2010, 463 N. 40, figg. 438-439, ill. p. 466 (tegola intera). Alegiani 2016, 72 N. VM.LB 4; 117 N. VM.LB 78, fot. MNR III.
Commenti. Secondo Berg i suoi ess. sono identici a LSO 1218. Sembrano uguali anche i due frammenti di Alegiani (forse dello stesso bollo?); variano però le misure (alt. sigillo in LSO 2.7, 3.0 Berg, 2.5 Alegiani; lettere rispettivamente 2.7, 3.0 e 2.0/ 2.5).
Datazione. Steinby 1974, 106: età tardorepubblicana o prima età augustea.
CIL XV 2235b
Forma: 110
1. ramus palmae stans ATI ramus palmae stans
Ati.
Edizioni. CIL I 3481c (Krummrey). CIL XIV 4090.27. Anderson 1991, 101 N. 227 (?). MNR III.
Commenti. L'identificazione di Anderson 1991, 101 N. 227, non illustrato, era incerta (Steinby 1993, 494); la fotografia fot. AAR nvb_brickstamps_005328 indirizza verso CIL XV 2235a var. 1 II.
Datazione. Steinby 1974, 106: età tardorepubblicana o prima età augustea.
Novum CIL XV 2235/6 Fig. Malquori 1994, fig. N. 19.
Forma: 110
Sig. 9.2+, 3.1. Lett. 2.2.
1. caduceus, sistrum ATI[---]
Ati.
Edizioni. Malquori 1994, 352s. N. 19, fig. 19.
Attestazioni. Meta Sudans, US 1349 datata 64-68 d.C. (Malquori 1994, 338).
Novum CIL XV 2235/6.2 Fig. Camilli 1979, tav. V.28.
Forma: 110
Sig. 5.5, 4.0. Lett. 3.0 ca.
1. sistrum? A^T
At(i).
Edizioni. CIL XV 2094. Camilli 1979, 197 N. 28 tav. V.28 (inv. 32491; es. edito da Dressel).
Paleografia. Prima del gentilizio si intravede un tratto verticale da riferire al praenomen o, più probabilmente, a un elemento decorativo, il sistrum.
Commenti. Il sistrum è da riconnettere a culti orientali (Camilli); v. Camilli anche sugli Atii.
Datazione. Camilli 1979, 197: età tardorepubblicana.
Novum CIL XV 2235/6.2 Fig. Steinby 1974, tav. VI.36; Stanco 2014, fig. 50.
Forma: 110
Sig. 10.4+, 3.7. Lett. 3.5.
1. cymbalum A^TI ramus palmae
Ati.
Edizioni. CIL I 3481b (Krummrey). Steinby 1974, 106 N. 25, tav. VI.36. Stanco 2014, 571, 576 Tabella 4, fig. 50.
Paleografia. Lettere piuttosto esili senza shading.
Commenti. Il cymbalum e il ramo di palma leggermente curvo, con foglie piegate da un lato sono da riconnettere a culti orientali (Camilli 1979, 197 e Steinby 1974, 106).
Attestazioni. Bologna - Pastorini 2006, 152, 155 (con 2272 e 145). Santuario di Nemi, Stanco 2014, 571, 576 Tabella 4.
Datazione. Steinby 1974, 106: età tardo-repubblicana o prima età augustea. Aa. 60-50 a.C.? Stanco, 576.
CIL XV 2236
Forma: 110
1. M∙ATI∙ERONIS
M. Ati Eronis.
Edizioni. CIL XIV 4090.29. MNR III.
Commenti. Un Atius Ero(s) compare in CIL X 8056.52 (Dressel), il nome M. Atius M. l. Eros nei tituli CIL XIV 2170, 2180 da Ariccia (Dessau).
CIL XV 2237
Forma: 110
1. A∙ATI∙[ER]ONI[---]
A. Ati [Er]oni[s].
Edizioni. Anderson 2007, 40 N. 7? MNR III.
Paleografia. Le due lettere tra ATI e ONI sono state cancellate da un incavo, probabilmente causato dal chiodo del timbro rotto. L'edizione di Anderson aggiunge un improbabile punto AT∙I; l'identificazione del frammento pare dubbia anche per l'indicazione "litt. cavis". Il riferimento a LSO 1251 di A. Tatius Philetus non è motivato.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
CIL XV 2238* corr. Fig. AAR nvb_brickstamps_000867; SAO inv. 23521; Bird 1993, fig. 21 middle 4.
Forma: 130
Sig. 11.5+, 3.2. Lett. 2.1-2.2.
1. caduceus A∙AT^I∙DI^P^H^IL^I∙T^E r. p. stans
A. Ati Diphili te(gula).
Edizioni. CIL XIV 4090.30. LSO 1219. Anderson 1991, 131 N. 352 fot. AAR nvb_brickstamps_000867. Bird 1993, 98 N. 4, fig. 21, middle 4.
Paleografia. Il secondo e il terzo punto non notati da Dressel; la presenza del terzo punto induce a preferire l'interpretazione Diphili te(gula). L'edizione del CIL è stata corretta per i nessi in Diphili. Nell'edizione di Anderson la variazione dei nessi è un errore (Bodel 1993, 493; Steinby 1993, 493).
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
CIL XV 2239 I-II
Forma: 110
1. A∙ATI DIP^'H^'I^L r. p. ss.
A. Ati Diphil(eti).
Edizioni. CIL XIV 4090.31. Steinby 1974,71. MNR III.
Paleografia. La I di ATI è piccola. Secondo Dressel PL sembrerebbe stare per P^H^L; cfr. CIL XV 2238.
Attestazioni. Bologna - Pastorini 2006, 155 A. A[---]?
Novum CIL XV 2239/ S. 448 Fig. Malquori 1994, fig. 23.
Forma: 110
Sig. 6.8+, 2.6. Lett. 1.7.
1. ramus palmae A∙TT[---]
Att[---].
Edizioni. Malquori 1994, 352s. N. 23 fig. 23.
Paleografia. Nel disegno di Malquori un punto quadrato separa le due prime lettere, ma Att[i] sembra l'unica lettura proponibile, cfr. CIL XV 2240 e S. 448. V. il simile commento in Stanco 2006.2, 259 n. 23.
Attestazioni. Meta Sudans, US1341, datata 64-68 d.C.; Malquori 1994, 339.
CIL XV S. 448
Forma: 110
1. A∙A^TTI∙CR
A. Atti Cr( ).
Commenti. Bloch: altri Attii (cfr. CIL XV 2240) o Atii (cfr. CIL XV 2237-2239) ricorrono nella regione dei Colli Albani.
CIL XV 2240 Fig. SAO inv. 23870.
Forma: 110
Sig. 5.5+, 2.2. Lett. 1.9.
1. A∙ATTI∙HILARI
A. Atti Hilari.
Edizioni. CIL XIV 4090.32. G. Cozza, Il Tuscolano di M. Tullio Cicerone. Roma 1886, 100. D. Vaglieri, NSc 1912, 238. LSO 1220.
Paleografia. Nell'edizione del CIL la I di ATTI sembra essere piccola.
Commenti. Nell'es. ostiense manca una parte vista da Vaglieri (]I∙HILARI).
CIL XV 2241 = CIL XV S. 449 compl.
Forma: 110
1. BATHYLLI
2. SEPTIMIA^E
Bathylli Septimiae.
Edizioni. CIL XIV 4090.33. L. Borsari, NSc 1898, 242 (Via Ostiense). G. Bendinelli, NSc 1927, 306. Steinby 1978-79, 68 N. 87. Braito 2020, 280 Cat. 127.
Commenti. La fine della prima riga è conservata nell'esemplare pubblicato da Bendinelli, che legge CATHYLLI/ SEN[---].
Datazione. Dressel: fine I sec. d.C. o inizio II sec. d.C.
CIL XV 2242
Forma: 999
1. C∙C∙LON
C. C( ) Lon(gus?).
Edizioni. CIL XIV 4090.34.
Commenti. La lettura C. C(ornelius) Lon(gus) è stata proposta da Biondi o Amati in L. Canina, Descrizione dell'antico Tusculo. Roma 1841, 177. Cfr. Borghesi 1868, 293 N. 11.
Novum CIL XV 2242/3 Fig. Gorostidi Pi 2020, figg. 6.199, 6.200.
Forma: 110
Sig. 11.0 ca., 3.5. Lett. 1.0.
1. corona lem- C∙CLAVDI palmae
2. niscata ANDRONICI ramus
C. Claudi Andronici.
Edizioni. Gorostidi Pi 2020, 295s. Nn. 233a-e, figg. 6.199-203 (Tuscolo).
Commenti. Gorostici Pi, mentre nell'epigrafia doliare abbondano i Tiberii Claudii, non sono noti altri possibii liberti di Caligola.
Datazione. I sec., Gorostidi Pi.
CIL XV 2243a
Forma: 110
1. C∙CLOD^I∙ASCLE^PI
C. Clodi Asclepi(adis).
Paleografia. La I di ASCLEPI è piccola.
Attestazioni. Bologna - Pastorini 2006, 154 (villa di Matidia a Ponteporzio Catone), var. a o b.
CIL XV 2243b Fig. SAO inv. 23097.
Forma: 110
Sig. 11.3+, 2.6. Lett. 1.6-2.0.
1. C CLOD^I∙ASCLEP^I corona
C. Clodi Asclepi(adis).
Edizioni. CIL XIV 4090.35. CIL XIV 5308.17. D. Vaglieri, NSc 1912, 438. LSO 1221. Malquori 1994, 352s. N. 20, fig. 20.
Paleografia. Litt. antiquioribus.
Attestazioni. Scavo alla Meta Sudans, USM 4247, datata 51/53-55 d.C. (Malquori 1994, 339).
Datazione. Prima età augustea? In Malquori 1994, 339 I sec. d.C.
CIL XV S. 450 corr. Fig. SAO inv. 20703
Forma: 110
Sig. 12.3, 2.3. Lett. 1.1-1.6.
1. ramus palmae stans C CLOD^I∙ASCLEP^IA corona
C. Clodi Asclepia(dis).
Edizioni. D. Vaglieri, NSc 1912, 170. LSO 1222.
Commenti. L'edizione di Bloch è corretta per l'aggiunta della corona alla fine della r.1, laddove Bloch leggeva ASCLEP^IA^D. Cfr. Vaglieri ASCLEPA corona.
CIL XV 2244 Fig. SAO inv. 28212.
Forma: 110
Sig. 10.8+, 2.3. Lett. 1.7.
1. [---] DOMITI
[---] Domiti.
Edizioni. CIL XIV 4090.37. Cfr. CIL VIII 22632.51. C.L. Visconti, BCom 1893, 61 e 288. Steinby 1978-79, 68 N. 88. LSO 1223(?).
Commenti. Steinby 1978-79: attestato su un labbro di dolio, cfr. Visconti. L'edizione del CIL è corretta per la parte iniziale, che era data come completa; Dressel sostiene comunque che si possa trattare di un frammento di CIL XV 1121a, di CIL XV 1121c o di CIL XV 979.
CIL XV 2245.1
Forma: 110
1. L∙DOMITI stella
2. LVPI r. p. ds.
L. Domiti Lupi.
Edizioni. CIL XV 2247a = CIL XV 2248a = CIL X 8043.55-56 e p. 998. Steinby 1978-79, 75 N. 149.
Commenti. Steinby 1978-79: In una tegola ritrovata a Terracina (cfr. L. Borsari, NSc 1894, 102) vi era impresso, insieme al bollo CIL XV 2245, anche quello di [FEL]IX, un servo di L. Domitius Lupus (altri servi dello stesso dominus sono noti da CIL XV 2246-2248). Per Dressel si potrebbe trattare di un esemplare dei bolli CIL XV 2247 o 2248, in cui manca il nome del servo.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
CIL XV 2245.2
Forma: 110
1. [FEL]IX
[Fel]ix
Edizioni. L. Borsari, NSc 1894, 102. Steinby 1978-79, 75 N. 149.
Commenti. Il bollo accompagna quello del proprietario del servo, L. Domitius Lupus, v. CIL XV 2245.1. Per altri servi dello stesso dominus cfr. CIL XV 2246-2248.
CIL XV 2246
Forma: 210
1. APOLLONI DOMITI
2. LVPI
Apolloni Domiti Lupi (servi).
Edizioni. CIL X 8043.52.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
Novum CIL XV 2246/7 Fig. Felle 2021, fig. 3.
Forma: 110.
Sig. 5.0+, 3.5.
1. L DO'M[---]
2. APOL'L[---]
L. Dom[iti] Apoll[oni].
Edizioni. Felle 2021, 365 N. 3, fig. 3.
Commenti. Cfr. CIL XV 2246, dove Apollonius è ancora servo di (L.) Domitius Lupus.
CIL XV 2247.1
Forma: 110
1. L∙DOMITI stella
2. LVPI r. p. ds.
L. Domiti Lupi.
Edizioni. CIL X 8043.55, add. p. 998.
Paleografia. Litt. non bonis.
Commenti. Impresso sulla stessa tegola insieme al bollo CIL XV 2247.2.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
CIL XV 2247.2
Forma: 110
1. EVPOR r. p. ss.
Eupor vel Eupor(us).
Edizioni. CIL X 8043.55, add. p. 998.
Paleografia. Litt. bonis.
Commenti. Impresso sulla stessa tegola insieme al bollo CIL XV 2247.1.
Datazione. Dressel: I sec. d.C. (cfr. CIL XV 2247.1).
CIL XV 2248.1
Forma: 110
1. L∙DOMITI stella
2. LVPI r. p. ds.
L. Domiti Lupi.
Edizioni. CIL XV 2245. CIL X 8043.56, add.
Paleografia. Litt. non bonis.
Commenti. Impresso sulla stessa tegola insieme al bollo CIL XV 2248.2 compl.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
CIL XV 2248.2 compl.
Forma: 110
1. PATROBIVS
Patrobius.
Edizioni. CIL X 8043.56 (cfr. CIL X 8043.72). L. Borsari, NSc 1894, 101 (Terracina). Steinby 1978-79, 68 N. 89.
Paleografia. Litt. bonis.
Commenti. Impresso sulla stessa tegola insieme al bollo CIL XV 2248.1. L'edizione del CIL è stata completata per l'inizio del bollo.
Datazione. Dressel: I sec. d.C. (cfr. CIL XV 2248.1).
Novum CIL XV 2248/9 Fig. Gorostidi Pi 2011.1, fig. 5d.
Forma: 110
Sig. 5.5+, 2.5. Lett. 1.8.
1. OV·'F[---]
Ov(ios) F[---].
Edizioni. Gorostidi Pi 2011.1, 328, fig. 5d (fot. di D. Gorostidi). Gorostidi Pi 2011.2, 52 N. 6, fig. 4.3.D. Gorostidi Pi 2020, 293 N. 229, fig. 6.192.
Paleografia. Lettere senza apici, O rotonda, punto rotondo.
Commenti. Gorostidi Pi 2011.2 propone l'attribuzione del bollo a una delle famiglie più importanti di Tusculum, i Furii (p. 75s.) o i Fulvii (p. 74s.), non dimenticando la presenza di Fabii, Fannii, Fictorii e Folii. Per nessuna delle due è finora attestato l'antico praenomen osco e osco-laziale Ovius.
Datazione. Pieno II sec. a.C. sulla base della paleografia e del praenomen Gorostidi Pi; tra i decenni finali del II e quelli iniziali del I sec. a.C. Nonnis 2015.2, 215.
CIL XV 2249
Forma: 0
1. GYM[---]
Gym[---].
Edizioni. CIL XIV 4090.39. MNR III.
Paleografia. Testo retrogrado. Secondo Dressel la trascrizione è incerta tra CYM[---] e GYM[---].
CIL XV 2250 = S. 376
Forma: 540
1. P IVVENTIVS SATVRNINV
caduceus alatus inter duos ramos palmae
P. Iuventius Saturninu(s).
Edizioni. CIL XIV 4090.42. L. Cantarelli, BCom 1915, 58.
Commenti. Cfr. Bloch 1947, 170 e 127 N. 92-93 (Tivoli, il Palazzo orientale; Piazza d'Oro). P. Iuventius Saturninus era nel 125 d.C. officinator di Seia Isaurica (cfr. CIL XV S. 375).
Datazione. Età adrianea.
CIL XV 2251 corr.
Forma: 110
1. Q∙LEPIDI ramus
2. HERMIA palmae
Q. Lepidi(us) Hermia(s).
Edizioni. CIL XIV 4090.43. G. Mancini, NSc 1913, 468 (Roma, Via Latina). Steinby 1978-79, 68 N. 90. Steinby 1987, 44 N. 87.
Commenti. L'aggiunta del ramo di palma è confermata da cinque esemplari provenienti da Grottaferrata, schedati da G. Martellotta (Steinby 1987).
CIL XV 2252
Forma: 110
1. M∙LICINI LICCA^E
M. Licini Liccae.
Paleografia. Litt. bonis.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
CIL XV 2253
Forma: 110
1. M∙M∙LICI^NI∙FRA^T^RES
(Duo) M(arci) Licini fratres.
Paleografia. Litt. bonis.
Commenti. I due fratelli si identificano con L. Licinius Lucullus cos. a. 74 a.C. e M. Licinius Lucullus, dopo l'adozione da parte di M. Terentius Varro, M. Terentius Varro Lucullus, cos. a. 73 a.C. Il primo muore nel 56 a.C., il secondo poco dopo. Sui bolli attribuibili ai Licinii Luculli Manacorda 1985 (Settefinestre), 101-106, part. 105s. Camilli 1994, 311-314. Filippi - Stanco 2005, 180s. Stanco 2001, 182 n. 37. Cfr. Novum CIL XV 2253/4 (già 1246/7.2).
Datazione. Prima del 56 a.C.
CIL XV 2253 var.?
Forma: 110
1. MM LICINIANI FRATRES
(Duo) M(arci) Liciniani fratres.
Edizioni. M.R. Giuliani - A. Luttazzi (a cura di), Colleferro. Il Museo Archeologico e il territorio "Toleriense". Comune di Colleferro 2011, 42.
Paleografia. Nella trascrizione non sono segnati nessi.
Commenti. Più esemplari del bollo sono stati visti su "scarti di lavorazione" da una fornace situata nell'area di una grande villa sul Colle Cisterna, che secondo gli autori sarebbe rimasta in uso dal III sec. a.C. fino al V sec. d.C. e oltre; i fratres sarebbero proprietari della villa. Se la trascrizione è giusta, si tratterebbe dei due Licinii del bollo CIL XV 2253 dopo l'adozione.
Novum CIL XV 2253/4.1 (già 1246/7.2) Fig. Stanco 2001, p. 169 N. 72.
Forma: 130
Sig. 11.0+ ?, 2.2. Lett. 1.3.
1. LVCVLI·DVO·PV
Lucul<l>i duo PV.
Edizioni. CIL XV 2088. G. Gatti, NSc 1893, 69. Steinby 1978-79, 77 N. 168. Stanco 1999, 177s. N. 72 tav. 2 bollo N. 72. Stanco 2001, 182 N. 72 calco p. 169 bollo N. 72 (es. intero). Gasperoni - Scardozzi 2010, 84, 256 con fig. 293. Scardozzi 2015, 201 con n. 14, fig. 4. Cfr. Felle 2021, 365 N. 2, fig. 2, illeggibile, con misure diverse (sig. 15.2, 3.0). MNR III.
Paleografia. Lettere senza apici e shading.
Commenti. I Lucul(l)i sono probabilmente i due fratelli, consoli negli anni 74 e 73 a.C., L. e M. Licinii Luculli, il secondo diventato M. Terentius Varro Lucullus dopo l'adozione, ricordati in forma plurale in alcune fonti: cfr. RE XIII.1 Licinius 104 e 109 (Stanco 2001, n. 57; Th. Frigo, NP VIII, 167; Nonnis 2015.2, 261). Cfr. 2253 e il Novum CIL XV 2253/4.2. La produzione viene da Scardozzi, 201s. con n. 17, collegata con i praedia Liciniana recentemente localizzati a sud di Mugnano, nell'area dove si trovano le proprietà dei Domitii; così anche Filippi - Stanco 2005, 176s., 181.
Datazione. Secondo quarto del I sec. a.C. Stanco 2001. Prima dell'anno di morte di L. Licinius Lucullus, nel 56 a.C. Nonnis.
Novum CIL XV 2253/4.2 (già 1246/7.1)
Forma: 110
Sig. 10.5, 2.3. Lett. 1.5.
1. M·LVCVLL
M. Lucull(i).
Edizioni. CIL XI 6689.143. Muzzioli 1980, 111. Steinby 1987, 32 N. 3. Quaranta 2001, 95s. N. 2, n. 3. Filippi - Stanco 2005,161s.
Commenti. Camilli 1994, 314 e n. 14: il bollo potrebbe essere riferito a M. Licinius Lucullus, cos. 73 a.C., adottato da Terenzio Varrone, il quale nelle fonti è anche denominato semplicemente M. Lucullus, o anche, secondo una ipotesi di F. Hinard (Les proscriptions de la Rome républicaine. CEFR 83. Roma 1985, 528ss.), a un suo omonimo figlio. La formula onomastica (praenomen e cognomen) è una moda affermatasi nella tarda età repubblicana, Nonnis 2015, 193 n. 63. Cfr. 2253.
Attestazioni. Orvieto CIL XI 6689.143. Villa, Montopoli Sabina (Muzzioli). Villa di Livia (Quaranta). A questi Quaranta aggiunge il frammento Coste 1970-71, 101 fig. 13, ora identificato come Novum CIL XV 1248/9.1 di M. Lurius Fe[---].
Datazione. Secondo quarto del I sec. a.C., v. 2253 e Novum CIL XV 2253/4.1. Decenni finali dell'età repubblicana Nonnis 2015.2, 261s. Un es. proviene da Montopoli di Sabina, da un contesto databile al più tardi nell'età claudia, v. E. Nardi, NSc 1890, 20; gli altri bolli ivi rinvenuti sono S. 68, S. 299, 668 e 670a. Nella Villa di Livia, "il bollo testimonia un probabile intervento augusteo, forse contemporaneo o di poco posteriore al 38 a.C., data del matrimonio di Livia con Augusto", Quaranta 2001, 99 n. 31.
CIL XV 2254
Forma: 110
1. M∙M
M. M( ).
Paleografia. Litt. antiquioribus.
Commenti. La trascrizione è di Dressel, che da il bollo come intero. Forse si tratta di un frammento di CIL XV 2253, che proviene dagli stessi scavi?
CIL XV 2255 compl. Fig. Tol 2012, calco a p. 173, tav. IV.1-2.
Forma: 110
Sig. 7.0+, 3.5. Lett. 2.5.
1. C∙MALLE
C. Malle(oli).
Edizioni. CIL XIV 4090.46. F. Barnabei - R. Mengarelli, NSc 1896, 200. A. Galieti, NSc 1915, 173 (Lanuvio?). Steinby 1978-79, 68 N. 91. A.M. De Meis, BCom 91 (1986), 48 figg. 8-9 (Antium, più ess.). G. Chiarucci, RACr 68 (1992), 124s. con fot. (Albano Laziale). Tol 2010, 111 N. 4 fig. 4; Facta 5 (2011), 130 N. 17, fig. a p. 133. G.W. Tol, A Fragmented History. Groningen 2012, 136, calco a p. 173, tav. IV.1-2. Tol - de Haas 2013, 153 n. 26. Chioffi 2022, 17s. Nn. 7-8, figg. 11-13 (fot. M. De Francesco). Ulteriori rinvenimenti in Nonnis 2015.2, 368.
Paleografia. Litt. pulchris et magnis (Dressel). M dai tratti laterali divaricati. Nel fr. 7 Chioffi vede un nesso MA con la A capovolta, v. la sua fig. 11. Nel disegno fig. 12 l'esiguo tratto trasversale della A non viene indicata.
Commenti. L'esemplare di Galieti conserva solo l'inizio, C∙M[---]. In base alla distribuzione l'officina sembra localizzabile tra Lavinium e Antium; Nonnis 2015.2, 368.
Invece di un gentilizio (Steinby 1987, 62) Nonnis vede nel nome abbreviato il cognomen Malle(olus), caratteristico di un ramo senatorio della gens Publicia e propone l'identificazione con C. Publicius Malleolus, questore in Cilicia nel 80 a.C. (RE Publicius 19). Da notare che come monetalis egli usa l'abbreviazione C. MALL, un antenato la forma C.MALLE C.F., Nonnis 2015.2, 368. Per il caso analogo di L. Malleolus produttore di anfore vinarie v. D. Manacorda, Opus 4 (1985), 146-148.
Datazione. Decenni iniziali del I sec. a.C. Nonnis 2015.2, 368.
CIL XV 2256 Fig. Filippi 1992, fig. 10.58.
Forma: 0
Sig. 9.3+. Lett. 2.5-2.6 (da calco)
1. MAIVS
infra sigillum rotundum magnum, in quo videtur esse luna crescens parva
Maius.
Edizioni. CIL XIV 4090.47. MNR III. Calco J. Coste TA 301 (es. frammentario, su bessale). Calco in Filippi 1992, fig. 10.58.
Paleografia. Testo retrogrado. Dressel: litt. solito maioribus non bonis.
Commenti. Il testo è accompagnato da un secondo timbro circolare, anepigrafe (diam. 7.0); la figura al centro, che Dressel interpreta come una piccola luna crescente, potrebbe invece essere la solita impronta di un chiodo.
CIL XV 2257
Forma: 999
1. M∙MARCVS ZOSIMVS F∙
M. Marc<i>us Zosimus f(ecit).
Edizioni. CIL XIV 4090.48.
Commenti. Secondo Dressel si dovrebbe leggere Marcius, poiché vi era probabilmente un nesso tra C e I o tra I e V.
CIL XV 2258
Forma: 110
1. Q∙M^VRCI
Q. Murci.
Edizioni. CIL I 2317, p. 1115. MNR III.
Paleografia. Litt. antiquioribus Dressel.
Commenti. Sulla gens Murcia e la produzione laterizia nel territorio di Segni F. Cifarelli, in Lazio e Sabina 4 (2007), 219-224.
Datazione. Prima metà del I sec. a.C. Nonnis 2015.2, 297.
CIL XV 2258 var. Fig. Colaiacono 2013, fig. 9.
Forma: 110
1. Q∙MVRCI
Q. Murci.
Edizioni. CIL I 2317. MNR III. Bernard 2011, 340, 341 var. F. Colaiacono, 'Segni. Villa in località Pradoro', in Lazio e Sabina 9, 428, fig. 9. Bernard 2016, 77 N. 1.
Datazione. Tardorepubblicano, Fentress - Maiuro. V. CIL XV 2258.
CIL XV 2259
Forma: 110
1. P^H∙M^F
Ph( ) M. f.?.
Paleografia. Litt. antiquioribus.
CIL XV 2260 compl. Fig. Anderson 2007, Pl. 11; calco Coste TA 74, 114.
Forma: 110
Sig. 11.7 ca., 3.3. Lett. 1.5, 1.0.
1. C PLA^ETORI
2. IVSTIANI
C. Plaetori Iustiani.
Edizioni. Coste 1970-71, 94. Calco Coste TA 114, 74. Anderson 2007, 26 N. 49 Pl. 11 (10 ess.), 36s. N. 13.
Paleografia. Litt. antiquioribus. Lettere esili e irregolari, spesso solo parzialmente impresse; O tonda, nelle A manca il tratto orizzontale.
Commenti. L'es. intero di Anderson completa la parte finale del testo delle due righe (secondo Coste mancano le I finali). Nella sua trascrizione anche la L viene erroneamente inclusa nel nesso A^E.
Novum CIL XV 2260/1? Fig. Calco e fot. da Di Matteo 2002-03, 309-311.
Forma: 110
1. PLAV[---]
Plau[---].
Edizioni. F. Di Matteo, NSc 2002-03, 309-311 con fot. e calco. ©Accademia Nazionale dei Lincei.
Paleografia. P aperta, L a uncino, A con traversa spezzata.
Commenti. L'es., rinvenuto nell'area di una villa residenziale nel suburbio di Roma (loc. Centroni), è lacunoso e di lettura problematica; Di Matteo non considera la lettera V che Nonnis 2015.2, 350 invece legge nel calco. Si tratta forse di un Plautius, v. i bolli seguenti.
Datazione. Per la paleografia, II sec. a.C. Nonnis.
CIL XV 2261 Fig. Stanco 2006.2, figg. 36, 37.
Forma: 110
Sig. 4.5, 2.0. Lett. 1.3.
1. L stella P^LA^V^TI
L. Plauti.
Edizioni. CIL I 2320 (Lommatzsch), p. 1116 (Krummrey). L. Quilici, NSc 1968, 74 fig. 62, fot. fig. 63 (Artena). Stanco 2006.2, 295s. N. 99, figg. 36, 37. MNR III.
Paleografia. Litt. antiquis Dressel. Lettere senza apici e shading, P aperta. Stanco vede il segno di interpunzione come una foglia.
Commenti. Nonnis 2015.2, 350 solleva la questione se il bollo 2263 possa essere riferito alla officina di L. Plautius.
Attestazioni. Lanuvio, Artena e dintorni, territorio di Segni, dove Nonnis 2015.2, 350 propone di localizzare l'officina.
Datazione. Età tardorepubblicana o augustea Stanco; per la paleografia piuttosto repubblicana. Forse prima metà del I sec. a.C. Nonnis 2015.2, 350.
CIL XV 2262
Forma: 110
1. M∙P^L^A^V^T
M. Plaut(i).
Edizioni. CIL I 2321 (Lommatzsch), p. 1116 (Krummrey). MNR III.
Paleografia. Litt. antiquis.
Datazione. I sec. a.C. Nonnis 2015.2, 350.
CIL XV 2263 I-II Fig. Nardi 1980, tavv. CCXII.2, CCXV.3; Moscetti 2002.2., N. 109; fot. AAR nvb_brickstamps_005333.
Forma: 110
I. Sig. 2.9, 4.5. Lett. 3.2 Stanco
II. Sig. 2.4, 4.5. Lett. 3.3 Anderson; 4.7, 2.5-2.7. Lett. 3.3 Biagini
1. P^L vel L^P
Pl(auti) vel P. L( ) vel L. P( ).
Edizioni. Nardi 1885, 127, fot. p. 128 tav. II.1. Quilici 1976, 317 fig. 53.a (3 ess., Castel Giubileo). G. Nardi, Le antichità di Orte. Roma 1980, 245, 247 Nn. 78, 89 tavv. CCXII.2, CCXV.3. Anderson 1991, 101 N. 228, fig. 61 fot. AAR nvb_brickstamps_005333. Stanco 1999, 176 Nn. 66-67 = Stanco 2006.2, 296 N. 100. Biagini 2000-01, 525-527 N. 2 fig. 23.2. Moscetti 2002.2., 74 N. 109 fig. a p. 85. Scheda Tenuta dell'Inviolata, Montecelio. P. Quaranta, in G. Messineo (a cura di), Saxa Rubra. Libreria dello Stato, Roma 2007, 207s. Moscetti 2020, N. 109.
Paleografia. Il bollo è in verticale (caratteristica non specificata da Anderson).
Commenti. Secondo Anderson uno scioglimento ragionevole sarebbe L. P(lauti), da confrontare con CIL XV 2261, mentre Biagini avvicina il bollo al contemporaneo Novum CIL XV 1387/8, L. Publ( ).
Attestazioni. Crustumerium Biagini. Stanco 2010, 67 Lucus Feroniae, case-botteghe, fase augustea; Orte.
Datazione. Rinvenuto in situ con CIL XV 1388 di età tardorepubblicana.
CIL XV 2264
Forma: 110/130
1. ∙PL∙
Pl( ).
Paleografia. Il bollo è in verticale. I segni di interpunzione sono molto vicini alle lettere.
Commenti. Dressel, che preferisce leggere ∙PL∙ piuttosto che ∙Z∙, scioglie Plauti o L. Plauti (cfr. CIL XV 2261).
CIL XV 2265
Forma: 210, forse 220
1. CN∙POMPI∙H^ERM∙
Cn. Pompi(us?) Herm(es).
Paleografia. Per la forma v. Steinby 1987, 25. Dressel: litt. sunt solito maiores et formae antiquioris. Gli occhielli delle P sono aperti.
Commenti. Per lo scioglimento del nome (incerto) si veda Bloch 1947.2,44. Secondo Blake 1947, 5 n. 26 si tratta di uno schiavo o un liberto di Pompeo Magno; cfr. CIL XV 1371.
CIL XV 2266
Forma: 999
1. C∙POMPONI
2. AGA^TOCLIS∙
C. Pomponi Agatoclis.
Edizioni. CIL XIV 4090.59.
Commenti. Cfr. Borghesi 1868, 294 N. 28.
Novum CIL XV 2266/7? Fig. Moscetti 2020, N. 77.
Forma: 110
1. AGA^TO[---]
Agato[clis?---]
Edizioni. Moscetti 2002.2, 72 N. 77 fig. a p. 83. Moscetti 2020, N. 77.
Commenti. La trascrizione di Moscetti - AGATH[OCLES] - viene smentita dalla fotografia. Forse un bollo del servo prima della manumissione, cfr. 2266.
Attestazioni. Roma, Ficulea Moscetti.
CIL XV 2267 corr.
Forma: 110
1. M∙PV^BLIL∙POTI
M. Publil(i) Poti.
Edizioni. CIL XV 2268. CIL XIV 4090.60a-b. MNR III.
Commenti. L'edizione del CIL (cfr. B. Cardoni, De Tusculano M. T. Ciceronis nunc Crypta-Ferrata adversus P. Joan. Lucam Zuzzeri, 35; Marini 1884 N. 1166) è completata per il nesso tra V e B in PVBLIL; pertanto CIL XV 2267 corr. risulta uguale a CIL XV 2268.
Datazione. Dressel: I sec. d.C. (cfr. CIL XV 2268)
CIL XV 2268. V. CIL XV 2267 corr.
CIL XV 2269 Fig. SAO inv. 21754.
Forma: 110
Sig. 9.9+, 2.3. Lett. 1.7.
1. coro- T∙QVINCTI ramus pal-
2. na SVAVIS mae stans
T. Quincti Suavis.
Edizioni. CIL XIV 4090.61. LSO 1224.
Paleografia. Litt. bonis. La palmetta occupa l'altezza di entrambe le righe.
Commenti. Dressel rimanda a F. de Clarac, Inscriptions grecques et romaines du Musée du Louvre II, 974, N. 590 a tav. LVIII.844, dove erroneamente lo si definisce titolo marmoreo.
Datazione. Dressel: I sec. d.C.
CIL XV S. 425* corr. Fig. SAO inv. 25278.
Forma: 110
Sig. 10.2, 3.5. Lett. 1.3, 1.2.
1. T∙FLAVI∙ZOSI'M
2. ET∙A^EM^IL INGENV^A^E
T. Flavi Zosim(i) et Aemil(iae) Ingenuae.
Edizioni. Garofalo Zappa 1971, 277 tav. V.19. LSO 1162.
Paleografia. La Z in r. 1 è retrograda.
Commenti. Le differenze tra l'edizione di Bloch (seguita da Garofalo Zappa) e quella di LSO sono dovute al fatto che Bloch aveva visto il bollo solamente in calco. Cade l'ipotesi di Bloch che il bollo potesse appartenere a un dolium.
